Addio Umberto Eco: le foto dei funerali al Castello Sforzesco

L'ultimo saluto di Milano a Umberto Eco: le foto dei funerali al Castello Sforzesco

funerali-umberto-eco3-bara-legno

L’uscita del feretro di Umberto Eco dall’abitazione dello scrittore: grande semplicità e nessun ornamento sulla bara (Foto Mariangela Campo)

Le foto dei funerali di Umberto Eco: il feretro ha lasciato l’abitazione del semiologo, filosofo e scrittore italiano poco prima delle 14, in direzione cortile della Rocchetta del Castello Sforzesco. Un addio di grande sobrietà quello scelto da Eco: cassa in semplicissimo legno senza ornamenti e rito laico, accompagnato da musica per volere della famiglia. Lunghissima la coda all’ingresso del Castello Sforzesco.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato una corona portata dai corazzieri oltre a un telegramma alla famiglia. Sono attesi il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, e dell’Istruzione Stefania Giannini. Dall’università di Bologna, dove Eco ha insegnato 41 anni, arriveranno insieme l’attuale Rettore Francesco Ubertini, e il suo predecessore Ivano Dionigi, con la toga e il gonfalone dell’Alma Mater. Attesa la presenza di Roberto Benigni e del vicesindaco di Bologna Silvia Giannini. In scaletta una serie di interventi di famigliari, tra cui un nipote 15enne, e di diversi amici, tra cui Mario Andreose ed Elisabetta Sgarbi con cui aveva intrapreso la creazione della nuova casa editrice La nave di Teseo. Atteso anche il sindaco di Milano Giuliano Pisapia.

IL RITO - Il funerale di Umberto Eco si è svolto all’insegna della semplicità con la presenza della famiglia, degli amici, delle autorità milanesi e delle istituzioni, ma anche con la presenza di migliaia di persone, giovani e meno giovani, che hanno voluto rendere omaggio al grande studioso. Il primo a parlare è stato il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, il quale ha ribadito la grandezza di Eco affermando che è stato e sarà sempre “il grande orgoglio di Milano”. Dopo Pisapia ha parlato il ministro dei beni culturali Dario Franceschini, il quale ha raccontato che la scorsa estate, durante l’Expo di Milano, l’Italia ha invitato i ministri della cultura di tutto il mondo per una conferenza, in cui a parlare del nostro Paese fu proprio Umberto Eco. In quella sala gremita di persone di colori diversi, vestite in modo diverso, ciascuno con una cultura diversa, Eco tenne un discorso breve ma intenso, in cui affermava che quelle persone, tutte così diverse tra loro, erano i diffusori della conoscenza reciproca dei popoli, quella conoscenza che evita i conflitti e le separazioni e che unisce e lega. A Franceschini è seguita la ministra dell’istruzione Stefania Giannini, che ha ricordato Eco nel suo ruolo di studioso e di maestro, un ruolo che ha ricercato e condotto per tutta la vita, con lo scopo di creare una cultura ispirata alla democrazia attiva. Poi è stata la volta dei rettori dell’Alma Mater di Bologna, che hanno ricordato affettuosamente il percorso di studio e di lavoro condotto da Eco nell’università bolognese. Hanno riportato anche un aneddoto: una studentessa, durante una lezione, ha chiesto al professor Eco che cosa sono i classici. Lui ha risposto dicendo che sono quegli autori che da giovani, da studenti, si odiano con tutte le proprie forze, ma che da adulti si amano, perché allungano la vita. I rettori hanno concluso affermando che perciò Umberto Eco fa già parte dei classici, perché leggendo i suoi libri vivremo tutti di più.

Sono intervenuti anche gli amici di sempre, Gianni CosciaLeo Colombo, ed entrambi hanno tessuto affettuosamente e con vera partecipazione gli elogi di Umberto Eco. In particolare Colombo ha raccontato un episodio che risaliva ai tempi in cui Umberto Eco doveva fare il servizio di leva. Prima di partire l’amico lo mise in guardia dicendogli di non fare quello troppo colto, perché avrebbe potuto subirne le conseguenze, in un ambiente così popolare. Dopo qualche tempo andò a trovarlo in caserma per vedere come se la passava: davanti alla porta della stanza di Eco c’era un ufficiale che gli ha sbarrato il passo. Colombo allora si è presentato, dicendogli di essere un caro amico di Umberto e che voleva vederlo, ma l’ufficiale rispose: “Il professore sta lavorando”. Dopo gli amici più cari hanno parlato di Eco Elisabetta Sgarbi, fondatrice della casa editrice “La nave di Teseo”, e Moni Ovadia, il quale ha ricordato le notti trascorse con Eco a raccontarsi storielle e barzellette. Una notte particolarmente lunga e divertente, Eco disse a Ovadia: “E adesso che io so tutte le tue barzellette e tu le mie, come faremo?” e Ovadia rispose che ci avrebbe pensato l’alzheimer a fargliele raccontare tutte daccapo. Infine, ha voluto rendere omaggio al nonno il nipote quindicenne che gli ha detto di essere orgoglioso di lui, anche se le sue parole sono state soffocate dall’emozione e dal pianto.

LE FOTO DEI FUNERALI DI UMBERTO ECO (foto di Mariangela Campo)

L’ultimo saluti di Milano a Umberto Eco: i funerali al Castello Sforzesco. Foto di Mariangela Campo per Wakeupnews

Pubblicato da wakeupnews su Martedì 23 febbraio 2016

 

Redazione
Foto di Mariangela Campo

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews