Thursday, July 29, 2010

Buco da 1,9 milioni di euro nelle casse dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana. Quali rischi e conseguenze?

di Laura Dabbene

La versione di lusso dell’Enciclopedia Treccani

ROMA – Dopo essere stato al centro dell’attenzione nel mondo accademico ed intellettuale per le nuove modalità di reclutamento dei redattori delle voci del Dizionario Biografico degli Italiani,  l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana G. Treccani torna a far parlare di sé.

Il problema questa volta, non estraneo comunque già alla questione del Dizionario, è di natura più strettamente economica e finanziaria: nel 2008 la gestione finanziaria della storica istituzione ha visto la conversione dell’utile, quantificato in circa 2 milioni di euro, in una voragine in negativo da 1,9 milioni. A diffondere il preoccupante dato è la relazione della Corte dei Conti condotta sui bilanci 2008, che individua quali cause principali sia la fase di recessione economica nel nostro Paese, che vede sempre più concentrarsi i tagli alle spese delle famiglie anche in settori chiave come quello della salute e della formazione culturale, sia nella crescita esponenziale di strumenti alternativi alla tradizionale enciclopedia cartacea, in specifico la notissima enciclopedia libera accessibile gratuitamente dal web, Wikipedia.

Quello di Wikipedia costituisce un vero e proprio fenomeno, la cui portata ha stravolto le modalità e le consuetudini della ricerca, soprattutto tra le nuove generazioni. Non esiste studente di scuola superiore, ma sempre più spesso anche universitario, che non preferisca, alla tradizionale consultazione di volumi cartacei, un più rapido e comodo ricorso alla Rete. Questo anche quando essi sono comodamente accessibili in casa propria, senza bisogno di spostarsi in biblioteca.

Nato tra 2000 e 2001 dall’intraprendenza di Jimmy Wales e Larry Sanger, il progetto Wikipedia contava dopo appena un anno di vita circa 20.000 voci su 18 versioni in lingue differenti: nel gennaio 2003 la versione in inglese raggiungeva il tetto delle 100.000 voci, che l’edizione italiana toccò invece nel settembre 2005. Le voci inglesi sono diventate 2 milioni nel 2007 e nel marzo 2008, considerando tutte le lingue, si calcolarono 10 milioni di voci. Gli idiomi che hanno una propria personale edizione Wikipedia sono oggi circa 40, tra cui molti sono parlati da minoranze linguistiche, come il gallego, il frisone, il gaelico e l’inuktitut, meglio conosciuto come eschimese.

Questi pochi dati numerici, senza neppure dover accennare ai progetti complementari del portale Wikipedia, dai dizionari multilingua al settore informazione, sono sufficienti per mostrare quale potenziale abbia questa enciclopedia libera, inarrivabile per qualsiasi pubblicazione su carta.

Il simbolo di Wikipedia

Ma non è tutto oro quello che luccica. Nonostante esistano direttive guida per gli autori, Wikipedia non ha un comitato di redazione che controlla i contenuti delle diverse voci e i redattori sono tutti volontari non retribuiti. L’idea di base è quella di un software assolutamente libero, dove è la comunità wikipediana a vigilare su se stessa, potendo intervenire in ogni momento con aggiunte, tagli o modifiche alle voci presenti, anche se inserite da altri. Ciò causa grandi problemi in termini di attendibilità e correttezza di informazione ed è davvero impossibile che si possa garantire la scientificità offerta dai sistemi tradizionali. Per questo l’auspicio è che, accanto a questo innovativo strumento di diffusione del sapere, continuino ad esisterne altri, come la storica enciclopedia (Treccani, Britannica, etc.), che servano come mezzi di controllo quando è necessario un sigillo finale di qualità.

In questa direzione marciano i provvedimenti dell’Amministrazione dell’Istituto Treccani per contenere le spese e promuovere la diffusione dei pregiatissimi volumi, commercializzati da qualche tempo anche in versioni più compatte ed essenziali, di ridotto ingombro fisico, di più veloce realizzazione e di costo inferiore. L’interrogativo è se queste soluzioni siano conciliabili con la necessità di mantenere l’elevata qualità delle opere, sinonimo di ricercatori professionisti che lavorino con serietà ad un progetto editoriale, avendo a disposizione tempo e risorse economiche sufficienti per svolgerlo con tutta l’attenzione del caso.

Questo appare il nucleo centrale della questione. In un ambito, quello italiano, dove tagli alla ricerca universitaria hanno gettato nel precariato milioni tra le migliori giovani menti nostrane, troppi faticano a riconoscere che nessuno, senza una adeguata formazione culturale ed intellettuale, può improvvisarsi studioso e ricercatore, e che lo sforzo e l’impegno di chi ha svolto questo percorso va riconosciuto, tutelato e retribuito.

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Affonda una nave sudcoreana: poco chiare le cause

Post di Laura Guerrato On marzo - 31 - 2010 AGGIUNGI COMMENTO

Molta incertezza sul caso. Tra le ipostesi anche un siluro nordcoreano

di Laura Guerrato

 Una nave della Marina militare sudcoreana, con 104 persone a bordo, è affondata nel Mar Giallo, al largo dell’isola di Baengnyeong. Resta un mistero la causa dell’affondamento. In un primo momento infatti gli organi di stampa di Seul hanno affermato che la Cheonan era stata colpita da un siluro nordcoreano e che, prima di affondare, aveva risposto al fuoco, sparando alcuni colpi verso un’imbarcazione non identificata. Ma Kim Eun-Hye, portavoce del presidente sudcoreano, Lee Myung-bak, ha spiegato che “non è chiaro” se vi sia un coinvolgimento nordcoreano, precisando che l’obiettivo degli spari erano dei volatili.

Finora solo 58 militari dei 104 a bordo sono stati tratti in salvo e il governo ha riferito che la priorità è salvare i naufraghi. Al momento, quindi, nessuna ipotesi sembra esclusa: potrebbe trattarsi anche di una mina, oppure di un’esplosione di munizioni a bordo della stessa nave affondata. L’agenzia sudcoreana Yonhap, citando alcune fonti presidenziali, afferma che nessuna imbarcazione nordcoreana si trovava nell’area in cui è affondata la Cheonan e che quest’ultima si trovava in acque territoriali sudcoreane molto a sud del confine.

Il mistero però rimane e l’allerta delle truppe di Seul è ai massimi livelli, anche perché, poche ora prima della tragedia, le forze armate della Corea del Nord avevano accusato Seul di tentare di rovesciare il regime di Pyongyang e avevano minacciato di rispondere con un attacco nucleare.

Purtroppo le tensioni lungo la cosiddetta Northern Limit Line, il confine nel Mar Giallo, a ovest della penisola coreana, non sono nuove. Le due Coree, infatti, hanno combattuto due sanguinose battaglie navali, nel 1999 e nel 2002, sempre lungo la Northern Limit Line, fissata unilateralmente dalle forze guidate dagli Usa alla fine della guerra coreana del 1950-53 e mai veramente riconosciuta dalla Corea del Nord. Solo a novembre del 2009 c’era stato uno scontro a fuoco tra una motovedetta della Corea del Sud e una della Corea del Nord, quando la nave di Pyongyang aveva superato il limite delle acque territoriali, smentendo poi di aver sconfinato. A gennaio di quest’anno la Corea del Nord ha proclamato quattro zone riservate agli spari d’artiglieria, attorno alle isole di Baeknyeong e Daecheong, e ha schierato rampe di lancio per missili lungo la costa.

La tensione quindi rimane alta e forse non si arriverà mai a conoscere la verità sull’affondamento della Cheonan.

 

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Cibo-spazzatura…è dipendenza!

Post di Fabrizio Giona On marzo - 31 - 2010 2 COMMENTI

Hamburger e patatine fritte creano dipendenza come droga e fumo. È allarme obesità in Italia: il 12,3% dei bambini è obeso

di Fabrizio Giona

Hamburger e patatine fritte

Roma – Allarme USA: hamburger, patatine fritte, merendine, snack e caramelle, ossia “il cibo-spazzatura”, creano dipendenza simile a quella da nicotina e droga. È il risultato di una ricerca condotta nell’Istituto Scripps a Jupiter, in Florida.

Sembrerebbe, infatti, che il consumo eccessivo di cibi supercalorici e ricchi di zuccheri possano scatenare nel cervello meccanismi simili a quelli attivati da altre forme di dipendenza. I ricercatori, Paul Johnson e Paul Kenny, che descrivono il fenomeno sulla rivista Nature Neuroscience, lo hanno dimostrato trasformando topi di laboratorio in consumatori compulsivi di cibi-spazzatura. Quello che si è potuto constatare è che, come in altre forme di “addiction”, anche in questo caso si indebolisce l’attivazione dei circuiti cerebrali della ricompensa, che normalmente scattano immediatamente quando si vive un’esperienza piacevole.

LA RICERCA – Durante la fase di ricerca, i topi sono stati nutriti, oltre che con la loro dieta usuale, con spuntini a base di dolci, cioccolato, salsicce e bacon. In poco tempo i ratti hanno cominciato a prendere peso e la loro sensibilità alla ricompensa si è ridotta notevolmente, palesando una forte forma di dipendenza dai cibi proposti, tanto forte che neanche una scossa elettrica li teneva lontani dal pasto. E proprio come nelle altre dipendenze, il ritorno alla normalità non è stato rapido: ci sono volute ben due settimane dal ripristino della dieta usuale, infatti, affinché si riattivasse nel cervello il meccanismo della gratificazione. (corriere.it)

L’ESPERTO – “Mangiare è una fonte importante di piacere, ecco perché possiamo inserirlo tra i comportamenti che creano dipendenza. Cibo e altri oggetti del piacere naturali stimolano il sistema della gratificazione”. Interviene così il Dottor Luigi Janiri, responsabile del Day Hospital di psichiatria del Policlinico “Agostino Gemelli” di Roma. Ed inoltre, prosegue Janiri, “i circuiti del cervello si adattano e la soglia del piacere si alza sempre più”. Questo spiega perché si entra in fasi di totale dipendenza con, in casi di privazione, vere e proprie crisi di astinenza.

Bambini obesi consumano cibo-spazzatura

ALLARME OBESITÀ – Stando ai dati forniti dall’ultima indagine “Okkio alla Salute” del Ministero della Salute, più di un bambino su tre, di età compresa tra i 6 e gli 11 anni, pesa troppo. In particolare il 12,3% dei bambini è obeso mentre il 23,6% è in sovrappeso, soprattutto a causa delle cattive abitudini alimentari.

Il consumo del cibo-spazzatura è in costante crescita tra i nostri bambini che preferiscono sempre più hamburger e patatine alla classica dieta mediterranea a base di frutta e verdura. Secondo quanto raccolto dalla Coldiretti dopo l’allarme lanciato dai ricercatori americani, il 41% dei bambini mangia ogni giorno cibi grassi e beve bibite ricche di zucchero. Ma il dato più allarmante è che i genitori ne sono coscienti: il 23% di essi dichiara, infatti, che i propri figli non consumano quotidianamente frutta e verdura. E pensare che proprio la classica dieta mediterranea con carboidrati, frutta e verdura ha permesso agli italiani di aggiudicarsi il record della longevità, che in Italia è pari a 78 anni per gli uomini e 84 per le donne (nettamente superiore alla media europea).

COSA SI PUÒ FARE? – La Coldiretti ha firmato un protocollo d’intesa con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca che prevede l’impegno a promuovere, attraverso esperienze pilota, iniziative comuni in materia di educazione alimentare. Ciò per “sensibilizzare i giovani ad un corretto comportamento civico rispettoso dell’ambiente e delle tradizioni alimentari italiane”. Un impegno che rientra nell’ambito del progetto “Educazione alla campagna amica” che, nel corso del nuovo anno scolastico, “coinvolgerà oltre 100 mila alunni delle scuole elementari e medie, i quali parteciperanno alle oltre 3.000 lezioni in programma nelle fattorie didattiche e agli oltre 5.000 laboratori del gusto che saranno organizzati nelle aziende agricole e in classe”. (Coldiretti)

Ma un ruolo fondamentale ce l’ha la famiglia, prima istituzione dedita all’educazione dei figli. Sono i genitori che per primi devono educare i propri bambini ad un’alimentazione genuina e salutare, prestando particolare attenzione alla preparazione dei pasti fatti in casa e vigilando sulle abitudini alimentari dei propri figli.

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Le elezioni più pazze del mondo

Post di Nicola Gilardi On marzo - 31 - 2010 AGGIUNGI COMMENTO

La lega sorpassa il Pdl al nord e chiede il federalismo fiscale. Il Pd si lecca le ferite dopo un’altra sconfitta. Astensionismo in crescita

di Nicola Gilardi

Luca Zaia

È arrivata l’ora di tirare le somme. Quest’ultima tornata elettorale è stata all’insegna del mutismo televisivo. Talk-show sospesi e quella poca informazione offerta dai tg è stata piuttosto faziosa (sia il Tg1 che il Tg5 multati dall’AgCom). Hanno resistito i giornali cartacei, ma in Italia sono molto pochi i lettori.

Al nord il successo della Lega era piuttosto prevedibile e già alla vigilia si parlava del “sorpasso”. A destare qualche preoccupazione era, invece, il Piemonte che è rimasta in bilico per un po’ prima dell’allungo finale di Cota. Finale da cardiopalma anche nel Lazio. Non ha penalizzato il pasticcio dei listini e Renata Polverini ha potuto battere una sportivissima Emma Bonino che, per prima, si è congratulata con la neo governatrice della regione.

In Campania si è deciso di cambiare ed è stato eletto Stefano Caldoro. Non è dato sapere quanto il caso “monnezza” abbia contribuito, ma certo è che la netta affermazione del candidato di centrodestra sembra essere una determinata soluzione di continuità con il passato. Solo il tempo darà delle risposte agli elettori campani. Anche in Calabria la parola d’ordine è “rinnovamento”. Il governatore uscente, Agazio Loiero è stato sonoramente battuto dal candidato Pdl Giuseppe Scopelliti, mentre Filippo Callipo dell’Idv ha sfiorato un buon 10%.

Hanno tenuto, invece, i fortini rossi del centro nord e in Puglia, dove Nichi Vendola si trova ad indossare i panni del paladino del centrosinistra, anche se il Pd ha accettato la sua candidatura solo dopo le primarie.

A vincere è stato, comunque, l’astensionismo. Più di un terzo degli elettori, infatti, non è andato alle urne. Si profila sempre più nettamente una disaffezione politica figlia di uno scollamento fra società e partiti. Il Pd è sempre in cerca della propria identità ed è carente di quel radicamento nel territorio che ha portato la Lega a vincere nelle regioni del Nord. È curioso come in quelle sfide elettorali dove si registra un calo di affluenza, il centrosinistra perda. È successo nel 2001, nel 2008 ed oggi questa tendenza viene confermata. Non è un mistero che molti elettori di centrosinistra non si riconoscano in questo Pd, ancora dai contorni troppo sfumati.

Anche in casa Pdl, comunque, non c’è molto da festeggiare. Con il sorpasso della Lega al nord potrebbe crescere il potere di ricatto di Bossi che già reclama a gran voce il federalismo fiscale. La vittoria in Piemonte, poi, è stata abbastanza risicata, mentre quella nel Lazio ha vinto solo grazie all’appoggio dell’Udc.

Soddisfazione, invece, fra i membri del Carroccio. Il colpaccio dai numeri bulgari di Zaia in Veneto ha rinvigorito ulteriormente il popolo padano che dopo aver ottenuto molte poltrone prestigiose al Governo, adesso chiede la poltrona del sindaco di Milano.

È stata una tornata elettorale anomala, segnata da molto silenzio e da poca informazione confusa. Il primato della politica in tv, ha penalizzato molto gli elettori che si sono visti privare un loro diritto, l’informazione. La comunicazione politica ha fallito. Moltissimi sono stati coloro che hanno votato pur non sapendo nulla del programma elettorale dei candidati. A conferma del fatto che queste sono state, davvero, le elezioni più pazze del mondo.

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Leggende metropolitane: finzione o realtà?

Post di Veronica Leanza On marzo - 31 - 2010 2 COMMENTI

Nell’era della comunicazione di massa, non passa giorno che in qualche parte del pianeta vengano fuori le così dette “leggende metropolitane”. Ma queste storie alla fine si rivelano vere o sono delle bufale?

di Veronica Leanza

Vengono chiamate in molti modi: urban legends, leggende metropolitane, miti moderni, leggende contemporanee. Le studiano in tanti: psicologi, antropologi, sociologi, storici, eppure restano un fenomeno pieno di mistero. Le leggende metropolitane sono il frutto del folklore moderno; leggende contemporanee che consistono in storie insolite e curiose raccontate dalla gente, che acquistano credibilità passando di bocca in bocca. L’uomo deve sempre trovare qualcosa che spieghi fenomeni altrimenti incontrollabili. Chi di noi, durante una serata passata tra amici, non si è mai dato al racconto di una bella leggenda per renderla più misteriosa e intrigante? Le leggende metropolitane sono molto diffuse sia in Italia che all’Estero.

Negli Stati Uniti, ad esempio, è molto diffusa la leggenda del ragazzo che va in discoteca con gli amici e qui incontra una bellissima donna sconosciuta. Vanno a casa e passano la notte insieme. La mattina seguente al suo risveglio, il ragazzo non la trova. La cerca in bagno e sullo specchio trova una scritta con il rossetto che dice : “Benvenuto nel mondo dell’AIDS”. Esiste anche un’altra versione però: la notte di sesso viena trascorsa in macchina e il mattino seguente il ragazzo viene trovato svenuto nell’auto. Alla fine i medici nel prestare  i primi soccorsi diagnosticano che gli è stato espiantato un rene.

Un’altra leggenda è quella di un uomo che in una notte fredda e piovosa, sta guidando in una strada secondaria, quando sul margine della carreggiata, vede una ragazza che fa l’autostop. Lui la invita a salire in auto per un passaggio, lei accetta e gli dà le indicazioni per riportarla a casa. L’accompagna, si salutano e torna a casa. La mattina dopo, rientrando in macchina per andare a lavoro, l’uomo si accorge che sul sedile posteriore c’è la giacca della ragazza che aveva accompagnato la sera prima, ancora umida. Alla fine decide di riportarla alla giovane. Giunto a destinazione, gli apre un’anziana donna: “Mi scusi signora, ieri sera ho incontrato sua figlia e l’ ho riaccompagnata a casa, la ragazza ha scordato la sua giacca e così ho deciso di riportargliela”. La donna gli spiega tra le lacrime che questa cosa non era assolutamente possibile, poiché sua figlia era morta più di dieci anni prima.

Il faraone Tutankhamon

Ma le leggende non finiscono qui, ce ne sono altre, come quella ad esempio di Tutankhamon: Il 26 novembre del 1922, l’archeologo Howard Carter ed il nobile Lord Carnavon fanno una scoperta eccezionale, quella della tomba del misterioso Faraone Tutankhamon. Trovandosi davanti all’entrata della camera funebre, i due notano un sigillo: “La morte sopraggiungerà su rapide ali per colui che disturba la pace del Re”. Ma purtroppo l’avvertimento viene sottovalutato. I due entrarono e rimasero allibiti quando si trovarono di fronte al magnifico tesoro del Faraone. Una ricchezza  talmente incredibile che ci sarebbero voluti almeno dieci anni solo per catalogarla. Ma la maledizione della tomba non si fa attendere molto. Al ritorno in patria muore il canarino che li aveva guidati attraverso i labirinti della tomba del Faraone: mangiato da un cobra! Poco dopo la città del Cairo fu colpita da un blackout che fu subito attribuito alla vendetta del faraone. A distanza di pochi anni, ben undici, tra le persone coinvolte nella scoperta erano scomparse per cause non naturali o per morte prematura. Infine la morte proprio dell’egittologo Howard Carter che si suicidò. La sua morte fu la più strana poiché porse fine alle sue sofferenze dopo aver lasciato un biglietto con su scritto: “Non posso più  sopportare questi orrori e fatico a vedere cosa potrei fare qui di buono, perciò esco di scena”.

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cacciucco_tegliaLe origini del cacciucco si perdono nella notte dei tempi; sembra proprio che il più tipico piatto livornese abbia addirittura origini fenicie.
E’ uso comune chiamarlo anche caciucco, con notevole disapprovazione dei livornesi, che sostengono che questa parola vada scritta con cinque “c”.
Cosa certa è invece che questo piatto, realizzato con gli “scarti”, ovvero con i pesci meno pregiati, fosse preparato nelle galere cinquecentesche per sfamare i vogatori alla catene.
In Toscana, il cacciucco, era inizialmente il pasto dei poveri e il termine ha assunto il significato di “mescolanza“; proprio per questo motivo ne esistono diverse varianti : di carne, di cacciagione, di pesce, di ceci..
Naturalmente il tradizionale cacciucco rimane quello di pesce al quale è legata anche una leggenda livornese : un pescatore livornese, che era andato a pesca con la sua barca, fu improvvisamente colto da una tempesta ed affogò. Avendo lasciato la moglie e i figli nella miseria, per la fame i piccoli andarono al porto e chiesero ai pescatori del pesce per potersi nutrire.
Ogni pescatore offrì del pesce ai bambini : chi un polpo, chi una cicala di mare, chi una seppia.
Tornati a casa, la madre preparò una zuppa con questi pesci e la rovesciò poi in una zuppiera dove aveva precedentemente sistemato delle fette di pane.
Il soave profumo della zuppa improvvisata incuriosì i vicini che si affrettarono a chiedere alla donna da dove provenisse.
Era nato così il Cacciucco

Ingredienti:

Pelati 200 g
Aglio 4 spicchi
Carote 1
Cipolle 1
Crostacei 400 gr misti fra gamberoni, gamberetti, scampi, cicale
Molluschi 400 gr misti fra seppie, polipi, calamari, totani
Molluschi 400 gr fra cozze e vongole
Olio 1 dl
Pane 8 fette

Peperoncino secondo i vostri gusti
Pesce di mare 300 gr misto fra gallinella, cappone, scorfano
Pesce di mare palombo 200 gr
Pomodori pelati 200 gr
Prezzemolo 2 cucchiai
Sedano 1 gambo
Vino rosso 1 bicchiere

Preparazione

pesce_misto_ric.jpgPulite tutto il pesce (con una particolare attenzione alle cozze ) conservando le teste che serviranno per il brodo e tagliando i pesci più grandi in due o tre pezzi per permettere una cottura uniforme; tagliate il polpo e le seppie a striscioline.
caciucco_calamari_ric.jpgMettete in una pentola il pesce per il brodo e le teste insieme al sedano, alla carota e alla cipolla mondati e tagliuzzati finemente, aggiungete anche il prezzemolo, uno spicchio d’aglio e sale quanto basta e ricoprite il tutto d’acqua.
Una volta portato il tutto ad ebollizione abbassate la fiamma e lasciate cuocere per 30/40 minuti a fuoco lento.
Nel frattempo, scaldate dell’olio in una pentola abbastanza grande e fate imbiondire della cipolla tritata a fuoco moderato. Tritate finemente il prezzemolo, l’aglio e il peperoncino e spezzettate a parte i pomodori; quando la cipolla avrà assunto un caciucco_pentola_ric.jpgbel colore dorato unite il trito e mescolate per almeno un minuto prima di aggiungere le striscioline di seppia e polpo.
A questo punto alzate un po’ la fiamma, salate e lasciate asciugare il tutto mescolando spesso; appena il pesce inizia a prendere un po’ di colore bagnatelo col vino e aggiungete i pomodori continuando la cottura per circa mezzora fino a che seppie e polpo diventino teneri e il sugo si sia asciugato.
Intanto il brodo di pesce sarà pronto: recuperare i piccoli pezzi di polpa che si saranno staccati dai pesci e tenerli da parte quindi passare tutto il resto dal passaverdure, montato con il disco più fine, schiacciando bene teste e lische che renderanno il brodo più denso e saporito.
Cacciucco_ciotola_ric.jpgAggiungete il brodo che avete ottenuto al sugo e dopo aver aggiunto anche i pezzi di polpa che avete messo da parte fate riprendere la cottura. Intanto fate aprire le cozze in una padella sul fuoco vivo, quindi eliminate quelle vuote o chiuse e mettetele da parte dopo aver filtrato il liquido ottenuto che unirete al sugo.
Iniziate ad aggiungere il pesce partendo da quello più consistente (cicale di mare, gamberi e palombo) e proseguendo con scorfani e gallinelle e, dopo pochi minuti unite anche le cozze lasciando cuocere per circa 15 minuti.
Abbrustolite quindi le fette di pane, strofinatele con l’aglio e disponetele nei piatti; distribuiteci sopra il cacciucco e servite ben caldo.

Consiglio

Il cacciucco, per rispettare la più antica tradizione livornese, andrebbe cotto in un tegame di terracotta, che sembrerebbe ottimo per la cottura del pesce, ed accompagnato con del Chianti delle colline pisane, poco distanti dalla costa livornese.

Curiosità

Sapevate che la parola cacciucco ha origini turche? Deriverebbe da “kuzuk”, parola turca che significa “piccolo, minuto”.

Ricetta cucinata e fotografata da Sonia Peronaci

Fonte: Giallo zafferano

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Hutaree: la milizia cristiana del terrore

Post di Silvia Nosenzo On marzo - 30 - 2010 AGGIUNGI COMMENTO

Dopo il terrorismo islamico, anche quello cristiano si affaccia sul palcoscenico americano. Si tratta della Hutaree, una milizia armata che propugna la crociata anti-musulmana

di Silvia Nosenzo

Hutaree in posa

Washington – Una nuova ondata di violenza in nome di Dio mina la stabilità dell’America. Questa volta però non si tratta dei jihadisti musulmani, ma dei nuovi crociati cristiani.

Si fanno chiamare Hutaree ,“Guerrieri di Dio”, e vanno a costituire nuova milizia nata con lo scopo di combattere gli anti-Cristo, ossia i Musulmani. “Noi crediamo che un giorno, come dice la profezia, ci sarà un Anti Cristo[…] Gesù voleva che noi fossimo pronti a difenderci usando la spada e a rimanere vivi usando l’equipaggiamento adatto”. Queste alcune delle frasi presenti sul sito della milizia che cita diversi passaggi biblici per incitare alla lotta armata. Essi ritengono che la fine del mondo sia vicina e che per questo sia necessario combattere Satana. Dawud Walid, direttore del Consiglio sulle relazioni tra l’America e l’Islam nel Michigan, ha affermato che la comunità musulmana è preoccupata per le attività della Hutaree, il cui numero di affiliati è cresciuto esponenzialmente dal 2009, secondo il rapporto del «Souther Poverty Law Center» dell’Alabama, guidato da Mark Potok.

Da tempo, ormai, l’Fbi tiene sotto controllo l’attività dell’Hutaree e ha appurato che questa setta armata non soltanto nutre odio nei confronti dei musulmani, ma anche nei confronti del presidente Obama e degli ebrei, tutti parte di un unico “complotto globalistateso a “privare della libertà personale i cittadini americani”.

L’Fbi, temendo che la Hutaree (il cui quartier generale è situato ad Adrian, nel Michigan, e che conta iscritti in Ohio e in Indiana) stesse organizzando degli attacchi terroristici, ne ha arrestati ieri alcuni leader ( le fonti parlano di 3-8 miliziani incarcerati).

Blitz dell'Fbi

Sembra che le tattiche utilizzate dall’Hutaree siano molto simili a quelle utilizzate dai Mujaheddin in Afghanistan e in Iraq. Ad esempio, essi attirano i poliziotti verso un punto preciso, sistemando lungo il percorso che devono fare per raggiungerlo degli ordigni esplosivi che li faranno, poi, saltare in aria. Un altro piano ideato dalla milizia è quello di attaccare con armi ed esplosivi durante il funerale dei poliziotti, così da fare una strage tra i suoi compagni.

Perché? Sembrerebbe che lo scopo sia quello di innescare una rivolta contro il Governo federale statunitense da parte dei gruppi suprematisti di altri Stati, creando un clima di tensione crescente che destabilizzi il Governo.

Si tratta di una questione che invita a riflettere. Quando i terroristi islamici invitano allo Jihad fanno riferimento al Corano; l’Hutaree fa lo stesso con la Bibbia. Un pericoloso e cieco estremismo rischia di minare i rapporti tra due culture e di far vivere nella paura della precarietà il mondo intero: chiunque, in ogni luogo e momento, potrebbe finire col sentire la propria vita minacciata dal fanatismo religioso. Paradossalmente, in un mondo sempre più globalizzato e interculturale, dove l’informazione viaggia velocissima, ancora si sente il bisogno di inneggiare a crociate e a guerre sante. Insomma, stiamo assistendo a un pericoloso ritorno al passato, indice della scarsa capacità che le nostre società hanno di guardare al futuro.

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Roma, capitale del romanticismo

Post di Chiara Campanella On marzo - 30 - 2010 AGGIUNGI COMMENTO

Secondo il  ”Sunday Times Travel Magazine” la città capitolina è considerata tra le 12 più sexy del pianeta

di Chiara Campanella

Castel Sant'Angelo

Desideri un week-end all’insegna dei sensi e delle “fughe erotiche”?  Regalati un viaggio a Roma. Infatti la capitale è tra le 12 città più sexy del pianeta. Essa è considerata città del romanticismo poiché offre i luoghi più adatti a fine settimana sentimentali e incontri amorosi clandestini. A sostenerlo è il “Sunday Times Travel Magazine”, l’inserto settimanale del quotidiano inglese Times dedicato ai viaggi, che cita Roma  tra le città più magiche dove il sesso possa essere consumato. Cosa c’è di più sentimentale di  una bella passeggiata tra splendide fontane, piazze lastricate, monumenti ricchi di storia e negozi di lusso? Magari il tutto reso ancora più romantico al momento del tramonto?

Nel magazine si suggeriscono vari itinerari. Un possibile percorso sexy nella capitale inizia  da Trinità dei Monti, dove la mattina è di rito la colazione nella famosa e inglese sala da thè Babington’s, con le sue  deliziose fragole al cioccolato. Si prosegue passeggiando in Via del Corso fino a Piazza Venezia, dove si può ammirare il Vittoriano, maestoso monumento nazionale intitolato a Vittorio Emanuele II.

Da non disdegnare una splendida promenade partendo dal Circo Massimo, passando per il Colosseo, ammirando anche le bellezze archeologiche dei Fori Imperiali e dei Mercati di Traiano, fino ad arrivare al Campidoglio, da dove si può godere di una magnifica vista dall’alto. Impossibile non citare anche gli storici quartieri di Trastevere, Testaccio e  Garbatella con le sue graziose villette circondate da giardini.

Piazza Navona

Il  Sunday Times Travel Magazine passa in rassegna anche i locali. Tra quelli consigliati c’è il cocktail bar “Vip”, nei pressi di Piazza Navona e il ristorante “La Pergola” del Waldorf Astoria, da cui si può ammirare la cupola di San Pietro. Immancabile una tappa all’ Antico Caffé Greco, locale che si trova in Via dei Condotti, nei pressi di Piazza di Spagna. È un caffè storico della città, fondato nel 1760, e deve il suo nome al fatto che il fondatore, un certo Nicola della Maddalena, fosse  levantino.  Oltre all’origine storica (addirittura è stato dichiarato monumento di interesse nazionale nel 1953) il locale è noto per i molti frequentatori famosi avuti nel corso degli anni e per essere stato, per molto tempo, un ritrovo di intellettuali. Ai suoi tavolini, infatti, si sono seduti scrittori, poeti, futuri regnanti, musicisti, cospiratori e addirittura futuri papi.  Il magazine inglese ne decanta “l’atmosfera da antico mondo romantico e le sedie in velluto”.

Tra le altre città dove trascorrere week-end da sogno ci sono non solo le classiche Berlino, Londra, New York e Parigi, ma anche le esotiche Istanbul e Tangeri, dove è possibile assaggiare piatti conditi con le molteplici spezie dal potere afrodisiaco. Da non dimenticare le città del Nord  come Stoccolma e San Pietroburgo, “fredde” solo apparentemente, e le “calienti” Siviglia, Madrid e Barcellona.

La sorpresa, invece, è Viterbo, nel Lazio, città poco nota a livello internazionale. Nel Times viene citata come luogo ideale dove si mescolano insieme storia, ambiente e relax: una meta consigliata agli stranieri che da lì possono raggiungere la vicina e romantica città di Roma.

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Che vita da cani, questa

Post di Nadia_Galliano On marzo - 30 - 2010 2 COMMENTI

“Un cane ferito si presenta al pronto soccorso”: potrebbe sembrare l’inizio di una buona barzelletta, se non fosse, invece, pura realtà

di Nadia Galliano

“Le porte della misericordia sono aperte a chiunque, ma pure quelle del pronto soccorso”- deve aver pensato il cane, protagonista dell’episodio in questione.

Sabato scorso, a Farmington, nel New Mexico, un bastardino di pastore tedesco si è presentato al Centro Medico Regionale San Juan, speranzoso di farsi curare le ferite al muso e ad una zampa riportate, probabilmente, a seguito di un morso.

I veterinari, chiamati dai medici della struttura, dopo averlo diligentemente visitato, hanno dichiarato che, nonostante le ferite, l’animale appariva calmo e, probabilmente, aveva preso lui stesso, motu proprio e con molta lucidità, la decisione di recarsi in ospedale.

Curate le ferite, il cane è stato dapprima affidato a Robin Loev, referente del canile locale, per poi essere spostato al Farmington Animal Shelter , non presentando traumi evidenti o patologie compromettenti.

Ma se pensate che il tragicomico episodio finisca qui, vi sbagliate di grosso.

L’animale, che al momento del ritrovamento indossava solamente un collare verde, senza piastrina, stava per essere inserito nelle liste di adozioni (e sicuramente sarebbe stato un candidato ideale), quando, il giorno successivo, al padrone Randy Juckes è quasi preso un colpo, riconoscendo il suo fido in foto, sul giornale che aveva tra le mani.

Per fortuna “tutto è bene, quel che finisce bene”: ora Scottie (il nome del cane) è tornato a casa sano e salvo, dal padrone che si spera, questa volta, abbia maggior considerazione per lui.

Ormai anche i cani hanno preso le abitudini dei loro padroni: mangiano male, fanno poco movimento e ora vanno pure al pronto soccorso.

Chissà se anche noi arriveremo mai ad ispirarci a qualche buona consuetudine praticata dai nostri fedeli amici a quattro zampe.

Nell’attesa di scoprirlo, però, meglio controllare di non versare i croccantini nel nostro piatto!

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Nel ventunesimo secolo si verificano ancora episodi di razzismo di tale genere. E pensare che un tempo alla parola “cinema” veniva associato il concetto di “libertà d’espressione” . Oggi  non sembra essere più così

di Veronica Leanza

Il Cairo – Dall’Ansa è giunta la notizia secondo cui il Centro culturale francese del Cairo ha ritirato il cortometraggio della regista-attrice israeliana Keren Ben Rafael dalla 33esima edizione del Cairo International Film Festival 2010, in programma ad Aprile. La protesta sembra sia arrivata da un membro della giuria egiziano, Ahmed Atef , il quale contestava la nazionalità della regista. Il cortometraggio, dal titolo Quasi Perfetto”, è stato realizzato quando la regista studiava alla Femis, la più importante scuola francese di cinema di Parigi.  Ma a quanto pare questo non è bastato.

Dopo aver condannato il film, Ahmed Atef  ha anche rassegnato le dimissioni da giurato del festival “Incontri dall’immagine”, per protestare contro la pellicola. Il Centro francese di cultura e di cooperazione del Cairo (CFCC) e i servizi dell’ambasciata di Francia hanno confermato il ritiro del film, ma hanno anche deciso di non reintegrare Atef nella giuria.

Purtroppo non è la prima volta che si verificano episodi di razzismo legati all’industria cinematografica. Qualche settimana fa un altro regista , Jafar Panahi, è stato arrestato perchè fermo oppositore del regime di Ahmadinejad e su cui stava realizzando un film dedicato proprio alle proteste post-elettorali.

In una società che ama il cinema per la sua qualità artistica e per la capacità di raccontare la purezza di alcune storie, questa è una notizia drammatica. Molto più di quanto possa sembrare.

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Cosa c’è a pranzo? Arancini di riso

Post di admin On marzo - 30 - 2010 AGGIUNGI COMMENTO

Ingredienti per circa 15 arancini

  • Burro 30 gr
  • Pecorino (grana o parmigiano) grattugiato 100 gr
  • Riso superfino (o a chicco tondo, per sformati, timballi, ecc) 500 gr
  • Sale q.b.
  • Uova 3 tuorli
  • Zafferano 1 bustina

…per il ripieno

  • Burro 25 gr
  • Carne bovina o suina (o mischiate) tritata 150 gr
  • Cipolle 1/2
  • Olio di oliva extravergine 1 cucchiaio
  • Pepe macinato q.b.
  • Piselli surgelati o freschi sgranati 80 gr
  • Pomodori doppio o triplo concentrato 40 gr
  • Sale q.b.
  • Scamorza (provola) fresca, caciocavallo o mozzarella a dadini 100 gr
  • Vino rosso 100 ml

VIDEORICETTA

Video GialloZafferano.it

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Car-puccino: la Wolkswagen che va a caffè

Post di Chantal Cresta On marzo - 30 - 2010 2 COMMENTI

Dall’Inghilterra arriva la prima automobile alimentata a chicchi di caffè. Un kg di grani esausti per fare 5 Km

di Chantal Cresta

caffè

Anche il caffè può produrre biocarburante

Chi l’avrebbe detto: anche il caffè può sostituire benzina e carburanti tradizionali. Pochi giorni fa,  lo show televisivo inglese Bang goes the theory, in onda sul primo canale della Bbc, ha presentato un singolare esperimento: la prima auto alimentata a chicchi di caffè.

L’auto, già ribattezzata Car-puccino, non è altro che una Wolkswagen Scirocco del 1998, acquistata in economia su e- Bay per 400 sterline dagli ingegneri-costruttori, Matthew e Martin Bacon, insieme al team di scienziati del Teesdale Conservation Volunteers. Il gruppo ha abilmente modificato l’auto con materiali donati da amici e appassionati di scienza e, successivamente, ha trattato i chicchi di caffè per ridurli a grani secchi ed esausti dai quali è stato possibile sprigionare l’energia necessaria per l’accensione e il movimento dell’auto. Risultato: il vecchio “macinino” è diventato il protagonista dello show sulla Bbc la cui “missione” è, appunto, quella di dare spazio a qualunque cosa venga realizzata secondo una tesi scientifica, purché sia verificabile con un test, sotto gli occhi delle telecamere.

La prova della Car-puccino è consistita nel coprire il tragitto Londra-Manchester, 337 km per i quali l’auto ha consumato circa 70 kg di caffè, con una media di 1 kg di caffè ogni 5,5 km. Inoltre, ogni 100 km, sono state necessarie ulteriori soste per pulire il filtro, anche se non si sono riscontrati danni al motore né difficoltà meccaniche alla vettura.

Insomma, il viaggio è stato lungo ma è servito a dimostrare al mondo la tesi sostenuta dai Bacon, padre e figlio: anche il caffè può produrre biocarburante, come il bioetanolo ricavato dalla combustione delle biomasse più note (graminacee, canna da zucchero, residui di coltivazioni agricole, agro-alimentari o alcuni scarti urbani) e i biodisel (oli vegetali come la colza).

strada

La Car-puccino ha percorso il tragitto Londra-Manchester, circa 337 km

In effetti, l’utilizzo dei chicchi di caffè per l’alimentazione dell’auto, consentirebbe una diminuzione delle emissioni di CO2 di circa il 25-50% rispetto ai tradizionali derivati del petrolio, come ha spiegato anche Nick Watson, produttore del programma TV, intervistato dal MailOnLine: “Il caffè, come il legno o il carbone, contiene un certo quantitativo di carbonio che può essere utilizzato come combustibile. Il caffè comunque deve essere secco e in grani per consentire il passaggio dell’aria e quindi bruciare. La marca invece non importa”.

Dunque, l’esperimento è andato a buon fine. Tuttavia, lascia perplessi il prezzo non concorrenziale del carburante alternativo usato per la Car-puccino. Infatti, calcolando in euro, se si considera che, in media, un kg di caffè costa intorno ai 10 euro, si può affermare che il viaggio sia costato poco meno di centinaio di euro in carburante, senza contare il tempo speso per soste, revisioni e dovuti controlli.

Davvero costi troppo alti rispetto ad una Scirocco alimentata a benzina, anche se un viaggio in auto con un costante quanto inebriante odore di caffè tostato nell’aria non ha prezzo.

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Elezioni regionali: le prime proiezioni

Post di Nicola Gilardi On marzo - 29 - 2010 AGGIUNGI COMMENTO

In calo l’affluenza alle urne, -8% rispetto al 2005. Lombardia e Campania al centrodestra, Toscana e Emilia Romagna al centrosinistra. In bilico Lazio, Piemonte e Liguria

di Nicola Gilardi

Il primo dato ufficiale di queste elezioni regionali è la crescita dell’astensionismo . L’affluenza, infatti, si è attestata intorno al 63,5%, in calo di 7-8% rispetto alle elezioni del 2005. In Lazio il dato peggiore con una diminuzione di circa 10 punti percentuali.

Roberto Formigoni

Dalle prime proiezioni si evince come alcune regioni si va verso una riconferma dei presidenti uscenti. In Lombardia, infatti, Roberto Formigoni viene dato in testa con il 55,5% rispetto al candidato del centrosinistra, Filippo Penati che si fermerebbe al 33,8%. Anche in Emilia Romagna il candidato uscente del centrosinistra, Vasco Errani, dovrebbe ottenere intorno al 52% contro il 35,3% di Anna Maria Bernini del centrodestra.

In Veneto si profila la vittoria di Luca Zaia. Il ministro leghista dovrebbe ottenere il 62% staccando notevolmente gli altri candidati. Giuseppe Bortolussi candidato del centrosinistra, infatti, si dovrebbe fermare al 28%, mentre Antonio De Poli dell’Udc al 6,2%.

In Calabria favorito Giuseppe Scopelliti del Pdl che si attesterebbe intorno al 57% superando gli avversari; Agazio Loiero del Pd e Filippo Callipo del Idv. Mentre in Basilicata sembra netta la vittoria di Vito De Filippo del centrosinistra che raccoglierebbe il 59,7% contro il 28% di Nicola Pagliuca del Pdl.

Il risultato sarebbe netto anche in Toscana e Umbria. Enrico Rossi e Catiuscia Marini, entrambi candidati del centrosinistra, dovrebbero superare agevolmente la metà delle preferenze rispetto ai candidati avversari. Anche nelle Marche ci potrebbe essere un successo del centrosinistra con Gian Mario Spacca che otterrebbe il 51% mentre Emilio Marinelli del centrodestra si fermerebbe al 40%.

Stefano Caldoro verso la vittoria in Campania. Netto il vantaggio del candidato del Pdl rispetto a Vincenzo De Luca del centrosinistra. Le prime stime dicono di una vantaggio molto marcato con il 55% contro il 41%. In vantaggio Nichi Vendola in Puglia di 5 punti percentuali rispetto a Rocco Palese del Pdl.

Ancora incerti i risultati nelle regioni chiave. In Lazio la lotta fra Emma Bonino e Renata Polverini si profila molto dura e resterà tale fino allo spoglio delle ultime schede. Anche in Piemonte prevale l’incertezza, anche se il favorito resta comunque Roberto Cota della Lega Nord, rispetto a Mercedes Bresso appoggiata dal centrosinistra. In Liguria, invece, le proiezioni rimettono in corsa l’esponente del centrodestra, Sandro Biasotti che sta raccogliendo gli stessi consensi rispetto a Claudio Burlando.

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Ave Roma. Il campionato ringrazia

Post di Francesco Guarino On marzo - 29 - 2010 AGGIUNGI COMMENTO

31esima giornata: la Roma vince meritatamente il big match dell’Olimpico: Inter distratta e nervosa. Solo pari per il Milan, il Palermo tiene a bada le tre inseguitrici per l’ultimo posto Champions. Giornata nera sul fronte delle tifoserie

di Francesco Guarino

Quando si dice “il dodicesimo uomo in campo”. Il coro “Roma, Roma, Roma”, intonato dalle 80mila voci dell’Olimpico, è qualcosa di difficile da spiegare, se non si è lì a viverlo in prima persona. Roba che Venditti ci potrebbe campare di rendita con i soli diritti d’autore. L’Inter, invece, non riesce a sopravvivere alla forza d’urto degli uomini di Ranieri e lascia 3 punti e tanta sicurezza sul campo della diretta inseguitrice. Una sicurezza che si schianta contro il palo colpito da Milito al 93’, ma che, se anche quel tiro si fosse tramutato in gol, sarebbe stato un premio troppo generoso per la banda Mourinho. Generoso è anche il Milan, che, privo di nove titolari, non va oltre il pareggio contro la Lazio. Mostruosa tripletta di Miccoli: a Palermo si fa la corsa per rinnovare i passaporti. La Sampdoria si fa bloccare in casa dal Cagliari e agguantare in classifica da Napoli e Juve. Poco movimento in coda alla classifica.

Luca Toni

SCONTRO TRA GLADIATORI – Massimo Decimo Mourinho contro Appio Claudio Ranieri. La storia cinematografica vorrebbe il gladiatore nerazzurro vincente in guerra, ma defunto nella battaglia decisiva. Lo scopriremo solo a fine campionato. Sabato, nel frattempo, il condottiero romano la sua battaglia l’ha vinta: la Roma ha demolito l’Inter sul piano fisico e del gioco. Julio Cesar si è travestito da Dida per una notte e ha regalato a De Rossi il facile gol dell’1-0; nella ripresa il solito Milito ha rimesso la situazione in parità, sfruttando la clamorosa mancata segnalazione di fuorigioco dell’assistente del signor Morganti. A far impazzire la Sud ci ha pensato Luca Toni, con una rete da predatore d’area che ha insignito la Roma, probabilmente a titolo definitivo, del titolo di diretta sfidante per lo scudetto. Un solo punto separa ora i capitolini dalla capolista. Il Milan sta pagando a caro prezzo l’esiguità numerica della rosa: l’1-1 con la Lazio (Borriello e Lichtsteiner) è figlio delle assenze di Nesta, Pato, Pirlo, Ronaldinho e dell’inadeguatezza dei ricambi. Occasione sciupata per mettere pressione all”Inter, che resta avanti ancora di 3 lunghezze. Chi non vuole finire di stupire è il Palermo, che resiste con i denti al quarto posto. Sontuosa tripletta del bomber tascabile Miccoli e Bologna annichilito per 3-1.

INFERNO BIANCONERO – A Torino tira una brutta aria per la Juventus: all’uscita dell’albergo, prima di avviarsi allo stadio, piovono uova e bottiglie contro il pullman societario, mentre Zebina quasi incassa un ceffone. In un clima surreale, la Juve è di fatto obbligata a vincere contro l’Atalanta. Del Piero prende la squadra sulle spalle (un gol e un assist), Felipe Melo timbra il decisivo 2-1 e festeggia chiedendo scusa ai tifosi per gli insulti di due settimane prima: bel gesto. Il Napoli soffre più del dovuto contro il Catania e ringrazia la svista di Valeri, che non rileva una smanacciata in area di Maggio, che di ruolo è esterno di centrocampo, mica portiere. Di Paolo Cannavaro (attualmente quello degno della Nazionale dei due fratelli) il gol decisivo. Sampdoria svogliata a Genova: l’1-0 di Guberti toglie mordente alla manovra doriana e il pareggio di Nenè al 36’ della ripresa ci sta tutto, anche per rialzare un po’ anche il morale del Cagliari. A Firenze i rumours esterni vorrebbero Prandelli a spasso nel giro di poche settimane. La curva risponde invocando e osannando il tecnico, la Fiorentina stende 4-1 l’Udinese e tutto finisce a tarallucci e Chianti.

BIS-COTTI – Delle due l’una: o il Chievo è diventata una squadra molto prevedibile, oppure ci stanno prendendo gusto a scendere in campo col risultato già “deciso”. Il 95% degli scommettitori punta sull’X di Chievo-Parma e indovinate come finisce la partita? Uno 0-0 che dovrebbe istigare i 9mila paganti a chiedere il rimborso del biglietto. Un palo del Chievo e una traversa del Parma indorano abbastanza la pillola: non sarà il secondo biscotto, ma almeno una colomba pasquale le due squadre se la sono divisa. Il Siena blocca il Genoa in casa grazie a un super-Curci, il Livorno riacciuffa il Bari a dieci minuti dalla fine. Cosmi gracchia: «La squadra manca di qualità? Chiedete al D.S. Ricci, io ci metto la faccia, non il posteriore». Tutti in Toscana a tifare Serse: se il Livorno retrocede dove lo troviamo un altro così?

David Pizarro ai tempi dell'infelice avventura interista

PROMOSSI E BOCCIATI – Ve lo chiediamo dal profondo del cuore: liberateci da Simona Ventura. Non le basta trasformare un programma sul calcio (perché è di quello che in teoria si dovrebbe parlare a “Quelli che il calcio”) in una filiale dell’Isola dei Famosi: nel collegamento col Tg2 (del quale non sentivamo per nulla il bisogno) per annunciare annuncia i momenti clou (!) della puntata, si presenta davanti alle telecamere con gli occhi spiritati e la faccia paonazza di chi è uscita dieci minuti fa dal lettino abbronzante. Nonché, tocco di classe, i bigodini ancora ben arrotolati in testa. Mettetela su un elicottero assieme a Luca Ward: lui saprà cosa farne. Bocciatura in toto per il pianeta tifo: a Milano ululati razzisti dei tifosi laziali contro Seedorf, a Torino uova e bottiglie di vetro contro la Juve, a Genova sputi sul presidente del Cagliari Cellino, a Livorno dodici bombe carta (dodici, mica una) fatte esplodere a partita in corso. Poi gli ultras si permettono di protestare quando, in trasferta, vengono messi nelle “gabbie” sorvegliate e destinate appositamente ai tifosi fuori casa. Voi dove le mettereste le bestie, se non in gabbia? Standing ovation per David Pizarro, vero protagonista della vittoria giallorossa contro l’Inter. All’Olimpico ha fatto tutto quello che un centrocampista deve fare: correre, interdire e costruire. Sembrava quasi che avesse qualcosa di personale contro l’Inter. La foto a margine e il numero di presenze in nerazzurro (24, quasi tutte partendo dalla panchina) risolvono il dilemma. Pollice in su anche per Fabrizio Miccoli, ancora protagonista con un’altra tripletta. Con un attaccante così ci sarebbe da fare solo una cosa: portarlo in Sudafrica. Tra l’altro, occupa pure poco spazio in valigia.

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Cosa c’è a pranzo? Zucchine ripiene

Post di admin On marzo - 29 - 2010 AGGIUNGI COMMENTO

Ingredienti per 6 persone

7 zucchine

Prosciutto cotto

3 uova

Scamorza

Parmigiano

1 cipolla

Prezzemolo

Timo

Sale e pepe

Pane grattuggiato

Olio extra vergine d’oliva

VIDEORICETTA

Video CiakCucina.it

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Abusi sessuali nell’esercito

Post di SabinaS On marzo - 29 - 2010 AGGIUNGI COMMENTO

Nel lungo cammino che il femminismo ha compiuto in questi ultimi decenni, sicuramente rallentato rispetto al grande entusiasmo dei primi anni ’70, le donne hanno ricoperto ruoli che prima erano di esclusiva competenza maschile. Tra queste occupazioni maschili, sicuramente la più ostica da intraprendere è quella della carriera militare. Ma cosa accade realmente nei ranghi della gerarchia militare?

di Sabina Sestu 

Donna soldato

Atti sessuali in pubblico. Minacce e atteggiamenti mafiosi. Trenta donne della Marina Militare australiana per mesi, forse per anni, hanno dovuto sottostare alle bramosie malate dei loro colleghi maschi. Su un equipaggio di 220 marinai, solo trenta donne a cui è stato impedito per lungo tempo di denunciare gli abusi sessuali subiti. Un sistema di omertà che è stato rotto quando alcuni ufficiali donna hanno chiesto un colloquio con il Comandante della nave da guerra. Ma questo è solo l’ultimo caso di una lunghissima serie di abusi che, in ogni esercito del mondo aperto anche all’arruolamento femminile, le donne soldato si sono trovate ad affrontare.

Nell’esercito americano, per citare un esempio tra tutti, le molestie sessuali sono in continuo aumento. Basti pensare che nelle zone di guerra la noia e la tensione sono talmente elevati che è facile che si creino le condizioni per un tale abuso. Secondo il Pentagono, le denunce per le aggressioni sessuali sono solo il 10% di quelle reali. Anche se le donne denunciano gli abusi subiti, ammette il vertice delle forze armate americane, non vengono ancora prese in seria considerazione. Le soldatesse non segnalano gli abusi in quanto sono convinte che nulla verrà fatto ma anche, e forse soprattutto, perché può avere un impatto negativo sulla loro carriera.

Gli abusi nell’esercito, secondo i funzionari del Pentagono e alcuni esperti, sono “non superiori a quelli presenti nel settore civile”. Essi affermano che sono certamente inferiori a quelli che avvengono nei Campus universitari, poiché nell’esercito vige una più rigorosa disciplina sugli alcolici. Ma certo è che lo stress a cui sono sottoposti tutti i militari, uomini e donne, è sicuramente più forte rispetto a quello dettato dagli esami universitari. E lo dimostrano l’aumento delle denunce, 2908 nel 2008 (ultimo anno in cui il Pentagono ha reso disponibili i dati), 8% in più rispetto all’anno precedente quando sono stati denunciati 2688 casi.          

Una donna soldato ha maggiori possibilità di essere violentata da un commilitone che essere uccisa dal fuoco nemico in Iraq”, afferma Jane Herman un democratico della California. Segno che il rispetto e l’accettazione della figura della donna soldato non si sono affatto affermati. La donna soldato non è “normalità” ma continua ad essere un’eccezione, nella maggior parte dei casi a stento sopportata.

Il Generale Ann E. Dundwoody

Le donne raramente arrivano ai vertici del comando militare, come è accaduto al generale Ann E. Dundwoody, una rarità anche per l’esercito più “democratico” del mondo. Un terzo del gentil sesso che indossa la divisa ha denunciato abusi sessuali mentre era in servizio. La maggior parte dei suoi aguzzini erano superiori e non sono mai stati processati. Gli effetti sulla psiche delle donne sono altamente deleteri, come si può facilmente immaginare, aggravati anche dal fatto che il mestiere da loro scelto è già di per sé altamente stressante. Bisogna inoltre considerare che, anche in questo particolarissimo settore di lavoro, le donne vengono retribuite meno degli uomini. A parità di incarico, infatti, il loro stipendio è di 10 mila dollari l’anno in meno ai loro colleghi maschi.

L’impatto di questi fatti sulla metà del cielo in rosa è di svilimento costante della figura della donna nella società. È ancora necessario lottare per giungere a una realtà di totale parità dei diritti di genere. Poco ancora sappiamo su quanto accade tra le file delle truppe italiane, a cui solo da pochi anni sono stati aperti i cancelli di ingresso alle divise femminili.

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Prigionieri (dei) politici: viaggio al centro del voto/3

Post di Francesco Guarino On marzo - 28 - 2010 AGGIUNGI COMMENTO

URNE FUNERARIE - La battaglia dei manifesti elettorali: dovunque e comunque. Logiche mediatiche dei partiti e harakiri sulle scelte d’immagine

di Francesco Guarino


Santini elettorali

Finalmente è finita. Basta parenti, affini e vaghi conoscenti, che si affacciano sulla soglia della porta di casa offrendo il pacchetto all-inclusive sorriso prestampato più frase fatta “Ciao, quanto tempo! Ti ricordi di me, vero?”. Basta interminabili strette di mano con procacciatori di preferenze, abilissimi a dissertare delle malefatte altrui, ma ben poco esaustivi nell’avanzare le proprie proposte. Basta cassette della posta intasate di fac-simili e album Panini di santini elettorali (ce l’ho, ce l’ho, manca). Basta campagna elettorale: da stamattina alle 7 fino a domani pomeriggio alle 15 sono aperte le urne. Il popolo schiavo ritorna, seppur per poche ore, a essere sovrano. I resti della battaglia, però, sono ancora visibili attorno a noi e la terza ed ultima puntata del nostro viaggio (le prime due le trovate qui: parte 1 e parte 2) è tutta dedicata ai segni dello scontro. All’epidemia elettorale che, in corrispondenza della corsa al voto, miete molte più vittime delle pandemie stagionali: il virus dei maninfetti elettorali. Volti di cellulosa, che sorridono penduli dagli spazi designati alle affissioni. Ma anche faccioni 6 metri per 3, che ammiccano dai camion-vela e dai i muri di periferia, e cassonetti-sponsorizzati in crisi d’identità (la monnezza è quella che ho dentro o quella che mi hanno affisso fuori?). Quello dei manifesti è l’unico, vero virus che non guarda in faccia a nessuno.

TACCHI ALTI E MAKE-UP – Il dibattito politico delle Regionali, infiammato da scandali listini ed invasioni di campo, doveva essere sembrato troppo monotono ai nostri rappresentanti in Parlamento. Così, per movimentare la campagna elettorale, quest’anno è saltata fuori un nuovo tipo di polemica sui manifesti: quella suicida. Per il primo harakiri, in ordine di tempo, dobbiamo ringraziare Rifondazione Comunista. Nella campagna di tesseramento pre-elettorale rivolta alle donne, Rifondazione sceglie un manifesto con una scarpa (ovviamente rossa) con vertiginoso tacco a stiletto, marchiato con falce e martello. Lo slogan reca la scritta “Mi iscrivo a Rifondazione perché sono una donna di classe”, dove il delizioso gioco di parole accomuna la lotta popolare di sinistra all’eleganza della suddetta scarpa.

Il manifesto “incriminato” di Rifondazione Comunista

Apriti cielo: le “compagne” rifondarole sono insorte, attaccando l’immagine deviata della donna di Rifondazione che quel manifesto suggerirebbe. Il blog Femminismo a Sud è una delle voci portanti del dissenso, con discussioni accese che spaccano in due il popolo di sinistra (come se non ce ne fossero già abbastanza di frazionamenti…): il manifesto offenderebbe le donne e ne sminuirebbe l’immagine, omologandola a quella proposta dalle “veline elettorali” di centrodestra. Inoltre, dice qualcuna, l’immagine di una bella mobilitazione femminista in piazza sarebbe stata ben più calzante dello scomodo tacco a spillo. Dall’esterno, ci limitiamo a due semplici considerazioni: innanzitutto, in un partito col 20/30% di preferenze è anche normale incontrare divergenze di vedute, giustificate da una possibile disomogeneità dalle facili spiegazioni numeriche. In un partito che, invece, veleggia ai suoi minimi storici (e che è pur sempre uno dei frutti dell’infinito processo di frammentazione delle sinistre italiane), cercare motivi di spaccatura e disaccordo, anche sul manifesto della campagna di tesseramento, è veramente come andare a fare jogging su un campo minato. Seconda e ben più importante annotazione: signore mie, dov’è finita l’ironia? Un piccolo colpo di genio cartellonistico può mai essere soffocato dalla stereotipata immagine della donna di sinistra dura e pura? È possibile che nel 2010 l’immagine della “compagna” non debba comprendere tacco a spillo, gonna corta e make-up, ma solo sana lotta di classe, una bella kefiah attorno al collo e se non ci si depila su gambe e braccia è anche meglio? Le trinariciute sessantottine ringraziano, noi, invece, anneghiamo uno dei colpi di genio ironici della campagna elettorale nell’ennesimo piangersi addosso. Continua a leggere ->


Il “poco mediatico” Rocco Palese

PHOTOSHOP E PHOTOSHOCK – Le divergenze di vedute, per la fortuna di chi vuol trovare motivi validi per ironizzare, non mancano nemmeno in quel di centrodestra. L’Oscar per la miglior sceneggiatura originale, va alle posizioni agli antipodi di PdL e Lega Nord in tema di manifesti: vero e proprio culto dell’immagine alla base delle scelte degli azzurri del Premier, il nome prima di tutto per gli adepti del senatùr. Il Popolo delle Libertà è probabilmente il maggior finanziatore mondiale della Adobe, per l’utilizzo massivo e selvaggio del Photoshop sui propri manifesti elettorali. Rughe sparite sotto il pennello del fotoritocco, occhi che risplendono di colori surreali o, nel peggiore dei casi, semplice ricorso ad immagini di una decina d’anni fa. Il caso di Rocco Palese è emblematico per seguire le linee guida del PdL. Il candidato alla poltrona di governatore nella Regione Puglia, infatti, è stato al centro di una vera e propria disputa estetica, che inizialmente ha visto schierarsi addirittura Silvio Berlusconi contro il medico-chirurgo di Lecce. Il motivo? Rocco Palese sarebbe “poco mediatico”. Tradotto in soldoni, le sopracciglia alla Elio del povero Palese male si sarebbero accostate, nella raffigurazione grafica, all’affabulante sorriso di Nichi Vendola, che quindi avrebbe vinto la propria partita elettorale già sui manifesti. Così il buon Palese si è messo in disparte, assieme ai suoi 20 anni di attività politico, ed ha atteso che i piani alti deliberassero. A sparigliare le carte è stata la discesa in campo da autonoma della Poli Bortone (non una velina da manifesti, ma una donna avrebbe fatto pur sempre un altro effetto per i pidiellini), che ha spalancato le porte della candidatura a Palese. In Puglia, tuttavia, c’è gente che dice di essersi imbattuta in Bin Laden, ma non in manifesti col volto del candidato del Popolo delle Libertà. La Lega, il problema, preferisce risolverlo alla radice: niente volti sui manifesti. Sin dall’inizio dell’avventura politica dei figli di Pontida, Umberto Bossi ha imposto il rigoroso rispetto del proprio mantra, fatto di manifesto verde, sole delle Alpi e nome del candidato a caratteri cubitali. I pochi autonomi che si auto-affiggono alle pareti, sorridendo col proprio volto dai manifesti battenti simbolo di Alberto da Giussano, vengono redarguiti personalmente dal senatùr e richiamati all’ordine. L’immagine è zero, la sete (di vittoria) è tutto.


Sabrina Ferilli, sostenitrice PD

«CI VORREBBE UN PO’ DI GNOCCA» - La frase parla da sola. A pronunciarla è stata una storica elettrice PD, che è ascrivibile sicuramente all’elenco delle parti in causa dell’affermazione, trattandosi di Sabrina Ferilli. L’attrice romana non si risparmia mai sortite politiche, e la polemica-manifesti interna al PD è stata l’occasione per esprimere il proprio punto di vista. Ineccepibile dal punto di vista estetico, magari discutibile da quello squisitamente politico. Il Partito Democratico, per la campagna regionale 2010, ha puntato tutto sull’indefinitezza delle immagini e su slogan di forte impatto, probabilmente dopo aver ascoltato gli ammonimenti di Luttazzi che in passato ha paragonato la capacità mediatica del PD allo charme di Marzullo. Risultato? Una sonora martellata sulle dita: Maria Grazia Falciatore, commissario della ASL Napoli 1 ed ex-coordinatrice di segreteria del Governo Bassolino, ha storto il naso di fronte ai manifesti approvati da Bersani. Lo stesso naso che, accusa la Falciatore, manca in quei manifesti: «Con onestà: non mi piacciono. Ci sono questi visi di donne senza naso, con le bocche quasi cucite da cerotti, con le sopracciglia non curate. Si può essere leggeri nella forma, ma profondi nei contenuti. Se non capiamo questo saremo perdenti». Brava Maria Grazia. Ti pare giusto mandare al massacro un’anonima donna senza naso contro gli occhi da cerbiatta della Carfagna e le curve sinuose di Nicole Minetti, igienista dentale del Cavaliere e candidata nel listino Formigoni per indubbi meriti politici? Dateci un po’ di gnocca, al programma di Governo ci pensiamo dopo.

La procedura di atterraggio è iniziata, il nostro viaggio giunge al termine. Non potevamo, però, lasciarvi scendere dall’aeromobile senza prima avervi regalato il brivido di un atterraggio turbolento. Avrete forse notato che qualche Comune si è degnato di incollare sui manifesti irregolari, che hanno trasformato le nostre città in una sorta di Art Attack politico, i cartelli “AFFISSIONE ABUSIVA”. Ebbene, sappiate che è stata tutta fatica sprecata. Con voto bilaterale, il Parlamento ha approvato un emendamento al decreto Millepropoghe di inizio anno, nel quale è stata inclusa una sanatoria per tutte le affissioni abusive. La cifra? 1000 euro per ogni singolo partito, per ogni provincia che abbia dichiarato la presenza di affissioni irregolari. Nella peggiore delle ipotesi, poco più di 50mila euro di multa, per partiti che hanno fatto segnare attivi di bilancio nell’ordine delle decine di milioni di euro. Multe che, giova ricordarlo, non finiranno nelle casse dei Comuni imbrattati, ma dello Stato imbrattatore. Una sorta di donazione, mettiamola così. Poi dite che i politici non sono generosi…

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La salute nel piatto? Non sempre è così

Post di claudia.vallini On marzo - 28 - 2010 AGGIUNGI COMMENTO

Un’indagine ha bocciato l’80% degli slogan salutistici di 400 prodotti analizzati. Quattro volte su cinque si tratta di pubblicità ingannevole

di Claudia Vallini

Red apple in hand Quante volte siamo stati bombardati da slogan pubblicitari che ci invitavano ad acquistare e consumare alcuni prodotti in grado di ridurre il colesterolo o il rischio di carie, combattere l’osteoporosi, far dimagrire con più facilità, migliorare il sistema immunitario o memoria? E chissà quant’altro visto che la fantasia dei pubblicitari non conosce limiti. Ma come ha reso noto l’Efsa (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare), a seguito di un’indagine condotta a livello europeo su mandato della UE,  la maggior parte di questi slogan non ha fondamento scientifico.

Secondo il regolamento comunitario 1924/2006, ogni promessa lanciata attraverso slogan pubblicitari deve essere mantenuta e le aziende hanno tempo fino il 2010/2015 per mettersi a norma. Le associazioni dei consumatori, oltre a ritenere tale termine temporale troppo elastico, temono anche che i pareri dell’Efsa vengano disattesi a causa delle forti pressioni esercitate dalle aziende. Il crescente interesse dei consumatori verso alimenti salutari e gli interessi economici che questo porta con sé stanno sempre più spingendo le aziende a produrre dei “farmalimenti”. Tant’è che il parere dell’Efsa ha già provocato la reazione contraria sia dell’Aiipa, Associazione Italiana Industrie Alimentari, che di Federchimica che fornisce i principi attivi alle aziende che producono integratori o cibi arricchiti.

l'Efsa ha promosso alcuni slogan di yogurt anticolesterolo

Tra i claim pubblicitari bocciati dall’Efsa: quelli che legano il consumo dei latticini al mantenimento del peso forma in bambini e adolescenti, o alla salute dentale riducendo il rischio di carie. Gli integratori con frutta e fermenti lattici che stimolano il sistema immunitario, le pastiglie di semi di lino e di soia che riducono il rischio di osteoporosi, quelle di fichi d’india che migliorano il colesterolo, l’estratto di piante di cacao contro il sovrappeso.

Ebbene, nessuna di queste affermazioni ha un fondamento scientifico e, in alcuni casi, mancano addirittura studi clinici sull’uomo per valutare gli effetti positivi indicati. Invece, nel caso di alcuni alimenti, detti probiotici, non viene chiaramente e correttamente indicata la sostanza oggetto dello slogan, il microrganismo presente nel prodotto. Unici prodotti non bocciati sono stati i gli yogurt anticolesterolo, in quanto l’effetto benefico degli steroli vegetali sulla salute del cuore, contribuendo a ridurre il colesterolo cattivo, ha ricevuto l’avallo di ben 41 studi clinici.

I pareri dell’Efsa verranno inviati alla Commissione Europea a ai vari Stati membri al fine di adottare regolamenti ad hoc per salvaguardare la nostra salute. La verità è che non esistono alimenti buoni o alimenti cattivi, e nemmeno bisogna demonizzare gli integratori alimentari o i cibi arricchiti, che se assunti nell’ambito di una dieta equilibrata, di uno stile di vita salutare, possono contribuire al nostro benessere. Ovvio che cosa diversa è invece quella di tutelare i consumatori da un uso scorretto e fraudolento di termini pubblicitari per indurre all’acquisto.

L’ideale sarebbe assicurarsi prodotti alimentari di ottima qualità, con un occhio di riguardo al Paese di provenienza e alla stagionalità dell’alimento, preferendo prodotti freschi a quelli coltivati in serra e conservati in celle frigo per essere trasportati da un capo all’altro del pianeta (con conseguente deterioramento di importanti principi nutritivi). Un danno all’ambiente per l’inquinamento prodotto dai lunghi e costosi viaggi, ma che finisce inevitabilmente per pesare sulle nostre tasche, oltre che sulla nostra salute.

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Si torna a parlare di: salute al tempo della crisi, condizione delle donne in Italia, caso Dell’Utri-Pasolini e bizzarri filantropi miliardari

di Laura Dabbene

La crisi economica fa crescere il consumo di farmaci antidepressivi

La salute degli italiani risente della crisi e molte famiglie decidono, per scelta o per obbligo, di risparmiare tagliando sulle spese sanitarie e sulle visite specialistiche. Il problema, già affrontato dalla redazione di Wakeupnews, si aggrava alla luce dei risultati del VII Rapporto di Osservasalute sui dati del 2009, presentato alla stampa lo scorso 16 marzo. La crisi economica che incombe a livello mondiale ha nel nostro Paese altre conseguenze negative, in particolare un aumento vertiginoso dell’uso di medicinali anti depressivi, triplicato nell’ultimo decennio a causa del crescente disagio sociale. La fase di recessione accresce inoltre il divario tra Nord e Sud, dove minore è il tasso di ospedalizzazione e dove molte regioni si riconfermano leader di negatività sanitaria, in testa la Calabria con il triste primato della maggiore mortalità infantile.

L’Italia non brilla purtroppo neppure sul fronte della parità tra i due sessi e nel 2010 questa resta in generale, nel mondo intero, una vera utopia. Ma un piccolo passo verso il riconoscimento di uguali diritti si è compiuto, almeno a livello legislativo, grazie ad una recente sentenza della Cassazione, la numero 10164, che condanna tutte quelle critiche mosse sul lavoro verso le donne soltanto perché di sesso femminile. Affermare che un lavoro non è “adatto per una donna” è da considerarsi non solo discriminatorio, ma una vera diffamazione contraria alla dignità. La decisione è venuta a seguito del caso di alcuni giornalisti di un quotidiano locale che, senza valide motivazioni in termini di competenze professionali, apostrofavano una dirigenza carceraria affidata ad una donna sostenendo che sarebbe stato più adatto un collega maschio.

Sviluppi anche nel caso del mistero che avvolge il presunto dattiloscritto pasoliniano contenente un capitolo scomparso del romanzo Petrolio, ultimo lavoro dell’intellettuale friulano morto nel 1975 in circostanze mai definitivamente chiarite. Dopo le dichiarazioni di Marcello Dell’Utri, e le successive ritrattazioni, Walter Veltroni era intervenuto chiedendo al ministro Sandro Bondi un procedimento per accertare non solo l’esistenza e l’autenticità del documento, ma anche gettare luce sul contenuto che, sempre secondo le affermazioni del senatore del Pdl, toccava temi legati alla vicenda Eni e alla scomparsa di Enrico Mattei. Bondi ha annunciato alla Camera che i carabinieri del nucleo investigativo preposto alla tutela dei beni culturali avvieranno un’indagine volta a chiarire i molti lati oscuri della vicenda. Primo atto dovrebbe essere interrogare il senatore per rintracciare le pagine dattiloscritte, determinarne la provenienza e identificarne il possessore.

Scorcio della città di Görlitz

Altro mistero, se pur dai risvolti meno inquietanti sotto il profilo politico e giudiziario, avvolge il caso di un bizzarro filantropo che, come il curioso signor Douglas di cui la redazione si occupò lo scorso dicembre, ha deciso di far confluire una cospicua donazione nelle casse di una piccola e semi sconosciuta città. Avviene ogni anno che, attraverso un avvocato di Monaco di Baviera, la cittadina tedesca di Görlitz riceva una notevole somma di denaro da uno sconosciuto benefattore che ha posto come unica condizione che essa venga utilizzata per il mantenimento ed il restauro del patrimonio storico-artistico, architettonico ed urbanistico. Nell’ombra il misterioso e generoso Mister X vigila con attenzione sul rispetto di tale vincolo al punto che, dopo il vociferare da parte dell’amministrazione cittadina cui non dispiacerebbe affatto deviare questi fondi verso altri settori di bilancio, ha inviato il bonifico con un mese di ritardo rispetto alla consueta scadenza.

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L’uovo di Pasqua fatto in casa

Post di admin On marzo - 28 - 2010 AGGIUNGI COMMENTO

Ingredienti

400 gr. di cioccolato fondente

Procedimento

A bagnomaria sciogliere 600 g di cioccolato già tagliato a pezzetti.
Il cioccolato deve raggiungere la temperatura di 40/45°.
Togliere il cioccolato dal fuoco e aggiungere il restante cioccolato a temperatura ambiente.
Continuare a mescolare fino a raggiungere i 28°.
Riportare il cioccolato a bagnomaria fino a raggiungere il 32°, continuando a mescolare.
Questo procedimento ci consente di ottenere un cioccolato cosiddetto ‘temperato’ cioè lucido, di colore omogeneo e brillante.

VIDEORICETTA

Video Deabydea

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Butterfly zone, il senso della farfalla

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