A Guantanamo la musica è (s)-finita

Musicisti sul piede di guerra per conoscere le canzoni usate nel carcere simbolo del male dell’Occidente

di Marta Di Nuccio

Guantanamo

Guantanamo

In seguito alle testimonianze di alcuni ex detenuti di Guantanamo, un esercito di musicisti è sceso in campo per chiedere al Governo degli Stati Uniti di rendere nota la lista delle canzoni usate come strumento di tortura all’interno del carcere. Pronti a sporgere denuncia al Pentagono e alla Cia, hanno dichiarato:«Siamo disgustati dal fatto che la musica sia stata impiegata in crimini contro l’umanità».

Dai racconti fatti a Susan Cusick, un’insegnante della New York University, è emerso che la musica veniva sparata a tutto volume anche per 72 ore consecutive al fine di impedire loro il sonno, indebolire il sistema nervoso e condurli alla pazzia. I presunti terroristi venivano immobilizzati, legati al pavimento e  tormentati da un getto d’aria gelata continuo. Queste ed altre testimonianze riaffiorano dalla prigione che è stata la roccaforte americana nella crociata intrapresa contro il mondo islamico ma anche il luogo in cui si l’uomo ha dato libero sfogo alle fantasie del male più primordiali.

Sull’onda della dichiarazione di Jayne Huckerby, direttrice del Center for human rights, secondo la quale quanto accaduto “è stata una violazione della Convenzione dell’Onu contro le torture sottoscritta anche dall’America”,si è levato un coro di protesta che ha riportato sotto i riflettori anche la promessa fatta dall’allora neoeletto Presidente degli Stati Uniti di chiudere il carcere cubano entro l’anno.

Rosanne Cash
Rosanne Cash

Il reclamo è stato presentato sulla base del Freedom of Information Act, una legge sulla libertà di informazione in vigore negli USA da più di 40 anni,e tra i firmatari compaiono i nomi di Trent Reznor dei Nine Inch Nails, Tom Morello dei Rage Against The Machine, Rosanne Cash, la figlia di Johnny Cash, membri dei Pearl Jam, R.E.M, The Roots e molti altri. Tutti chiedono a gran voce di conoscere la verità e l’adempimento della promessa fatta il 21 gennaio 2009,nel giorno di insediamento alla Casa Bianca.

Barack Obama, che ha appena ricevuto  il Nobel per la pace per  “gli sforzi straordinari nel rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli”, pur avendo posto fine alle torture nate sotto l’amministrazione Bush/Cheney, tanto che sul “Telegraph” di qualche giorno fa è apparsa la notizia che Guantanamo sia diventato un carcere addirittura confortevole (cosa difficile da immaginare), dovrà dimostrare ancora una volta all’America e al mondo intero che, “Yes,we can”, non è solo un’utopia ma soprattutto un’opportunità.

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Una risposta a A Guantanamo la musica è (s)-finita

  1. avatar
    Robbie 07/11/2009 a 18:13

    Ma quando lo chiuderanno?

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