Thursday, September 9, 2010

Ligabue a Salerno, due giorni tra palco e realtà

Post di Francesco Guarino On luglio - 31 - 2010 AGGIUNGI COMMENTO

La spontaneità produttiva, Caro il mio Francesco e i due film al centro delle domande della Masterclass di giovedì 29 luglio a Giffoni. La “famiglia del rock” e la pioggia profetica per il concerto di venerdì 30 a Salerno

di Francesco Guarino

Ligabue alla Masterclass del Festival del Cinema di Giffoni

Sette date della tournèe estiva in archivio, cinque città toccate e decine di migliaia di fan in visibilio. Quasi 300mila copie vendute (al netto dei download digitali autorizzati) e il primo posto nelle classifiche di vendite della F.I.M.I. a distanza di quasi 3 mesi dall’uscita dell’album. Di Arrivederci, mostro! ormai si sa già tutto, ma, cavalcando l’onda del successo del Ligabue rocker, è andata a finire nel dimenticatoio la poliedricità dell’artista. Una poliedricità spesso criticata dai puristi, ma che ha pur sempre prodotto il caso letterario nonché neo-graphic novel La neve se ne frega e il film-cult Radiofreccia.

MASTERCLASS - L’occasione di confrontarsi con il Ligabue regista-scrittore-sceneggiatore l’ha fornita la due giorni campana dell’artista emiliano, che ha abbinato il previsto concerto allo stadio Arechi di Salerno ad una Masterclass al Giffoni Film Festival: una lezione d’autore rivolta a un ristrettissimo pubblico di giovani ex-giurati del Festival del Cinema per ragazzi. Ligabue, che nell’occasione ha ritirato anche il Premio Truffaut, ha “tenuto botta” alla ristretta e agguerrita platea delle Antiche Ramiere di Giffoni. In grande evidenza il tema dell’ispirazione e della genesi delle sue opere musicali e letterarie: «La gente crede che dietro tutto ciò che faccio ci sia un lavoro meticoloso e accurato – ha spiegato Ligabue – e invece è l’esatto opposto: la stragrande parte dei miei lavori è scritta o musicata di getto. L’unico lavoro di ricerca è quello fatto sui testi delle canzoni, ma per una questione particolare. Non scrivo mai un testo prima della musica, la parola stessa deve essere musicale, deve “suonare” bene e a volte preferisco sacrificare la scorrevolezza grammaticale di una frase per un’espressione anche in slang, ma che si accordi meglio con la musica».

Spunti interessanti anche sul pezzo-sfogo “Caro il mio Francesco” («È una denuncia di piccoli avvenimenti nei quali mi sono imbattuto, ma da qui a darmi dell’artista elitario per quello sfogo ce ne passa. I miei primi due pezzi veri sono stati “Balliamo sul mondo” e “Bambolina e Barracuda”: se non è musica popolare quella…» e sulla duplice avventura cinematografica. Dalla follia del primo lavoro («Domenico Procacci mi ha detto:”Dammi del pazzo, ma io voglio fare un film sulla provincia italiana (Radiofreccia n.d.r.) , partendo dal tuo libro Fuori e dentro il borgo”. Infatti io gli ho dato del pazzo, quando poi mi ha proposto anche di fare da regista per il film ho capito che forse pazzo lo era davvero. Alla fine ci è andata bene») ai rammarichi per “Da zero a dieci“: «Oltre alle oggettive difficoltà nel girare un film quasi tutto in notturna – ha chiarito Luciano – per di più a Riccione, con i fan che assediavano il camper delle riprese, ho sbagliato a volerci mettere dentro troppa roba. Troppi protagonisti, troppe storie. Non sono riuscito a tirare fuori dagli attori ciò che volevo e se reputo la sceneggiatura di Radiofreccia più bella del film, quella di Da zero a dieci è molto, ma molto più bella del risultato finale cinematografico». Conclusione tra i sorrisi, con un ragazzo che ammette di non essere un grande fan, a differenza della propria ragazza, e il Liga che lo incalza: «Sì, in effetti si vede che ti rode un po’ la cosa».

Luciano Ligabue sul palco dell'Arechi

CONCERTO – Allo stadio Arechi va in scena invece il Ligabue animale da palco, con i meccanismi musicali ed extra-palco rodati da 7 serate di delirio rock all’italiana. A Salerno è festa grande per i fan, che nel parterre strappano foto e autografi e dialogano faccia a faccia con la grande famiglia del tour 2010. Il fotografo ufficiale Jarno Iotti, punto di riferimento per i suggestivi click del tour e i succulenti scatti del backstage; il responsabile comunicazione online e produzione video Giovanni Battista “GB” Tondo, che fa la spola tra i computer del service e gli stand ufficiali che dispensano i braccialetti per l’area riservata al fan club; i Rio di Fabio Mora e Marco Ligabue, che dalle 18 presidiano la zona del barMario senza nascondere la soddisfazione nel vedere le copertine azzurre del loro ultimo album “Il sognatore” spuntare tra le buste dello shopping. Poco prima delle 19 l’inconfondibile sagoma chilometrica del bassista Kaveh Rastegar (di recente candidato dalla rivista leader nel settore jazz Downbeat magazine come miglior elettric bass 2010) sbuca dal sottopassaggio della curva, per scambiare due battute con i ragazzi del prato nel suo esilarante quanto sempre più metodico italiano da rock-cyborg. Il concerto scatta puntuale alle 21 ed è il solito e mai banale tripudio di chitarre e suggestioni sceniche: i meccanismi filano lisci come l’olio (risolti in extremis alcuni apparenti problemi a centro palco e all’impianto luci), nonostante l’acustica non eccelsa dell’Arechi che viene comunque addomesticata in corso d’opera. Lo show si conferma un tributo al nuovo album e in scaletta variano solo due pezzi di data in data: a Salerno ci sono l’applauditissima L’amore conta, suonata da Ligabue in un emozionante set acustico con la chitarra regalatagli dai fan per il 50esimo compleanno, e Le donne lo sanno. L’acqua viene evocata profeticamente dall’unico richiamo politico del concerto (La scritta “E tu sei pronto a pagare per la tua acqua?”, proiettata sui maxischermi prima di A che ora è la fine del mondo?) e la pioggia inizia a scendere puntuale su Urlando contro il cielo, concedendo la tregua necessaria per godere delle suggestioni patriottiche del nuovo video di Buonanotte all’Italia. Un altro vigoroso scroscio estivo porta via con sé i nastri e i coriandoli del beneaugurante inno conclusivo Il meglio deve ancora venire. Giovanissimi, trentenni, coppie già da un bel po’ negli “anta”: l’acqua stringe tre generazioni al riparo delle tribune coperte. L’immagine dei loro volti sorridenti bagnati dalla pioggia è l’immagine del successo di Luciano Ligabue. Popolare, a dir poco.

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In forma con la medicina integrata

Post di claudia.vallini On luglio - 31 - 2010 AGGIUNGI COMMENTO

La chiave della nostra salute,  un mix di conoscenze mediche orientali e occidentali per ottenere i migliori benefici per mente e corpo

di Claudia Vallini

Il precursore della medicina integrata, che combina il meglio della tradizione orientale con la medicina convenzionale occidentale, è il dottor Mosaraf Ali, indiano di nascita, che ha fondato a Londra nel 1998 l’Integrated Medical Centre. Numerosi sono i centri sparsi nel mondo che si basano sul suo insegnamento e approccio olistico per imparare ad esprimere al meglio la propria potenzialità vitale, così come altrettanto numerosi sono i personaggi famosi che seguono i suoi insegnamenti, dal principe Carlo d’Inghilterra, di cui Ali è il medico personale, a Valentino Rossi e Claudia Schiffer tra gli altri.

Il programma di salute e stile di vita concepito dal dottor Ali ruota intorno a cinque principi cardine, che ognuno di noi potrebbe facilmente introdurre nel proprio quotidiano.

Moderazione e diversità - Fare ogni cosa con il giusto equilibrio, senza strafare ed esagerare: non abbuffarsi ma non saltare i pasti, non dormire troppo ma nemmeno poco e non lavorare eccessivamente (ma nemmeno fare finta!). Diversificare il più possibile le attività quotidiane e anche il cibo di cui ci si nutre. La noia e la routine indeboliscono l’organismo e minano la nostra salute.

Dieta – Il cibo è il nostro carburante e influisce sul nostro stato di salute, o per dirla come il filosofo Ludwig Feuerbach “Noi siamo quello che mangiamo”, quindi la cattiva alimentazione è spesso causa di molte malattie, soprattutto se unita ad uno stile di vita poco salutare. Dovremmo bere molta acqua per eliminare le tossine, ed evitare cibi fritti, grassi e zuccheri raffinati.  Una dieta sana dovrebbe essere composta dal 60% di carboidrati, riso, pane, pasta, frutta e verdura, dal 25% di grassi, privilegiando quelli insaturi che si trovano nella frutta secca, negli oli vegetali e nel pesce, dal 10-15% di proteine, carne, pesce, uova, soia,  e vitamine, quindi tanta frutta e verdura. Si dovrebbe fare il pasto principale a pranzo mentre la cena dovrebbe essere leggera per consentirci di riposare meglio.

Esercizio – Non si tratta di un intenso allenamento in palestra, ma di semplice movimento fisico, l’ideale sarebbe una passeggiata all’aperto.  Il dottor Ali consiglia lo yoga, che può essere praticato a tutte le età e ovunque, anche nel salotto di casa. Lo yoga è una antica scienza indiana che si concentra sull’unione di corpo, mente e spirito e numerosissimi sono i benefici di questa disciplina: una migliore ossigenazione del sangue, del tono muscolare e della postura; ha inoltre un effetto calmante e aiuta a regolare la respirazione, fattore molto importante e utile se pensiamo che molte persone respirano male proprio a causa dell’alto livello di stress e di nervoso. Altrettanto importante è riposare dopo l’attività fisica, così da ripristinare l’energia fisica e mentale spesa.

Massaggio – Il dottor Ali ritiene che il massaggio abbia un ruolo chiave nel mantenimento della salute . Questa pratica è sempre stata molto popolare nella tradizione orientale, pensiamo infatti al massaggio ayurvedico da sempre praticato in India, ma l’occidente vi si è avvicinato solo di recente e appare più restio riconoscere le sue proprietà curative. E’ possibile farsi massaggiare da mani esperte, così come automassaggiarsi o abbandonarsi nelle mani del proprio partner. Le spalle e il collo sono molto importanti, così come la spina dorsale, senza dimenticare il massaggio del cuoio capelluto. Affidarsi a questa pratica la sera prima di andare a dormire  migliora il sonno e le performance del giorno successivo.

Riposo e meditazione – Il riposo è indispensabile per godere di buona salute, per far recuperare energia al cervello e ai tessuti, per eliminare le scorie che si sono formate nel nostro organismo durante il giorno. E’ importante dormire almeno 8 ore ogni notte, e secondo il dottor Ali sarebbe perfetta anche una piccola siesta durante la giornata, potendo permettersela! Bisognerebbe sforzarsi di staccare la spina ogni tanto, concedersi delle brevi vacanze ed evitare di lavorare nei fine settimana. La meditazione aiuta invece a gestire lo stress e a liberare la mente.

Verrebbe da dire che la salute è un diritto e forse anche un dovere di tutti. Probabilmente è proprio questo che pensa Mosaraf Ali che, con il suo programma, mira a far sì che ognuno possa mantenere una buona condizione di salute e benessere a qualunque età. Non dimentichiamoci che spesso i sistemi sanitari nazionali sono sobbarcati dai problemi di salute dei cittadini conseguenti ad uno stile di vita errato protrattosi per lunghi anni. Malattie cardiovascolari dovute allo stress della società moderna, dolori alle articolazioni causati dalla sedentarietà, l’obesità dilagante nelle società occidentali, questo solo per citarne alcuni. Il programma del dottor Ali mira sia a prevenire o comunque ad attenuare l’insorgenza di queste patologie, che ad integrare le cure della medicina convenzionale e ci insegna che noi siamo i primi a doverci prendere cura di noi stessi.

Foto | via http://www2.esperia.ithttp://www.sxc.hu; http://www.sloveniabenessere.it

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Il ‘Mercuryo Cromo’ che rimargina le ferite

Post di Stefano Gallone On luglio - 31 - 2010 AGGIUNGI COMMENTO

Dritti dal bergamasco, arrivano tre impavidi cavalieri del rock alternativo a ricordare la potenza espressiva di una manciata di corde metalliche

di Stefano Gallone

Copertina dell'album

È tutto un programma quella copertina raffigurante un frigorifero vuoto e putrefatto immerso in quello che sembra essere lo spazio lurido di una discarica. Che sia una frecciatina alla situazione artistico-culturale nazionale e alle sue “spazzature” da mercato cordialmente riposte nel luogo in cui realmente dovrebbero permanere? Evidentemente si, se si considera la gran parte dei riferimenti espressi da liriche che non le mandano proprio a dire in riferimento ad invettive scagliate, senza ritirare il braccio, verso scelte mediatiche o relative ai poco entusiasmanti propositi di vita sociale attuale. Il tutto in una salsa hard rock degna di tale nome, affiancata dalla scelta di una lingua italiana mai così azzeccata nel rivestire un genere apparentemente semplice ma complesso nelle sue diverse sfaccettature strutturali.

Con bagaglio di autocitazione in termini di pseudo-sottogenere “Tam’Hard Rock” (“Il nostro stile spazia da sonorità rockeggianti a sonorità tamarre”), Stefano Gipponi (chitarra e voce), Enrico Brugali (batteria e percussioni) e Matteo Lodetti (basso), alias Mercuryo Cromo, partono dall’hinterland bergamasco di Osio Sopra per andarsi a prendere il primo premio assoluto del concorso Nuovi Suoni e a fare da spalla niente di meno che ai signori Afterhours al Summer Sound Festival, tenutosi al Lazzaretto di Bergamo e datato 2009. Nove lunghissimi anni di svezzamento, gavetta (tutt’ora a far sentire il suo peso sulle spalle) ed esperienza live sembrano aver maturato ottimi frutti in termini di impatto sonoro ed emozionale tra le mura trasparenti del programma televisivo del canale satellitare Rock Tv “Sala prove”, oltre che nelle tredici tracce di questo primo intero album d’esordio, Tormenta, interamente prodotto grazie al sussidio/premio relativo proprio alla vittoria del suddetto concorso lombardo.

Ad aprire le danze e a chiarire da subito le determinate, energiche e coraggiose idee del trio bergamasco è la concezione semi-stoner desertica e blueseggiante in targa Queens Of The Stone Age di Sete e gatti, sostanzioso riff adrenalinico sposato a versi profondi e spinosi nelle intenzioni di affermazione ideologica.

Mercuryo Cromo

Segue la miscela melodico-granitica di Cibo per anitre prima di veder cedere spazio a veri e propri tasselli di invettive socio-politiche per mezzo delle contropreghiere di Forse no e delle picconate da amplificatore di Vive nel bolo (“Si può capire che la verità vive nel bolo”). Successivamente, i potenti fraseggi di Vodka puntualizzano una certa necessità di intervento rivoluzionario pro-legalità, mentre Tv sorrisi e troioni si rende una sorta di cavallo di battaglia ideologico anche solo tramite l’uso del titolo stesso, senza tanto bisogno di soffermarsi sull’importanza dei complementari sviluppi formato canzone (che goduria sarebbe sentire una simile intemperia in passaggio radiofonico).

Ma è tra Intro e Outro che sembra prendere piede una sorta di mini concept costituito da cinque brani dedicati alle crudeltà interiori derivanti da convulsi rapporti di coppia, tracce in cui la carica espressiva non si fa da parte nemmeno di fronte a quelli che, erroneamente, potrebbero sembrare perdite di tempo o escamotage riempitivi. Dopo la più che diretta Donna, il caso della cover Ala bianca, di firma Nomadi, non è affatto un parassita inserito a caso nel contesto dell’opera, bensì un valido esempio di come una band (non conta tanto se agli esordi o meno: vedi Pearl Jam, tanto per fare un nome) riesca a godere di un processo di profonda acculturazione (hai voglia di cantare “Io vagabondo che son io, vagabondo che non sono altro” alla luce di un falò; c’è anche dell’altro) nonché si dimostri impavidamente in grado di sviluppare la capacità di smontare e ricostruire un brano, per essa significativo e conforme alle tematiche generali dell’album, seguendo una linea completamente autoctona con strizzatina d’occhio, in alcuni frangenti, alle ritmiche stilisticamente riferite, pur solo parzialmente, ai Subsonica privi di elettroni.

In definitiva: ottimi spunti, notevole caratura tecnico-compositiva e indiscutibile sete di divulgazione di un verbo tanto personale quanto universale in metodi e contenuti.

È possibile ascoltare alcuni brani e visionare clip live e documentari sul Myspace della band. Provare per credere.

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La rubrica di Wakeupnews che riempie il week end di novità sui temi passati in Primo Piano

di Laura Dabbene

Carne ‘halal’ nel banco di un supermercato

Dopo il panino McItaly, l’ultima frontiera della certificazione Made in Italy guarda al mondo musulmano. Ad inizio luglio è stato presentato al Ministero degli Esteri un progetto, Halal Italia, per l’istituzione di un marchio tutto italiano che certifichi la conformità con le norme dettate dal Corano non solo dei cibi, ma anche di prodotti cosmetici e farmaceutici. Sarà la Coreis (Comunità religiosa islamica italiana) a rilasciare la certificazione, importante per tutelare i consumatori fedeli all’Islam che vivono nel nostro Paese, ma anche per aprire nuovi sbocchi commerciali ai prodotti italiani nei paesi musulmani. In Italia esiste già un mercato che rispetta regole e processi di lavorazione halal, soprattutto nel settore della macellazione, particolarmente delicato: da un’idea dell’imprenditore sardo Antonio Fernando Salis sono in commercio salumi preparati con carne ovina controllati e certificati dalle autorità religiose e Coldiretti ricorda che sul territorio nazionale operano oltre 100 macelli halal.

Si resta in tema di cibo con una news sul gastronomo toscano Beppe Bigazzi. Allontanato nello scorso febbraio dalla trasmissione Rai La prova del cuoco per aver “elogiato” la singolare ricetta del gatto in umido, Bigazzi torna in televisione, anche se la sua riabilitazione suona soltanto parziale: condurrà infatti dal prossimo 4 ottobre un nuovo programma culinario dal titolo Bischeri e bischerate, che andrà in onda però non sulle reti nazionali, bensì sul canale satellitare Alice tv. Come d’abitudine Bigazzi fornirà agli spettatori non solo gustose ricette della tradizione, ma anche aneddoti curiosi e segreti inerenti il mondo della gastronomia e della buona tavola. Da quanto diffuso dai media sembra che, con profonda vena autoironica, tra i prodotti alimentari commentati da Bigazzi nelle prime puntate ci siano anche le lingue di gatto, gustosi biscotti, e il salame di Felino, famoso insaccato che prende il nome dalla città che lo produce, Felino appunto, in provincia di Parma.

Meno frivolo il problema che è tornato in primo piano con l’estate e l’ondata di caldo delle ultime settimane: il sovraffollamento delle carceri italiane. A fine giugno il segretario del Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria (Sappe) Donato Capece lanciava un grido d’allarme per quello che è divenuto un record assoluto nella storia italiana: oltre 68.000 detenuti attualmente presenti nelle strutture nazionali. Ciò ha fatto salire a 13 le Regioni che, nonostante le norme legislative, sono costrette ad ospitare un numero di persone ben superiore al limite massimo consentito e ritenuto tollerabile. Alla situazione definita “da Terzo Mondo”, e aggravata dalle altre temperature, non è rimasta indifferente l’opinione pubblica e in molti casi ci si è mobilitati per cercare soluzioni immediate, anche se provvisorie, palliativi più che veri rimedi. È il caso padovano di associazioni di volontariato, di categoria e gruppi sindacali che hanno chiesto alle autorità penitenziarie di aumentare le “ore d’aria” dei detenuti, di favorire la ventilazione aprendo i blindi durante la notte e istallare ventilatori e frigoriferi nelle celle. La casa di reclusione di Padova ospita ad oggi 820 soggetti a fronte di una capienza regolamentare di 300 ed una tollerabile di 400.

Patti Smith

Si chiude l’appuntamento settimanale con Oltre la Notizia parlando di Patti Smith. Dopo l’incontro milanese di fine giugno con fan e lettori per presentare il suo recente libro autobiografico, la Smith è tornata in Italia in questi ultimi giorni di luglio nella sua veste più consueta, quella di cantautrice. Il tour We shall live again prevede infatti ben otto date in tutta la penisola: consumati i concerti di Carpi (provincia di Modena, 27 luglio), Ostia antica (28 luglio), Viareggio (29 luglio), per godere della voce e dei ritmi della “sacerdotessa del rock” restano ancora gli appuntamenti di Civitanova Marche (31 luglio), Venezia (1 agosto), Grado (provincia di Gorizia, 3 agosto) , Rezzano (provincia di Brescia, 4 agosto) e Gavorrato (provincia di Grosseto, 5 agosto).

FOTO preview/ via http://www.sxc.hu/; FOTO articolo/ via consumatorecritico.grigio.org; festivita.wordpress.com

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Cosa c’è a pranzo? Insalata russa

Post di admin On luglio - 30 - 2010 AGGIUNGI COMMENTO

Ingredienti

2 etti di fagiolini verdi
2 etti di carote

2 etti di patate
2 etti di pisellini
3 uova

2 scatole di tonno

Maionese

Giardiniera

VIDEO RICETTA

video CiakCucina.com

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Vacanze coi fiocchi, non coi botti…

Post di Benedetta Rutigliano On luglio - 30 - 2010 AGGIUNGI COMMENTO

Partita la nuova campagna estiva per la sicurezza stradale

di Benedetta Rutigliano

Partita a fine giugno e diffusa per tutta l’estate “Vacanze coi fiocchi”, la campagna nazionale di sensibilizzazione sul rispetto delle regole del codice stradale, rivolta a tutti gli automobilisti pronti ad affrontare l’esodo estivo. L’iniziativa, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, è promossa dal Centro Antartide di Bologna con la collaborazione dell’Osservatorio per l’Educazione Stradale e la Sicurezza della regione Emilia-Romagna.

Personaggi reali e immaginari si fanno “ambasciatori della sicurezza stradale”: Tex, Piero Angela, Diabolik, Carmen Consoli, Vito, Diego Abatantuono, Luporosso, Giorgio Diritti, Snoopy, Gianrico Carofiglio, Margherita Hack, l’inviata di “Striscia la notizia” Cristina Gabetti, Giorgio Panariello, il campione olimpico di sci Giuliano Razzoli, gli attori della soap opera “Un posto al sole” Luca Turco e Peppe Zarbo, Flavio Insinna. Una squadra eterogenea con un unico obiettivo: convincere chi guida a “dare un passaggio” al buonsenso e al rispetto delle regole.

I loro contributi sono contenuti in un opuscolo che verrà distribuito gratuitamente da volontari e rappresentanti delle istituzioni il 31 luglio, presso i vari caselli autostradali e nelle piazze di diverse città italiane (Trieste, Catanzaro, Roma, Napoli, Bologna, Brescia, Palermo, Vicenza, Venezia, Reggio Emilia e Bergamo). All’interno dell’opuscolo fumettisti come Vauro, Gomboli, Giuliano, Bucchi, Jezek, Pillinini, Rebori, Minoggio, Mausoli, Maramotti, interpretano il tema della sicurezza stradale.

Consigli semplici ed essenziali, ma spesso dimenticati anche dal guidatore esperto, permettono di affrontare viaggi sereni: utilizzare le cinture di sicurezza, rispettare i limiti di velocità, non bere alcolici o assumere medicinali che inducono sonnolenza, evitare sorpassi azzardati, non distrarsi, rispettare le distanze di sicurezza, viaggiare riposati.

Il problema degli incidenti stradali durante il periodo estivo, infatti, si racconta con cifre spaventose: più di 900 le persone che perdono la vita sulle strade nei mesi di luglio e di agosto, 50.000 quelle ferite.

“Non abbiate fretta: i mari non si asciugano e le montagne non diventano piatte: loro ci aspettano da milioni di anni” è il messaggio dello scrittore Mario Rigoni Stern, che racchiude l’anima dell’iniziativa che dal 2000 propone di “dare un passaggio alla sicurezza” sulle strade italiane.

Oltre 600 gli aderenti all’undicesima edizione tra istituzioni, associazioni, società autostradali, aziende sanitarie.

I messaggi vengono veicolati sulle onde di radio e televisioni che trasmettono gratuitamente 20.000 spot registrati da Piero Angela, Diego Abatantuono, Giuliano Razzoli, Vito.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito www.vacanzecoifiocchi.it.

Foto | via http://farm4.static.flickr.com; http://www.bergamosera.com

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Le barchette di melanzane grigliate sono un antipasto sfizioso e saporito, una preparazione originale che allieterà i vostri buffet e le vostre cene in compagnia. Le barchette di melanzane grigliate si preparano facilmente e vengono aromatizzate con un condimento a base di menta tritata che gli conferisce una piacevole nota di freschezza.

Ingredienti

  • Aceto
    di vino bianco 1 cucchiaio
  • Aglio
    2 spicchi
  • Melanzane
    lunghe 2
  • Menta
    fresca tritata 3 cucchiai
  • Pane
    casereccio 4 fette
  • Pepe
    q.b.
  • Sale
    q.b.

VIDEORICETTA

■ Consiglio

Se non possedete un barbecue potete preparare le barchette di melanzane grigliate anche in forno, procedete praticando i tagli sulla polpa di melanzane nello stesso modo. Disponete poi le melanzane su una teglia da forno ricoperta con l’apposita carta e lasciate cuocere fino a raggiungere la cottura desiderata.

Foto e video GialloZafferano.it

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Fini-Berlusconi: il giorno della cacciata

Post di Nicola Gilardi On luglio - 29 - 2010 AGGIUNGI COMMENTO

Il premier, spazientito, ha deciso: via i finiani. Alle 20 di giovedì l’ufficialità

di Nicola Gilardi

Gianfranco Fini, presidente della Camera

Sembra essere giunta al termine la telenovela fra Berlusconi e Fini. Nella notte di mercoledì, infatti, il premier, assieme ad alcuni collaboratori, avrebbe deciso di non accettare l’offerta del presidente della Camera: «Resettiamo tutto e onoriamo l’impegno con gli italiani». All’incontro ha partecipato anche Giuliano Ferrara, direttore de Il Foglio, che aveva raccolto l’intervista pacificatrice di Fini.

«Ormai è tardi» avrebbe commentato Berlusconi, rimarcando la volontà di “epurare” i dissidenti dal partito dopo gli attacchi dei finiani a Cosentino, Caliendo e Verdini, indagati nell’inchiesta sulla loggia P3. Intanto è stato preparato il documento, che ufficializza la cacciata, che sarà discusso alle 20 di giovedì dall’ufficio di presidenza del partito.

Ad essere coinvolti, oltre al “capo” Gianfranco Fini, ci sono Italo Bocchino, Fabio Granata e Carmelo Briguglio, rei di avere posizioni troppo discostanti da quelle interne al Pdl. Ancora incerto il numero di uomini che seguiranno il presidente della Camera lasciando il Pdl, ma il momento per il governo di Berlusconi è molto difficile.

Il decreto sulle intercettazioni ha lasciato molto insoddisfatto il premier, che mediterebbe addirittura di ritirarlo. Hanno esultato, invece, i finiani che sono stati in prima linea per limare un provvedimento troppo restrittivo.  Questa sarebbe l’ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso ed esaurire la pazienza di Berlusconi, che ha seguito l’invito di Umberto Bossi a voltare pagina sul rapporto con Fini.

Gli scenari sono ancora da stabilire e tutto dipenderà dal seguito che il presidente della Camera si porterà dietro. Se il Pdl non ne uscisse troppo indebolito, Berlusconi avrebbe una buona possibilità di continuare la legislatura, in caso contrario il percorso potrebbe essere molto accidentato.

Pier Ferdinando Casini

Potrebbe iniziare anche un corteggiamento nei confronti di Fini. Già Casini e Di Pietro se lo contendono per allargare il proprio bacino di elettori, ma lo stesso presidente della Camera ha più volte dichiarato di voler restare nel Pdl, non facendo mai ipotesi alternative.

L’ipotesi del governo di larghe intese promossa da Pier Ferdinando Casini, potrebbe trovare in Fini una sponda importante. In questo gioco di previsioni se Berlusconi vedesse sgonfiarsi il numero di parlamentari “fedeli” ci potrebbe essere una crisi di governo e Napolitano potrebbe decidere di verificare la possibilità di  creare una nuova maggioranza senza il premier. Sono solo ipotesi, ma in questa politica spesso l’inimmaginabile supera l’immaginabile.

Foto: www.mentecritica.net; www.fuochidipaglia.it; www.casinipresidente.files.wordpress.com

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Focaccia coi pomodorini
Questo tipo di focaccia, condita con piccoli e saporiti pomodorini ciliegia, origano e olio extravergine d’oliva, è molto popolare nel meridione d’Italia, in particolar modo in Puglia, Campania e Sicilia.

La focaccia coi pomodorini è una delle preparazioni più ricercate proprio per la sua semplicità e intrinseca bontà.

Preparatela per la merenda dei vostri bambini, per uno spuntino tra amici o tagliata a cubetti per un aperitivo: sarà un successo!

per l’impasto

  • Acqua
    tiepida 350 ml
  • Farina
    manitoba 600 gr
  • Lievito di birra
    25 gr
  • Olio di oliva
    4 cucchiai
  • Sale
    15 gr
  • Zucchero

per la ricopertura

  • Olio di oliva
    extravergine 1/2 bicchiere
  • Origano
    secco q.b.
  • Pomodori
    ciliegino 500 gr
  • Sale
    q.b.

■ Preparazione

Preparate l’impasto della focaccia (guarda il video cliccando qui) sbriciolando il lievito di birra in una ciotolina ed unendovi lo zucchero e un poco di acqua tiepida (che prenderete dai 350 ml totali); mescolate e lasciate riposare fino a quando in superficie non affiorerà della schiuma; sciogliete il sale nella restante acqua tiepida. Mettete la farina in una ciotola capiente (meglio se in una impastatrice), unite il composto di lievito, l’olio e l’acqua residua, quindi impastate per bene gli ingredienti fino ad ottenere una pasta liscia, elastica e un po’ collosa. Se la pasta risultasse troppo collosa da maneggiare, aggiungete la farina necessaria (meno possibile, mi raccomando!) per poterla ridurre in una palla, ma senza asciugarla troppo. Spolverizzate il fondo della ciotola con della farina ed adagiatevi l’impasto: coprite il tutto con un canovaccio pulito e lasciate riposare in un ambiente tiepido e privo di correnti d’aria per circa 2 ore (o comunque fino a che l’impasto avrà raddoppiato il suo volume).

Focaccia coi pomodorini

Trascorso il tempo necessario, stendete la pasta con le mani in una teglia ben oliata (1-2)(delle dimensioni della leccarda del forno) fino a raggiungere lo spessore di 1 cm scarso. Fate pressione con i polpastrelli sulla pasta e oliate la superficie in modo che l’olio finisca nelle fessure praticate dai polpastrelli delle dita (3). Lasciate lievitare per un’altra mezzora in luogo tiepido.

Focaccia coi pomodorini

Nel frattempo, lavate, asciugate e tagliate a metà i pomodorini (4), quindi schiacciateli in modo da eliminare completamente i semini interni (5). Quando l’impasto sarà lievitato, premeteci sopra i mezzi pomodorini in modo da farli penetrare bene (6),

Focaccia coi pomodorini

quindi salateli internamente (7), spargete l’origano essiccato sulla focaccia (8) e completate con un filo d’olio extravergine d’oliva (9). Lasciate lievitare ancora per mezz’ora e poi infornate la focaccia in forno già caldo a 190° per circa 30-40 minuti fino a che non diventerà ben dorata e i pomodorini risulteranno raggrinziti.

Foto e ricetta | GialloZafferano.it

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Non solo MotoGP…

Post di MaraGuarino On luglio - 28 - 2010 5 COMMENTI

Quando dietro una moto piccola si cela una grande passione

di Mara Guarino

Un gruppo di piloti in bagarre per la conquista della posizione

Domenica scorsa la gara della MotoGP ha tenuto incollati al televisore 5.517.000 telespettatori. Di sicuro, il rientro di Rossi avrà catalizzato anche l’attenzione di molti semplici curiosi ma il dato la dice comunque lunga su quanto l’amore per le due ruote sia sempre più radicato in Italia. E c’è addirittura chi la passione per le moto e la competizione la sente al punto da volerla vivere in prima persona. Un giro panoramico sulle statali non può bastare, perché l’adrenalina non sta nella velocità pura ma nella sfida con il cronometro e, ovviamente, con gli avversari in pista.

Tra le fila di questi appassionati d’hoc ci sono anche  i minimotisti. Potrebbe sembrare assurdo soprattutto per chi le minimoto – in versione elettrica  - è abituato a vederle negli scaffali dei supermercati. O, al più, le immagina come terreno di sperimentazione per piccoli campioni in erba. Eppure una minimoto non è un semplice giocattolo, è una vera moto da velocità su scala ridotta. Ha un telaio dedicato, freni a disco e un motore a due tempi con cilindrata 40 o 50cc, che può toccare i 100 kilometri orari. Mancano cambio e variatore di velocità ma i parametri su cui poter agire nella messa a punto non sono affatto pochi: frizione e rapporto di trasmissione finale solo per citarne alcuni.

Insomma, uno sport motoristico a tutti gli effetti, malgrado il formato “tascabile” del mezzo, che raramente supera i 50 cm d’altezza da sella a suolo. Sono richieste ad ogni modo doti non comuni: sensibilità tecnica, agilità, costanza negli allenamenti e anche una buona dose di coraggio nell’affrontare l’eventualità di cadute e infortuni. E perché no, un discreto portafogli. Ovviamente in funzione del livello prestazionale che si desidera raggiungere. Una minimoto raffreddata a liquido può arrivare a costare 4000 euro e il prezzo è destinato a salire ulteriormente per gli agonisti più esigenti, che affidano a meccanici esperti la preparazione motoristica e ciclistica del mezzo.

Minimoto ai box, pronte per una gara

In questo caso, ben venga dunque la concorrenza cinese, se non altro perché ha favorito l’avvicinamento di molti simpatizzanti, di certo non disposti a costi da capogiro per qualche semplice giro di prova. La tradizione italiana è comunque lunga e forte e non teme alcuna rivalità. Tra i costruttori più rinomati: GRC, ZPF, Stamas, DM e Polini, quest’ultima col grande merito di aver costruito i primi motori dedicati in maniera specifica a queste piccole due ruote. Non appena importate dal Giappone da Vittoriano Orazi, il primo telaista di minimoto italiano, questi mezzi avevano infatti motori di derivazione industriale. L’ispirazione arrivava direttamente dai decespugliatori, di cui ancora oggi viene conservato l’avviamento a strappo.

Un campionato ufficiale italiano organizzato da FMI (Federazione Motociclistica italiana), un campionato europeo da cui sono passati molti futuri debuttanti in MotoGP, realtà amatoriali quali il Motoclub WLB Team, che, nel Nord Italia, raccoglie fino a 200 partecipanti per gara: niente male per un tosaerba! E poi riviste specializzate ed un impressionante seguito di appassionati sul web, con forum tematici dove scambiarsi opinioni, pareri tecnici ma anche conoscersi e stringere nuove amicizie.

Perché, alla base di tutto, oltre al sano agonismo, non c’è tanto la voglia di emulare i grandi campioni quanto quella di divertirsi e stare insieme, approfittando di una passione comune. Se capitasse una gara nelle vicinanze, varrebbe davvero la pena di dare un’occhiata per assistere ad un pomeriggio di spettacolo gratuito, dentro e fuori dalla pista. E chissà che l’occhio non cada su qualche prossima stella del motociclismo mondiale. Si comincia proprio così!

Foto | via http://www.team-maury51.com; http://www.team-maury51.com; http://www.team-maury51.com

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Malgoverno: i politici contro

Post di SabinaS On luglio - 28 - 2010 AGGIUNGI COMMENTO

Magagne politiche che vengono allo scoperto, alleanze che non funzionano, richieste di rinnovamento e  tante, troppe, discussioni inutili. Tra le voci che si sono sollevate a difendere un sistema di governo lesivo della dignità democratica di un Paese, le parole di Granata scatenano una bufera tra le file del Pdl

di Sabina Sestu

Fabio Granata

«Non mi scuso e non me ne vado. Anzi confermo tutto quello che ho detto» ha dichiarato Fabio Granata durante un’intervista al Riformista. È paradossale che le polemiche nate intorno alle dichiarazioni espresse dall’ex An riguardino un tema così ancorato a un principio fondamentale di legalità e di comprensione di un passato che ancora non permette la svolta verso una democrazia limpida e trasparente. Come ha affermato lo stesso Granata, durante un’intervista a La Stampa, le asserzioni da lui fatte riguardano fatti gravissimi che devono essere chiariti e risolti.

Si tratta di fare i conti con un passato che ancora interferisce con il presente: «Sono sorpreso – ha infatti detto il deputato finiano -, ciò che ho espresso sulle stragi del ‘92 e più in generale sui temi della legalità sono concetti e valori da sempre patrimonio della destra politica italiana. Una destra che ha in Paolo Borsellino e in tutti quei servitori dello Stato, uccisi perché facevano il loro dovere, il punto di riferimento imprescindibile dell’agire politico. Nessuna tesi eversiva ma la consapevolezza che su quella stagione bisogna ancora fare piena luce pretendendo verità e giustizia. Non furono solo stragi di mafia, quelle di Falcone e Borsellino». Granata sembra consapevole degli intrecci fra mafia e politica tanto da affermare che «la ciclopica storia di depistaggi e insabbiamenti portata avanti con i primi processi che hanno visto protagonista quel pentito inquinato che corrisponde al nome di Vincenzo Scarantino, dimostra che opera di deviazione vi fu e che non fu farina del sacco di Cosa nostra».

Strage via D'Amelio

Lancia delle grida di allarme su come la politica tenti di occultare la verità dichiarando che «diversi membri del governo e del Pdl hanno utilizzato un linguaggio inaccettabile nei confronti delle Procure maggiormente impegnate in questi procedimenti. E poi il silenzio di settori del governo che pure sono impegnati nella lotta alle mafie nell’impegno a migliorare in Parlamento il testo sulle intercettazioni. Arrivavano suggerimenti dal prefetto Manganelli, il capo della Polizia, del procuratore nazionale antimafia Piero Grasso su come non indebolire gli strumenti investigativi della lotta alla mafia. Noi, tra mille difficoltà, abbiamo raccolto quei suggerimenti e anche su questo siamo stati accusati di remare contro il governo».

Granata, alla richiesta di abbandonare il suo incarico in seno al Parlamento, risponde: «Da parte mia non posso che ribadire che non mi scuso per quello che ho detto. Che non posso tacere che nel Pdl c’è anche una questione morale. Che se finisco io davanti ai Probiviri, vorrei che anche i Cosentino e i Verdini vengano processati dai giudici del partito. Sono consapevole che a Orvieto sono prevalsi i venti di guerra di chi vuole risolvere traumaticamente i conflitti politici».

Gianfranco Fini

E dopo giorni di acceso dibattito riguardo le azioni da impiegare contro il reprobo del Pdl e la richiesta a Fini di espellerlo dal partito, il presidente della Camera ha preso finalmente posizione affermando che nel partito è necessario «un codice etico e comportamentale per i suoi dirigenti ed i suoi militanti. E’ l’unico modo per affrontare la questione morale, per evitare il doppiopesismo, per giudicare ogni furbizia specie quando questa sfocia nell’illegalita’». E per chiudere del tutto l’affaire Granata, Fini ha detto che «non si può considerare un provocatore chi pone la questione morale e non si può reagire minacciando espulsioni che non appartengono alla storia di un grande partito liberale di massa. Il Pdl è la nostra casa, non c’è alcuna intenzione di lasciarla, anzi abbiamo il dovere di impegnarci dall’interno per renderla migliore».

Foto | via http://www.fabiogranata.com; http://www.altrabenevento.org;

http://risklover.files.wordpress.com; http://tg24.sky.it

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Iulm Open Air. Quando la galleria è in piazza

Post di giulia.masperi On luglio - 27 - 2010 AGGIUNGI COMMENTO

Il progetto di riqualificazione dell’Ateneo porta l’arte contemporanea nel luogo del sapere eterno

di Giulia Masperi

Vista della Piazza dell'Acqua con opere

Milano – Ultimissimi giorni per visitare la doppia mostra, aperta fino a venerdì con gli stessi orari dell’Ateneo Iulm, che ha trasformato le due piazze d’ingresso dell’Università, affacciate sulla strada e quindi godibili anche dall’esterno, in una vera e propria galleria a cielo aperto.

L’esposizione è il frutto di un importante progetto di riqualificazione degli spazi esterni del Campus, che da un lato ne valorizza la vocazione di luogo di aggregazione e dall’altro permette uno stimolante incontro tra l’arte contemporanea e un luogo, l’Università, dove il sapere ha il ritmo dell’eterno.

L’artista emergente italiana Paola Michela Mineo ha realizzato per la Piazza dell’Acqua opere

Busto di Paola Michela Mineo
Busto di Paola Michela Mineo

che sembrano fondersi con lo spazio aperto che le ospita, calchi di busti cavi sospesi che svelano un’anima di colore, abitanti silenziosi che accolgono il visitatore con la discrezione dell’etereo e la fisicità della presenza corporea. A dare risalto alle opere e all’intero spazio, un modernissima struttura illuminotecnica e l’utilizzo di teche in plexiglas che proteggono le opere dagli effetti atmosferici.

Di fronte, dominano la Piazza Diamante le imponenti sculture in acciaio inox dell’affermato artista albanese Helidon Xhixha, dove la forza e l’energia si uniscono alla leggerezza del movimento e alla consistenza del colore.

Opera di Paola Michela Mineo
Opera di Paola Michela Mineo

La scelta di opere riflessive, non provocatorie ma in grado di integrarsi  con l’ambiente che le ospita diventandone parte integrante, sembra voler indicare la possibilità che l’arte contemporanea si trasformi in un reale elemento di quotidianità, uno stimolo al pensiero in ogni momento, per gli studenti dell’Ateneo, così come per chi, passando in auto o in bicicletta, si fermi a guardare, anche solo per un attimo, scorgendo le opere dal ciglio della strada.

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Make up…la tua valigia

Post di Chiara Campanella On luglio - 27 - 2010 AGGIUNGI COMMENTO

Si al trucco in spiaggia purchè non si esageri e siano utilizzati i prodotti giusti. Quest’anno colori brillanti e chiari, meglio se sfumati. Qualche piccolo segreto per far resistere il trucco più a lungo al mare e come nascondere i difettucci del viso

E’ tempo di vacanza, finalmente. Chi andrà al mare chi in montagna, chi all’estero e così via. Ci separeremo per un po’ dallo stress, dalla vita di tutti i giorni,  dal lavoro (per chi ce l’ha), da tutte le nostre preoccupazioni e pensieri, tranne uno che però vale solo per le donne.  Ebbene si,  in vacanza come non ricordarsi dei trucchi da mettere in valigia? Impossibile portarsi dietro tutto l’armadietto dei cosmetici; ecco quindi una mini guida e alcuni consigli per capire quali sono gli ultimi trend del make-up e cosa occorrerà mettere immancabilmente nel proprio beauty-case per essere sempre al top.

Per alcune donne il trucco d’estate è inutile, superfluo, tanto c’è l’abbronzatura. Il make-up durante la bella stagione è messo a dura prova dal caldo e dal sudore. Nonostante questo, sono in molte a non rinunciare all’ estetica e al piacere di vedersi in perfetto ordine. Infatti, per chi è abituata a usare cosmetici per tutto l’anno non è facile vedersi senza un filo di trucco in spiaggia, soprattutto nei primi giorni di vacanza quando la pelle ancora non ha preso quel bel colorito dorato. A questo si aggiungono anche le imperfezioni della pelle di alcune donne che sono costrette a mascherare in qualche modo. Dunque qual è la strada migliore? Quali prodotti adoperare per creare un effetto il più possibile naturale? E infine, qual è il segreto per far durare il trucco più a lungo possibile?

La prima regola è sicuramente utilizzare i prodotti giusti. Le donne possono truccarsi in modo intelligente con cosmetici che creano un effetto naturale e bello esteticamente. In generale, i trucchi estivi sono più chiari, più brillanti e contengono un fattore di protezione solare, sono idratanti e al tempo stesso traspiranti. E’ necessario utilizzare un trucco leggero che rende il viso più dolce, meglio se con effetti di sfumatura. In questo modo si metterà in risalto l’abbronzatura nascondendo le imperfezioni della pelle e tutto sembrerà naturale.

Da evitare assolutamente il fondotinta per far respirare la pelle. Un’alternativa può essere la crema idratante colorata. Per quel che riguarda il colore delle guance, quest’anno va di moda il rosa freddo che contrasta con l’abbronzatura, il turchese, l’argento e il bianco. Per la zona occhi è indispensabile un trucco water resistent, quindi via libera al mascara che non si scioglie con l’acqua, che allunga le ciglia e dona profondità allo sguardo. E’ necessario non dimenticare le sopracciglia, spesso trascurate, poiché cornice del quadro. Stesso procedimento vale per le palpebre: la matita deve avere la punta morbida e l’ombretto meglio se in crema o in polvere cremosa.

Passiamo alle labbra. Per le bionde si consiglia un rosso puro che tende all’arancione, tendente al dorato. Per le more, invece, meglio un rosso scuro tendente al blu. I gloss sono molto importanti perché riflettono la luce a effetto specchio. In spiaggia sì ai gloss, di sera le labbra dipinte. Quest’anno vanno di moda i Glam shine diamond, che creano l’effetto dei diamanti sulle labbra.

Come dimenticare, infine il colore sulle mani. Si consigliano smalti per le unghie blu, verde, giallo e arancione. Si possono colorare tutte dello stesso colore oppure per dare più vivacità una diversa dall’altra. Il colore non deve essere per forza in sintonia con quello delle labbra, anzi meglio se è in contrasto. Come far resiste il trucco al mare? I consigli della nonna sono sempre i più efficaci. Waterproof a parte, si raccomanda di passare sul viso cubetti di ghiaccio o acqua molto fredda prima di truccarsi. Inoltre bisogna evitare basi in crema molto ricche.

Ora che avete messo tutto in valigia, siete pronte per la vacanza! Buone ferie.

Foto | via http://make-up.guidaconsumatore.com; http://www.dimoda.info; http://biblioceca.ilcannocchiale.it

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Le quasi certe partenze di Balotelli e Maicon potrebbero sbloccare un calciomercato decisamente sottotono. La Juve è ancora alla ricerca del colpo ad effetto; il mercato dei rossoneri sarà molto probabilmente solo in uscita. Per ora il passaggio di Cavani al Napoli risulta essere l’acquisto più prestigioso per la Serie A


di Davide Lopez

Mario Balotelli - Foto: www.sporth24.com

Dopo un mese circa di calcio mercato, ancora niente colpi ad effetto per le squadre italiane. Per tutti appare fondamentale gestire in primis il mercato in uscita per poi poter fare qualche acquisto. Ecco dunque che l’Inter attende le cessioni di Balotelli e Maicon per poter dare l’assalto finale a Kuyt e Mascherano. Per il giovane talento nerazzurro dovrebbe arrivare ad ore l’ufficialità del passaggio alla corte di Mancini per circa 30 milioni di euro. Per il forte terzino brasiliano resistono invece delle divergenze sul prezzo del cartellino, ma si giungerà molto probabilmente ad un accordo intorno ai 30 milioni di euro.
In casa Juve, persi Kolarov e Drenthe (finiti rispettivamente al City e al Liverpool), si continua ad inseguire il sogno Dzeko, letteralmente bloccato dal Wolfsburg. Il giocatore ha più volte espresso il suo desiderio di lasciare la Bundesliga, ma pare che la dirigenza del Wolfsburg non abbia alcuna intenzione di farlo partire, nemmeno dopo le minacce dell’attaccante bosniaco che ha così commentato la sua situazione ai microfoni della televisione tedesca: “ Vedrete come giocherò”.

Per quanto riguarda il Milan invece l’unico vero acquisto pare essere la conferma di Ronaldinho, che rimarrà in rossonero per un’altra stagione. Difficilmente vi saranno nuovi arrivi, o comunque acquisti di lusso.
In Europa, in attesa dei soliti colpi del Real Madrid, il “Mancity” domina la scena. Già presi David Silva, Yaya Tourè, Kolarov, si attende Mario Balotelli. Il Barcellona, che non ha certo bisogno di rafforzarsi più di tanto, si è già assicurato il fenomeno degli ultimi mondiali, David Villa e spera sempre nel ripensamento dell’Arsenal per far giungere anche Cesc Fabregas alla corte di Guardiola, per completare così il centrocampo della Spagna campione del mondo.
Ad agosto ci saranno senz’altro nuovi colpi, e noi vi terremo aggiornati. Nel frattempo riepiloghiamo qui di seguito tutti i trasferimenti effettuati finora dalle 20 squadre di Serie A.

BARI allenatore Ventura
Acquisti: Romero (Udinese); Pulzetti (Livorno); Ghezzal (Siena), Almiron (Juventus); Raggi (Palermo); D’Alessandro (Roma), Rinaldi (Rimini); M. Rossi (Parma).
Cessioni: Diamoutene (Lecce); Bonucci (Juventus); Bonvissuto (Ascoli); Ranocchia (Genoa); Meggiorini (Genoa); Carobbio (Siena); Kamata (Siena), Stella e Allegretti (Grosseto), Donda (rescissione)

BOLOGNA allenatore Colomba
Acquisti: Lupatelli (Cagliari), Paponi (Parma), Meggiorini (Genoa), Morleo (Crotone), Esposito (Genoa)
Cessioni: Savio (Monaco 1860); Guana (Palermo); Raggi (Palermo).

BRESCIA allenatore Iachini
Acquisti: Sereni (Torino)
Cessioni: Kozac (Lazio), Rispoli (Parma).

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Le fettuccine al salmone è un primo piatto da provare assolutamente, vista la semplicità della preparazione e il gusto ottimo. Se avete del tempo a disposizione potreste anche preparare la pasta all’uovo fresca in casa (fettuccine o tagliatelle, provate la nostra ricetta), altrimenti acquistatela al supermercato. Il condimento di questo primo piatto è a base di salmone affumicato e ingredienti speciali, come i semi di finocchio, da aggiungere al burro in padella, e qualche goccia di tabasco, da mescolare al momento finale con la panna, dopo aver fatto fiammeggiare la vodka. Insomma, non è la classica pasta al salmone con la panna!

Ingredienti

  • 400 g di fettuccine (anche pasta simile come le pappardelle o le tagliatelle)
  • 4 noci di burro
  • 100 g di salmone affumicato
  • 50 ml di panna da cucina
  • Una piccola manciata di semi di finocchio
  • Tabasco q.b.
  • Vodka q.b.

Preparazione:
Fate sciogliere il burro in una padella e fatelo insaporire con i semi di finocchio. Aggiungete il salmone precedentemente tagliato a listarelle.

Fate fiammeggiare il tutto con la vodka. Aggiungete la panna e qualche goccia di tabasco.

Dopo aver lessato le fettuccine versatele ben scolate nella padella amalgamando bene con il condimento preparato.

Servite calde

Foto e ricetta | via www.buttalapasta.it

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Jorge Lorenzo alla conquista della L(ag)una

Post di MaraGuarino On luglio - 26 - 2010 AGGIUNGI COMMENTO

Rossi mantiene le promesse di podio beffando Dovizioso nel finale

di Mara Guarino

La partenza fulminante di Dani Pedrosa

Laguna Seca – La pista californiana è una di quelle più spettacolari da vedere e da guidare ma questa volta la gara non è all’altezza: a trionfare è infatti per l’ennesima volta Jorge Lorenzo, ormai diventato un habitué del gradino più alto del podio.  Complice la caduta di un Pedrosa fin troppo arrembante, Lorenzo si trova nuovamente a raggiungere il traguardo in completa solitudine. Senza che nulla o nessuno lo abbia impensierito. Ad accendere la corsa nel finale ci pensa però Rossi, che rimonta Dovizioso e torna nelle posizioni che contano dopo l’infortunio.

LA GARA – Anche la partenza sa di già visto: Pedrosa mette in scena uno dei suoi guizzi vincenti, mentre Lorenzo conferma di avere il suo tallone d’Achille proprio nello scatto dal via. Lo spagnolo della Yamaha, partito dalla pole, scivola addirittura in quinta posizione ed è costretto, sin dai primissimi giri, a sfoderare sorpassi nei confronti di Spies e Dovizioso. Più difficile è replicare con Stoner, secondo: l’australiano lamenta  però ulteriori problemi con l’anteriore e, dopo una curva mal impostata, deve lasciare il passo al maiorchino. L’obiettivo è il recupero su Pedrosa, che, nel frattempo, ha già messo da parte circa 8 decimi di margine. Lorenzo non è nettamente più veloce ma dà l’impressione di poter rosicchiare decimo su decimo il vantaggio del connazionale. Come sarebbe andata a finire non lo sapremo mai: Dani è troppo tirato e perde l’anteriore dopo aver centrato una buca in ingresso curva. Al decimo giro la sua gara si conclude nella sabbia di Laguna Seca. Finisce così anche il divertimento degli spettatori. Nella parte centrale la corsa si addormenta, con le posizioni dei primi tre, Lorenzo, Stoner e Dovizioso, che paiono ormai cristallizzate. Ma a metterci lo zampino è proprio l’italiano, che si fa recuperare da Rossi il margine accumulato. Andrea prova quantomeno a  dar vita ad un corpo a corpo per mantenere la posizione ma il Dottore ne ha di più e, prima lo supera con una certa facilità, poi chiude ogni possibilità di replica. Peccato che Spies non sia riuscito ad essere della partita, a causa di qualche errorino di troppo mentre era ancora in lotta per la terza piazza. Alla fine chiuderà sesto.

Rossi in pista con la speciale livrea della M1

MERCATO Si vociferava da tempo che proprio qui in California Rossi avrebbe dato l’annuncio del suo passaggio in Ducati. Nulla di fatto e tutto rinviato al prossimo appuntamento, il 15 Agosto, a Brno. Se quella del matrimonio Rossi-Ducati è la notizia più attesa, il toto-piloti impazza anche in molti altri team. In casa Honda, bisogna ancora capire chi farà posto a Stoner. Salgono a questo punto le quotazioni di Pedrosa che, dalla sua, ha anche lo sponsor Repsol; molto probabilmente, Dovizioso verrà dirottato in una scuderia satellite.  Anche per gli altri italiani il futuro sembra incerto: Capirossi dovrebbe  tornare in Ducati grazie alla Pramac, mentre per Melandri si ipotizza addirittura un possibile passaggio in Superbike. In ogni caso, un augurio per delle migliori prestazioni, dopo il decimo e ottavo posto di oggi.

Arrivederci a Ferragosto, in Repubblica Ceca

Foto | via http://resources.motogp.com; http://resources.motogp.com; http://resources.motogp.com

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I cavoletti di Bruxelles

Post di Silvia Nosenzo On luglio - 25 - 2010 AGGIUNGI COMMENTO

La dichiarazione d’indipendenza del Kosovo non viola la legge internazionale. La sentenza della Corte di Giustizia dell’Ue potrebbe supportare le rivendicazioni di molti altri gruppi separatisti nel mondo

di Silvia Nosenzo

L’Aja – La dichiarazione di indipendenza del Kosovo non viola la legge internazionale. Lo ha stabilito giovedì pomeriggio la Corte di Giustizia dell’Aja con dieci voti a favore e quattro contro.

La decisione, arrivata dopo 2 anni da quando l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha richiesto il parere, ha diviso l’opinione pubblica mondiale: mentre l’America e altri 70 Paesi, di cui 22 dell’Unione europea, si sono dichiarati soddisfatti della decisione, Spagna, Cipro, Slovacchia, Grecia  e Romania, insieme a Russia e molti paesi dell’Africa e dell’America Latina, si sono detti contrari.

Il capo della diplomazia europea Catherine Ashton ha salutato con grande entusiasmo la decisione. “L’attenzione deve essere ora rivolta al futuro. Il futuro della Serbia è nell’Unione Europea, come anche quello del Kosovo. Perciò l’Ue è pronta a facilitare il processo di dialogo tra Pristina e Belgrado per promuovere la cooperazione”, ha affermato.

Il ministro degli Esteri kosovaro Skender Hyseni ha dichiarato che si aspetta che la Serbia tratti il Kosovo come uno stato sovrano, seguendo la decisione della Corte. “Mi aspetto che la Serbia cambi atteggiamento e venga da noi per discutere di molte questioni di interesse comune”, ha detto Hyseni all’agenzia stampa Reuters. “Ma questo dialogo può solo avvenire come dialogo tra stati sovrani”, ha precisato.

Bambino festeggia anniversario della dichiarazione d'indipendenza del Kosovo

Il presidente serbo Boris Tadic  ha risposto che la decisione dell’Aja non cambierà la posizione della Serbia. Il commento è stato seguito dalle dichiarazioni del ministro degli Esteri Vuk Jeremic che ha sottolineato che “La Serbia non riconoscerà mai, per nessun motivo, la dichiarazione di indipendenza della cosiddetta Repubblica del Kosovo”.  “Ci aspettano giorni difficili. E’ di importanza cruciale mantenere la pace e stabilizzare l’intera provincia del Kosovo. È cruciale che i nostri cittadini non rispondano alle provocazioni”, ha sottolineato.

La Serbia considera il Kosovo come la sua provincia più meridionale, la culla della nazione serba, benché la sua popolazione sia  prevalentemente di etnia albanese. Alla fine della guerra tra Serbia e separatisti kosovari che insanguinò il paese tra il 1998 e il 1999, il territorio fu  posto sotto il controllo della Nato. Nel febbraio 2008, il Kosovo dichiarò la propria indipendenza.

La sentenza dell’Ue probabilmente non cambierà la situazione: il Kosovo continuerà a considerarsi uno stato indipendente, mentre la Serbia non lo riconoscerà. In ogni caso, la decisione dell’Aja ha creato un precedente: perché non dovrebbero essere riconosciute allo stesso modo di quelle kosovare le rivendicazioni di indipendenza dell’Ossezia del Sud o dei separatisti baschi? Come ha fatto notare il Presidente serbo, questa sentenza potrebbe destabilizzare molte altre regioni del mondo.

Foto: http://passaggioasudest.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/41106/mappa-kosovo01GG.jpg

http://blog.panorama.it/foto/files/2010/02/kosovo-large.jpg

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Buone ‘vecchie’ nuove da Paz e Pert

Post di Natalia On luglio - 24 - 2010 AGGIUNGI COMMENTO

Torna “Pertini”, il presidente raccontato dal «più bravo disegnatore (ancora, ndr) vivente»

di Natalia Radicchio

La copertina del Libro di Andrea Pazienza "Pertini", Fandango libri

A poco più di vent’anni dalla scomparsa di Sandro Pertini e Andrea Pazienza, Fandango Libri ripropone il capolavoro in cui sono raccolte le tavole e i disegni che il grande fumettista ha dedicato all’«ultimo esemplare di una razza di uomini duri ma puri come bambini». Così Pazienza definiva il Presidente combattente che aveva saputo conquistare anche la sua indole disubbidiente e impudente a cui si sentiva legato da un forte sentimento d’affetto e stima. Nei lavori a lui dedicati, infatti, non lo ritrae con lo spirito beffardo che in genere serbava agli uomini politici, ma ci scherza con bonomia e complicità.

La serie iniziale degli spassosi sketch umoristici di “Pertini” vede il fido ma svogliato “luogosergente” fare da spalla al temibilissimo partigiano Pert nelle imprese contro i fascisti e i nazisti in nome della libertà e della giustizia. Nella lunga storia che segue, Pert ritorna bambino e sogna di essere diventato Presidente della Repubblica circondato da gente infida, mentre la parte finale raccoglie molte vignette e caricature pubblicate nel corso degli anni sulle riviste alle quali Andrea Pazienza collaborava.

Arricchite da una prefazione di Dario Fo, le storie che compongono la saga sembrano disegnate velocemente, ma con una perfezione incredibile. Sono realizzate con il pennarello e contraddistinte da un gergo divertente fatto di giochi di parole, slang giovanile e inserti dialettali.

Le ambientazioni, tra le quali la Val Camonica, l’Oltrepò, Roccaraso, Padova, Porretta Terme e Viareggio, costituiscono un monumento all’Italia onesta e operosa della Resistenza, straordinario esempio di una dimensione realmente etica dell’agire politico.

Gli italiani, i giovani del ‘77, avevano una fiducia totale in Pertini, poiché era visto come un ribelle, un eroe moderno che palesava umanità e lealtà e incarnava i migliori ideali della nostra Repubblica in un momento di profonda crisi sociale e politica. Questo grande personaggio aveva conquistato anche il genio indiscusso di Andrea Pazienza.

Il Presidente più amato dagli italiani, che aveva attirato la simpatia di tutti col suo fare schietto e confidenziale, diventò uno dei personaggi principali dell’immaginario di Paz, il quale nel dicembre ’79 lo disegnò per la copertina del numero 47 de “Il Male”, una delle più importanti riviste satiriche italiane, fondata a Roma due anni prima da Pino Zac (Giuseppe Zaccaria). «Tenete presente che Pasquini, Sparagna, io e tutti gli altri eravamo persone che sei mesi prima guadagnavano cinquemila lire al giorno, vendevamo cinque pezzi al mese: in pratica non vedevamo una lira e all’improvviso ci troviamo in un’avventura che per due anni sarà clamorosamente bella, divertentissima, un gioco in cui puoi dar sfogo a tutte le stronzate che ti vengono in testa, insieme a persone intelligenti, gente che riconosce al volo il tuo talento, gente con cui litighi, ma con la quale realizzi le tue fantasie, puoi andare oltre ogni aspettativa.[…] E per fare tutte queste cose stupende ti pagano pure», racconta Francesco Cascioli, realizzatore dei bellissimi fotomontaggi de “Il Male”.

Le vignette di Andrea Pazienza

Una delle più geniali invenzioni del settimanale fu l’imitazione, replicata più volte, delle prime pagine dei quotidiani, con titoli assurdi ma altrettanto credibili da far cadere molti nell’inganno. Oltre ad essere stato l’ultimo grande giornale di satira, vignette e fumetti, “Il male” è stato soprattutto l’ultimo esempio di testata satirica ad avere una redazione che si trasformava spesso in autore collettivo, che collaborava in maniera vivace e sinergica per uno stesso pezzo. Spiega ancora Cascioli: «Avevamo capito che pensare un giornale è come allestire uno spettacolo da sfogliare tra le mani, e allora “Il Male” diventa un cabaret, una cosa che apri e a un certo punto… stupore! […] un gioco che si apre anche agli altri, che continua di lettore in lettore, sul passaparola. E questo anche perché non c’era una parte politica che trattavamo meglio delle altre: ne avevamo per tutti, compresi noi stessi. Non ci risparmiavamo: ci insultavamo tra di noi come dei pazzi!».

Appena dopo l’uscita del numero con la copertina a lui dedicata, che faceva riferimento al rapimento di De Andrè e Dori Ghezzi (era il 9 dicembre 1979), Sandro Pertini chiamò tempestivamente in redazione per chiedere la tavola in regalo ed invitare tutti a pranzo al Quirinale, ma Pazienza non poté parteciparvi perché era fuori Roma. Quella sorta di Mister Magoo con baschetto, occhiali, pipa, maglioncino e bastone, che dichiara in una maniera poco ragguagliata ma così umana: «Sono addolorato per De Andrè quel bravo canzonettista. Di lui mi piacevano in particolare “Re Carlo torna dalla Battaglia di Poitiers”, la famosa “Marinella” e “Stasera mi butto. Mi butto con te”», aveva già conquistato tutti i lettori.

Il settimanale cessò le pubblicazioni nel marzo 1982 per un periodo Pazienza non disegnò più il presidente,  anche se il personaggio ritornò presto acclamato sulle pagine delle riviste “Tango” e “Zut”. Nell’estate del 1983, su proposta di Vincenzo Sparagna, allora direttore del mensile “Frigidaire”, il talento irripetibile di Paz diede vita al libro “Pertini”.

C’era una volta e ci sarà sempre Andrea Pazienza, che disegnava sul cielo rubando i colori all’arcobaleno. Era felice il sole d’impastare la luce coi colori, era felice la luna di farli sognare. [...] Quando Andrea se ne andò da questa terra, il cielo pianse lacrime e pioggia, e nell’azzurro sciolse la malinconia. Per fortuna non durò a lungo. Gli passò e quando il sole illuminò una nuvoletta che ballava col vento, si trasformò ridendo in mille facce, animali e cose. Poi sporcandosi d’arcobaleno, macchiava il cielo di mille colori. Il sole pensò: “Adesso il cielo s’infuria.”. Ma la musica era cambiata, le nuvole erano in festa e applaudivano quella nuvoletta monella. Allora anche il cielo applaudì con due ali che gli prestò un gabbiano e sorridendo disse: ” Pazienza…”. (Vincenzo Mollica, dall’introduzione di “Favole”)

 foto via: www.liberonweb.com

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La rubrica di Wakeupnews che riempie il week end di novità sui temi passati in Primo Piano

di Laura Dabbene

Addio a stress e ansie con la proteina BDNF

Curare ansia e stress? In alternativa al cioccolato, ottima cura naturale, i neuroscienziati dell’Università di San Juan nel Portorico stanno sperimentando su topolini da laboratorio l’uso della proteina BDNF (fattore neurotrofico di derivazione cerebrale). Rafforzando le connessioni neuronali e rendendo le cellule malleabili, essa impedisce ai brutti ricordi di “crescere” troppo: in questo modo si eliminano anche paure, ansia e stress derivati proprio dal ricordo di esperienze negative o traumatiche. Sui topolini pare funzionare, ma l’applicazione sull’uomo è ancora molto lontana perché è difficile realizzare un farmaco di facile e pronto uso, come una pillola da assumere per via orale. L’unica via per la somministrazione della proteina BDNF è infatti al momento un’iniezione dritta dritta nel cranio, in specifico nella corteccia prefrontale che si trova nella parte anteriore del cervello, sede del pensiero razionale che bilancia l’amigdala, regolatrice delle reazioni istintive. Nessun dubbio quindi allo stato attuale: via libera alla cioccolata!

Aggiornamenti anche sul mondo del gioco d’azzardo, fenomeno dilagante in particolare nel mondo giovanile. Destano ulteriori preoccupazioni i risultati di uno studio dell’Università Nova Southeastern della Florida, condotto su circa 200 soggetti di diversa nazionalità, in maggioranza compresi in una fascia d’età media di 26 anni e appartenenti a tutte le categorie del mondo del gioco d’azzardo (professionisti, semiprofessionisti, amatori). In base alle risposte fornite ad un questionario di 38 domande è emerso che molti hanno assunto almeno una volta un medicinale per aumentare le capacità di concentrazione durante il gioco: tra i più diffusi ci sono le anfetamine, seguite dal benzodiazepine e dal metilfenidato, ma parecchio gettonati  anche i farmaci ansiolitici di uso comune. Una vera e propria forma di doping sportivo quindi, che ha numerose varianti anche quando non si ricorre a prodotti chimici. Soprattutto per riuscire a restare svegli per molte ore si abusa largamente di caffeina, energy drink, guaranà o integratori alimentari ricchi di vitamina B12. Non pochi coloro che assumono droghe come cocaina o marijuana. Quella da gioco d’azzardo può diventare quindi una dipendenza non solo di tipo psicologico, ma anche fisico se associata all’assunzione di queste sostanze su cui non esiste al momento, nel settore, alcuna legislazione a proposito.

Il pericolo per la salute degli occhi dei più piccini non viene solo dall’uso degli occhiali per la visione 3D nei cinema di ultima generazione , ma anche dagli occhiali da sole giocattolo, oggetti non prodotti da ditte specializzate né tantomeno sottoposti al controllo da parte di esperti del settore, ma in commercio al pari di un qualsiasi balocco a fine esclusivamente ludico.

Occhiali da sole: per i bimbi vietati quelli giocattolo

Il fatto pare confermato dall’aumento di congiuntiviti tra i bimbi e secondo quanto dichiara Pietro Ducoli, ricercatore dell’IRCCS (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico) Fondazione G.B. Bietti Onlus di Roma, centro specializzato in oftalmologia, la causa sarebbero proprio le lenti scure degli occhiali giocattoli, spesso ridotte a semplici schermi in plastica. Esse provocano una dilatazione della pupilla, fenomeno che per l’occhio degli under 12, in cui il cristallino è ancora in fase di formazione, può provocare danni ben maggiori e più gravi, anche non reversibili, di una congiuntivite. In più la qualità, mediocre o anche pessima, dei materiali con cui gli occhiali giocattolo sono realizzati può provocare allergie ed irritazioni agli occhi e alla pelle del viso (zona del naso e delle orecchie), particolarmente delicata nei più piccini.

Rischi di salute per i bambini derivano anche dall’obesità, problema sempre più diffuso tra i piccolissimi. Per contrastare l’aumento di peso nell’infanzia è nato a Treviso il primo parco sportivo anti obesità, Primo Sport, dove personal trainer professionisti piegano ai bambini quali giochi fare per restare in forma. L’idea è del gruppo Verde Sport, che ha già aperto, ad un chilometro dal centro città, la Città dello Sport La Ghirarda. L’amministratore del gruppo, Giorgio Buzzavo, spiega che tutte le attività proposte sono state studiate con il contributo dei ricercatori della Facoltà di Scienze Motorie dell’Università di Verona e sono divise in aree tematiche: manualità, mobilità, equilibrio e aumento delle capacità del gioco simbolico. Vi sono inoltre percorsi diversi e livelli di difficoltà adatti a tutti gli under 6 secondo la fascia d’età. L’idea è quella di aprire altri parchi in Italia dove, come a Treviso, distribuire anche agli adulti un manuale d’uso dei giochi per coinvolgerli nell’attività fisica dei figli o dei nipotini. Primo sport ha pensato anche alla sicurezza dei piccoli frequentatori, con un sistema di videosorveglianza che monitora l’intera area.

FOTO preview/ via http://www.sxc.hu/; FOTO articolo/ via www.noneperiodo.com;  www.scienze.tv; http://www.besttermlifeinsurancerates.com

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L’insalata di scamorza e verdure grigliate è un gustoso e fresco piatto unico ideale per chi ama l’unione di verdure e formaggi.

L’insalata scarola viene unita a zucchine, melanzane, peperoni grigliati e a una fetta di scamorza affumicata (anch’essa grigliata) per ottenere una pietanza davvero saporita e completa.

Ingredienti

  • Melanzane 1
  • Olio di oliva extravergine q.b.
  • Peperoni 1 giallo e 1 rosso
  • Prezzemolo tritato 2 cucchiai
  • Sale q.b.
  • Scamorza (provola) affumicata 200 gr
  • Scarola (indivia) 200 gr
  • Zucchine 2

Preparazione

Insalata con scamorza e verdure grigliate

Mettete a scaldare sul fuoco una bistecchiera; nel frattempo eliminate le estremità della zucchina e tagliatela a fettine nel senso della lunghezza; eliminate il picciolo alla melanzana e tagliatela a fette (1). Grigliate le fette di melanzana e zucchina sulla bistecchiera per 2 minuti su entrambi i lati (3).
Arrostite i peperoni ponendoli in forno a 250° (per almeno 20-25 minuti) oppure su di una padella antiaderente, girandoli su ogni lato per abbrustolire per bene la pelle (3); quando saranno pronti ( in padella ci vorranno almeno 30-40 minuti) metteteli in un sacchetto di plastica chiuso a raffreddare e quindi estraeteli ed eliminate la pelle. Apriteli in due e togliete i filamenti e i semi interni, quindi tagliateli a striscioline alte 1 centimetro circa.

Insalata con scamorza e verdure grigliate

Tagliate la scamorza affumicata a fettine dello spessore di 2 cm circa; ungete ogni fetta con un po’ di olio e fatela grigliare, un minuto su entrambi i lati (4). Lavate l’insalata (5), asciugatela, tagliatela e mettetela in un piatto, adagiatevi sopra le verdure e la scamorza grigliate, condite con un filo di oliva“>olio di oliva , sale e prezzemolo tritato, quindi servite immediatamente (6).

■ Consiglio

Se non amate il sapore del formaggio affumicato, potete sostituire la scamorza affumicata con della scamorza bianca o con del tomino, facendoli sempre grigliare per un paio di minuti su una griglia caldissima.

Fonte e foto Giallo Zafferano

Ricetta cucinata e fotografata da Sonia Peronaci
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