Abercrombie & Fitch accusato di razzismo e discriminazioni

Dietro le quinte del noto marchio d'abbigliamento si nascondono atti di discriminazione e razzismo, a svelarlo è una dipendente


abercrombie & fitch

Atti di razzismo e discriminazione: queste le accuse rivolte a Abercrombie & Fitch, noto marchio d’abbigliamento americano, diffuso in gran parte del mondo. I diffamanti retroscena dell’azienda sarebbero venuti a galla grazie ad un’intervista, rilasciata su un magazine online, da parte di una sua dipendente. La giovane donna ha preferito mantenere l’anonimato per tutelare la sua persona, ma altresì la sua professione; non risulta infatti che abbia dato le sue dimissioni.

LE ACCUSE DI RAZZISMO – «Tossico e superficiale», così la studentessa universitaria, modella presso uno dei negozi A&F, ha definito l’ambiente in cui ancor oggi lavora. Gli episodi di razzismo raccontati dalla donna si sono svolti prima che l’amministratore delegato del marchio, Mike Jeffries, si licenziasse lo scorso dicembre. E pare che fossero proprio le visite dell’ex Ceo ad accendere la vena frivola e vuota dei responsabili di settore, che a poche ora dal suo arrivo, erano soliti mandare a casa - prima della fine del turno - i modelli di colore. Perché un brand di quel calibro può esporre solo la «creme de la creme», ovvero persone-manichino alte, magre e dalla pelle candidamente bianca.

Modelli di Abercrombie & Fitch (prezhilton.com)

LA TESTIMONIANZA DELLA DIPENDENTE«Ho cominciato ad odiare quel lavoro. Quello che all’inizio mi sembrava un divertente lavoretto part-time ora era per me causa di terribili nausee ogni volta che indossavo gli short cortissimi e i top striminziti messi a disposizione dalla compagnia.» Il quadro dipinto dalla dipendente ha i colori della moda e dello stile portati all’eccesso, al paradossale, al ridicolo. Abercrombie & Fitch ha una politica rigorosa e vacuamente esigente, la sua è una ricerca spasmodica del bello, del proprio personalissimo senso del bello. Un criterio di selezione utilizzato non solo nelle modalità di assunzione del personale, ma anche e soprattutto nella vasta gamma di prodotti offerti: dai i suoi scaffali sono state infatti bandite le taglie ’large’.

I PRECEDENTI – E pare che la linea di condotta della Abercrombie & Fitch sia già stata nel mirino delle polemiche. Già nel 2006, infatti, l’azienda si trovò a pagare una multa di 40 milioni di dollari, a seguito di una condanna per discriminazione. E fu lo stesso Mr. Jeffries a dare sostegno e fondamento al sistema di valori del noto marchio «Le persone di bell’aspetto attraggano quelle belle, e noi vogliamo un mercato di gente cool, di bell’aspetto… Molta gente non c’entra (con i nostri vestiti) e non può entraci».

 Antonietta Mente
@AntoMente

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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