Thursday, May 17, 2012

L’occhio compiaciuto di Berlusconi al No B. Day

Post di Stefano Pallavidino On dicembre - 4 - 2009 2 COMMENTI

Quando una manifestazione contro rischia di diventare pro. Il No B. Day, le controindicazioni ed i possibili scenari di governo, tra tensioni interne ed opposizioni evanescenti

di Stefano Pallavidino

In un ammiccamento neanche troppo velato del V-day, domani la propaganda anti (siamo sicuri?) berlusconiana si riunirà a Roma per il No B. Day. Ammesso che le condizioni climatiche non siano troppo avverse ci sarà una manifestazione per dire “No a Berlusconi”. E’ quasi certo che sarà un successo, soprattutto per Berlusconi.

Ecco il perchè. Ogni qualvolta l’opposizione (o presunta tale) è scesa in piazza lo ha sempre fatto più per contarsi che non nel tentativo di coadiuvare lo sforzo dell’azione politica con quello della partecipazione dei cittadini. Nel momento in cui si avverte la necessità di portare qualche  migliaio di persone in piazza come testimonianza della propria esistenza politica, si palesa la propria debolezza in modo drammatico. È quello che ha fatto per anni la sinistra ed è quello che sta facendo ora l’Idv.

Domani in piazza andranno le stesse persone che hanno partecipato per anni a manifestazioni di identico contenuto, meno qualcuno che si è semplicemente stancato. Quel qualcuno ha tutta la mia comprensione, per il nulla che può valere. Da domenica mattina coloro che hanno votato Berlusconi non avranno un singolo motivo per avere dei dubbi sulla bontà o meno del voto che hanno conferito all’attuale leader di governo un annetto e mezzo fa. Non uno.

Chi ha tutto da perdere è il PD, che se non mostra tutte le sue trentadue correnti per ogni questione di una qualche rilevanza, pare si intristisca e  nel vedere i suoi vertici è difficile rimanere scioccati dalla cosa. Il PD brulica di tutti quei mezzi politicanti che non hanno mai mosso un dito affinché un Berlusconi non potesse essere il leader, democraticamente eletto, di uno stato formalmente democratico. E di possibilità ne hanno avute. Ora non si capisce di preciso che cosa vogliano né quale linea abbiano intenzione di seguire.

Perché se il no B-day nasce come reazione al disegno legge sul processo breve bisognerebbe spiegare a Bersani, il quale ha dichiarato legittimo che Berlusconi si difenda non solo nel ma anche dal processo, che questo del processo breve è un modo assolutamente coerente di difendersi dal processo. Finché in Italia non ci sarà un rinnovamento politico vero Berlusconi vincerà elezioni su elezioni anche vendendo Mediaset, Mondadori e tutti gli altri organi di informazione che gestisce. Il confronto Berlusconi tutti gli altri è mortificante.

Vince per manifesta superiorità. Il che è mortificante per una nazione che abbia un pizzico di amor proprio.

La piazza di domani probabilmente farà accantonare i problemi interni alla maggioranza e la compatterà a difesa del suo leader. Forse questo non significa fare opposizione in modo serio e costruttivo. Nel corso dei vari governi Berlusconi, ad eccezion fatta del primo che resta un caso a parte, gli unici tentennamenti si sono verificati all’interno della coalizione di governo. Questo porta ad alimentare il sospetto che la sinistra oltre a non saper governare non sa che neanche fare opposizione.

La logica imporrebbe che chi ne ha fatto parte per anni si trovasse un bell’hobby da fare nelle gragnole di giornate libere che avranno nell’arduo mestiere di ex politicanti. Con la pensione a vita che si sono guadagnati in anni di sacrifici dovrebbero poter scegliere il passatempo che più li aggrada.

Per quando riguarda Berlusconi si spera che riesca a modificare la Costituzione, aggiungendovi un articolo, il n. 140: Berlusconi è immune da tutto e tutti. Non si può indagarlo, processarlo, fare insinuazioni nei suoi confronti.

Sarebbe una stranezza ma in Italia siamo abituati e riusciremmo a metabolizzarla abbastanza rapidamente. A questo punto visto che il suo disegno (aperte le virgolette) politico (chiuse le virgolette) sarebbe compiuto potrebbe gaudiosamente ritirarsi a vita privata, o dedicarsi nuovamente anima e corpo al Milan.

Qualunque cosa purché l’ipotetico art. 140 abbia un comma. Una volta ottenuta l’immunità, il beneficiante non potrà più metter piede in parlamento.

Sarebbe certamente uno scambio equo per la prospettiva di un’Italia migliore senza  Pdini, Berlusconi e la sua pletora di portavoce e avvocati mascherati da parlamentari. Il prodromo della terza Repubblica in cui si potrebbe cominciare a fare Politica intesa nella sua accezione più nobile e non come la bieca spartizione di potere a cui ci siamo progressivamente assuefatti.

Con una Destra vera, una Sinistra vera ed eventualmente una qualche altra entità politica credibile.

Sarebbe veramente ora.

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