Ogm: una nuova legislazione europea in materia, che affida l’intera responsabilità della loro coltivazione ai singoli stati
di Silvia Nosenzo
Bruxelles – Via libera agli Ogm in Europa. Mercoledì 13 luglio, la Commissione europea ha dato parere favorevole all’adozione del nuovo regolamento in materia di organismi geneticamente modificati emanato dai ministri dell’Ambiente dell’Unione europea.
Questo accordo – secondo l’Unione Europea – segna un importante passo verso la completa implementazione del Protocollo sulla Biosicurezza di Cartagena, che mira ad assicurare, su scala globale, la protezione della biodiversità e della salute umana.
Il pacchetto di misure adottate prevede che i Paesi Ue possano scegliere se limitare o vietare su parte o tutto il loro territorio nazionale la coltivazione di ogm senza l’approvazione da parte di Bruxelles, che dovrà invece semplicemente essere informata della decisione almeno un mese prima della sua entrata in vigore.
“Il pacchetto Ogm presentato dalla Commissione Europea – spiega la Coldiretti – si compone essenzialmente di tre documenti: una comunicazione di carattere generale, di orientamento sul futuro degli Ogm in Europa, che si concentra, proprio, sul tema della libertà per i Paesi membri di decidere in ordine alla loro coltivazione; una raccomandazione, destinata a sostituire quella esistente in materia di coesistenza tra coltura tradizionali, biologiche e Ogm, che contiene regole maggiormente restrittive per garantire ai Paesi membri la possibilità di adottare misure atte ad evitare la presenza involontaria di Ogm”.
“Infine, un regolamento di modifica della direttiva che, inserendo in essa una nuova disposizione, sancisce la possibilità per i Paesi membri di adottare misure volte a restringere o proibire la coltivazione di tutte o di una sola varietà di Ogm purché tali misure non siano giustificate da ragioni che non riguardano la valutazione di effetti negativi sulla salute e sull’ambiente oppure la necessità di impedire una presenza indesiderata di Ogm in altri prodotti”.
“Tengo a precisare – ha commentato il Commissario Ue alla Salute e al Consumo, John Dalli – che il sistema di autorizzazione su scala europea, che riposa su fondamenti scientifici rigorosi, resta pienamente in funzione, che una valutazione molto minuziosa della sicurezza e un sistema di controllo rinforzato sono prioritari nell’ambito della coltivazione degli ogm e la loro realizzazione è dunque perseguita energicamente”.
“Anche le misure di sicurezza relative alla coesistenza di colture ogm e non ogm restano quelle di oggi” – ha aggiunto Dalli – precisando che “i paesi Ue che coltivano ogm vicino alla frontiera con un altro stato devono informarne sia gli agricoltori che le autorità nazionali, e devono altresì prevedere misure di responsabilità in caso di contaminazione”.
“Entro fine anno inoltre – secondo le parole del Commissario Ue – è atteso il rapporto dell’Agenzia per la sicurezza alimentare di Parma (l’Efsa) sulla valutazione dei rischi ambientali relativi alla coltivazione di ogm e che è in corso da parte dei servizi della Commissione competenti per la salute dei consumatori una nuova valutazione sull’impatto sociale e sulla salute degli ogm”.
“Infine – spiega Dalli – le nuove norme permetteranno ai paesi Ue di adottare misure ulteriori per evitare la presenza accidentale di ogm nelle colture tradizionali e biologiche oltre che nei prodotti alimentari e nei mangimi. Gli stati membri potranno infatti intervenire direttamente sull’etichettatura e l’abbassamento della soglia limite attualmente consentita, pari allo 0,9%, di presenza di ogm in un prodotto perché questo sia definito ‘libero da ogm’”.
Soddisfatte Legambiente e la Coldiretti.
”Con la proposta di oggi, – afferma Francesco Ferrante, responsabile agricoltura di Legambiente – la Commissione prende atto finalmente e definitivamente che non si può imporre la coltivazione degli organismi geneticamente modificati sulla testa dei cittadini. I consumatori dicono chiaramente no agli ogm nei piatti e gli agricoltori hanno scelto la strada della qualità perché consapevoli che solo la tutela della salute, della tipicità dei prodotti e dei territori può garantire all’agricoltura italiana ed europea la forza per competere nel mondo globalizzato”.
“L’adozione ufficiale di queste proposte dà valore – sostiene poi il presidente della Coldiretti Sergio Marini – alla scelta lungimirante fatta dall’Italia per un agricoltura libera da Ogm grazie all’impegno di un vasto schieramento che comprende Coldiretti, movimenti ambientalisti, consumatori e istituzioni in rappresentanza della maggioranza dei cittadini e agricoltori italiani che sono contrari al biotech nei campi e nel piatto. E’ necessario che, a livello nazionale, non si proceda, in fase di recepimento, ad una frammentazione della portata innovativa di tali disposizioni poichè la salvaguardia dell’integrità del patrimonio agroalimentare nazionale, che è un bene comune, rappresenta, infatti, un interesse unitario la cui sede per la tutela, perciò, non può che essere quella della Conferenza Stato Regioni”.
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