“Adorabili amiche”, un road movie caustico e inconcludente

Annoso problema, uno di quelli che fanno storcere oltremodo il naso degli appassionati e che mettono in dubbio le facoltà amministrative dei distributori nostrani. Il titolo non è solamente una frase didattica posta come informazione al fruitore in sala, ma un elemento introduttivo, un riassunto ermetico del processo filmico deciso dal regista o dalla produzione che lo ha accompagnato nella stesura.

Titoli storpiati indecentemente, la storia del cinema ne ha a bizzeffe, ma alcuni in primis riportano a galla una questione che apparentemente viene giustificata come doverosa operazione commerciale per la salvaguardia del film stesso. French Connetion, Eternal Sunshine of the Spotless Mind, Dead Poets Society, Love and Death e Dude, Where is my Car? rispettivamente Il braccio violento della legge, Se mi lasci ti cancello, L’attimo fuggente, Amore e guerra e Fatti, strafatti e strafighe sono solo alcuni esempi di folle stravolgimento di titoli da parte dei nostri distributori. Certo, soprattutto il film con Jim Carrey è di difficile comprensione, ma la frase di Alexander Pope che dà il titolo originale spiega a pieno cosa possa proporre il film che in italiano risulta essere la solita commedia dell’uomo di gomma. Questa premessa serve per alimentare il fuoco gettando benzina perché il film che andiamo a trattare, Adorabili amiche, francese di nascita, subisce lo stupro nuovamente dei nostri distributori che tolgono Thelma, Louise e Chantal per un anonimo titolo, che per altro ai botteghini non ha dato fiorenti risultati e che porta lo spettatore ad aspettarsi un filmetto acqua e sapone.

Gabrielle è una ricca e affascinante donna di mezz’età, con un figlio a carico, sempre in cerca di sesso facile con giovani rampolli, mentre si dedica in second’ordine ad alcool e fumo e riesce a rimanere a galla grazie e solo al suo unico figlio. Nelly è un’insegnante di inglese, apparentemente passiva nei confronti della vita e scherzosamente molestata dal vicino, ma la sua apatia è solo sintomo di una propensione all’autocommiserazione. Chantal invece è l’unica donna sposata, lavora in un supermercato e vuole scappare dalla sua vita noiosa col marito e dalla figlia sempre pronta a darle addosso. L’invito al matrimonio dell’uomo che in diversi tempi hanno amato al liceo le porta ad intraprendere un viaggio insieme lasciando per un po’ le loro strambe vite e grazie al quale capiranno cosa sia doveroso cambiare per andare avanti. Un primo tratto dove le amiche rinsaldano il loro rapporto attraverso il percorso che le separa dalla cerimonia è segnato sal viaggio in macchina e poi un finale dove le tre faranno i conti con i loro scheletri nell’armadio.

In linea con la traduzione italiana, anche il titolo francese ha le sue pecche perchè una scelta di questo tipo risulta abbastanza incomprensibile, poco avvezzo al contesto se non per una citazione al film con Susan Sarandon e Geena Davis. Il film è sostanzialmente diviso in due: la prima parte è il più classico dei road movie, un percorso che porta le tre donne alla fase finale, la seconda parte invece è il matrimonio dove tutti gli altarini si scoprono e portano le caustiche amiche a rivoltare le proprie credenze. Il road movie però ha un senso, una ragion d’essere se infine c’è uno scopo come accade in Little Miss Sunshine, Broken Flowers o Sideways, qui invece è solo un pretesto per creare dei siparietti più o meno efficaci che dovrebbero iniziare all’evoluzione interiore di Gabrielle, Nelly e Chantal.

Il film che perde nel fulcro principale, guadagna però in due fasi secondarie che vedono le tre attrici Caroline Cellier, Jane Birkin e Catherine Jacob tridimensionalizzare i loro alter ego filmici con grande impatto emotivo, accompagnate da uno spaccato dolceamaro di donne alla deriva a tratti molto interessante, ma infine abbastanza poco rispetto alle falle evidenti della pellicola. Infine un elogio per i titoli di testa, un ensemble dove i nomi della crew sono stampati direttamente sulle magliette, sulle lavagnette delle cucine o sulle lapidi. Un’idea davvero ottima. Infine non un film all’altezza dell’ottima qualità e quantità del cinema francese degli ultimi tempi che con Emotivi Anonimi (Les emotifs anonymes), La guerra è dichiarata (La guerre est declarèe), La fuga di Martha (Martha Marcy May Marlene) e Quasi amici (Intouchables), ha mostrato al mondo cosa sia il vero cinema.

Andrea Bandolin

[youtube]http://youtu.be/Ohp_DlP_28M[/youtube]

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews