A Milano l’arte è low cost

L'originalità stavolta non sta solo nel contenuto

Milano – Nata nel 1999 a Londra, da un’idea del gallerista Will Ramsay ed esportata poi in giro per il mondo – mietendo successi in città come Londra, Parigi, Bruxelles, New York, Sidney e Melbourne – sbarca ora a Milano The Affordable Art Fair. Non si tratta della solita fiera d’arte contemporanea, bensì della prima dedicata a opere in vendita rigorosamente a meno di 5000 euro.

Sicuramente un’occasione per scoprire nuovi talenti e scovare nuove tendenze in un ambiente che cambia alla velocità della luce, ma soprattutto un evento internazionale dedicato agli appassionati del settore, soprattutto a quelli che finora hanno amato senza mai potersi permettere di comprare. Non c’entra solo l’aspetto economico; spesso chi si avvicina all’arte per la prima volta è spaventato anche da quella certa sensazione di inadeguatezza che coglie sulla soglia di una galleria, responsabilità di un ambiente che tiene troppo a rimanere arroccato nella sua torre d’avorio. Ecco, il concetto di questo evento sovverte invece lo snobismo di molti ambienti artistici contemporanei, convinti che l’arte sia roba per pochi eletti e che i prezzi esorbitanti siano garanzia di assoluta genialità e buon gusto e che per di più evitino che l’arte diventi roba troppo “popolare”.

La provocazione è quella tipica dell'arte contemporanea, i prezzi tutt'altro

Spiacenti per loro ma a Milano sembra davvero iniziare un’opera di “democratizzazione artistica” che forse allontanerà lo spettro dell’incancrenimento del settore. Che si sia galleristi convinti alla ricerca di un nuovo pezzo o collezionisti alle prime armi decisi a puntare su un investimento diverso dal solito, The Affordable Art Fair sembra il posto giusto. Un luogo pragmatico, lineare, very british, con prezzi esposti in chiaro e calmierati (da 100 a 5mila euro, quando mai si è visto qualcosa del genere?), la fiera “abbordabile” arriva a Milano con 60 gallerie, di cui 20 straniere: ci sono i nuovissimi multipli, realizzati dall’ Hangar Bicocca con artisti come Alfredo Jaar e Carlos Casas, le foto della galleria Forma, i disegni di Marzio Tamer o le stampe vintage di Angelo Frontoni, maestro del ritratto fotografico da Cinecittà a Hollywood. Non mancano pittura, collage, scultura, una mostra di Young talents con opere di neolaureati di Brera, ma anche spazi e laboratori per i bambini, workshop per scoprire le principali tecniche artistiche e persino il coinvolgimento dei social network. Insomma, innovazione e dinamismo ci sono e l’ ingranaggio pare essere quello giusto per mettere l’opera sottobraccio al visitatore.

Finalmente in controtendenza rispetto al dorato mondo dell’arte contemporanea più spesso simile a un circolo privato,  la fiera allestita al Superstudio Più di via Tortona, dal 2 al 5 febbraio, sembra destinata a replicare a Milano il successo ottenuto altrove. Diecimila i visitatori attesi, molti dei quali compreranno arte originale per la prima volta, contribuendo a scardinare luoghi comuni e a liberare l’arte da un ambiente da tempo troppo polveroso.

 

 

INFORMAZIONI

AAF -The Affordable Art Fair, Superstudio Più, via Tortona 27, Milano

Tel. 02 422501, e-mail info@superstudiogroup.com.

Orario d’apertura: giovedì 2 febbraio dalle 11.00 alle 18.00, venerdì 4 febbraio dalle 11.00 alle 20.00, sabato 4 febbraio dalle 11.00 alle 20.00 e domenica 5 febbraio dalle 11.00 alle 18.00. Biglietti: 12 euro al pubblico, 10 euro in prevendita come ingresso.

Marina Cabiati

 

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