A Villa Torlonia l’arte della ghisa tra Ottocento e Novecento

ROMA– Aperta da più di un mese e mezzo “L’imprevedibile leggerezza della materia. L’arte della ghisa tra Ottocento e Novecento”, mostra ospitata a Casina delle Civette di Villa Torlonia fino al 25 settembre. Dimora del principe Giovanni Torlonia jr fino al 1938, risultato di una serie di trasformazioni dell’ottocentesca Capanna Svizzera, Casina delle Civette, dal 1978 proprietà del Comune di Roma, diviene location ideale per ospitare l’esposizione tra le sue vetrate, maioliche, decorazioni a stucco e gli eleganti ferri battuti.

Curata da Raffaella Bassi, Cesare Biasini Selvaggi, Maria Grazia Massafra, la mostra, prima nel suo genere in Italia, documenta con circa 30 opere l’impiego della ghisa, il significato iconografico dei suoi motivi decorativi e la sua fortuna nell’arte applicata tra Ottocento e Novecento, sia nell’arredo urbano che in quello domestico.

Mascheroni umani e mostruosi, leoni, satiri, fauni, draghi, serpenti, cornucopie di frutta e fiori, accompagnano il visitatore arricchendo quelli che dovevano essere semplici oggetti funzionali con un ricco repertorio ornamentale: ci si stupisce quindi ammirando la bellezza e la peculiarità di lampioni antropomorfi e zoomorfi, ringhiere, fontanelle, vasi, porta ombrelli, carboniere, roste, picchiotti e maniglie per portoni, provenienti dalla collezione della Fondazione Neri-Museo
Italiano della Ghisa, il più importante centro di ricerca in Europa sull’arredo urbano.

Tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, infatti, molti manufatti destinati all’illuminazione e all’arredo urbano sono realizzati in fusione di
ghisa: con la loro presenza contribuiscono a trasformare il volto delle città, divenendo anche una delle espressioni più significative della nascente industrializzazione. L’impiego della ghisa ha dato prova di estrema creatività anche in oggetti di più modeste dimensioni destinati all’interno della casa o al giardino: stufe, piastre da camino, carboniere, vasi, realizzati anch’essi per rispondere a una determinata funzione, ma che spiccano per le raffinate soluzioni ornamentali.

Nella Dipendenza, attraverso istallazioni e tavole didattiche, viene illustrato il processo di produzione dei manufatti in ghisa e sono esposti alcuni rari cataloghi dei prodotti delle più importanti fonderie operanti in Europa tra l’Ottocento e il Novecento. Un’ampia raccolta di cartoline d’epoca, documenta i manufatti in ghisa presenti nelle città italiane.

Uno spazio di rilievo, infine, è dedicato a Duilio Cambellotti, l’artista-artigiano che ha legato il suo nome a molte delle vetrate che abbelliscono la Casina delle Civette, autore di uno straordinario lampione disegnato nel 1896.

di Benedetta Rutigliano

Informazioni
www.museivillatorlonia.it

Dal 13 aprile al 25 settembre 2011 ore 9.00-19.00 (la biglietteria chiude 45 minuti prima). Chiuso il lunedì.

Biglietto unico integrato Casina delle Civette, Casino Nobile e Casino dei Principi con Mostra: € 10,00 intero; € 8,00 ridotto
Per i cittadini residenti nel Comune di Roma (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza) € 9,00 intero; € 7,00 ridotto

Biglietto unico Casina delle Civette e Mostra € 4,00 intero; € 3,00 ridotto

Per i cittadini residenti nel Comune di Roma (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza) € 3,00 intero; € 2,00 ridotto

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