Abballamm’ a Ravello: karma e giovani danzatori sul palco dei sogni

Al Ravello Festival 2° anno del progetto Abballamm': la rassegna diventa residenza artistica per sperimentazione e giovani danzatori. Applausi per il Palestinian Karma e il progetto tutto campano Revolving Karma

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Il palco del Festival di Ravello è, a ragion veduta, uno dei più belli dal punto di vista scenografico, nonché uno dei più ambiti nelle rassegne estive da attori, cantanti e ballerini. Ma se è vero che danzare a certi livelli è fortuna di pochi eletti, a volte i sogni possono trasformarsi in realtà almeno per una notte. Al suo secondo anno di vita, il progetto Abballamm’, creato da Laura Valente con la responsabilità di Gennaro Cimmino, ha riportato sul palco a strapiombo sulla costiera amalfitana un folto gruppo di giovani danzatori, residenza artistica per una notte a culmine di un lavoro di preparazione condotto dai coreografi ospitati dal Festival.

Sabato 22 luglio è stato il turno del progetto maliano-palestinese dell’Accademia Nazionale di Danza – con la compagnia palestinese Sareyyet Ramallah – e dei circa 40 allievi tersicorei provenienti da centri di formazione di tutta la Campania, selezionati da Fabrizio Esposito all’International Dance Day di Montoro nella scorsa primavera, cui madrina per l’occasione fu Carla Fracci.

IL KARMA DELLA PALESTINA E QUELLO DI TIRRENO

Sul palco due coreografie inedite: Palestinian Karma, di Bassam Abu Diam, dedicata al tema dei muri da abbattere e alle storie di emigrazioni ed integrazioni e Revolving Karma dello stesso Esposito: una rivisitazione del mito di Tirreno in cui il karma viene propriamente inteso come relazione di causa-effetto, connessa non solo ai comportamenti, ma anche e soprattutto alle emozioni.

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Un lavoro intenso il Palestinian Karma della Sareyyet Ramallah Dance Company, con danzatori di svariate nazionalità interamente vestiti di nero, accompagnati dalle suggestive musiche dal vivo di Majdi Lalla e Ahmed Taonbouz. Un crescendo che sconfina in un finale quasi teatrale, per 25 minuti di coreografia in cui spiccano le individualità fisiche e tecniche.

Di segno quasi totalmente opposto il Revolving Karma di Fabrizio Esposito, sia per i colori dei costumi che per l’impatto visivo del corpo di ballo. Proprio perché si è trattato di un progetto che ha avuto a che fare con la formazione di giovani lavoratori dello spettacolo, Esposito ha coinvolto un team in tutto il processo creativo: «Ho assegnato la creazione di alcune coreografie a Fioravante Botta Luigi De Stefano, prezioso è stato l’aiuto come assistenti alle coreografie di Luigi Pagano e Luisa Clemente, i costumi in scena sono stati disegnati da Manuel Calabrese, per la ricostruzione della drammaturgia e la scrittura di alcuni interventi di prosa presenti nel balletto è intervenuta Maria Rosaria Carifano, la voce fuori campo che ha dato vita alle parole di Tirreno è dell’attore Giuseppe Pavarese».

Le palpabili emozioni dei ballerini selezionati per il progetto (tutti under 25 e molti addirittura minorenni) si sono trasformate sul palco in coralità dell’azione e suggestione della messa in scena. Un bel banco di prova per i 40 giovani danzatori, superato a pieni voti.

IL FLASHMOB IN PIAZZA DUOMO

Poche ore prima, gli stessi protagonisti della serata si erano esibiti sul sagrato di piazza Duomo in un flashmob dedicato a tutti i popoli che lottano per abbattere muri e barriere. Il Ravello Festival, alla sua 65a edizione, continua ad osare e spiazzare, mescolando sacro e profano, eccellenze ed aspiranti star. Ed il pubblico, turistico ma anche fidelizzato, continua a premiare le scelte. Che sia di monito per tutti gli altri: volere è potere. Forse anche dovere.

Francesco Guarino
@fraguarino

Foto via Facebook Ravello Festival, Facebook EtMotion – Dance, Projects, Event

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