Una violenta fiammata di adrenalina alle machinette e i primi a bruciarsi nel 2010 due giovani: una donna mamma e un giovane ora in carcere
di Serafina Cascitelli
Francesca Bova, la donna di 29 anni trovata morta in uno scantinato di un condominio nella cittadina del Pone
Tutti a chiedersi se c’entrasse anche il sesso nell’assassinio di Francesca Bova, 29 anni, trovata cadavere nelle cantine del condominio di Borghetto Santo Spirito (SV), dove viveva coi genitori e il figlioletto. Ma c’è da occuparsi del piccolo ora, lasciato orfano ad appena 8 mesi, che il padre non aveva mai riconosciuto e i nonni non se la sentono di crescere. Sarà forse affidato ai servizi sociali del Comune, proprio quelli che le avevano cancellato il contributo per l’affitto, perché l’avevano scoperta che giocava ai videopoker; poi, ridicoli, le hanno dato dei buoni latte per il bimbo e così la coscienza dei servizi sociali era a posto.
Passiamo avanti: “si è tolto un peso”, così dicono i suoi avvocati Andrea Carminati e Luca Siccardi, pure il tabaccaio Francesco Virgilli, reo confesso, che molto probabilmente verrà premiato per la sua buona azione, la confessione s’intende, con uno sconto della pena. Forse il sesso c’era in mezzo, tanto è vero che il tabaccaio, quello lì incensurato, sposato e padre, “uomo di buona famiglia”, fa eco uno degli avvocati, da che diceva di non conoscere la vittima, ora dovrà giustificare le telefonate tra il suo cellulare e quello di Francesca, come si vede dai tabulati.
Francesca minacciava di far del male alle sue figlie e a sua moglie, se lui non le avesse dato i soldi per giocare. Arrivava a spendere alle macchinette 200-300 euro al giorno.
Il ferito dall’esplosione del gioco è a Benevento. Sfiorata la tragedia, finisce in manette il 26enne, originario di Larino (CB), Eduardo Santoro, per tentata estorsione e maltrattamenti in famiglia. Colto in flagranza di reato, mentre minacciava il padre di morte perché questi non voleva dargli i soldi per giocare alle slot machines. E’stato proprio il padre a chiamare i Carabinieri: il giovane aveva perso la testa e ha tentato di aggredirlo.
Il boost annunciato per il 2010 nel gioco, in particolare ai giochi online, si è manifestato in uno stile aggressivo. Il gioco è un diritto per un bambino, fa parte dell’essere umano, anche gli animali giocano. E’creatività, relax, socializzazione. Ma ha una forte componente irrazionale e difficile è fermarsi o fare il “giocatore intelligente”: se bevo non guido, ma se sono depresso, arrabbiato o annoiato è difficile che non giochi, perché sull’istante non finisco contro un albero, sull’istante…
Le ludopatie sono apparse nei manuali di psichiatria e psicologia da pochi anni e solo adesso stanno emergendo, poiché si tenta di spezzare la catena dell’emarginazione di un giocatore compulsivo, seguendolo con terapie mediche, di cui però non si è potuta giovare Francesca Bova, “punita” dai servizi sociali. Per l’Italia non è possibile dare numeri certi, se non una elaborazione Eurispes, su dati della Società Italiana di Intervento sulle Patologie Compulsive, secondo cui il 5,1% degli adolescenti che gioca è da ritenersi “patologico” e un preoccupante 9,7% “a rischio”.
Il primo disegno di legge riguardante le “Misure per la cura e la prevenzione delle dipendenze comportamentali e del gioco d’azzardo patologico” è del 18 dicembre 2007, attualmente all’esame della sesta commissione del Senato, considera il problema come un vero e proprio disturbo che il sistema sanitario nazionale deve prendere in carico, attraverso l’accesso a strutture ad hoc, l’esenzione dalla partecipazione al costo della spesa sanitaria, la riabilitazione e il sostegno alle famiglie. Per il finanziamento della legge si propongono le entrate erariali del settore giochi o quelle provenienti dai sequestri di mafia. Non ancora attuato, ma si spera prima che Gulliver si autoinviti a pranzo da noi lillipuziani a mangiare in un unico pasto 300 chili d’arrosto.
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