Un viaggio per conoscere (ed evitare) gli animali marini più pericolosi che dimorano nei fondali marini
di Veronica Leanza
Gli animali marini potenzialmente pericolosi per l’uomo sono moltissimi. Con la bella stagione alle porte, è bene che ogni bagnante li conosca. Essi appartengono a diversi gruppi marini.
Nelle acque salate, i rischi sono rappresentati principalmente da tracine, molluschi, meduse, pesci velenosi e squali, che però dovrebbero interessare più i subacquei rispetto ai bagnanti.
TRACINE: Generalmente camminando a piedi scalzi a pochi metri dalla battigia, può capitare di calpestare una Tracina, da cui poi si viene aggrediti. Le tracine sono molto diffuse nell’Adriatico: le loro dimensioni possono raggiungere i 40-50 cm di lunghezza ma sono più comuni gli esemplari di 20-25 cm. Le spine velenifere si trovano sulle branchie e nella spina dorsale anteriore. Il dolore provocato è immediatamente molto intenso e localizzato, ma tende ad irradiare dopo sol0 15 minuti, raggiungendo il massimo dopo 50 minuti. Il dolore può durare complessivamente dalle 16 alle 24 ore.
La tossina sembra provocare abbassamenti di pressione e alterazioni del ritmo cardiaco. In questo caso si suggerisce di immergere la parte colpita in acqua a 45 gradi centigradi o nella sabbia calda per 30-90 minuti fino ad alleviarne il dolore. È indispensabile pulire la ferita anche da eventuali frammenti di spine e disinfettarla. È consigliabile anche la profilassi antitetanica. Comunque è indispensabile ripristinare la normale circolazione sanguigna per un paio di minuti ogni dieci.
CONCHIGLIE: E’ probabile che si venga tentati di raccogliere una conchiglia in mare, chi non l’ha mai fatto, eppure alcune specie di Conus (un particolare tipo di conchiglie di pochi centimetri a forma di cono) possono essere molto pericolose. I Conus hanno la caratteristica di avere una freccia acuminata che l’animale “scocca” quando deve attaccare o difendersi. Fate molta attenzione: la freccia può penetrare nella pelle della mano ed è velenosa quanto un cobra, infatti, può essere letale. Ci sono stati casi in cui la freccia è riuscita a penetrare il fianco di un sub attraverso la muta. E non c’è antidoto!
In caso di puntura chiamare un medico, immergere la parte colpita in acqua molto calda (40-45 gradi per un’ora o più), e bendarla strettamente.
Esiste anche un’altra conchiglia velenosa chiamata: Terebra. E’ sempre a forma di cono, ma è più allungato e fino. Quest’ ultima però è meno pericolosa del Conus.
MEDUSE: Le meduse per la loro trasparenza non vengono notate dai bagnanti che facilmente vengono colpiti. Tra tutte le specie, le più pericolose sono principalmente due: le prime sono le cosiddette Vespe di Mare. Queste meduse vivono in Australia, principalmente nel Queensland. Esse sono considerate tra gli esseri viventi più velenosi al mondo e dopo il Cobra Reale e le zanzare, sono gli animali che causano più morti, anche più degli squali.
Ogni anno alcuni bagnanti vengono urtati dai tentacoli (anche morti o a pezzi) di questo essere con conseguenze in molti casi anche mortali. “L’urto” è dolorosissimo e causa il collasso nel giro di un minuto o due. In caso di avvelenamento chiamare un medico, sciacquare la parte in acqua salata (MAI in acqua dolce), o ancora meglio con l’aceto, e non bisogna strofinare; occorre togliere gli eventuali tentacoli o pezzi dell’animale dalla pelle, con delle pinzette o del nastro adesivo.
Il governo Australiano cerca di combatterle attivamente, per nostra fortuna le pericolose meduse Australiane in genere sono presenti solo durante la stagione estiva, cioè, quando da noi è inverno.
Un’altra medusa pericolosa (o meglio un parente stretto delle meduse) è la Caravella Portoghese, tipica per la sua sacca d’aria galleggiante visibile in superficie, i suoi lunghissimi, ma molto sottili tentacoli sono fortemente urticanti e provocano un forte abbassamento della pressione sanguigna con conseguente collasso e possibile morte negli individui più sensibili; originaria dei mari tropicali è diffusa anche lungo le coste Atlantiche spagnole. L’anno scorso, alcuni esemplari sono stati avvistati anche nel Mediterraneo.
RICCI DI MARE: Quelli velenosi sono davvero pochi, ma se calpestati o anche semplicemente sollevati in mano possono fare molto male. Esiste un tipo di riccio chiamato Riccio Fiore che se preso in mare può essere mortale per l’uomo. Questo riccio, di giorno usa mimetizzarsi con pezzetti di roccia e corallo del suo guscio.
Anche alcune Stelle marine e certe specie di Cetrioli di Mare possono essere urticanti!
POLPO BLU MACULATO: Si tratta di un piccolo polpo di pochissimi centimetri che è caratteristico per via dei suoi colori accesi, in particolare i cerchi blu. Questo animale si può incontrare anche sotto riva e va tenuto a debita distanza in quanto il suo veleno è uno dei più potenti al mondo.
SQUALI: Come non citare infine i temutissimi Squali. Bisogna dire, poiché molte persone non lo sanno, che la maggior parte degli squali è innocua per gli uomini. A quanto pare, non rientriamo nei loro menù. Le razze di squali che si possono incontrare generalmente in tutti i mari, sono soprattutto i Pinna Nera e i Pinna bianca.
Ovviamente, gli esemplari più grandi (un paio di metri, ma anche quelli piccoli) non sono da infastidire. Se ci si limita ad osservarli, anche da vicino, non ci sono problemi. Sono molto famose infatti, le escursioni di shark – feeding a cui è possibile partecipare in tutti i mari.
In caso di grandi squali pelagici, quelli che non si incontrano vicino la riva, la regola generale è: non scappare e non agitarsi (per non simulare un animale ferito), non sostare in posizione orizzontale (per non simulare la sagoma di una preda) ed affrontare l’animale frontalmente. Comunque si consiglia di evitare di fare il bagno con una ferita sanguinante o con il ciclo mestruale, l’odore del sangue potrebbe attirare il predatore.
Infine si vuol ricordare la “Regola Generale” in caso di punture velenose: si consiglia principalmente, di sciacquare la parte “lesa” con acqua marina e di chiamare un medico appena possibile. Nell’attesa del medico, può essere ancora più utile e fondamentale immergere la parte colpita in acqua molto calda a 40 gradi o poco più per circa 30 o addirittura 90 minuti.
Buona estate a tutti!!


