A Perugia per indagare l’universo onirico

Un’immersione nel sogno dal Simbolismo al contemporaneo, dall’arte al cinema

di Benedetta Rutigliano

Böcklin – Kentaurenkampf (1872)

PERUGIA - Da sabato 25 settembre si sono aperti  i sipari su il “Teatro del sogno da Chagall a Fellini”, mostra curata da Luca Beatrice all’interno degli spazi della Galleria Nazionale dell’Umbria, allestiti come le quinte di un palcoscenico.

Oltre 100 le opere esposte, legate dal fil rouge del sogno, in un percorso che si sofferma sui protagonisti assoluti delle arti figurative e del cinema, a partire dal primo Novecento sino al contemporaneo.

Delle quattro sezioni, in dialogo tra loro, “Simboli” ospita nomi come Umberto Boccioni, Arnold Böcklin, Paul Klee, Max Klinger, Plinio Nomellini, Gaetano Previati. Surrealismiè certamente da considerarsi il cuore dell’esposizione.

Le teorie freudiane elaborate ne L’interpretazione dei sogni (1899) aiutano André Breton nella stesura del Manifesto (1924) del Surrealismo, movimento che indaga l’universo onirico spaziando dall’arte, al teatro, alla letteratura, al cinema. Qui figurano opere di Marc Chagall, Salvador Dalì, Giorgio de Chirico, Paul Delvaux, Max Ernst, Renè Magritte, André Masson, Joan Mirò, Man Ray, Alberto Savinio, Yves Tanguy, Fernando Botero. Rivolgendosi al cinema, non possono mancare “Un Chien andalou” e “L’age d’or” di Bunuel e Dalì.

La terza sezione, Celluloidi, si apre alle esperienze contemporanee, in cui si fa largo un’estetica di “cinema geneticamente modificato” che assume il linguaggio delle avanguardie contaminandolo con gli stili della fiction. Oltre a “Spellbound” (“Io ti salverò”) di Hitchcock con le scenografie di Salvador Dalì , all’unica esperienza filmica di Samuel Beckett con Buster Keaton, è proprio il cinema a siglare il passaggio dall’era del sogno a quella del sonno e dell’insonnia, motivo ricorrente nell’arte contemporanea. Menzioniamo in questa sede “Sleep” di Andy Warhol e la sua controparte odierna “David Beckham Sleeping” di Sam Taylor-Wood.

La sezione conclusiva della mostra si sofferma su casi “Contemporanei”: opere degli ultimi decenni di Pinot Gallizio, fino alla Transavanguardia italiana ed internazionale di Chia, Paladino, Schnabel; video, installazioni e sculture di Tony Oursler, Jan Fabre, Damien Felix Gonzales Torres.

L’esposizione, come suggerisce il titolo, ruota intorno alla straordinaria produzione di Federico Fellini, di cui, oltre a una selezione di scene tratte dai film più “onirici” come “I clown” e “La città delle donne”, sono presentati oltre 30 disegni e schizzi – alcuni dei quali tratti dal famoso Libro dei Sogni.

Opera di Tony Oursler

La mostra, visibile fino al 9 gennaio 2011, è promossa dal Comune di Perugia in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Regione Umbria, la Provincia di Perugia e la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. L’organizzazione è affidata a Civita e la realizzazione del catalogo all’editore Giunti.

Ufficio Stampa Civita

Barbara Izzo, Tel. 06 692050220 Cell 348-8535647; izzo@civita.it; Arianna Diana, Tel. 06 692050258; diana@civita.it; Alice Cammisuli, Cell 347 0815897; press@lucabeatrice.com

FOTO via/Ufficio stampa Civita

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