Gli italiani bevono tanto e fuori dai pasti. I giovani sono i “più colpiti”
di Chiara Campanella
Milano - “In vino veritas”. Spesso lo diciamo allegramente a chi beve un bicchiere di troppo e quindi può facilmente rivelare cose che da sobrio non verrebbe mai a dire. Tuttavia, in questi ultimi anni, non c’è molto di cui gioire. Infatti, un’indagine di Eurobarometro ha definitivamente individuato i legami biologici tra il consumo elevato di alcool, il rischio di tumori e l’invecchiamento precoce.
Nel nostro Paese il consumo di alcool rimane stabile («solo» il 60% rispetto al 76% della media europea); si rafforza, invece, l’abitudine a bere bevande alcoliche fuori dai pasti . Sono soprattutto i giovani i più inclini a questo tipo di consuetudine, il cosiddetto “binge drinking”, ossia il consumo di più bicchieri in un’unica occasione, comune soprattutto fra i minorenni. Per non parlare poi dei pericoli che ne derivano alla guida e che riguardano principalmente i giovani, spesso all’uscita da qualche locale dove hanno esagerato bevendo un pò di più.
Dunque, secondo il rapporto sull’uso e l’abuso di alcool dell’Istat (2009), i più giovani sono quelli che alzano di più il gomito. Gli italiani comunque non abbandonano la consuetudine di bere vino durante i pasti, magari con frequenza giornaliera: un bicchiere di vino a pranzo e a cena è tollerato. Tuttavia si sta progressivamente diffondendo la consuetudine, come accade nel nord Europa, a bere al di fuori dei pasti. La diffusione dell’alcool in generale è sostanzialmente stabile, ma il modello tradizionale sta progressivamente cambiando avvicinandosi al tipo nord europeo. Inoltre, non si beve più solo birra. Aperitivi, amari, superalcolici: è la moda del momento. Cambiano i gusti dei ragazzi che “bevono” per stare in compagnia degli amici ed è stato stimato che nel 2009 quasi 613mila adolescenti hanno esagerato per lo meno una volta ( il 17,8 % dei maschi e il 12,3% delle femmine fra 11 e 17 anni).
Bevono tre italiani su quattro ed è alta la percentuale di giovanissimi di 11-15 anni che hanno assunto alcolici negli ultimi dodici mesi: il 18,5% dei ragazzi e 15,5% delle loro coetanee, mentre già a partire dai 18 anni i valori di consumo sono prossimi alla media della popolazione (78% dei maschi e 58,4% delle femmine). Il vino è l’alcolico preferito dagli italiani seguito dalla birra e dagli amari. Si beve di più a Nord e ovviamente nei piccoli comuni fino a duemila abitanti. A livello europeo, invece, e secondo il sondaggio di Eurobarometro, su un campione di 27mila cittadini della Ue, la metà di loro beve una, due o tre volte alla settimana e il 70 per cento solo uno o due bicchieri per volta, mentre il 10 per cento afferma di berne almeno 5 in una sola occasione.
Il Portogallo è il paese dove si beve di meno. A seguire l’Italia, poi la Germania, l’Inghilterra, la Francia, l’Olanda e la Danimarca. Gli uomini bevono più spesso delle donne e in maggiore quantità e sono le categoria professionali più elevate a fare un uso più frequente. Consumano alcolici soprattutto i giovani, ma anche le persone che hanno più di 55 anni. Sebbene la maggioranza degli intervistati si dichiari consapevole della pericolosità di bere alcool prima di mettersi al volante, il 14% ammette di averlo fatto.


