Accordo Google-MiBAC: in arrivo una libreria virtuale

Nessuna polemica con gli editori: sono opere non protette da copyright

di Roberta Colacchi

Il ministero per i Beni e le Attività culturali e il colosso Google hanno presentato mercoledì uno storico accordo che permetterà a chiunque, in tutto il mondo, l’accesso virtuale a più di un milione di libri non coperti da copyright e conservati nelle Biblioteche Nazionali di Roma e Firenze.

Nei prossimi due anni opere di inestimabile valore, edite prima del 1860, verranno condivise in formato digitale in una collaborazione che secondo Google offrirà “un’importante contributo alla conservazione e alla divulgazione del patrimonio culturale italiano”. Dante, Leopardi, Galileo Galilei, Manzoni saranno proiettati nel terzo millennio ed andranno ad aggiungersi al vasto capitale di Google Books, che vanta un patrimonio di 12 milioni di testi frutto di precedenti accordi con altre quaranta biblioteche sparse in tutto il mondo. I libri saranno consultabili gratuitamente non soltanto sul portale di Google ma anche sui siti delle biblioteche stesse e sulla piattaforma Europeana, un progetto di digitalizzazione di contenuti eterogenei forniti da varie istituzione dei paesi membri dell’Unione Europea. Il costo per un’operazione di tale portata si aggira attorno ai 100 milioni di euro, che verranno “sborsati” interamente da Google, che metterà a disposizione anche uno scanning center in Italia.

Per Mario Resca, Direttore Generale per la valorizzazione del patrimonio culturale del MiBAC, l’accordo si prefigge tre obiettivi: la digitalizzare e la diffusione nel mondo di parte dell’enorme tesoro librario italiano; la sua conservazione per preservarlo dagli agenti atmosferici e dall’usura del tempo di modo che pur perdendo per qualche motivo il supporto cartaceo non se ne perda il contenuto; e in ultimo la promozione  in tutto il mondo della nostra cultura, che fa ora di Google il biglietto da visita dell’Italia.

Il Presidente della Global Sales Operations and Business Development di Google, Nikesh Arora ha definito l’accordo “un primo passo importante verso la realizzazione del sogno che ha guidato i fondatori di Google: la creazione di una biblioteca universale“. Sandro Bondi, ministro per i Beni e le Attività culturali, dà una forte rilevanza politica alla collaborazione tra i due trattandosi della “prima intesa a livello governativo che permette a un protagonista del web di accedere a un patrimonio librario nazionale” e che pone l’Italia all’avanguardia grazie alla possibilità di andare ad arricchire il patrimonio culturale della rete.

Già nel dicembre scorso la collaborazione tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali Google Italy aveva portato all’inserimento delle immagini panoramiche di Pompei su Street View, il servizio di Google Maps che consente agli utenti di navigare a 360° per le strade di molte città del mondo. Una passeggiata virtuale, sempre gratuita, che aveva dato inizio alla partnership tra i due e che Resca aveva definito un “matrimonio perfetto tra due soggetti leader mondiali: Google per il web e le nuove tecnologie, noi per quantità e qualità del patrimonio culturale” .

Ecco dunque la nuova frontiera di Internet, che ogni giorno di più consolida la sua importanza all’interno della nostra società, nonché il suo peso nell’ evoluzione della nostra cultura, tanto che viene da chiedersi come si è potuto vivere tanto tempo senza. L’accordo compiuto da Google e dal Ministero sembra muovere anche il primo passo verso la scomparsa della pratica dei prestiti dalle biblioteche, che spesso risultano poco agevoli per i lunghi tempi di attesa e di riconsegna. Insomma l’era in cui quasi tutto sarà alla portata di un semplice click del mouse si avvicina sempre di più.

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