5 appuntamenti, ma l’amore non ammette regole

Accattivante e spensierato, una pellicola che dimostra chiaramente l’impossibilità di razionalizzare il sentimento più bello del mondo. E di come, in una relazione, è importante sapersi mettere in gioco

di Adriano Ferrarato

Locandina

Locandina

Dopo aver visto questo film, si esce dal cinema con il sorriso.

Perché non è facile per nessuno descrivere esattamente il sentimento dell’amore e come esso non poggia mai su regole fisse. E per molti probabilmente è difficile anche accettare questo. Ma “5 appuntamenti per farla innamorare” dimostra chiaramente come nei sentimenti l’unica cosa importante per vivere a lungo felici è sapersi mettere in gioco l’un l’altro, nel bene e nel male.

E la regista (e principale interprete della pellicola) lo ha fatto mettendo in campo un divertentissimo gioco a due dove i protagonisti vivono pienamente il sentimento più bello del mondo e in ogni momento della trama si scontrano contro l’impossibilità di gestirlo. Per molti infatti sarebbe molto più facile fare le cose come la fioraia Genevieve Gernier (Nia Vardalos, per l’appunto), una  ragazza innamorata del suo lavoro e della sua vita e che nelle relazioni con gli altri uomini si limita, per ognuno di loro, a frequentarli intensamente per soli 5 appuntamenti.

 

Il motivo di questo limite è semplice: nessun vincolo, nessuna regola. Soprattutto perché i due partner resterebbero in una sorta di limbo sospeso tra colpo di fulmine e passione che non sfocerebbe nel coinvolgimento amoroso e di conseguenza nel rischio di un eventuale tradimento o la sofferente fine della storia. Un meccanismo semplice, che Genevieve utilizza ogni volta che desidera flirtare con un uomo.

Nia Vardalos e John Corbett

Nia Vardalos e John Corbett

Ma è davvero possibile razionalizzare l’amore? Con brillante sagacia cinematografica, nel cuore della giovane irrompe Greg Gatlin (John Corbett), un ex avvocato che da poco ha aperto un ristorante vicino al suo negozio. E’ un ragazzo intelligente, modesto, serio. Ed è uno che cade sempre nel tranello degli affetti quando si tratta di avere a che fare con le donne. Ecco perché, quando gli viene proposta  la regola “dei cinque”, lui accetta senza alcun problema. Anzi, la possibilità di non avere dei legami rasserena inizialmente entrambi. Il problema è che alla fine i due si riscoprono veramente innamorati. Un paradosso che colpirà soprattutto Genevieve, costretta suo malgrado ad accettare l’inutilità delle sue stesse regole.

Bravissimi, in questa pellicola gli attori, in una storia di grande dolcezza dove non mancano i momenti di simpatiche risate (da ricordare l’espressione “Tappati con i Tapas”) e quelli di forte immedesimazione. Sotto un certo punto di vista, ognuno vive l’innamoramento esattamente come la coppia del film. E il lavoro scenico che è stato fatto per farlo comprendere al pubblico, seppur con qualche mancanza di vivacità in alcuni dialoghi, è di alto livello.

 

Nia Vardalos riesce ad essere bizzarra quanto basta per far divertire senza esagerare, diventando improvvisamente seria quando parla delle sue vicende personali (in particolar modo del suo rancore verso il padre, vero responsabile, come si vedrà, della paura della ragazza nel coinvolgersi in una relazione). Dinamica e solare, è il prototipo della donna piena di gioia nel cuore, ma a cui manca la compagnia di un uomo da amare con tutta sé stessa. Circondata nel suo lavoro da una serie di simpatici personaggi (quelli dello stesso magistrale cast di “Il mio grosso grasso matrimonio greco”), ha consigli per tutti loro, ma non riesce mai a darne a sé stessa.

Una scena del film

Una scena del film

Il Greg interpretato da Corbett è l’uomo che molte donne vorrebbero. Fedele e pronto a mettersi in gioco per la sua amata, è un personaggio sensibile anche se molto timido (divertente a tal proposito la scena del karaoke). Più di tutto nel film è il suo sincero realismo a colpire. Spesso accompagnato dal un suo amico (Judah Friedlander), che al suo contrario è un rozzo materialista capace di andare a letto anche con una pianta, il protagonista maschile agisce inizialmente con la goffaggine tipica del maschio imbarazzato al suo primo incontro con la sua dama più bella, per poi mostrare le carte migliori non appena le cose inziano ad andare in porto.  Esemplificativo, a riguardo, il momento in cui la coppia di attori si reca in una galleria d’arte.

“5 appuntamenti per farla innamorare” è davvero indicato a tutti: è abbastanza veloce, fluido a livello di regia, accattivante e spensierato. In un ‘epoca come questa in cui tanto materialismo ci fa dimenticare il vero sapore dei sentimenti,  ricorda l’ebbrezza e le “farfalle nello stomaco”, la gioia e l’entusiasmo, il desiderio di completezza che arde on ognuno di noi. Senza tutto questo infatti, come verrà detto ad un certo punto nella pellicola, non si potrà mai veramente “tornare a casa”.

 

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