Abbattere la povertà fra gli over 55: la proposta Inps che non piace a Renzi

Online il documento Inps di Tito Boeri che vorrebbe abbattere la povertà prelevando dai vitalizi e dalle pensioni d'oro, ma a Renzi la proposta non piace

Online il documento dell'Inps firmato da Tito Boeri sulle pensioni (www.urbanpost.it)

Online il documento dell’Inps firmato da Tito Boeri sulle pensioni (www.urbanpost.it)

Stamattina è stato diffuso online il documento redatto e firmato da Tito Boeri, presidente dell’Inps: si tratta di un documento di sessantanove pagine, corredato di note tecniche e stime finanziarie simulate secondo la scala di equivalenza OCSE, intitolato Non per cassa ma per equità, che vorrebbe abbattere la povertà fra gli italiani che hanno più di cinquantacinque anni ma che non hanno ancora maturato i requisiti per la pensione. I soldi per garantire un reddito minimo a queste persone e alle loro famiglie, secondo Boeri sono da prelevare nelle cosiddette pensioni d’oro – cioè tra le pensioni alte, che si aggirano sui cinquemila euro al mese – e medio-alte, tra i tremilacinquecento e i cinquemila euro mensili –  oltre che tra i beneficiari di vitalizi legati ad una carica elettiva, che ammontano a circa quattromila unità. L’Istituto nazionale di previdenza sociale aveva già presentato al governo le normative contenute nel documento lo scorso giugno, ma la proposta di Boeri pare che non si attuerà, almeno per il 2016. Lo si deduce dalle parole che il premier Renzi ha pronunciato riguardo al documento: «Alcuni correttivi proposti dall’Inps di Tito Boeri hanno un valore di equità: si chiederebbe un contributo a chi ha avuto di più di quanto versato. Ma non è il momento: bisogna dare fiducia agli italiani. Se metti le mani sulle pensioni di persone che prendono duemila euro al mese, non è una manovra che dà serenità e fiducia. Per carità, magari è pure giusto a livello teorico. Ma la linea di questa legge è la fiducia, la fiducia, la fiducia. E, dunque, non si tagliano le pensioni». Vediamo nel dettaglio cosa prevede il documento Non per cassa ma per equità.

SOSTEGNO DI INCLUSIONE ATTIVA PER GLI ULTRA CINQUANTACINQUENNI (SIA55) – I punti dall’1 all’8 del documento Inps «vogliono offrire una rete di protezione sociale almeno dai 55 anni in su. È la fascia d’età in cui la povertà è aumentata proporzionalmente di più rispetto alle altre classi d’età durante la Grande Recessione e la crisi del debito nell’area Euro […]. Le persone povere disoccupate con più di 55 anni sono infatti più che triplicate nell’arco di sei anni. Sarebbe il primo passo verso l’introduzione di quella rete di assistenza di base, di quel reddito minimo garantito, che oggi manca nel nostro Paese. Al di sopra dei 55 anni è molto difficile trovare un impiego alternativo […]. Al tempo stesso è proprio per via della lunghissima durata della disoccupazione fra gli over 55 rispetto alle altre fasce d’età, e dell’allontanamento dell’età della pensione di vecchiaia, che la povertà in questa fascia di età è aumentata così tanto durante la recessione.

La riforma delle pensioni proposta dal documento Inps non piace al governo e non si attuerà, almeno per il 2016 (www.lineadiretta24.it)

La riforma delle pensioni proposta dal documento Inps non piace al governo e non si attuerà, almeno per il 2016 (www.lineadiretta24.it)

La proposta normativa consiste nell’istituire un reddito minimo garantito pari a euro cinquecento (euro quattrocento nel 2016 e nel 2017) al mese per una famiglia con almeno un componente ultracinquantacinquenne. Il trasferimento, che prende il nome di Sostegno di Inclusione Attiva per gli ultracinquantacinquenni (SIA55), prende come riferimento la famiglia, intesa come nucleo che condivide la stessa abitazione. Nel caso in cui nel nucleo familiare vi siano altri soggetti oltre all’ultra55enne, l’ammontare della prestazione è pari all’importo per un single (euro cinquecento) moltiplicato per la scala di equivalenza OCSE modificata, che tiene conto delle economie di scala che si raggiungono condividendo la stessa abitazione. La famiglia di riferimento è il nucleo allargato così come definito ai fini ISEE (articolo 3, D.P.C.M. n. 159 2013). Questo significa che non solo l’ultra55enne, ma anche eventuali figli disoccupati beneficiano del trattamento.

Esempio: consideriamo una famiglia con due soggetti adulti, di cui uno con più di 55 anni. Poiché il parametro della scala Ocse modificata per questa tipologia familiare è pari 1.5, tale famiglia avrebbe diritto a un reddito minimo pari a 500×1.5, ovvero euro settecentocinquanta al mese. Ora, se la somma dei redditi da lavoro mensili di queste due persone fosse pari a euro cinquecento al mese, il valore della prestazione ricevuta ammonterebbe a euro duecentocinquanta».

Il documento Inps continua parlando del ricalcolo delle pensioni, riferendosi sia alle pensioni alte e medio-alte sia ai vitalizi e dichiarando che bisognerebbe procedere a un vero e proprio ricalcolo delle pensioni secondo il metodo contributivo oggi applicato a tutti i nuovi lavoratori. Inoltre, il documento propone anche un riordino delle prestazioni assistenziali, parlando di una cattiva selettività degli strumenti esistenti.

Mariangela Campo

@MariCampo81

 

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