A Roma arte e media si fondono con “Warhol: Headlines”

Andy Warhol "Fate Presto", 1981 acrylic and silkscreen ink on canvas, three panels (each panel: 270 x 200 cm)

Roma – Andy Warhol e pop art, un binomio indissolubile perché un concetto evoca immediatamente l’altro, il passaggio è istantaneo e non serve neppure fermarsi a riflettere perché i due elementi si congiungano.

Ma la mostra che da oggi a Roma celebra Andy Warhol non si limita – come hanno fatto esposizioni più “facili” – a proporre i più famosi lavori del geniale Warhol – dalle sue icone serigrafate come Mao, Marilyn o Liz Taylor, alle scatole di Brillo e di zuppa Campbell, fino ai suoi progetti multimediali che lo videro collaborare con i Velvet Underground e la creazione della sua famosa Factory – bensì accoglie una serie di opere, alcune delle quali mai esposte prima – ottanta fra dipinti, disegni, stampe, fotografie, sculture, film, video e televisione – che raccontano lo stretto legame che legò Andy Warhol e i mass media, soprattutto i giornali.

La mostra, ospitata dagli spazi espositivi della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma,  è stata organizzata dalla National Gallery of Art di Washington, in collaborazione con The Andy Warhol Museum di Pittsburgh,la Gnam di Roma e il Museum für Moderne Kunst di Francoforte. E proprio Washington e Francoforte sono state le prime due tappe di questa interessante mostra itinerante, mentre la prossima città del tour sarà Pittsburgh.

L’arte e i mezzi di comunicazione di massa hanno iniziato il loro percorso comune con l’avvento dell’elettricità, come ci spiega Walter Benjamin nel suo saggio L’opera d’arte all’epoca della sua riproducibilità tecnica, perché è l’elettricità che ha permesso la “massificazione” dell’arte e la sua riproduzione su larga scala.

Così gli headlines – cioè i titoli di testa – sono protagonisti di molte opere di Warhol, soprattutto perché il padre della pop art fu sempre affascinato – ossessionato? – soprattutto dai tabloid, tanto che il gossip entrò a pieno titolo nelle sue opere anche perché, ricordiamolo, Warhol strinse amicizie con alcuni dei personaggi più cool della sua epoca.

Warhol: Headlines ha il pregio di non presentare solo il prodotto delle “elucubrazioni” socio-artististico-intellettuali dell’artista, ma di catapultarci nello stesso processo creativo, di farci comprendere la genesi e l’evoluzione dell’arte di Warhol.

Così Fate presto– la più grande opera “giornalistica” di Warhol – assume una doppia valenza perché il grandioso trittico – in prestito dalla Reggia di Caserta, riproduce la prima pagina de Il Mattino di Napoli del 23 novembre 1981,

Andy Warhol and Keith Haring "Untitled - Madonna, I'm Not Ashamed", 1985 synthetic polymer, Day-Glo, and acrylic on canvas (50.8 x 40.6 cm)

commissionato dal gallerista napoletano Lucio Amelio in occasione del disastroso sisma in Irpinia – è la sola opera con titolo non in inglese che ben rende la potenza espressiva del filone artistico di Warhol, filone proposto in una lunga serie di disegni, ritagli, studi per impaginazione, finte notizie ispirate a vere notizie, lanci di agenzia.

Anche il tema della riproduzione seriale si sviluppa a partire da questo punto, nel tentativo di sbugiardare la realtà alternativa creata da tabloid e dalla televisione.

«Prima che mi sparassero, avevo sempre pensato di essere più di là che di qua, avevo il sospetto di guardare la televisione anziché vivere una vita. A volte la gente dice che nei film le cose accadono in modo irreale, ma a dire il vero è nella vita che accadono in modo irreale. Nei film le emozioni sembrano vere e potenti, mentre quando la stessa cosa ti accade davvero, è guardare la tv: non provi niente. Proprio quando mi hanno sparato da allora in poi, ho capito che stavo guardando la televisione» ha dichiarato lo stesso Warhol nel1975 a proposito di come la realtà dei media sembri ancora più vera di quella reale.

Il passaggio dagli headlines alle opere più famose – quelle che nel pieno spirito pop sono ormai riprodotte su piatti, quaderni, tende, vasi, bicchieri, magliette, borse, cappelli, occhiali, tappeti e persino tavolette del wc – è ben percepibile nei lavori realizzati a quattro mani con Jean-Michel Basquiat e Keith Haring, veri guru del graffito metropolitano e perfetti contraltari dell’estro di Warhol.

Un’esposizione che merita di essere visitata, soprattutto se volete sapere come Warhol divenne il genio della pop art e come i media e la tecnologia influenzarono il suo modo di interpretare l’arte. Niente di banale e niente di ovvio, ma l’espressione artistica dei suoi tempi. Ma anche di quello in cui viviamo oggi.

Warhol: Headlines è alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna a Roma dal 12 giugno al 9 settembre 2012. Orari di apertura: dal martedì alla domenica 9.30-19 (la biglietteria chiude alle 18.45). Biglietti: solo museo 8 euro (ridotto 4 euro); solo mostra 10 euro; mostra e museo 14 euro.

Francesca Penza

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews