Abbattere due milioni di gatti, il piano del governo australiano

gatti

(fonte: imacwallpapers.com)

Sopprimere circa due milioni di gatti selvatici entro i prossimi cinque anni. È questo che prevede la decisione appena presa dal governo federale dell’Australia per fare fronte all’estinzione di numerose specie animali prese d’assalto dai felini.

GATTI PREDATORI - Secondo quanto stabilito dal governo australiano sarebbero 120 le specie animali, native del continente, ad essere a rischio estinzione e, tra la cause scatenanti, i gatti giocherebbero un ruolo fondamentale, poiché temibili e astuti predatori.
Per mettere un freno a questa ecatombe, si conta infatti che i 20 milioni di felini australiani sia responsabili della morte di oltre 75 milioni di animali ogni giorno, è partita una vera e propria guerra contro i gatti selvatici, che verranno abbattuti e ammazzati tramite la creazione di esche contaminate dal veleno. Inoltre è stata istituita un’applicazione per smartphone e tablet, la FeralCatScan, che consentirà agli abitanti di segnalare le aree prese di mira dai gatti. «Entro il 2020 voglio vedere due milioni di gatti selvatici abbattuti e le misure di controllo applicate su 10 milioni di ettari» ha commentato il ministro dell’ambiente Greg Hunt, spiegando la necessità del suo intervento.

ANIMALI IN VIA DI ESTINZIONE - Una decisione che pare essere estrema e al limite dell’incredibile che però, giustifica il Commissario australiano per le specie minacciate Gregory Andrews, dovrebbe servire per preservare la fauna selvatica.
Inoltre è stato avviato un vero e proprio piano di controllo anche sui possessori di gatti domestici, a cui verranno estese nuove regolamentazioni per la sterilizzazione e per l’utilizzo di microchip e, sostiene l’ecologista Damien Licari ai microfoni di Abc Radio, «bisogna prendere provvedimenti perché non sia loro permesso di uscire. Non c’è dubbio che cani e gatti domestici abbiano un impatto devastante sui piccoli mammiferi e sugli uccelli delle aree urbane».

(fonte: greenstyle.it)

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UNICA SOLUZIONE POSSIBILE? - La decisione è stata accolta con notevoli critiche dal mondo animalista, e non solo, e ci si interroga se non sia prima più utile ed etico intervenire con mezzi meno catastrofici e crudeli, che prevedono l’assassinio di animali che rispondono solamente alla loro natura. Inoltre sarebbe forse più utile preservare le specie animali e il territorio australiano tramite pratiche sociali quotidiane che coinvolgano la popolazione e aiutino ad un’educazione più consapevole, soprattutto riguardo alla sterilizzazione e alla formazione di zone e colonie controllate di gatti.  La caccia e l’uccisione non sembrano mai essere le soluzioni migliori.

Alessia Telesca

foto: imacwallpapers.com; greenstyle.it

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