A teatro questa settimana

Toni Servillo legge Napoli - al Piccolo Teatro di Milano fino al 18 dicembre

Consueto appuntamento settimanale con i consigli per una serata a teatro, arte in cui il nostro Paese vanta una lunga tradizione e che anche nella contemporaneità è in grado di offrire progetti e sperimentazioni di grande interesse, esportati in tutto il mondo, come il Teatro Patologico di D’Ambrosi, dal prossimo 15 dicembre a New York e a cui il nostro giornale ha dedicato un approfondimento.

Che cosa succede invece entro i confini nazionali? Tantissimo e come sempre è d’obbligo una selezione, toccando le due maggiori città italiane – Milano e Roma – ma fermandosi questa volta anche nella cosiddetta ‘provincia’, dove in fondo non mancano mai buone occasioni per vedere spettacoli di qualità.

Nel capoluogo lombardo abbiamo scelto il Piccolo Teatro dove fino al 18 dicembre è in scena una realtà molto diversa da quella meneghina. Sul palco del teatro fondato da Paolo Grassi sale infatti l’attore casertano Toni Servillo, con Toni Servillo legge Napoli, spettacolo-reading di testi di autori ‘classici’ partenopei (Salvatore di Giacomo e Eduardo de Filippo solo per citare i due ‘maestri’). Servillo padroneggia appieno la lingua di Napoli, quella degli autori del primo Novecento come quella più strettamente contemporanea, e riesce ad alternare la lettura di brani tradizionali di chiara fama a pezzi inediti. Tutti raccontano frammenti di Napoli e offrono chiavi di lettura spesso inusuali nei confronti di una città che, si ripete spesso, ha mille contraddizioni, ma che pochi hanno davvero voglia di affrontare, conoscere e comprendere.

Nella Città Eterna l’invito è invece al Teatro Vittoria, nel quartiere Testaccio. È pratica diffusa che dai libri siano tratte pellicole cinematografiche, ma questa volta dalle pagine cartacee si passa alle assi di un palcoscenico con Salvatore e Nicola, di Ascanio Celestini e con Giorgio Tirabassi, liberamente ispirato al volume Lotta di classe dell’attore, regista e scrittore romano. Dal 6 al 18 dicembre la commedia va in scena al Vittoria, raccontando al pubblico la vicenda di due fratelli, Salvatore e Nicola appunto, la cui esistenza è segnata non solo dalla realtà in cui nascono e vivono (la periferia romana esterna al GRA), ma da un insieme di sogni e desideri di emancipazione che da questo ambiente tende ad allontanarli. I due sono molti diversi, hanno aspettative e visioni differenti del mondo, ma ciò che li accumuna è proprio la lotta di classe, quella che affrontano ogni giorno tra lavoro precario, alienazione urbanistico-sociale, corsa per la conquista di un posto nel mondo e nella società. Corsa metaforica, ma corsa anche fisica, lungo quei 5 piani di scale che sembrano non finire mai…

La locandina della scorsa stagione di Contrappunti

Dalla periferia romana alla ‘periferia’ italiana. Padova è una di quelle città di dimensioni medie che rientrano in questo concetto, spesso venato di accezioni negative ma talvolta sinonimo di migliore qualità di vita, minore stress urbano, ritrovata dimensione di socializzazione e così via. In questo caso periferia è anche grande qualità teatrale, con la XVI edizione della rassegna Contrappunti, organizzata da Tam Teatromusica, dal 10 dicembre al Teatro delle Maddalene (via S. G. da Verdara 40). Il programma di Contrappunti si articola in fasi diverse, destinate a prolungarsi fino alla primavera 2012, iniziando da un primo ‘blocco’, tra dicembre e il prossimo gennaio, che inaugura sabato 10 dicembre alle 21 con il Canto dell’albero, ispirato al libro di Jean Giono L’Uomo che piantava gli alberi e dedicato al 2011 Anno Internazionale delle Foreste.

Successivi appuntamenti saranno con Picablo (dal 16 al 21 dicembre), ispirato ai principi del cubismo di Picasso, e Anima Blu (20-22 gennaio), nutrito invece dalle suggestioni di un altro artista, il russo Marc Chagall. Conclusione della prima parte della rassegna sarà Circoparola (27 e 28 gennaio 2012), confronto tra il linguaggio circense e le forme espressive dell’arte coreografica e drammaturgica di Silvia Gribaudi e Tiziano Scarpa.

Laura Dabbene

Foto teatromancinelli.com; padovacultura.padovanet.it

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