Addio a Vaclav Havel, leader della “rivoluzione di velluto”

PRAGA – Si è spento all’età di 75 anni Vaclav Havel, ultimo presidente della Cecoslovacchia, primo della Repubblica Ceca e leader della Rivoluzione di velluto del 1989 che rovesciò il regime comunista cecoslovacco.

Anche nelle vesti di drammaturgo, già ai tempi della Primavera di Praga del 1968, Havel soffriva da tempo di problemi all’apparato respiratorio. Nel 1996 aveva subito un intervento chirurgico per un cancro ai polmoni.

Havel è stato uno dei protagonisti massimi della Rivoluzione di Velluto che nel 1989 ha portato al crollo dei regimi sovietici. Tra il 1989 e il 1993 è diventato il primo presidente della Repubblica Ceca dopo la sua divisione dalla Slovacchia nel 1992. Rimase alla presidenza fino al 2003, quando gli successe Vaclav Klaus, uno dei suoi più decisi oppositori.

Orifinario di una famiglia benestante di Praga, Havel ebbe difficoltà a seguire gli studi superiori, dopo che il partito comunista, al potere dal 1948 con un colpo di stato appoggiato dall’Unione Sovietica, accusò la sua famiglia di simpatie filotedesche. Riuscì comunque a frequentare i corsi serali dell’ Università Tecnica Ceca di Praga fino al 1957.

Al termine del servizio militare, nel 1960 iniziò a lavorare nel teatro, prima come macchinista, poi come drammaturgo. Il suo primo lavoro messo in scena fu La festa in giardino (1963), mentre l’opera piu’ conosciuta in Occidente è Il Largo Desolato. L’accento fortmente politico delle sue opere gli costò la censura all’inizio della repressione lanciata dal governo dopo la Primavera di Praga del 1968.

L’attività politica di Havel si intensifica con la pubblicazione del manifesto Charta 77 in cui lo scrittore ed altri dissidenti criticano, prendendo spunto dall’arresto dei componenti la formazione musicale ceca di musica psichedelica dei Plastic People of the Universe, il mancato rispetto degli impegni assunti in materia di diritti umani dal governo cecoslovacco. Una presa di posizione molto dura che gli costò cinque anni di reclusione.

Dopo le libere elezioni del 1990, venne confermato presidente. Nonostante le crescenti tensioni interne, dalla presidenza Havel si oppose alla separazione della Cecoslovacchia, il cosiddetto Divorzio di Velluto, e il 20 luglio del 1992, dopo la dichiarazione di indipendenza della Slovacchia, diede le dimissioni, salvo poi essere rieletto alla presidenza della repubblica Ceca, ottenendo, seppur già malato di cancro, un secondo mandato nel 1998.

(Foto: adnkronos.com / hlavuhore.wordpress.com)

Stefano Gallone

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