Acqua sulla Luna. Una nuova frontiera per i viaggi nello spazio

La sonda spaziale ”L-Cross” ha rilevato importanti tracce di acqua sul suolo lunare

di Adriano Ferrarato

Un importante scoperta eseguita sulla Luna potrebbe portarci nel giro di pochi anni a conoscere meglio il sistema solare. Il tutto è stato reso possibile grazie alla sonda “L-Cross”, che ha rilevato sul pianeta satellite rilevanti quantità di acqua.

La sonda “L-C.R.O.S.S.”  fa parte di un omonimo progetto della Nasa denominato Lunar Crater Observation and Sensing Satellite, il cui intento era proprio quello di verificare la presenza di molecole di acqua sulla superficie satellitare. Già qualche tempo fa una sonda indiana, la Chandrayaan-1, ne aveva individuato tracce considerevoli. Ma si trattava comunque di una quantità troppo ridotta.

La sonda “L-Cross” è riuscita però a far di meglio e ad integrare ulteriormente questi dati: in grado infatti di bombardare il terreno (lo ha fatto lo scorso 9 Ottobre) e raccogliere i detriti provocati dall’esplosione, riesce successivamente a renderne possibile lo studio sulla Terra. Secondo gli scienziati che si stanno occupando del progetto, grazie a questo strumento sono stati scoperti almeno 90 litri di acqua in forma ghiacciata. Essa si formerebbe ciclicamente grazie all’effetto combinato del vento solare e delle variabili temperature spaziali.

L’idea alla base della ricerca rientra nell’ambito di un ambizioso programma che dovrebbe riportare l’uomo, nel 2020, proprio sulla Luna. E la presenza di acqua diventa significativa per l’eventuale realizzazione di una stazione spaziale e la presenza di individui al suo interno. L’intento futuro e ipotizzabile è quello di utilizzare il pianeta responsabile delle maree sulla Terra come base per possibili ed affascinanti esplorazioni del cosmo spaziale e studi ancora più approfonditi sull’evoluzione e la storia dell’universo.

E’ passato molto tempo da quando in tanti sbalorditi osservarono l’Apollo 11 trasmettere i primi passi di Neil Armstrong sulla crosta del satellite che accompagna tutte le nostre notti. Da oggi, forse, questo pianeta non sarà più un punto di arrivo, ma una nuova partenza. Magari per conoscere Marte.

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