270.000 euro per una bistecca? Succede a Londra

Il segreto di una buona bistecca? Che non sia sintetica!

Londra – Immaginate di sedervi a tavola, in un bel ristorante di Londra, e ordinare una bistecca. Un po’ piccola, il sapore non è quello consueto, ma quando arriva il conto, ecco che trasalite: 270.000 euro, ovvero 250.000 sterline tonde tonde. Un errore della calcolatrice? No, anzi, è tutto perfettamente legale e studiato.

Dal prossimo 6 agosto, in un esclusivo locale londinese il cui nome non è stato ancora rivelato, verrà inserita nel menù una “steak” da 140 grammi, costituita interamente da cellule in vitro, ovvero realizzata in laboratorio. Questo esperimento culinario-gastronomico dal prezzo esorbitante si deve al professore neerlandese Mark Post, che dai laboratori dell’Università di Maastricht lavora da qualche anno alla realizzazione della carne sintetica, uno dei grandi miraggi della scienza contemporanea.

Partendo da alcune cellule estratte dal collo di un manzo, Post ha coltivato in vitro i tessuti dell’animale, utilizzando amminoacidi, vitamine, zuccheri, fattori di crescita, ormoni e siero secreto dal feto di un vitello, sino a creare una struttura complessa, composta da una miriade di strati di tessuto muscolare, perfettamente commestibile.

Lo scopo del ricercatore è dimostrare come, nel giro di 5-10 anni, la messa in vendita su larga scala della carne prodotta in laboratorio possa portare a una vera e propria rivoluzione nel campo alimentare. Rivoluzione che non solo comporterebbe minori spese sul lungo periodo, ma aiuterebbe l’ambiente a ridurre gli enormi consumi di acqua e le emissioni di CO2 delle quali sono responsabili i bovini destinati al macello. Gli stessi laboratori, però, avrebbero bisogno di grandi risorse naturali, e da qui la provocazione: ridurre il consumo di carne dei paesi industrializzati, per migliorare l’ambiente.

«Nessuno è venuto a interessarsi del progetto su larga scala. Sarebbero infatti necessari delle incubatrici giganti che non esistono ancora», ha fatto però sapere lo scienziato, al quale risponde Jean-François Hocquette, direttore dell’Istituto nazionale di ricerche agronomiche francese, secondo il quale la produzione a scopo scientifico di tessuti partendo da cellule animali è un processo conosciuto ormai da anni, ma che per le difficoltà indicate da Post non può ancora essere immaginato sulle dimensioni industriali.

Per quanto riguarda il sapore del costoso boccone di carne che verrà servito da martedì prossimo, in ogni caso, il professore di Maastricht tiene a precisare che si tratta «di muscolo, non già di carne», in quanto è assente la “maturazione” della carne che si produce a seguito della macellazione degli animali, e con l’evoluzione del pH che favorisce il lavoro degli enzimi. Un boccone costoso, e amaro. Chi sarà il “fortunato” ad aggiudicarselo?

Stefano Maria Meconi

@_iStef91

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