A Roma la poesia…è di Casa

Dal 14 gennaio al 27 marzo 2010 la Festa della poesia anima il cuore della Capitale

di Laura Dabbene

1232037777988_poesieROMA – La recente scomparsa di una delle voci più significative della poesia del Novecento, Alda Merini, stimolò una riflessione sul valore della produzione letteraria in versi, troppo spesso trascurata e dimenticata nel nostro panorama culturale. Proprio in questa direzione, quella di una rivalutazione di un genere letterario ricchissimo di potenziale comunicativo, si muovono a Roma tre importanti istituzioni culturali, la Sala Santa Rita, la Casa della Memoria e della Storia e la Casa dei teatri.

Promotori di una serie di incontri ed iniziative, i tre centri culturali vedranno, dal 14 gennaio al 27 marzo, una vera Festa della poesia che,  articolata in tre momenti differenti, desidera proporre uno sguardo a 360 gradi sulle maggiori correnti artistiche, dalla poesia romantica dell’Ottocento all’esperienza della Beat Generation, dalla canzone d’autore, che è poesia in musica, alle tradizioni di versificazione delle culture afroamericana e mediorientale.

Visioni è il titolo scelto per i tre incontri alla Sala Santa Rita (14, 21 e 28 gennaio, ore 17,30), dove i temi della poesia del secolo XIX e della canzone d’autore italiana offriranno lo spunto non solo per la lettura di brani significativi, ma anche per l’ascolto di opere musicali che capaci di ampliare ed approfondire l’aspetto più emotivo e sensitivo del verso poetico, che con il suo ritmo e il sistema di scansione delle sillabe è in grado di creare una musicalità estranea alla narrazione in prosa.

In accordo con la sua vocazione di motore di cultura sensibile ai temi politici e civili la Casa della Memoria e della Storia (4, 11, 18 e 25 febbraio, ore 17,30) offrirà invece un percorso diverso, La poesia civile. Attraverso i quattro incontri sarà possibile un approfondimento su diversi ambiti in cui la poesia è diventata sinonimo di impegno politico e di denuncia, dall’esperienza di Bertold Brecht e Franco Fortini a quella delle grandi voci della letteratura spagnola, Federico Garçia Lorca e Rafael Alberti, fino alla più recente produzione degli autori afroamericani ancora poco note in Italia. La capacità della poesia “impegnata” di guardare ed interpretare le vicende della storia, rileggendo i problemi della società con forte carica passionale, mostra bene quella che può essere la sua funzione sociale, che arricchisce e completa il suo essere puro piacere estetico ed esperienza artistica.

poesiaAlla poesia che diventa spettacolo, intrecciandosi con le esperienze del palcoscenico, sono dedicati gli appuntamenti de La poesia va in scena, alla Casa dei teatri (6, 13, 20 e 27 marzo, ore 11,30). Attori ed attrici daranno non solo voce, ma anche un’interpretazione fisica e gestuale, ai testi poetici della tradizione del Vicino Oriente, all’originalità verbale dei libretti d’opera, spesso soffocata dal predominio dell’aspetto musicale, e all’innovazione linguistica della poesia della Beat Generation.

Una festa poliedrica e multiculturale quindi quella che le tre Case propongono con la collaborazione dell’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma e con Zètema Progetto Cultura. Un viaggio su diversi livelli dove ogni esperienza di poesia verrà illustrata in relazione al contesto storico, storico-artistico e culturale in cui è nata e in cui si è trasformata: perché, come ogni manifestazione espressiva, anche la poesia è figlia del proprio tempo e per capirla ed apprezzarla occorre conoscerne gli ambienti d’incubazione.

Nulla nasce dal nulla. Nulla nasce per caso.

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