Accese polemiche politiche accompagnano gli Europei 2012

Il campionato europeo di calcio di Polonia e Ucraina è cominciato, ma non si spengono le polemiche rispetto alle strumentalizzazioni politiche dell’evento calcistico.

Nel mese di maggio diversi partiti politici europei avevano aderito alla proposta di Angela Merkel di boicottare le partite che si sarebbero giocate in Ucraina, per protestare contro la detenzione e i presunti maltrattamenti a Yulija Tymoshenko, leader della rivoluzione arancione nel 2004 ed ex presidente ucraino.

La condanna di Yulija Tymoshenko a sette anni di carcere per abuso di potere e l’accusa di frode fiscale, sono state definite da lei stessa e dai suoi avvocati una «condanna politica», orchestrata dall’attuale presidente Vyktor Janukovych per mettere a tacere l’opposizione. Il caso della Tymoshenko sarebbe, infatti solo la punta dell’iceberg: altri undici rappresentanti politici contrari a Janukovych sono detenuti nelle carceri di Kiev e lo sciopero della fame e la denuncia delle precarie condizioni di salute di Yulija Tymoshenko hanno acceso i riflettori sul mancato rispetto dei diritti umani in Ucraina.

Dalla Germania sono partite le prime proposte di boicottaggio dell’evento sportivo Euro2012 e inizialmente diversi Paesi europei si sono schierati sulla linea tedesca. Nel corso delle settimane, però la posizione della cancelliera tedesca si è ammorbidita, anche di fronte alle possibili conseguenze di un gesto tanto plateale. Infatti il timore dell’Europa e, in primis, dell’altra organizzatrice degli europei, la Polonia, riguarda un possibile riavvicinamento dell’Ucraina al governo di Mosca.

L’equilibrio fra l’Ucraina e l’Unione Europea è molto fragile e la firma di un accordo che riconosca uno status di partner privilegiato dell’Europa a Kiev è ancora in discussione. Se l’accordo dovesse sfumare, Janukovych si troverebbe nuovamente attratto nella sfera d’influenza di Putin, e non è questo che vuole l’Europa. E non è questo che vuole la Polonia.

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Il grande Stato est-europeo, che da sempre guarda con sospetto la Russia, da anni si è fatto promotore dell’integrazione dell’Ucraina nell’Ue, ma le condanne per la detenzione di Yulija Timoshenko e i maltrattamenti subiti dai detenuti sono arrivate forti e chiare dal Presidente polacco Komorowski.

Alla vigilia della cerimonia di apertura del campionato europeo di calcio, Komorowski ha accolto infatti il capo in pectore dell’Opposizione Democratica ucraina, Arsenij Jacenjuk, lanciando un messaggio risoluto al suo omologo ucraino.

La posizione dell’Ucraina nel futuro dello scacchiere mondiale non è l’unica incognita che questo campionato europeo porta con sé. La vittoria agli europei di calcio, infatti, non riguarda un semplice risultato calcistico, ma porta con sé – o almeno così è stato nelle passate edizioni dell’evento – un aumento della fiducia e della coesione nazionale e un incremento dell’economia.

In questo contesto di crisi e di fragili equilibri politici, un successo calcistico sembra quindi auspicabile per tutti i governi – europei e ucraino – ma gli analisti finanziari guardano con apprensione a un’eventuale vittoria della Germania. Se è vero che una vittoria sportiva di questo calibro potrebbe risollevare le sorti di un governo, Angela Merkel potrebbe riaffermare il suo ruolo di leader nelle politiche economiche europee, proseguendo sulla strada della tanto criticata austerità.

Al contrario, se la vittoria andasse alla Francia, il neo Presidente Hollande potrebbe vedere legittimato il suo ruolo di traino nella ripresa economica europea. Fra l’altro, il governo di Hollande è l’unico ad aver scelto la strada del boicottaggio della manifestazione sportiva, rifiutandosi di partecipare alle partite nelle quali sarà coinvolta la nazionale francese.

Ancora una volta Hollande e Merkel contrapposti, ancora una volta due visioni opposte del futuro dell’Europa che si confrontano. Questa volta, a quanto pare, non risparmiando neppure l’arma del nazionalismo calcistico.

                                                                                                                                Martina Greco

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