2010: Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale

Realtà e progetti per un futuro più integrato

di Monica Pedrola

La conferenza inaugurale del progetto nel 2010

L’Unione Europea è una delle regioni più ricche al mondo. Eppure, si stima che quasi 84 milioni di cittadini – pari a circa il 17% della popolazione totale - dispongano ancora di risorse limitate e non riescano a soddisfare le proprie necessità primarie. Questa è la realtà alla base della decisione dell’UE e degli Stati membri di designare il 2010 quale Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale. Un’iniziativa che affonda le sue radici nella strategia di Lisbona per la crescita e l’occupazione, avviata nel marzo 2000 e intesa ad “imprimere una svolta decisiva alla lotta contro la povertà“.

Ma chi sono le persone a rischio di povertà? Secondo i parametri europei, si definisce povero chi ha un reddito pari o inferiore al 60% del reddito medio nel proprio Paese. Tra i gruppi più esposti ci sono le famiglie con bambini, soprattutto quelle numerose, i genitori soli, gli anziani, i disabili e gli immigrati. La povertà colpisce gli individui su numerosi fronti che sono strettamente legati all’esclusione sociale, come la mancanza di alloggi adeguati, la cattiva salute, l’accesso limitato all’assistenza sanitaria, all’istruzione, alla tecnologia moderna, l’esclusione finanziaria e il sovraindebitamento. E poichè “la povertà e l’esclusione di un individuo contribuiscono alla povertà della società intera”, l’Anno europeo chiama tutti i cittadini e i livelli di potere alla solidarietà e alla messa in discussione di stereotipi e percezioni condivise.

Lo fa attraverso quattro obiettivi fondamentali: il riconoscimenro del diritto delle persone in condizioni di povertà e di esclusione a una vita dignitosa e a un ruolo sociale attivo; la promozione della responsabilità collettiva e la partecipazione di tutti nelle politiche e nelle azioni di contrasto alla povertà; il rafforzamento della coesione sociale, attraverso la sensibilizzazione dei cittadini sui benefici offerti a tutti da una società senza povertà ed emarginazione; l’intensificazione dell’impegno politico dell’UE e degli Stati membri per lo sviluppo di azioni mirate.

Per rendere concreti tali obiettivi, sono state predisposte  iniziative in vari ambiti di attività, sia a livello europeo che nazionale, regionale e locale, spaziando da conferenze di alto profilo a iniziative artistiche, culturali e sportive, a gruppi di lavoro, seminari di informazione nelle scuole e giornate dedicate alla formazione per dare ai media e ai politici una maggiore consapevolezza della natura multidimensionale del fenomeno povertà.

Una panchina usata come letto diventa emblema di povertà

Impegnandosi, come ogni Stato membro, a inserire nella propria agenda azioni in risposta all’appello comunitario, l’Italia ha designato il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali quale organismo nazionale di attuazione incaricato di gestire i finanziamenti europei e di elaborare un Programma Nazionale per coordinare le iniziative in materia. La fotografia dei progetti presentati all’interno di questa cornice mette al primo posto il Lazio, seguito da Lombardia e Campania, e tra le priorità prevalenti le famiglie e i giovani. “Le famiglie italiane sono sotto stress – dichiara Francesco Marsico, Vicedirettore Caritas Italianatanto più quelle colpite direttamente dalla mancanza di reddito e quelle appartenenti alle fasce di lavoro nero o grigio”. Tanto a Roma quanto a Milano, prosegue Marisco “i bisogni primari, la sopravvivenza e l’intervento mediante viveri e forme di sostegno con beni alimentari a basso costo è un’esigenza molto forte”. Ma non solo: sta riemergendo una povertà degli anziani, mancano case popolari, dormitori per senzatetto, asili-nido e c’è l’urgenza che il governo trovi soluzioni alla disoccupazione, in particolare a quella giovanile.

È dunque un quadro complesso quello che si prospetta nel 2010 per tutti gli attori coinvolti. Le sfide da affrontare sono molteplici e radicate. Ma è convinzione dell’UE che un rinnovato dibattito su questi problemi aiuterà gli Stati membri e i suoi cittadini a sviluppare nuove politiche per migliorare la qualità della vita di chi è vittima della povertà e dell’esclusione sociale e darà nuovo impeto all’impegno sociale, creando e rinforzando partenariati in aggiunta a quelli già esistenti.

Foto/ via http://www.2010againstpoverty.eu

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