25 aprile 2011: l’intervento del Presidente Giorgio Napolitano

L'omaggio del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Milite Ignoto

«Si proceda alle riforme considerate mature e necessarie, come in questi anni ho sempre auspicato. Lo si faccia con la serietà che è doverosa e senza mettere in forse punti di riferimento essenziali, in cui tutti possono riconoscersi. Senza mettere in forse quei principi, e quelle sintesi, così comprensiva e limpida, dei diritti di libertà, dei diritti e dei doveri civili, sociali e politici, che la Costituzione ha nella sua prima parte sancito».

Così il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è espresso nel corso della cerimonia per il 66° anniversario della Liberazione presso l’Altare della Patria, durante la quale lo Stato rende omaggio al Milite Ignoto.

Quello che serve al nostro Paese è «un nuovo senso di responsabilità nazionale, una rinnovata capacità di coesione, nel libero confronto delle posizioni e delle idee, e insieme nella ricerca di ogni possibile terreno di convergenza. L’esperienza della Resistenza è stata rigeneratrice. Dalla memoria e dalla viva consapevolezza di prove come quella possiamo la fiducia indispensabile per affrontare le sfide di oggi e del futuro. Ma la difficoltà dei problemi che già ci si pongono e ci incalzano hanno bisogno, appunto, di un nuovo senso di responsabilità nazionale e di una rinnovata capacità di coesione. La competizione elettorale non ceda ad una logica di acceso e cieco scontro».

Sulle tensioni politiche dei giorni successivi al contestato 17 marzo: «Sono seguite settimane di aspra tensione nella vita istituzionale e nei rapporti politici, anche per l’avvicinarsi di normali scadenze elettorali. È nell’interesse comune che le esigenze della competizione in vista del voto non facciano prevalere una logica di acceso e cieco scontro; è nell’interesse comune che dal richiamo di oggi, 25 aprile, agli anni della Resistenza, della ricostruzione democratica e del rilancio economico, sociale e civile dell’Italia, dal richiamo a quelle grandi prove di impegno collettivo, venga lo stimolo a tener fermo quel che ci unisce e deve unirci come italiani. Parlo del lascito della Resistenza, dell’eredità di quell’assemblea costituente che sull’onda della Liberazione nacque insieme con la Repubblica».

Francesca Penza

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