Thursday, May 17, 2012

La rimonta dell’Inghilterra frenata da una svista del direttore di gara, che non vede il pallone del pareggio dentro di mezzo metro. Rosetti e Ayroldi non si accorgono di un clamoroso fuorigioco sull’1-0 dell’Argentina: la terna italiana vede sul maxi-schermo, capisce, ma non torna sui propri passi. È l’ennesima sconfitta del dinosauro Blatter

di Francesco Guarino

Sepp Blatter (thesun.co.uk)

Adesso va a finire che dobbiamo anche ringraziarlo. Già, grazie a Jurassic Blatter riusciremo a parlare di nuovo di quanto sia inadeguato il limitato occhio arbitrale rispetto alla velocità moderna e alle accresciute esigenze del gioco più bello del mondo. Che tale non è più, almeno da quando Sepp lo svizzero ha ancorato inesorabilmente il proprio deretano alla poltrona FIFA di Ginevra. Due errori mostruosi (tollerabili solo per la inevitabile fallacità umana, non certo per i 30mila euro che ogni direttore di gara intasca per il mese di “lavoro” in Sudafrica, al netto delle spese) che cambiano completamente la rotta di due tra le partite più attese degli ottavi di finali. Due errori che un’interruzione di 30 secondi del gioco, con relativa visione della moviola da parte del quarto uomo, avrebbe sbugiardato immediatamente. Con volti distesi in campo, niente calcioni da nervosismo e tutt’al più qualche plateale abbraccio al monitor tv.

GERMANIA – INGHILTERRA 4-1: Klose (G) 20’p.t., Podolski (G) 32’p.t., Upson (I) 37’p.t.; Muller (G) 22’ e 25’s.t.

La Germania fa barba, shampoo e Capello all’Inghilterra. Il giovane Thomas Muller ha imparato la lezione del Bernabeu, quando divorò solo davanti a Julio Cesar il gol dell’1-1 nella finale di Champions: nella ripresa la sua doppietta stende i demoralizzati inglesi e fa volare l’astronave teutonica di Loew. Nei primi 45 minuti, però, gli inglesi riescono a raddrizzare una partita compromessa dall’uno-due firmato Klose e Podolski: Upson realizza il 2-1 con un colpo di testa su uscita a farfalle di Neuer, poi Lampard ha la colpa di far andare il pallone “soltanto” di mezzo metro oltre la linea. Larrondo non vede perché è coperto dal mucchio selvaggio in area (ma quando il pallone batte due volte contro la traversa in quel modo è fisicamente impossibile che non abbia varcato la linea, l’esperienza servirebbe proprio a capire queste cose, n.d.r.), il guardalinee Espinosa neanche, ma lui sì che è in buona posizione. Il mancato 2-2 taglia le gambe all’Inghilterra, che è costretta a scoprirsi alla ricerca del pareggio. La doppietta di Muller ridicolizza la imbarazzante difesa inglese (basta allegre signorine ex-capitan Terry, su) e porta i tedeschi ai quarti. Nota per Blatter: sarebbe bastato anche il giudice di porta per vedere quel pallone dentro di mezzo metro. Cosa ne ha autorizzato a fare la sperimentazione (buona) in Europa League è un mistero, se poi quando serve lo lascia a casa. Nota per Capello: dopo la papera di Green, la stampa con un plebiscito ha voluto il ritorno di “Calamity” James tra i pali. Il gol beccato tra le gambe e la mezza fetecchia sul 3-1 dovrebbero bastare a far capire a sir Fabio e ai colleghi d’oltremanica che tra i pali è meglio un cartonato che qualsiasi estremo difensore inglese. Nota per Lippi: Muller a parte, il più forte dei tedeschi tecnicamente non è all’altezza del più scarso degli azzurri. Ma l’età media della Germania è di 25,4 quella dell’Italia 28,9. La differenza? I crucchi corrono, noi camminiamo. Pardon, camminavamo. Col fiatone.

La clamorosa svista di Rosetti e Ayroldi (worldcupblog.org)

ARGENTINA – MESSICO 3-1: Tevez (A) 26’p.t., Higuain (A) 33’p.t.; Tevez (A) 7’s.t., J.Hernandez (M)

La frittata italiana è completa. Dopo gli 11 cadaveri azzurri (copyright Forattini e il Giornale) e la strage calcistica dei Capello-boys, il lutto continua con lo scempio delle 3 giacchette funereamente nere Rosetti-Ayroldi-Calcagno (incolpevole solo l’ultimo): al 26’ di Argentina-Messico il portiere centroamericano Perez anticipa in uscita Tevez e la palla finisce sui piedi di Messi, che prova un pallonetto morbido indirizzato nella porta sguarnita. La palla è però corta e finisce sulla testa di Tevez, il cui appoggio in rete è tanto elementare quanto irregolare. La punta argentina è al di là non solo del portiere – rimasto all’altezza del dischetto – ma anche di tutti e due i difensori messicani, che lo superano solo dopo il tocco in rete. Non sappiamo cosa sia passato per la testa di Ayroldi, ma siamo quasi sicuri di ciò che succede dopo: il maxi-schermo dello stadio manda fugacemente le immagini del gol, ma il c.t. del Messico e il quarto uomo sudafricano Damon vedono tutto e quest’ultimo riferisce via auricolare ad Ayroldi. Rosetti e i collaboratori si parlano, ma o non si fidano di Damon o preferiscono far finta di nulla, convalidando ugualmente il gol dopo il ridicolo e inutile conciliabolo. Nella finale mondiale 2006 l’occhiata clandestina allo schermo era stata decisiva per l’espulsione di Zidane, stavolta l’eccesso di sicurezza e l’arroganza della terna italiana (mista al timore di dover spiegare a Blatter di aver fatto la cosa giusta e non sia mai…) hanno messo il cappio al collo a un bell’ottavo di finale. Il Messico, da par suo, ha voluto agevolare l’esecuzione del boia col fischietto, con Osorio che serve un perfetto assist a Higuain, che però non gioca nella sua stessa squadra e firma il gol numero 4 al Mondiale. Roba da record non tanto per il numero dei gol, quanto per la facilità e la bruttezza uniche al mondo di tutte le marcature del centravanti del Real Madrid. Ben più piacevoli il terzo gol di Tevez, che incenerisce Perez dal limite,  e la rete della bandiera di Hernandez che fulmina caballero Romero. Maradona può gioire e preparare la rivincita: sabato sarà Argentina – Germania.

Foto homepage: Reuters

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