‘7 Days of Garbage’: il progetto del fotografo Segal contro i rifiuti

Il singolare progetto fotografico di Sagal denuncia la smisurata produzione di spazzatura e l'inammissibile tendenza allo spreco dei nostri tempi

7 days of garbage

Il sorprendente progetto ‘7 days of garbage’ ha preso avvio a gennaio (mirror.co.uk)

É Gregg Segal, noto fotografo californiano, l’autore del curioso e innovativo progetto fotografico che ha puntato il proprio obiettivo sull‘eccesso di produzione dei rifiuti. Un problema che affligge indiscriminatamente tutto il globo. Persone di diversa estrazione sociale hanno volontariamente partecipato al reportage, raccogliendo l’immondizia prodotta nell’arco di un’intera settimana, divenuta poi, imponente scenografia per il set. Corpi immersi in un mare di residui organici e sudici contenitori di cibo: sono questi i soggetti della raccolta di immagini dal titolo “7 days of Garbage”. 

7 days of garbage

Avete idea di quanta spazzatura producete in una sola settimana? (www.slate.com)

SCOPO DEL PROGETTO – L’originalità del programma mira essenzialmente a catturare l’attenzione della popolazione sulla difficile questione dello spreco in America e nel mondo. Secondo le statistiche, le abitudini consumistiche degli americani comportano una produzione di più di due chili di spazzatura al giorno, quasi il doppio delle famiglie europee. Sono, dunque, scatti suggestivi e provocatori quelli di Segal che mostrano nitidamente l’imbarazzo, la vergogna e la mortificazione di soggetti solidalmente responsabili di sperperi alimentari e inquinamento ambientale. Stando alla testimonianza dello stesso fotografo, il prodotto della sregolatezza – vero protagonista della scena – richiede tale chiave di lettura. «È una sorta di nido, un letto dove siamo sdraiati con tutta questa roba – ha dichiarato Segal – che ci forza a prendere in considerazione quello che produciamo. Penso che ci sia qualcosa di moderatamente umiliante in merito, ma in un modo costruttivo».

7 day of garbage 3

Sagal ha fotografato numerosi volontari nel giardino della propria abitazione, ricreando diversi scenari (demilked.com)

SMALTIMENTO RIFIUTI – Quattro miliardi di tonnellate: è esorbitante la quantità di rifiuti urbani e industriali prodotti ogni anno nel mondo. In risposta a tale situazione, ci si è adoperati per cercare adeguate soluzioni atte allo smaltimento. La raccolta differenziata, il riciclo di materiali recuperabili e l’invio in discarica dei soli rifiuti inutilizzabili, costituiscono alcune delle fasi del processo detto sistema integrato di smaltimento. Esso certamente contribuisce in buona parte ad eliminare il surplus di spazzatura sulla Terra, ma è pur vero, che più che puntare a disfarsi dei rifiuti si dovrebbe aspirare maggiormente a limitarne la produzione.

7 days of garbage 4 - adweek.com

Un cittadino americano produce due chili di rifiuti alla settimana, uno europeo “soltanto” uno… e non c’è nulla di cui essere fieri (adweek.com)

Per invertire la tendenza che dallo smodato consumo conduce al consueto “buttar via” e quindi alla sdegnosa mania di dissipare, sprecare, occorrerebbe intervenire sulla commercializzazione, sulla vendita e l’acquisto dei beni: ritmi ormai segnati dall’abbondanza e dal superfluo. E i fotogrammi di Segal, così come le sue parole, ambiscono a trasmettere proprio tale messaggio: «La serie sta guidando le persone verso un confronto con l’eccesso che fa parte delle loro vite. Spero che guardando le immagini le persone riconoscano che un sacco della spazzatura che producono è inutile. Non è necessariamente colpa della gente, siamo solo ingranaggi di una grossa macchina, e non si è mai completamente colpevoli o innocenti, però tutti si possono impegnare per ridurre il proprio impatto sul mondo».

Tutti, indistintamente artefici o compartecipi al secolo dell’industrializzazione e del consumismo – non per questo legittimati alla dissipazione e al disfacimento – abbiamo l’onere di salvaguardare un nostro stesso interesse: la salute del pianeta.

Antonietta Mente

@AntoMente

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