La rocambolesca storia di un professore universitario che è riuscito ad abbattere il muro di silenzio intorno alle “sviste” istituzionali sulla costruzione di un parco eolico
di Chantal Cresta
Il prof. Salvatore Tolone Azzariti è un calabrese risoluto: discendente di una famiglia garibaldina, ex cadetto della scuola militare napoletana “Nunziatella”, uomo libero e liberale, insegnante di Diritto Privato all’Università di Napoli, non cerca complimenti né pacche sulle spalle. Il professore pretende – questo sì, senza riserve – che la legge venga rispettata da tutti. Una rivendicazione pericolosa in una regione, come la Calabria, dove invece viene spesso aggirata, ignorata, elusa ed infranta da mafiosi e collusi senza distinzioni.
Così, da quelle parti, capita anche che si costruisca un parco eolico del tutto privo dei requisiti minimi di sicurezza ambientale e di salute pubblica e, per di più, calato in mezzo alle case della gente senza che nessuno dica o faccia nulla. O quasi, perché il prof. Tolone Azzariti non è spirito da tacere e subire. Al contrario, egli vuole che si sappia quello che da anni sta accadendo nel Comune di Girifalco, località in provincia di Catanzaro, dove possiede alcune proprietà.
Quando il professore racconta la sua storia, si anima come un veterano di guerra che ricorda i trascorsi in battaglia, perché è davvero una guerra quella che si è trovato a fronteggiare. Tutto inizia nel 2005, quando la Brulli Energia, società produttrice di stazioni elettriche con sede a Reggio Emilia, intavola con il Comune della ventosa cittadina calabrese un accordo per la costruzione del Parco Eolico WF Serre: un affare di qualche milione di euro di utili l’anno. Inizialmente, il progetto, che deve passare il vaglio del Nucleo VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), si presenta come un piano complessivo di 16 torri eoliche, ognuna delle quali capace di produrre 2 MW, per un totale di 32 MW. Il piano passa i controlli e il 24 marzo 2006 viene approvato anche dal consiglio comunale di Girifalco. Successivamente, il 12 aprile, la Brulli e il Comune firmano la Convenzione per la realizzazione del parco.
Fin qui nulla di strano, se non fosse che nella suddetta Convenzione le parole usate per descrivere il progetto delineano una realtà molto diversa rispetto ai primi screening approvati dal VIA. Infatti, in essa si parla di una produzione di 44 MW, invece che dei 32 MW stabiliti, il che implica che le previste 16 torri erano, in realtà, 22. «Inspiegabilmente moltiplicate», ci dice il prof. Tolone Azzariti.
Ora, poiché la matematica non è un’opinione, il professore ci mette poco ad insospettirsi sugli omissis della Convenzione, così, si interessa alla questione e scopre che le discrasie non riguardano solo i dati relativi alla quantità di produzione elettrica ma anche le mappe catastali che rappresentano il luogo dove dovrebbe sorgere il parco. Si accorge, in pratica, che le carte riportano in calce il valore in scala 1:2500 (valore, peraltro, inesistente) anche se la loro scala reale è 1:2000. Inoltre le mappe erano obsolete, forse, risalenti agli anni ’70 e, come se non bastasse, in esse erano stati malamente cancellati circa 90 immobili regolarmente censiti al catasto.
Questa inspiegabile serie di “coincidenze” aveva prodotto, almeno sulla carta, che lo spazio necessario affinché la distanza minima di sicurezza di 500 mt tra una torre e la casa più vicina, prevista per legge, fosse rispettata. Peccato che, nella realtà, le torri sarebbero state edificate proprio sopra i tetti dei residenti e sui terreni del prof. Tolone Azzariti.
Due anni dopo, il Comune di Girifalco ammetterà che le mappe prodotte dalla Brulli erano alterate a causa di un “falso per errore” ma, nel frattempo, il professore ne vedrà di tutti colori.
Recuperati i documenti in suo possesso, negli ultimi giorni di aprile del 2007, Tolone Azzariti espone le sue scoperte e le sue obiezioni all’Ente provinciale preposto. Le osservazioni, però, restano lettera morta, in quanto l’8 agosto 2007, con Decreto della Regione, viene concessa l’Autorizzazione Unica alla costruzione del parco: «Considerato – viene detto nell’atto – che non sono pervenute osservazioni da parte dei soggetti interessati». Quando lo racconta, il professore si aggiusta sulla sedia con fare canzonatorio: «…“non sono pervenute osservazioni”…Dedussi che le mie obiezioni e le prove a sostegno delle mie tesi erano state cestinate». Continua a leggere ->

