Un super raggio di adroni brucerà i tumori. Potranno essere curati i tumori, altrimenti, difficilmente operabili
di Giovanna Miceli
Nuove speranze per i malati oncologici. E’ stato inaugurato a Pavia il primo centro italiano di Adroterapia oncologica (Cnao), che curerà migliaia di pazienti. L’adroterapia è una forma particolare di radioterapia che utilizza, anzichè i raggi X, fasci di particelle pesanti, detti adroni.
A presenziare l’inaugurazione c’erano il Ministro della Salute Ferruccio Fazio, il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, quello delle Riforme Umberto Bossi e il Presidente lombardo Roberto Formigoni. Il centro è stato costruito in 4 anni con una spesa di 215 milioni di euro, a fronte dei 400 milioni che erano stati invece stimati. Il fulcro del centro è il sincrotone, un acceleratore di particelle con 2 sorgenti che generano ioni carbonio e protoni.
Il sincrotone è una macchina interamente italiana. E’ stato progettato e costruito dall’ Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). Nel mondo, sono presenti solo altri 3 centri di adroterapia di cui uno ad Heilderberg in Germania e due in Giappone, a Chiba e Hyogo. L’adroterapia colpirà i tumori in modo intelligente, con una precisione al “millimetro”, risparmiando i tessuti sani e senza effetti collaterali.
Già a fine anno, il centro inizierà la sua fase di sperimentazione su 230 pazienti, di cui 80 trattati con protoni e 150 con ioni carbonio.Ciò durerà 18 mesi; poi il centro entrerà a pieno regime nel 2013, con una media di 150 sedute al giorno per un totale di 20 mila prestazioni all’anno. Sarà utilizzato per i tumori resistenti alle tecniche tradizionali e quelli non operabili.
Il super raggio di adroni è infatti in grado di arrivare con estrema precisione fino a quegli organi con con la normale chirurgia sono difficilmente operabili. Migliaia di pazienti potranno beneficiare di questa nuova terapia che sarà a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Roberto Orecchia, direttore scientifico della Fondazione Cnao, tiene però a precisare: «Questa terapia non sostituisce la radioterapia convenzionale. E’ un’arma in più a disposizione di medici e pazienti che può essere utilizzata in aggiunta o in sostituzione dei trattamenti tradizionali».
Si stima che , dei 120 mila pazienti che ogni anno sono sottoposti a radioterapia, circa il 5% di loro potrà essere sottoposto ad adroterapia. Con beneficio del S.S.N. e dei malati che non dovranno più recarsi all’estero per i cosiddetti ” viaggi della speranza”.
