Tutte le accuse dell’Antitrust: ecco come Google aggira la concorrenza

La Commissione Europea accusa l'azienda di soffocare la concorrenza grazie alla sua posizione dominante. Nel mirino dell'antitrust finisce Google Shopping

googleL’Antitrust dell’Unione Europea ha aperto quest’oggi due procedure formali nei confronti di Google, accusata di aver violato la normativa vigente all’interno dell’organizzazione. Al termine delle indagini, sviluppatesi negli ultimi cinque anni, all’azienda è stato inviato uno “Statement of Objection” con l’accusa di «abuso della posizione dominante nel mercato della ricerca di internet». Contestualmente, è stata annunciata l’apertura di un’altra indagine formale, al fine di rilevare eventuali comportamenti in violazione della concorrenza per quanto riguarda il sistema operativo Android.

GOOGLE SHOPPING NEL MIRINO - Per quanto riguarda il primo punto, la Commissione Europea accusa Google di aver «sistematicamente favorito» i suoi prodotti all’interno delle pagine di ricerca generali. Nel mirino dell’Antitrust è finito Google Shopping, il servizio attraverso il quale l’utente può comparare i prezzi dei vari venditori online, che secondo l’Autorità sarebbe posto dal motore di ricerca in una posizione più favorevole rispetto a strumenti analoghi proposti da società concorrenti. Un atteggiamento che, secondo quanto riportato dalla Commissione, «viola le norme antitrust Ue perchè soffoca la concorrenza e danneggia i consumatori». «Temo che Google dia un vantaggio anticompetitivo ai suoi servizi di shopping, ora ha l’opportunità di convincerci del contrario, ma se l’indagine confermerà i nostri sospetti Google dovrà affrontare le conseguenze legali e modificare il modo in cui conduce gli affari in Europa», ha dichiarato il commissario alla concorrenza Margrethe Vestager.

L’ACCUSA NEL DETTAGLIO – In particolare, secondo l’accusa, dal 2008 Google avrebbe messo il servizio Shopping all’interno delle pagine di ricerca, a prescindere dalle parole digitate dall’utente. Inoltre, l’azienda non applicherebbe nei confronti del servizio di sua proprietà i criteri di penalizzazione validi per i concorrenti. Il risultato di queste misure è la visualizzazione, da parte dell’utente, non dei risultati più rilevanti rispetto alla ricerca eseguita, ma di quelli rientranti nella sfera di Google. Un comportamento che, per ovvie ragioni, scoraggerebbe le aziende concorrenti ad investire sull’innovazione, avendo queste maturato la consapevolezza di non poter competere per ragioni indipendenti dall’efficienza del lavoro svolto.

google

Margrethe Vestager, Commissario europeo per la concorrenza

LE ALTRE ACCUSE – A quanto pare però i punti dolenti per Google andrebbero oltre lo shopping. L’Antitrust ha difatti rilevato l’estrazione, effettuata dai sistemi di Google, di informazioni provenienti da altri siti, i cui dati vengono direttamente pubblicati nelle pagine dei risultati senza l’autorizzazione dei proprietari. Sotto la lente di ingrandimento vi sarebbero anche gli accordi conclusi da Google ed alcuni partner commerciali, al fine di favorire la pubblicità di ‘Big G’ a scapito della concorrenza. Infine, le indagini dell’Unione Europea si starebbero focalizzando su alcuni contratti proposti da Google a sviluppatori di siti e applicazioni, strutturati dall’azienda californiana in modo da rendere complicato il passaggio dai suoi servizi di pubblicità online a quelli delle altre aziende.

L’INDAGINE SU ANDROID – L’indagine ufficializzata questa mattina si concentra invece su Android, il popolare sistema operativo per dispositivi mobili prodotto dalla compagnia di Mountain View, nei confronti del quale l’Antitrust «cercherà di verificare se l’azienda ha stretto accordi anticoncorrenziali o abusato della sua posizione dominante nel campo dei sistemi operativi, applicazioni e servizi per smartphone». L’attività della Commissione è stata stimolata dalle accuse, avanzate da diversi sviluppatori, secondo cui Google ha di fatto realizzato un sistema che obbliga gli utenti ad utilizzare lo store online Google Play per l’acquisto di applicazioni, rendendo marginali tutti gli store alternativi per l’acquisto di App. «Gli smarthphone, tablet e simili giocano un ruolo crescente nella vita delle persone e voglio essere  sicura che il mercato in questa area possa fiorire senza limitazioni anticoncorrenziali imposte da qualche azienda», ha dichiarato la Vestager.

SANZIONI IN ARRIVO? - Cosa succederà qualora l’Autorità dovesse riscontrare delle irregolarità da parte di Google? Secondo il commissario alla concorrenza «tutte le strade sono aperte, compresa quella che porta alla multa. Per rimediare – ha aggiunto - Google dovrebbe trattare i suoi servizi di confronto “shopping” allo stesso modo di quelli dei suoi rivali, non vogliamo interferire con il design o con altre scelte, ma vogliamo che i consumatori siano certi di vedere i migliori risultati dello “shopping” e non solo quelli di Google se non sono i più rilevanti». A quanto detto finora va aggiunto che, secondo le indicazioni del Commissario Vestager, l’indagine potrebbe presto estendersi agli altri servizi offerti da Google, come Maps, Flight e Hotel Finder. Ora la palla passa all’azienda californiana, che avrà dieci settimane di tempo per presentare la sua documentazione, con la facoltà inoltre di richiedere un’audizione presso l’Antitrust europea.

Carlo Perigli
@c_perigli

foto: slashgear.com hispanidad.com

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews