AC/DC: il groove bollente di ‘Rock Or Bust’ per una nuova genesi

rock or bust

Rock Or Bust è arrivato! Attenzione: è un disco esplosivo (metalinjection.net)

Rock Or Burst, ultimo disco delle pietre miliari del rock australiano marchiate con l’immortale acronimo AC/DC, sembra proprio aver soddisfatto le aspettative dei milioni di fan che attendevano la nuova creatura dal 2008.

IL GROOVE BOLLENTE DI ROCK OR BUST - Un disco bollente e accattivante che promette di scalare le vette delle classifiche mondiali in breve tempo, tentando di superare il super successo di Black Ice. Non sempre il nome vincente della band garantisce al suo nuovo album una qualità ben equiparata alla fama che lo precede eppure, questa volta, gli AC/DC hanno creato un lavoro sorprendente e degno del loro nome, sorvolando sulle difficoltà incontrante durante l’arco di un complesso 2014.

AC/DC: OLTRE LE INTEMPERIE - L’uscita dalla band dell’amato cofondatore Malcolm Young per gravi problemi di salute e le controversie legali che hanno investito Phil Rudd erano apparse come un terribile presagio per il destino di Rock Or Burst ma, nonostante il boom mediatico allarmante caduto sulla band negli ultimi mesi, gli AC/DC sono riusciti a risorgere dalle proprie ceneri con classe ed energia, spiccando il volo verso la vetta del successo senza mostrare cicatrici.

PRIMO DISCO SENZA MALCOLM - Rock Or Bust è il quindicesimo album internazionale e sedicesimo disco australiano pubblicato dalla band, uscito ufficialmente lo scorso 1 dicembre e preannunciato dalla diffusione del singolo Play Ball del 7 ottobre. Rock Or Bust è il disco più breve della storia degli AC/DC ed è anche il primo album registrato senza il supporto del leggendario chitarrista Malcolm Young ma, nonostante sia stato forgiato sotto il segno del cambiamento, propone un rock alla vecchia maniera che scavalca i limiti temporali per entusiasmare ancora oggi gli appassionati del genere.

GLI AC/DC FESTEGGIANO I 40 ANNI - Brian Johnson, frontman della band dal 1980, secondo re dell’impero AC/DC dopo l’indimenticabile Bon Scott, ha comunicato di aver scelto, originariamente, un altro titolo per Rock Or Burst: il disco avrebbe dovuto essere battezzato come Man Down ma la band, viste le condizioni di salute precarie di Malcolm Young, aveva ritenuto la frase di cattivo gusto e dal sapore pessimistico, optando quindi per un titolo più agguerrito e che non potesse essere accostato alla malattia del chitarrista.

IL TOUR 2015 - Nel 2015 gli AC/DC celebreranno i quarant’anni di carriera con un tour promozionale di Rock Or Bust con Stevie Young alla chitarra in sostituzione di Malcolm mentre, per quanto riguarda Rudd, non è stata ancora confermata la permanenza del batterista nella formazione dell’anno prossimo, nonostante Phil si sia attualmente dichiarato innocente nei confronti delle accuse di minacce di morte e possesso di sostanze stupefacenti.

L’assenza di Malcolm Young non ha arrestato la folle corsa degli AC/DC verso una nuova genesi (blabbermoutsh.net)

UN DISCO IN ONORE DEL ROCK ORIGINARIO - Questo scenario poco gioioso non ha però intaccato la pioggia di stelle caduta su Rock Or Bust, un disco che rimescola le carte vincenti della band con freschezza e brio, catapultando l’ascoltatore nella tana del buon vecchio e sano rock’n’roll. L’aura generale che vibra intorno a Rock Or Bust rispolvera il groove d’autore che dei secondi AC/DC – post Scott – ha fatto la fortuna. Brani come C.O.D, Hail Caesar o Fire Your Guns riprendono vita in vesti appena cucite attraverso le tracce dello scoppiettante nuovo disco.

LUNGA VITA AL ROCK’N’ROLL -  Il vincente e classico incrocio fra rock’n’roll, hard rock e blues rock che da sempre costituisce la colonna portante della stilistica degli AC/DC rappresenta in Rock Or Bust il magico sfondo su cui su muovono sonorità aggressive e potenti, in continua corsa verso l’esplosione dei sensi. La tenacia del disco è così prorompente da far quasi credere all’ascoltatore che gli AC/DC siano tornati nel vigore dei primi anni Novanta, distogliendolo dal pensiero di trovarsi dinanzi a cinque sessantenni ormai veterani del genere.

COME LA PRIMA VOLTA - La musicalità che scorre nelle loro vene sembra appena nata, vergine e immacolata, come se in Rock Or Bust  gli AC/DC si fossero destreggiati per la prima volta con il valoroso condottiero del rock. Una ventata di maestoso hard rock soffia su Rock Or Bust, una titletrack secca e cattiva che mostra già chiaramente la potenza sonora discioltasi intorno al nuovo disco degli AC/DC.

DAL BLUES ALL’HARD ROCK - La già nota Play Ball gira intorno a un rock’n’roll scanzonato e orecchiabile, condito da pura energia e indomabile irriverenza. Il retaggio di un passato glorioso torna a vivere con Rock The Blues Away, un brano sempreverde che raggiunge il pathos nel ritornello imponente, scoppiando di hard rock da tutti i pori. Un riff accattivante si snoda fra i vicoli di Miss Adventure, un esaltante viaggio nel groove colorato da sicurezza ritmica e grandiosità sonora. L’aria non si raffredda con Dogs Of War, una canzone dal gusto tremendamente blues rock che ondeggia sul beat ipnotizzando l’ascoltatore.

TORNARE GIOVANI CON GLI AC/DC - Uno spirito giovanile e ribelle regna sovrano su Got Some Rock & Roll Thunder, un treno in corsa dal ritmo incalzante che accelera verso lo scontro con un rock blues mordente. Quasi saltellante e dall’andamento spensierato, Hard Times è un intrigante inno all’hard rock imperniato da una sensualità sonora che accarezza l’orecchio.  Uno scoppiettante groove impazzisce in un rovente bagno nell’estasi del beat con il brano Baptism By Fire, rievocando vagamente la stilistica che legiferava su For Those About To Rock We Salute You.

FOLLE CORSA VERO IL GROOVE - Gli AC/DC non accennano ad arrestarsi nella folle corsa neanche in Rock The House, un brano dal ruvido tocco hard rock che lancia sul disco un riff blues e feroce come fosse una lama tagliente sul timido burro. Un po’ di mite suspense anticipa la scarica sonora di Sweet Candy, un brano che padroneggia il ritmo con beat secchi e linee melodiche concitate. Il gran finale di Rock Or Bust raggiunge l’apoteosi del groove con Emission Control, traccia farcita da una possente matrice blues rock che gira intorno a un riff reiterato e accattivante, accalappiando l’ascoltatore con un carisma felino  per disciogliersi in un ritornello audace e battagliero.

GRAN FINALE - Giunti al termine di Rock Or Bust, viaggiando fra le sue corde bramose di potenza, spunta il desiderio di fermare il tempo per ritrovare la quiete interiore. Un disco che colpisce e affonda l’ascoltare che resta attonito e tramortito dinanzi a una tale corpulenza sonora. Un impatto vincente fra musica, rabbia e fascino che non si confà ai deboli di cuore. Gli AC/DC vincono ancora una volta con un disco superlativo e affascinante, nonostante resti fortemente radicato nel loro habitat stilistico.

CLASSICO MA GUSTOSO - Rock Or Bust non rappresenta quindi il solito monotono disco sfornato da una band di veterani che suona ancora per non seminare lo scontento fra i fan accaniti ma è un vero e proprio messaggio che sancisce la sovranità degli AC/DC sul mondo dell’hard rock classico, un genere che resta in vita grazie a pilastri che non si sono arresi dinanzi ai repentini cambiamenti del mercato musicale e che continua a garantire una folta schiera di amatori.

“It’s A Long Way To The Top If U Wanna Rock’n'Roll”, così diceva una loro vecchia e celebre canzone. Gli AC/DC hanno realmente percorso questa lunga strada verso il rock e nel 2015 festeggeranno i 40 anni di attività (seventiesmusic.wordpress.com)

ALTRO CHE FINE: SEMBRA UNA GENESI - Un disco per appassionati di old school che riesce a entusiasmare anche gli estranei in materia grazie alla sua inguaribile verve mai boriosa e sempre convincente che è riuscita a portare sulle vette delle classifiche mondiali anche un genere inizialmente destinato a pochi. Nonostante si stiano diffondendo alcuni rumors sul probabile scioglimento definitivo degli AC/DC, Rock Or Bust appare come un disco ancora ricco di linfa vitale che non mostra segni di cedimento e, anche se si trattasse della loro ultima perla, resterebbe comunque un  lavoro godibilissimo che concluderebbe una lunga carriera con dignità e faville.

Se la scelta del titolo Rock Or Bust – “o il rock o la morte” – ha funto da rito iniziatico per la buona riuscita del disco, si può dire che gli AC/DC abbiano davvero “rockeggiato” in pompa magna, raggiungendo l’immortalità ancora una volta sulle vie impervie della musica più dura. Un rock classico ma gustoso che riscalda gli animi con un soffio di nostalgia, rievocando lo sprint del passato che si adegua all’attualità risultando contemporaneo e trascinante, catapultando gli AC/DC alle porte di una nuova genesi che molto ha da donare alle nuove generazioni.

Voto: 9

Rachele Sorrentino

@rockeleisrock

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