Acquisto su Gli Stockisti: cosa fare se si è in attesa della merce?

I consigli della Polizia postale e delle associazioni dei consumatori per chi ha fatto acquisti su Gli Stockisti prima dell'oscuramento per evasione fiscale

(ph: newsitaliane.it)

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Era il paese dei balocchi dell’elettronica. Smartphone, televisori, consolle e videogiochi venduti a prezzi stracciati. Per anni il sito Gli Stockisti è stato un porto felice per tutti gli appassionati di strumenti e dispositivi hi-tec, riuscendo a cavalcare l’onda del successo nel campo dell’e-commerce. Il segreto della sua fortuna: l’evasione dell’Iva. Così, all’apertura del vaso di Pandora contenente gli “sporchi trucchi del mestiere”, da parte della Polizia e dell’Agenzia delle dogane, sono conseguite l’emissione di 18 ordinanze di custodia cautelare e l’immancabile chiusura del portale online. Alla luce di ciò, sorge spontanea una domanda: cosa succederà ora alle migliaia di persone che hanno di recente acquistato su Gli Stockisti e sono ancora in attesa della merce? Wired ha svelato la risposta.

PACCO IN ARRIVO – Il dirigente della Polizia postale esplicita che «l’autorità giudiziaria ha sequestrato il sito e non la società», ciò significa che l’azienda milanese che ha in concessione il marchio Stockisti, è ancora operativa. Pertanto, i clienti che abbiano acquistato un prodotto non dovranno far altro che attendere, tenendo conto che il Codice del consumo riconosce, per la consegna del bene, un tempo non inferiore a trenta giorni. Qualora, superato il termine, l’acquisto non fosse ancora giunto a destinazione, le associazioni di consumatori Adiconsum e Unc consigliano di contattare la polizia postale e di inviare immediatamente una raccomandata con ricevuta di ritorno alla sede legale dell’azienda per sollecitare il recapito.

CLIENTE NON PORTA PENA – È bene sottolineare che «Chi ha acquistato un bene e lo ha ricevuto, non avrà conseguenze legali, anche se l’azienda non ha versato l’Iva di quella transazione», scrive Wired. In futuro sarebbe comunque opportuno salvare le pagine web con le condizioni contrattuali e quelle pubblicitarie dall’offerta per verificare che il prodotto corrisponda alla promozione in rete e che le comunicazioni siano veritiere. In caso contrario, il consumatore potrebbe far valere i propri diritti all’Antitrust per comunicazione ingannevole.

RIMBORSI – Maria Pisanò, direttore del  Centro europeo consumatori Italia, spiega inoltre che, in caso di contestazione o di merce non consegnata, coloro che hanno effettuato il pagamento con carta di credito potranno fare richiesta di chargeback (storno dell’acquisto), mentre gli utenti che abbiano adoperato PayPal potranno fare reclamo direttamente alla piattaforma. Meno fortunati gli utilizzatori di carta di debito o bonifico, impossibilitati a richiedere il rimborso.

Antonietta Mente

@AntoMente

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