Un film porno, proiettato illegalmente in strada, cattura l’attenzione degli automobilisti, provocando il caos
di Marco Luigi Cimminella
Spesso si da per scontato l’immenso potere che sprigiona la pornografia. Basta un seno scoperto o glutei marmorei e le teste immediatamente si girano. Con il sorriso sulle labbra, spesso guardiamo quelle macchine che si arrestano, in prossimità delle strisce pedonali, appena una bella donna in minigonna è in procinto di attraversare la strada. Vero è che il nudo femminile in pubblicità mostra gradi potenzialità. Nel 2007, in Grecia, diversi comuni hanno dovuto eliminare molti cartelloni con donne seminude a fini pubblicitari, in quanto, il numero di incidenti era aumentato del 10%. Qualche settimana fa, a Mosca, un film porno proiettato in pieno centro è riuscito a calamitare l’attenzione di tantissimi automobilisti in una delle strade della città più congestionate dal traffico. Le macchine ferme e la strada intasata non hanno provocato disagio fra le persone che, nell’attesa, hanno potuto godere gratuitamente di quel tipo di intrattenimento over 18 che permette a tanti registi del settore di remunerare ottimi profitti.
Il cinema porno affonda le proprie radici nella seconda metà del XX sec. I produttori erano consapevoli delle potenzialità commerciali che questo tipo di cinematografia portava con sé. Ciononostante, le prime pellicole furono prodotte in maniera illegale, a causa di leggi severe contro la proiezione del nudo e il beneficio della visione era limitatamente circoscritto a ricchi borghesi “appassionati”.
Oggi la pornografia è ovunque. Con gli sviluppi tecnologici e il World Wide Web, immagini di nudo integrale sono scaricabili attraverso pochi e semplici click del mouse, non a caso i siti hard sono tra i più gettonati. L’industria del cinema porno realizza guadagni da record. Ogni film è seguito dalla sua controparte erotica. Anche se non c’è bisogno di dimostrare questa affermazione, un esemplificazione a riguardo è lo strepitoso successo che Avatar sta registrando nelle sale in queste settimane. Un successo così conclamato che la società che fa capo alla rivista Hustler, ha deciso di produrre una parodia pornografica del film. Esperta nel settore, avendo all’attivo già diverse realizzazioni ispirate a serie televisive e personaggi famosi, la società nutre una profonda aspettativa sull’esito positivo, nei confronti del pubblico affezionato del genere riguardo la diffusione della pellicola. Addirittura vi sono film cult del genere, quali Gola profonda e The Opening of Misty Beethoven, che hanno registrato un notevole successo e da alcuni sono anche ricordati con malcelata nostalgia.
Naturalmente vi sono da considerare anche le critiche dei detrattori della cinematografia pornografica, alcune motivate e intransigenti, altre un po’ meno, manifestamente perbeniste ed espressione di un turbamento abbastanza ipocrita. In seno al movimento femminista americano, si sono sviluppate due posizioni diametralmente opposte. La giurista Katherine MacKinnon ha profondamente criticato il cinema porno, considerandolo concretizzazione del sessismo intrinseco nella società, questo genere di film difatti esprime l’archetipo di donna desiderata dall’uomo: un oggetto di piacere, una persona subordinata e, nel contempo, entusiasta di appagare le esigenze sessuali maschili. Diversamente, la sociologa Laura Kipnis considera questa tipologia di film con un occhio positivo, essendo quest’ultimo manifestazione del processo di emancipazione e di liberazione della donna dai lacci opprimenti dell’uomo.
Probabilmente la pornografia è il prodotto del cambiamento del proprio modo di essere, di vivere e il risultato di un senso del pudore sempre meno accentuato. Alcuni antropologi hanno attribuito all’esigenza di una coppia di consumare il coito di nascosto, il significato di guarentigia contro il rischio di perdita della presenza: in altre parole la coppia si isola, istituendo una storia a due che si distacca completamente dal resto del mondo, dal divenire storico. Qui, ovviamente non si tratta di amore, solo di sesso. Si parla di attori/attrici che interpretano, che recitano, che lavorano: disposti a farsi filmare, denudano il sesso di ciò che lo rende fantastico, di ciò che lo rende diverso, quale la componente sentimentale. Trasformano il sesso in ginnastica, magari più divertente e originale degli esercizi che settimanalmente eseguiamo in palestra, ma tendenzialmente noiosa e ripetitiva.

