Thursday, July 29, 2010

È già corsa ai saldi. Ma con quali soldi?

Post di Vincenzo La Camera On dicembre - 29 - 2009 AGGIUNGI COMMENTO

Saldi sì, ma con pochi soldi da spendere. Si annuncia sotto tono la corsa all’affare post natalizia di quest’anno, almeno dalle previsioni delle associazioni pro consumatori

di Vincenzo La Camera

SaleRispetto agli anni passati si parte con netto anticipo. Già dal 2 gennaio, per la soddisfazione dei negozianti, new look per le vetrine di Roma, Venezia, Napoli, Bologna, Palermo, Milano e poi via via per il resto d’Italia. Anche se in un mercato ormai impazzito, fantomatici sconti sono presenti durante tutto l’anno. Tant’è vero che in maniera soft le offerte sono già partite da qualche settimana. Con i commercianti che avvisano tramite sms e telefonate i loro clienti abituali per i “pre-saldi”, che oscillano tra il 20 e il 30%. Naturalmente nessun accenno sulle vetrine, sino al 2 gennaio. Ma basta entrare in negozio e chiedere al commesso.

Per Codacons i saldi saranno comunque un flop. Per la troppa vicinanza alle festività natalizie, nelle quali gli italiani hanno già messo mano più volte al portafogli, come sottolinea il presidente Codacons, Carlo Rienzi, che aggiunge:«Vi è un eccessivo livello dei prezzi specie nel settore dell’abbigliamento e delle calzature, che nonostante i saldi registrerà listini troppo elevati».

Non può far certo eco a Codacons l’associazione di categoria Confcommercio che spera in una stagione di saldi «moderatamente positiva». Sopratutto in virtù di una fiacca stagione autunno-inverno dove il settore della moda non ha reso quanto sperato, accumulando così scorte in magazzino che potrebbero portare a saldi anche del 40%.

Confcommercio ha stimato che ogni famiglia spenderà in media nel corso dei saldi circa 400 euro per una cifra totale che si aggirerà attorno ai sei miliardi di euro. Anche se Codacons è convinta che, per l’effetto della crisi in corso, soltanto una famiglia su due potrà permettersi di acquistare.

Consumatori e commercianti hanno provveduto, mediante le associazioni di categoria, a stilare un vademecum utile per gli acquisti, riportato in parte qui sotto:

1)      Il negoziante ha l’obbligo di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.

2)      Il compratore è tenuto a denunciare il difetto di un capo entro due mesi dall’acquisto

3)      Conservare sempre lo scontrino

4)      Confrontare i prezzi tra i diversi esercizi

5)      Diffidare degli sconti superiori al 50%

6)      Verificare che non ci siano oneri aggiuntivi per l’utilizzo di bancomat e carte di credito

Dunque, non fatevi abbagliare dalle svendite e agite in sicurezza, le fregature sono dietro…la vetrina.

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Le 10 scoperte più belle del 2009

Post di giovannamiceli On dicembre - 29 - 2009 AGGIUNGI COMMENTO

La rivista americana Science stila la classifica delle dieci scoperte più belle dell’anno

di Giovanna Miceli

scientistSecondo Bruce Alberts, caporedattore della rivista, il 2009 è stato un anno proficuo per la ricerca che ha portato ad importanti risultati.

Il primo posto di questa classifica Science lo assegna senza alcun dubbio ad uno studio scientifico durato 15 anni che ha portato alla ricostruzione dello scheletro di Ardipithecus, una specie di ominide vissuto in Etiopia circa 4,4 milioni di anni fa.

I campioni analizzati, ben 110 frammenti di ossa varie, hanno permesso di ricostruire la struttura corporea  di questo lontano antenato che , secondo gli esperti, non è nè uno scimpanzè nè un essere umano, ma rappresenta un anello mancante nella storia della evoluzione umana.

Subito dopo l’Ardipithecus, sempre sul podio, al secondo posto, la rivista americana posiziona la scoperta dei meccanismi delle pulsar: il telescopio spaziale a raggi gamma Fermi ha riconosciuto un nuovo tipo di pulsar, stelle di neutroni che emettono nello spazio un intenso campo magnetico.

storie-di-invenzioni-e-scoperteIl terzo posto è invece assegnato alla rapamicina, una sostanza trovata negli anni 70 sull’isola di Rapa Nui, da cui il nome. La somministrazione di questa sostanza in topi da laboratorio ha indotto un allungamento della loro vita in una percentuale dal 9 al 14%. Un risultato del genere non era mai stato raggiunto sui mammiferi.

Il quarto posto è invece del grafene: questo materiale permetterà di creare nuove tipologie di biosensori e di migliorare le batterie a ioni di litio, con possibili future applicazioni nel campo dell’elettronica.

Il quinto posto è conquistato dai recettori dello stress vegetale: studi hanno individuato molecole chiave, in grado di far sopravvivere le piante a condizioni di stress ambientale. Ciò pone le basi per la progettazione di vegetali in grado di resistere alla siccità e a condizioni estreme.

La Fisica torna in sesta posizione con il primo laser a raggi x: creato dai laboratori dello Slac, verrà applicato in numerosi campi.

La terapia genica si aggiudica invece la settima posizione con nuovi progressi nella terapia per l’adrenoleucodistrofia, l’amaurosi congenita di Leber e la SCID.

Seguono i monopoli magnetici: i ricercatori sono finalmente riusciti a osservare i monopoli magnetici e a farli fluire come una corrente.

Le ultime 2 posizioni sono conquiste della Nasa: la scoperta dell’acqua sulla Luna del satellite LCross avvenuta in ottobre scorso ed infine la riparazione spaziale dell’Hubble: in maggio una missione spaziale ha riparato e migliorato le capacità di osservazione dello Hubble Space Telescope.

Come sarà il 2010? Secondo Science, sarà un anno altrettanto ricco che vedrà finalmente i frutti di studi in svariati campi, dalla biologia alla astronomia alla medicina.

Non ci resta allora che tenerci informati!

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Due libri al mese…seguendo l’alfabeto

Post di Laura Dabbene On dicembre - 29 - 2009 3 COMMENTI

Wakeupnews inaugura da gennaio una nuova rubrica. Ogni mese due proposte letterarie selezionate seguendo una sola rigorosa regola: rispettare nella prima parola del titolo la sequenza del codice base del nostro linguaggio, l’alfabeto. La caccia ai titoli è aperta a tutti i lettori


di Laura Dabbene

libri_mai_recensitiSi avvicina il 2010 portando con sé, come ogni anno nuovo che si rispetti, una delle tradizioni più consolidate nella psicologia umana: la definizione dei buoni propositi. Chi non ha mai scelto il passaggio dall’anno vecchio al nuovo come momento ideale di svolta delle proprie cattive abitudini o di cambiamento dei propri comportamenti scagli la prima pietra.

Evitando di porsi obiettivi irraggiungibili e restando con i piedi ben saldi a terra questa prassi può avere effetti estremamente positivi, regalando entusiasmo e tanta voglia di agire. Ma perché non rendere tutto più stimolante e divertente elaborando un buon proposito per il 2010 che metta in fermento i nostri neuroni all’ennesima potenza? Per chiunque voglia cogliere il suggerimento ecco un progetto che cerca di unire due attività che, per quanto concerne il movimento neuronale, nulla hanno da invidiare alla risoluzione della più complessa delle equazioni di quarto grado: la lettura e l’esercizio della memoria.

Obiettivo: riuscire, nei prossimi 12 mesi, a diventare un vero lettore “forte” mantenendo una media di due libri ogni mese, raggiungendo così quota 24 volumi in un anno.

paroleireRegole: una sola, inesorabile. Seguire l’ordine alfabetico nella scelta dei titoli, partendo dalla coppia A-B nel mese di gennaio, fino alla Y-Z del prossimo dicembre.

Difficoltà: qualcuna. Nel caso d i libri stranieri basarsi, per la scelta, sul titolo corrente in traduzione italiana. Considerare l’articolo sempre come prima parola, in questo modo Le affinità elettive di Goethe oppure Le avventure di Huckleberry Finn di Twain valgono se si è arrivati alla lettera L, non alla A. Usare tutte le lettere dell’alfabeto internazionale: sono 26 quindi, in due occasioni, la coppia di iniziali diventa una terzetto (I-J-K a maggio e V-W-X a novembre).

Suggerimenti: un paio. Scegliere i libri scandagliando nella propria memoria e stilando una lista con più proposte per poter vagliare poi quelle maggiormente interessanti e alla propria portata considerando il tempo a disposizione, l’umore e gli interessi del momento. Non barare scegliendo libri che si sono già letti: nessuno se ne accorgerebbe tranne voi stessi, ma si cadrebbe così nel tragico destino dei buoni propositi per l’anno nuovo che non si mantengono mai!

Obblighi: due. Divertirsi e condividere con Wakeupnews le vostre scelte, commentando la rubrica Due libri al mese e suggerendo naturalmente i titoli che vi sono piaciuti di più.

Appuntamento a gennaio con i primi due volumi per le lettere A e B. La caccia al titolo è iniziata. La sfida è aperta.

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Fare la linguaccia è reato

Post di simona cortopassi On dicembre - 29 - 2009 1 COMMENTO

Agricoltore marchigiano condannato per ingiuria

di Simona Cortopassi

einstainFare la linguaccia per dileggiare qualcuno è un reato. Lo ha stabilito la Cassazione confermando la condanna a un contadino per aver sbeffeggiato il vicino di casa. L’ultimo litigio fra i due si è concluso con l’intrusione di Carlo 41 anni nel terreno del vicino, il quale lo ha prontamente fotografato durante lo sberleffo.

Offeso e con l’immagine in mano si è presentato dal giudice di pace di Fabriano (Ancona) che ha assolto il vicino dal reato di “ingresso abusivo nell’altrui fondo”, ma lo ha condannato per ingiuria, commessa “non verbalmente ma mediante una smorfia del volto”. L’imputato si è rivolto alla Corte Suprema, contestando la mancanza di motivazione sull’esistenza degli elementi costitutivi del reato, in quanto il gesto privo “di un’oggettiva valenza dispregiativa, idonea a incidere sul decoro e sull’onore della vittima”.

Ma i giudici della quinta sezione penale di piazza Cavour, con la sentenza n.48306, hanno respinto il ricorso dell’uomo, rilevando che la motivazione dei giudici di merito “richiama la testimonianza del diretto destinatario dell’offesa, attestativa della lesione al proprio onore e indica la stessa fotografia come prova di “sberleffi e linguacce” in pregiudizio dei beni tutelati dall’articolo 594 cp.

Adesso l’autore dello sberleffo dovrà risarcire il vicino per avergli mostrato la lingua, in quanto la semplice smorfia è “idonea a incidere sul decoro e sull’onore della vittima”. Quest’ultimo ha fatto valere il diritto al risarcimento dei danni, la cui entità sarà decisa nel corso di una causa civile. Intanto l’imputato mantiene la condanna per il reato di ingiuria e dovrà sborsare 1.300 € per le spese processuali sostenute dall’avversario.


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Cosa c’è a pranzo? Penne alla puttanesca

Post di Alberto Maria Vedova On dicembre - 29 - 2009 AGGIUNGI COMMENTO


Ingredienti per 4
320 gr. Penne rigate
500 gr. Pomodori pelati
100 gr. Olive nere denocciolate
3 Filetti di Acciughe
3 Spicchi di Aglio senz’anima
1 Peperoncino fresco
Prezzemolo tritato
Capperi tritati
Vino bianco
Olio extra vergine d’oliva
Sale

VIDEO RICETTA

Scaldate una padella a fuoco medio, aggiungete l’olio egli spicchi di aglio
Quando l’aglio comincia a dorare mettete il peperoncino e le acciughe
Le acciughe devono sciogliersi bene nel soffritto.
Quando le acciughe sono sciolte, togliete l’aglio e aggiungete i capperi tritati.
Fate soffriggere qualche minuto e aggiungete le olive.
Aggiustate di sale e sfumate con un goccio di vino bianco.
Dopo che il vino sarò evaporato, aggiungete i pomodori pelati, fate cuocere a fiamma media per 10 minuti e aggiungete un pizzico di sale.
Quando la pasta sarà cotta, scolatela, mettetela nella padella e mantecate
Trasferite le penne in un piatto, guarnite con del prezzemolo, un filo di olio a crudo e servite.

Fonte Italianfoodnet

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Tanti cuccioli da salvare

Post di Adriano Ferrarato On dicembre - 29 - 2009 2 COMMENTI

Un terribile fenomeno di speculazione: il traffico illegale di cani non ancora svezzati e portati nel nostro Paese in condizioni disumane

di Adriano Ferrarato

L’antica tratta degli schiavi esiste ancora. Purtroppo. A differenza del passato però stavolta non si barattano uomini, ma poveri animali come i cani. Il disgusto è identico. E proprio in questo periodo di festività natalizie l’allarme lanciato dal corpo forestale dello Stato arriva come un fulmine a ciel sereno: ogni anno, parlando solamente dell’Italia, almeno 2000 cuccioli a quattro zampe vengono illegalmente importati dai paesi dell’Est per la vendita clandestina.

Un traffico illecito i cui guadagni sono superiori perfino a quelli ottenuti con lo spaccio di droga: un cagnolino acquistato in Ungheria per soli 50 euro ad esempio, può essere rivenduto nel nostro Paese anche a 600. Il motivo della crescita esponenziale negli anni di questo terribile fenomeno è dato dalla sua estrema semplicità di realizzazione e dal fatto che incredibilmente non si rischia la galera una volta scoperti.

Le indagini di diversi nuclei della forestale (specialmente nel bresciano e nel Friuli) hanno calcolato almeno una media di arrivo di cinquanta esemplari non ancora svezzati una volta alla settimana, individuando a Padova una centrale di smistamento e smercio fuori legge. Come si può facilmente notare, l’intera speculazione è vasta e terribilmente reticolare, pur riguardando soltanto una minima parte delle numerose regioni sotto osservazione.

E’una forma di commercio deleteria che comporta tre conseguenze gravissime: la prima, in assoluto, è il terribile stato di salute con cui queste povere bestie vengono portate nel territorio. Trasportati di nascosto e ammucchiati in gabbie piccolissime dove non hanno quasi nemmeno la possibilità di respirare molti cuccioli non riescono neanche ad arrivare alla fine del tragitto, soffocati dalla fame d’aria e dalla denutrizione. Una perdita che però non turba in alcun modo i trafficanti, che con i sopravvissuti riescono comunque a fare affari d’oro.

In secondo luogo l’importazione al di fuori di ogni norma crea insormontabili problemi anche sul piano del mercato nazionale cinofilo: si instaura di fatto una concorrenza sleale che ogni volta favorisce lo speculatore, facilitato a vendere i suoi esemplari a costi di molto inferiori rispetto a quelli stabiliti dagli allevamenti di razze selezionate. Ed è ovvio che in questo caso il problema diventa anche morale: comprare un cane da un fornitore illegale solo per spendere meno è come essere complici di questa abominevole forma moderna di schiavizzazione. E per finire, c’è anche la ricomparsa della rabbia, tipica malattia canina, che era stata debellata da diversi anni.

Proprio per questi motivi la forestale ha creato una sorta di decalogo rivolto a tutti coloro che, acquistando un cucciolo, avranno intenzione di saperne la reale provenienza ed età ed accertare tutte le regolarità del caso. E come fare se ci si trova in presenza di una truffa. Che ricordiamo, anche se colpisce le nostre tasche è sempre e comunque a danno del povero animale indifeso. Se decidete di comprarvi un piccolo amico a quattro zampe, è proprio il caso di dire di non fare i bastardi. Ne va della loro vita.

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Un anno di musica, dieci meraviglie. Gioca con noi

Post di Stefano Gallone On dicembre - 29 - 2009 2 COMMENTI

Alla ricerca mnemonica dei dieci migliori dischi del 2009. Un buon passatempo per appassionati e degustatori uditivi

di Stefano Gallone

musicaSiamo dunque giunti al termine anche di questo anno e, tra panettoni, pandori e svariate altre leccornie popolari, per gli appassionati che, più che di dolciumi, si cibano di vinile e dei suoi derivati si tratta del periodo dei resoconti finali riguardo le nuove uscite degli ultimi dodici mesi.

Un passatempo che, oltre ad essere un gran bel gioco per cultori, utile a rispolverare ascolti quotidianamente distratti anche se recenti, costituisce, in linea ben più interessante, un simpaticissimo pretesto per quei pochi veri negozi di dischi reduci dal dominio assoluto del “Dio megastore”, fosse anche al solo ed unico scopo di riunire gli amici e i clienti più stretti attorno ad un buon bicchiere di spumante, per augurarsi che la vita non smetta mai di riservare alternative e possibilità ulteriori a ciò che concorre a costruire le fondamenta delle più semplici ma necessarie e vitali passioni. Stiamo parlando nient’altro che di una semplice ma divertente classifica che in molti si dilettano a compilare anche solo per tenere allenate le papille uditive. Unica regola del gioco: scegliere dieci titoli usciti fra il dicembre 2008 e il dicembre 2009, da riordinare accuratamente in ordine di gradimento, dal meno provocante al più irresistibile, ovviamente a seconda dei gusti personali. Di seguito, una delle probabili selezioni, una serie ovviamente motivata titolo dopo titolo. Certo, può capitare, a volte, di avere ben più di dieci alternative, ma è proprio questo il bello della selezione che costringe a spremere le meningi. Giocate con noi. Dite la vostra.

10. DEPECHE MODE: “Sounds of the Universe” – Il trio di Basildon non smette mai di stupire, anche quando sembra regredire a scelte stilistiche appartenenti al passato (sintetizzatori Moog comprati da Martin Gore su Ebay, ad esempio). Ma è proprio questo il punto di forza: portare avanti un concetto senza ripetersi mai.

9. MUSE: “The resistance” – Se si parla del non ripetersi mai, allora è anche il caso di Matthew Bellamy e soci, autori di un disco difficile al primo ascolto ma denso di inventive degne del loro talento compositivo. La suite orchestrale in tre movimenti, “Exogenesis”, la dice lunga da questo punto di vista.

8. DAN AUERBACH: “Keep it hid” – Pur non riuscendo a capire i motivi che abbiano spinto la mente e la nevrotica chitarra dei Black Keys (già duo) a pubblicare un disco solista, non si può non restare affascinati dalla lisergica concezione moderna del rock-blues. Volume ma anche tanto cuore.

7. SONIC YOUTH: “The eternal” – Dopo anni di dischi sperimentali al limite dell’improvvisazione (in particolare quelli della serie SYR), i paladini dell’underground newyorkese sfornano una sorta di opera omnia della loro storia. Gli inni di “Daydream nation” si fondono con i ruggiti filo-grunge di “Dirty” per un frastuono sonico più unico che raro.

6. FU MANCHU: “Signs of infinite power” – Inosservati per anni ma senza mai aver mollato un solo centimetro di corda, i capostipiti dello Stoner rock, a pari merito con i Kyuss, devastano il senso dell’udito con un lavoro granitico e corposo, fedelmente aderente alle dinamiche soniche del genere.

5. MOTORPSYCHO: “Child of the future” – Festeggiare i vent’anni di carriera con un’uscita esclusiva in vinile è pienamente nelle corde di chi il vinile lo ha divorato per una vita. Disco compatto e tecnicamente degno delle doti tecniche del trio norvegese, ormai tornato alla ribalta del rock duro dopo le meraviglie della trilogia psichedelica “seventies”.

4. THE VON BONDIES: “Love, hate and then there’s you” – Sinonimo uditivo del termine “energia”, il nuovo lavoro della alternative rock band statunitense sprigiona elettricità da tutti i pori: dodici tracce che equivalgono ad un conto alla rovescia al napalm.

3. INTERNATIONAL NOISE CONSPIRACY: “The cross of my calling” – Stesso e identico disccorso di cui sopra e medaglia di bronzo ad una delle band più valide del panorama alternativo discografico. Scoperta e produzione dal marchio Rick Rubin. Una garanzia.

2. PORCUPINE TREE: “The incident” – Quando un disco esprime una vita intera, resta solo da alzare le mani di fronte al capolavoro. Avvolgente, gradevole, sincero, etereo, duro quanto basta, il doppio concept di Steven Wilson e soci sfiora la perfezione. Obbligatorio.

1. PEARL JAM: “Backspacer” – Disco dell’anno. Motivo: la necessità, il bisogno urgente di farsi sentire, di dire la propria a seconda delle proprie convinzioni miste ad incertezze. 36 minuti di rock puro, ballate da lacrime e accenni di punk-rock degni delle proprie origini. Un “must”, il migliore in assoluto dopo “Binaural”.

Buone feste a voi tutti.

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Iran, la polizia uccide 15 manifestanti

Post di Nicola Gilardi On dicembre - 28 - 2009 AGGIUNGI COMMENTO

Dopo la morte dell’ayatollah  Montazeri prosegue la protesta dell’onda verde contro il regime di Ahmadinejad, ma i pasdaran sparano sulla folla. Oltre 15 i morti

di Nicola Gilardi

Roma Dalle parole ai fatti. Era il 13 dicembre scorso quando la maggiore carica religiosa dell’Iran, l’ayatollah Khamenei, condannava gli oppositori politici, arrivando a dire che quel movimento dei manifestanti sarebbe stato «eliminato agli occhi della nazione». A quella dichiarazione è poi seguita la destituzione di Mousavi dall’ultima carica pubblica che rivestiva ed alcuni pensavano, sbagliando, che fosse addirittura stato arrestato.

4221042729_76fc1ef971Con la morte dell’ayatollah Montazeri, considerato un dissidente, i manifestanti hanno deciso di tornare nelle piazze. Proprio come nel dopo elezioni, il colore predominante è stato il verde. Molti sono stati gli scontri con la polizia ed ai giornalisti è stato diramato il divieto di filmare le manifestazioni cercando così di minimizzare l’evento. La protesta, però, ha preso la via della rete e attraverso Twitter e Facebook, migliaia di filmati hanno oltrepassato le maglie del regime arrivando in tutti i computer e le televisioni del mondo.

Gli scontri sono degenerati proprio in coincidenza della festa religiosa sciita dell’Ashura, nella quale la popolazione scende in piazza vestita di nero per commemorare il martirio di Hussein, nipote di Maometto.
I pasdaran hanno iniziato a sparare tra i manifestanti, uccidendo oltre 15 persone, tra le quali c’era anche il nipote dell’oppositore Mousavi. Molti soldati hanno però rifiutato di eseguire l’ordine di sparare, limitandosi a sparare in aria per disperdere i manifestanti.

4221343372_be167e3905La repressione è proseguita anche attraverso gli arresti. E’ stato fermato, infatti, Ebrahim Yazdi, una delle voci più critiche verso il regime che ha ricoperto il ruolo di vice-premier dopo la rivoluzione del 1979. A questo ha seguito l’irruzione nella sede della Fondazione Baran, dell’ex presidente riformista Khatami, nella quale sono stati arrestati due collaboratori e sequestrati molti documenti.

Le reazioni internazionali non si sono fatte attendere. Dagli Stati Uniti sono arrivate parole dure: «Condanniamo con forza la violenta ed iniqua soppressione di civili che cercano di esercitare i loro diritti universali in Iran» ha dichiarato Mike Hammer, portavoce del National Security Council.
Da un sito dell’opposizione, invece, è arrivata la dichiarazione di Karroubi: «Cosa è successo a questo sistema religioso che ordina l’uccisione di gente innocente durante il sacro giorno dell’Ashura? Perché un simile giorno santo non è rispettato dai governanti?» Intanto la rete dei cellulari è stata tagliata, l’accesso a molti siti internet interrotto e gli elicotteri continuano a sorvolare la città.

IRAN-POLITICS-OPPOSITION-DEMOLa situazione a Teheran resta critica, ma la protesta continua. Il governo islamico di Ahmadinejad è sotto pressione e dalla comunità internazionale arrivano dure condanne al suo operato. La popolazione è stanca delle repressioni e delle privazioni del regime, queste manifestazioni ne sono la prova. Nonostante le morti, come quella di Neda, diventata il simbolo della protesta, i cortei verdi continuano a manifestare e a sfidare il regime sperando, però, che la scia di sangue si interrompa.

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Inaugurato in Cina il primo bar gay

Post di Chiara Campanella On dicembre - 28 - 2009 AGGIUNGI COMMENTO

Il locale ha aperto i battenti a Dali, una località turistica nella provincia meridionale dello Yunnan

di Chiara Campanella

“Eravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo.  Forse  in Cina  i “quattro amici al bar”  il mondo lo stanno cambiando davvero. Qualche giorno fa, infatti, è stato inaugurato il primo bar gay cinese.

Chi l’avrebbe mai detto che in un una repubblica come quella cinese le autorità avrebbero permesso l’apertura di un locale per omosessuali?

Cambiano i tempi e su questo non c’è alcun dubbio. Dopo le varie vicende che hanno visto da poco protagonisti gli omosessuali (quali la possibilità di adozioni in Francia e di matrimoni in Messico) anche il Paese della Grande Muraglia vuole rimanere al passo con i tempi.  E lo fa attraverso l’apertura di un bar a Dali una località turistica nella provincia meridionale dello Yunnan, forse anche imitando l’italiano alto atesino Edu, gestore del locale inaugurato di recente a Bossanova (in provincia di Bolzano) che accoglie prevalentemente clientela omosessuale.

Dopo un rinvio di tre settimane, finalmente  il governo cinese ha approvato l’apertura del bar. All’inaugurazione erano presenti una settantina di persone, in maggioranza omosessuali, tra cui dieci volontari venuti da altre città della Cina.

Zhang Jianbo, 36 anni, titolare del locale,  è anche il direttore del Dipartimento Dermatologico dell’Ospedale di Dali e il fondatore della locale Associazione per la Prevenzione Hiv. L’apertura, prevista inizialmente per il primo dicembre, è stata rinviata “per proteggere la privacy dei volontari e dei clienti”, dopo la curiosità mostrata dai mezzi di comunicazione cinesi stranieri per l’avvenimento. Zhang Jianbo ha precisato che il locale verrà usato tra l’altro per “promuovere la conoscenza dell’ Aids” e che verranno distribuiti gratuitamente preservativi ai clienti.

I tempi si stanno evolvendo e l’atmosfera sta cambiando  in tutto il mondo.  Insomma, un piccolo passo per Dali e per Bolzano, anche se quello di Edu non è il primo locale prettamente gay aperto nel capoluogo (a maggio 2008 ha aperto il “The First” disco alternativa gay, lesbo, bisex e trans).

Nelle “vicinanze”, a Vienna, nel quartiere universitario e non molto lontano dal centro storico, si trova una pietra miliare della comunità gay della città:  il Café Berg con annessa libreria omosessuale Löwenherz.  Il locale è stato il primo caffè diurno gay e lesbo della capitale austriaca.

Un nuovo capitolo si è aperto recentemente anche negli Stati Uniti.  Dopo la nomina di Gene Robinson nel 2003 (che spaccò gli episcopali e favorì lo scisma di alcune

congregazioni), una donna gay è stata scelta dalla Chiesa episcopale come vescovo della diocesi di Los Angeles.

Tornando alla resa dei conti.. chissà se gli amici al bar (che ormai non sono solo quattro ma molti di più ) riusciranno veramente a cambiare il mondo? I dubbi ci sono, anche se ultimamente si stanno facendo passi da gigante.

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In Italia si cerca di ritornare all’energia atomica. Via libera al decreto legislativo che fissa i criteri di individuazione dei siti dove verranno costruite le centrali nucleari

di Sabina Sestu

nucleare

Il ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha proposto il decreto per la “localizzazione e l’esercizio di impianti di produzione di energia elettrica e nucleare, di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio, nonché di misure compensative e campagne informative“. Nel decreto, dunque, non viene individuato nessun sito, ma solo i criteri attraverso i quali, nel prossimo marzo, verranno fissati i luoghi idonei ad ospitare le centrali.

Saranno i privati a decidere dove verranno costruite le centrali. Scajola, infatti, ha dichiarato:  ”Con questo provvedimento si sono fissati i criteri per la localizzazione dei siti dando come obiettivo prioritario non soltanto la loro sicurezza, ma anche le esigenze di tutela della salute della popolazione e di protezione dell’ambiente”. E ha aggiunto: “Sulla base di tali criteri saranno poi le imprese interessate a proporre in quali zone intendono realizzare gli impianti nucleari”.

Il provvedimento sul nucleare seguirà un iter che porterà nel 2013 alla costruzione della prima centrale elettrica a combustibile nucleare. Obiettivo principale? L’affrancamento, almeno parziale, della dipendenza energetica dell’Italia dall’estero con particolare attenzione alla sicurezza delle persone e alla protezione dell’ambiente. A proporre il provvedimento è stato il ministro Scajola, coadiuvato  dai ministri dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, e delle Infrastrutture, Altero Matteoli. L’atto verrà esaminato dalla Conferenza Stato-Regioni e sottoposto al parere delle Commissioni Parlamentari, per tornare al consiglio dei ministri per il varo definitivo. Il Cdm , nei tre mesi successi, presenterà un  documento contenente la “strategia nucleare” con il quale descriverà gli obiettivi. A seguito di questo documento, gli operatori interessati presenteranno le loro proposte per la realizzazione degli impianti.

Le aree che verranno ritenute idonee ad ospitare le prossime centrali nucleari italiane devono rispondere ad “uno schema di parametri di riferimento relativi a caratteristiche ambientali e tecniche”. Gli enti preposti a fissare i parametri suddetti sono: il Ministero dello Sviluppo Economico, quello dell’Ambiente e dei Trasporti, su proposta dell’Agenzia del Nucleare, entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto legislativo stesso.

Le Caratteristiche ambientali riguardano, “popolazione e fattori socio-economici, qualità dell’aria, risorse idriche, fattori climatici, suolo e geologia, valore paesaggistico, valore architettonico-storico, accessibilità”. Mentre quelle tecniche riguardano, invece, la “sismo-tettonica, distanza da aree abitate, geotecnica, disponibilità di adeguate risorse per il sistema di raffreddamento della tipologia di impianti ammessa, strategicità dell’area per il sistema energetico e caratteristiche della rete elettrica, rischi potenziali indotti da attività umane nel territorio circostante”.

Sono anche stati previsti dei compensi da destinare ai territori che ospiteranno le centrali nucleari. Saranno dei benefici economici calcolati su base annuale che verranno corrisposti anticipatamente per ogni anno di costruzione dell’impianto; l’aliquota è pari a 3.000-4.000 euro per ogni Mw sino ad una potenza di 1.600 Mw, “maggiorata del 20% per potenze superiori”. Anche le province e i comuni che ospiteranno i prossimi impianti nucleari riceveranno benefici economici, così come i comuni contigui all’impianto, entro un’area di 20 chilometri. Le imprese e gli abitanti delle zone coinvolte avranno sconti in bolletta elettrica, per i rifiuti urbani, per le addizionali Irpef e Irpeg e per l’Ici.

I territori che ospiteranno le centrali nucleari saranno considerati “di interesse strategico nazionale” e perciò “soggetti a speciali forme di vigilanza e protezione”.

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Ingredienti per 4 persone

news-cocktail_gamberi_1250 gr Gamberetti cotti
1 Avocado maturo
1 Pompelmo rosa
4 Cucchiai salsa rosa
3 Cucchiai olio extra vergine di oliva
Foglie di insalata per guarnire
1 Pizzico di sale
1 Pizzico di pepe


Tagliate le estremità del pompelmo, con un coltello affilato rimuovete la buccia e tagliate il pompelmo a spicchi e spremete la polpa rimasta in una boule
Dividete l’avocado a metà, rimuovete il seme e con un cucchiaio scavate l’avocado, facendo attenzione a non rompere la buccia e mettetelo sulle foglie di lattuga.
Svuotata anche l’altra metà
Tagliate la polpa a pezzi e trasferitela nella ciotola con il succo di pompelmo, aggiungete un po’ di sale, un po’ di pepe, l’olio extra vergine di oliva e girate bene
Mettete il composto dentro il guscio dell’avocado, aggiungete i gamberetti, la salsa rosa, sistemate gli spicchi di pompelmo sopra la salsa, aggiungete un po’ di pepe, un filo d’olio e servite.

Video Ricetta

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L’Italia delle emergenze: infrastrutture al collasso

Post di Chantal Cresta On dicembre - 28 - 2009 AGGIUNGI COMMENTO

Il freddo blocca un Paese che non provvede all’efficienza delle proprie infrastrutture. Danni ingenti a cose e persone

di Chantal Cresta

L’Italia soffre da molto tempo di un grapioggia_per_stradave ritardo nell’ammodernamento delle sue infrastrutture ma quello che è accaduto in questi ultimi giorni, va al di là del solo “disagio” che i cittadini possono aver subito.

Tra il 21 e il 23 dicembre un’ondata di freddo a nord è stata capace di mettere in ginocchio le Ferrovie dello Stato le quali non solo si scoprono non attrezzate per la manutenzione straordinaria alla strada ferrata che l’inverno può rendere necessaria, ma neppure provvedono ad avvertire la popolazione sospendendo le corse ed evitando che centinaia di persone passino ore nelle stazioni e sui treni.

Stesse scene di viaggiatori “accampati”negli aeroporti di Malpensa, Linate, Bergamo dove lastre di ghiaccio hanno invaso le piste rendendo impossibili i voli. Nella sera del 23 dicembre, tra neve e gelo, il porto di Genova si ferma a causa del traghetto il “Suprema”, nave non a norma, che poco prima della partenza, prende fuoco. I 1570 passeggeri, sono fatti salire su un’altra nave ma nelle azioni di imbarco un operaio perde la vita. La polizia è costretta ad intervenire non solo per l’incidente ma anche per calmare gli animi inferociti degli operai e dei passeggeri.

Cessata l’emergenza maltempo, comincia l’allarme alluvione, slavine e smottamenti. La neve scioltasi ingrossa i fiumi, provoca valanghe in montagna e frane nelle alture. Risultato: il 23 dicembre un treno deraglia sulla Val Camonica a causa di una frana che precipita sui binari. Treno fuori uso e sei feriti.

Il 25 dicembre le provincie della Toscana, Liguria, Friuli Venezia Giulia sono sotto un’inondazione causata dallo straripamento dei corsi d’acqua. Lucca, La Spezia, Pisa e provincie sono le regioni più colpite dall’alluvione. In Liguria si sono rovesciati sul terreno 200 mm di acqua per danni quantificabili in 20 milioni di euro. Solo nelle provincie di Pisa e di Lucca si contano 500 sfollati e slavine che continuano a precipitare sulle case e sulle strade, rendendo così più difficili i soccorsi e l’evacuazione dei luoghi a rischio. Le autostrade A 12 e A 11 in prossimità di Genova- Livorno e Pisa non sono percorribili e molte difficoltà si riscontrano anche a Massa Carrara e Pistoia.

Ora, è plausibile che una settimana di intenso freddo invernale possa procurare difficoltà ad alcuni mezzi di trasporto e provocare qualche situazione spiacevole ma il bilancio di queste giornate non ha nulla a che fare con le avverse condizioni meteo. Freddo, ghiaccio e neve hanno solo messo in luce le gravi deficienze del nostro Paese: la scarsa manutenzione delle vie di comunicazione, la quasi totale assenza di personale qualificato preposto alla pulizia di strade ed autostrade, la mancanza di enti che facciano rispettare le norme sulla sicurezza dei mezzi di trasporto e dei territori sui quali si edifica insieme all’insufficiente tutela dell’impianto idrogeologico del territorio.

Le infrastrutture di un Paese sono le colonne portanti della sua economia, della sua capacità produttiva e del suo grado di sviluppo sociale e tecnologico. Senza manutenzione l’intero stato e coloro che lo abitano sono abbandonati ad ogni forma di sconvolgimento, che sia una vera e propria calamità naturale o un semplice rigido inverno.


Di seguito la testimonianza riportata da un lettore di Wakeupnews bloccato a Malpensa per due giorni:

Avevamo l’aereo per Fiumicino alle 17.20 il 21 dicembre.
Per non rischiare arriviamo all’aereoporto alle 14.30
Ci presentiamo con largo anticipo al gate. L’aereo è in ritardo e dicono che partirà alle 18.10. Ci fanno aspettare fino alle 19.30 per poi dirci che è cancellato. Allora scendiamo giù, torniamo alle partenze e ci mettiamo in coda per lo sportello dei biglietti. Arriviamo al banco alle 22.30, tra il caos e la calca delle persone che non ci permettono di repirare. Alcune persone perdono la pazienza, altre la cortesia. Mentre alcuni urlano e spingono riusciamo a cambiare il biglietto cancellato per la mattina seguente alle 08.50. Ci dicono che la compagnia aerea provvederà al pernottamento e allo spostamento agli alberghi di varese con degli appositi pulman.
Usciamo fuori al gelo sotto una bufera di neve e aspettiamo assieme a circa 400 persone i pulman. Arrivato il primo, le persone si accalcano come ad un concerto. Gente cade sulla neve mentre altri spingevano per entrare nel pulman. Un poliziotto si incarica di fare un pò d’ordine (senza grande successo).
Vengono caricati prima i bambini e gli anziani. Non premettono ad una persona invalida di salire, arrivano i rinforzi della polizia. Intanto arriva allarmata un hostess informandoci che una sua collega all’interno è stata picchiata a schiaffi e pugni. La stessa persona ci dice che varese è a circa 15 chilometri ma che per raggiungerla con le strade in queste condizioni ci vogliono almeno due ore. Rassegnati, torniamo dentro ci sediamo al bar, compriamo qualcosa da mangiare e delle riviste. Il tempo non passa mai. Troviamo un posto dove poterci stendere, appisolati con la schiena a pezzi, ma senza dormire restiamo al bar fino alle 03.00 (orario di chiusura). Usciti dal bar ci accorgiamo della situazione: l’aeroporto di Malpensa sembra un dormitorio per senza tetto. Chi dorme a terra, chi sulle panchine, chi sui nastri trasportatori dei bagagli. Girovaghiamo per l’aeroporto fino alle 05.30 (orario di apertura del bar). Facciamo un po di colazione mentre ci dicono che l’eroporto è chiuso ufficialmente fino alle ore 12.00 e che i voli non ancora cancellati forse partiranno nel pomeriggio. Aspettiamo le 07.30 e, come per incanto, scopriamo che anche il volo per Fiumicino delle ore 08.50 è stato cancellato. Torniamo nella zona chek-in e dopo l’ennesima fila, ricambiamo il biglietto per il prossimo volo possibile: mercoledì 23 dicembre ore 12.50. Il giorno dopo l’aereo non è cancellato, ma parte alle 14.45…
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D’Alema e “l’inciucio” che non va giù al Pd

Post di Nicola Gilardi On dicembre - 22 - 2009 AGGIUNGI COMMENTO

Ancora spaccature nel Pd. L’ipotesi del compromesso con il governo proposta da D’Alema, fa storcere il naso all’interno del partito. Bersani: «La linea la decido io»

di Nicola Gilardi

bersani1

Pierluigi Bersani

Roma – Dopo l’apertura di Massimo D’Alema alle riforme condivise con il governo, caldeggiate dal ministro dell’Economia, Tremonti, si è aperta un’ampia spirale di polemiche. A riscaldare il clima ci aveva pensato già Antonio Di Pietro, dicendo che: «Chi prova a dialogare con Berlusconi è come Pilato» e rilanciando poi che «il Pdl tende tranelli». Di parere opposto, invece, è sicuramente Nicola La Torre, appartenente all’ala dalemiana, che ha parlato di «disarmo bilaterale» per affrontare le riforme necessarie al paese.

In molti pensavano che Bersani fosse “manovrato” proprio dall’ex ministro degli Esteri D’Alema, invece non si è fatto attendere il repentino «niet» al compromesso, rimarcando la linea, abbracciata anche da Rosy Bindi che ha dichiarato: «Nessuno ci chieda scambi perché non saremo mai disponibili. Non voteremo mai leggi “ad personam” per l’impunità del premier, e la nostra continuerà ad essere un’opposizione ferma».
Se l’inciucio quindi viene accantonato, Bersani apre la via ad un «confronto», ma, dichiara: «Il posto giusto è il Parlamento e ormai dovrebbe essere chiaro che noi non solo ci stiamo a confrontarci sulle riforme, ma chiediamo che questo Paese si dia delle riforme».

casini1

Pier Ferdinando Casini

A far vacillare è però il parere dell’Udc, con cui Bersani vorrebbe creare un’alleanza. Il partito di Pier Ferdinando Casini, infatti, sarebbe propenso verso l’Idea di D’Alema del compromesso con il governo. Il leader dell’Udc ritiene che Berlusconi abbia solo da guadagnare in una guerra politica sui suoi processi, presentandosi poi come un perseguitato politico, mentre la sinistra si ritroverebbe a vestire i panni di coloro che non sanno rispondere alle esigenze del Paese.

Rimarcando l’opposizione alle proposte del governo, processo breve e legittimo impedimento, il segretario del Partito Democratico afferma la pluralità del partito. «Non siamo una caserma. Ci sono tutte le variazioni sul tema, a seconda della sensibilità, ma la linea è quella che ho detto adesso» ha affermato Bersani nel corso di una conferenza stampa. Il punto fermo sarebbe quindi il “no” alle leggi “ad personam” per salvare Berlusconi, ma l’alleanza con l’Udc adesso potrebbe allontanarsi.

Infine, il segretario del Pd, fa riferimento al movimento di riforme proposto da Nilde Iotti alla fine degli anni Settanta dicendo: «Chi ha a cuore la democrazia deve combattere con gli strumenti che ci sono: il Parlamento e il referendum».

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Messico: si ai matrimoni gay e alle adozioni a coppie omosessuali

Post di Silvia Nosenzo On dicembre - 22 - 2009 2 COMMENTI

Adozioni e matrimoni per coppie omosessuali. Dove? In Messico

di Silvia Nosenzo

Città del Messico – Forse è giunto il momento di dare un nuovo significato alla parola matrimonio: non più l’unione di un uomo e una donna, ma “l’unione libera di due persone”.

Sì, perché da oggi anche Città del Messico legalizza il matrimonio di coppie gay, inserendo la nuova definizione nel codice civile della città, secondo l’esempio di Canada, Spagna, Sud Africa, Svezia, Norvegia, Paesi Bassi, Belgio e alcuni stati  egli USA.

Non solo: la legge, che è stata approvata dell’Assemblea locale della capitale con 39 voti favorevoli e 20 contrari, permette anche l’adozione di bambini alle coppie omosessuali.

Un tema molto delicato su cui è difficile esprimere un giudizio, che però ha provocato il malcontento di molti e una ferma opposizione della Chiesa cattolica e di buona parte dell’opinione pubblica messicana.

Il parlamentare Victor Romo, membro del partito di sinistra del sindaco di Città del Messico, lo ha invece definito un giorno storico. Per secoli leggi ingiuste hanno vietato il matrimonio tra bianchi e neri o indiani ed europei – ha detto - oggi tutte le barriere sono scomparse”.

Qualche spunto di riflessione: la nostra Costituzione (art 3) vieta ogni discriminazione irragionevole e pari dignità sociale a tutti i cittadini, obbligando lo Stato a rimuovere tutti gli ostacoli che la impediscano. Non solo: nell’ipotesi in cui una persona intenda contrarre matrimonio con altra persona dello stesso sesso, non vi sono pericoli per la sicurezza o la salute pubblica.

Ma soprattutto, il matrimonio è una testimonianza d’amore tra due persone, quell’amore che è proprio il fondamento della morale cristiana secondo la quale siamo tutti figli di Dio, da lui amati in ugual modo. Allora perché non riconoscere anche l’amore tra due persone dello stesso sesso?

Riguardo alla possibilità di adozione da parte delle coppie gay, invece, si è pronunciato Armando Martinez, il presidente del Collegio degli avvocati cattolici, dicendo: “Hanno dato ai messicani il Natale più amaro. Permettere l’adozione da parte di coppie gay significa cancellare con un tratto di penna il termine madre e quello padre”.

Un’affermazione pesante, in linea con quanto già annunciato nel documento divulgato dalla Santa Sede il 31 luglio 2003: “Inserire dei bambini nelle unioni omosessuali per mezzo dell’adozione significa di fatto fare violenza a questi bambini nel senso che ci si approfitta del loro stato di debolezza per introdurli in ambienti che non favoriscono il loro pieno sviluppo umano. Una pratica gravemente immorale.”

matrimonio gay (1)

Eppure, dovremmo sempre tener presente che l’adozione non è un diritto degli eterosessuali o degli omosessuali: è un diritto del bambino, che va considerato come centro unico del dibattito sull’argomento, evitando inutili schermaglie ideologiche e culturali.

Ricerche scientifiche testimoniano che il problema fondamentale dell’adozione da parte di coppie gay riguarda soprattutto l’accettazione e l’inserimento sociale del bambino. Forse la società civile non è ancora pronta e occorrerà attendere degli anni prima che i cambiamenti culturali permettano ad adulti e bambini di accogliere senza particolari problemi chi vive e cresce in un ambiente familiare “particolare”.

Problemi di questo livello, però, non si risolvono con leggi più o meno avanzate, ma creando delle condizioni familiari e socio-culturali che permettano una crescita serena dei bambini. Chi siano i genitori, poi, poco importa: ciò che conta è che siano amati.

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Cosa c’è a pranzo? Zuppa di ceci e baccalà

Post di Valentina Gravina On dicembre - 22 - 2009 AGGIUNGI COMMENTO

Ingredienti

300 gr di ceci secchi

300 gr di baccalà

50 gr di mollica di pane

3 cucchiai di farina bianca

Rosmarino

Aglio

Olio extra vergine di oliva

Sale grosso

Peperoncino

Pepe bianco

VIDEO RICETTA

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Secondo abbandono, dopo quello del 1992, del chitarrista del gruppo rock statunitense. Questa volta senza sofferenza. «Devo solo seguire la mia strada», ha detto il musicista

di Chiara Collivignarelli

Le voci erano giravano in rete già da giorni: John Frusciante è uscito (ancora) dai Red Hot Chili Peppers. Il 17 dicembre, dal Myspace del chitarrista della band californiana è giunta la conferma ufficiale della separazione che sembrerebbe essere stata pacifica e consensuale. “Quando ho lasciato la band, più di un anno fa – ha dichiarato Frusciante – eravamo in una pausa a tempo indefinito. Nessuna rabbia né drammi, i ragazzi hanno compreso le mie ragioni [...] negli ultimi 12 anni sono molto cambiato, sia come persona sia come artista, al punto che continuare a suonare le stesse cose con la band andrebbe contro la mia natura.”

Chitarrista dei Red Hot Chili Peppers dal 1988, il trentanovenne Frusciante aveva già lasciato il gruppo nel 1992, suggerendo a Enrico Brizzi il titolo di un best seller divenuto poi un culto tra i teen ager italiani dell’epoca. Dopo l’uscita, nel 1991, dello strepitoso Blood sugar sex magic – uno degli album più importanti degli anni ’90 e probabilmente dell’intera storia del rock – i Red Hot avevano raggiunto il successo planetario vendendo milioni di copie.

Tuttavia lo stress, i litigi continui e l’abuso di qualunque tipo di droga portarono John a lasciare la band e ad attraversare poi un momento particolarmente buio, con il problema della tossicodipendenza che continuava ad aggravarsi, portandolo sull’orlo del baratro. Il chitarrista rischiò addirittura di perdere la vita nel rogo di casa sua, mentre era in stato di semi-incoscienza. I suoi ex compagni (il cantante Anthony Kiedis, il bassista Flea e il batterista Chad Smith) proseguivano intanto a macinare successi, senza però quella magia dovuta in larga parte al suono inconfondibile targato Frusciante e con un chitarrista (Dave Navarro), mai integratosi alla perfezione.

Il suo rientro nei Peppers, nel 1998 dopo la disintossicazione, è coinciso con il ritorno del gruppo al grande successo su scala mondiale: i risultati della reunion con la sua inconfondibile cifra stilistica furono infatti il capolavoro Californication (uscito nel 1999) e i successivi By the way e Stadium Arcadium, che hanno visto il suono della band farsi gradualmente più maturo e riflessivo. John Frusciante non ha comunque mai smesso di comporre dischi suoi e di portare avanti la sua carriera solista, come aveva continuato a fare anche nei sei anni di assenza dai Red hot. Anche durante i live – sempre strepitosi e potenti – della band, in scaletta non sono mai mancati due o tre pezzi interpretati dalle sole voce e chitarra di Frusciante. Nel gennaio scorso, il musicista ha pubblicato il suo decimo lavoro, The Empyrian.

I Red Hot Chili Peppers sono ora alla ricerca di un nuovo chitarrista; nell’attesa Frusciante sarà sostituito da Josh Klinghoffer; il nuovo album del gruppo sarebbe in uscita per il prossimo ottobre.

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La ricerca Eurispes conferma una realtà ormai consolidata: il gioco è una vera industria

di Serafina Cascitelli

Poker chips cards and dice 3“Non è solo un gioco”. A dirlo è Gian Maria Fara, presidente dell’Eurispes, durante la presentazione della ricerca sulla situazione del gioco in Italia. Ben 35 milioni di italiani giocano e le stime per il 2010 salgono a 58 milioni, con un peso stimato sul Pil pari al 3,7%. Nei primi nove mesi del 2009 la raccolta ha superato 39 miliardi di euro con una crescita pari al 14,4% rispetto allo stesso periodo del 2008 e il trend di crescita, sembra che proseguirà anche a tutto il 2010.

La crescita non è stata omogenea per le diverse tipologie di gioco: il Superenalotto, gli apparecchi di intrattenimento, i giochi a base sportiva e le lotterie hanno ottenuto una raccolta col segno “+” a discapito di giochi a base ippica, del bingo e del lotto, che invece mostrano un andamento negativo nella raccolta già da qualche anno. Tuttavia proprio la riorganizzazione di quei comparti che soffrono attualmente la crisi, come la recente introduzione di nuove norme nel bingo, del bingo interconnesso e del bingo online, il successo della versione online di molti giochi, come le scommesse sportive e il poker online, saranno parte della strategia del prossimo anno.

Arride il fisco: le entrate erariali dal 2003 al 2008 sono passate da 3,5 miliardi a 7,7 miliardi di euro, con un tasso di crescita del 121%, ma non significa affatto un aumento della pressione fiscale, che invece, dopo un aumento iniziale tra il 2003 e il 2004 passando dal 23% al 29%, si è via via ridotta fino a scendere dal 19% al 16% tra il 2006 e il 2008. L’evoluzione delle entrate erariali è quindi legata ad una combinazione tra l’andamento della raccolta di ciascun gioco e le relative modifiche al regime fiscale.

Quando la pressione fiscale diminuisce e interviene un’opportuna e corretta regolamentazione, la diffusione di un gioco aumenta e così anche le relative entrate per lo stato che può tenere bassa la pressione fiscale: è il caso delle famigerate NewSlot, ai più note anche come videopoker. A causa dell’allarme sociale scoppiato nel 2001, il legislatore ha messo in atto una serie di regolamentazioni che hanno bonificato il territorio del videopoker a tal punto che le NewSlot attualmente sono il tipo di gioco principale per la raccolta di denaro, rappresentando nel 2008 il 45% delle entrate complessive del settore giochi.

Ezio Filippone, AD di Gamenet che ha collaborato alla ricerca, si considera un “traghettatore, come Caronte”. “Abbiamo compiuto però il percorso inverso – spiega – portando il gioco fuori da una dimensione dannata. Non è impossibile che il gioco passi dall’illegalità a un sistema di regole e tassazioni”.

Tolleranza zero verso il gioco sommerso che ad oggi comunque è pari al 40% del gioco legale, cioè ben 22-23 miliardi di euro: una lotta fino all’ultimo euro poiché lo Stato vuole far gola al giocatore, offrendogli un “per cento” di vincita che ritorna nelle sue mani sempre più alto, in modo tale da scoraggiarlo dal ricorrere ai giochi illegali. E sembra che questa strategia, unita al sistema tutto italiano delle concessioni, che creano la concorrenza con una maggiore articolazione dell’offerta e una grande innovatività dei giochi, stia davvero funzionando.

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A 32 anni, l’attrice è stata ricoverata al Cedars-Sinai Medical Center di Beverly Hills ma dopo poco ne e’ stato dichiarato il decesso

di Redazione

Brittany Murphy

E’ morta ieri mattina, stroncata da un infarto, l’attrice americana Brittany Murphy, famosa per i film ”8 miles”, ”Ragazze interrotte” e ”Sin City”. Il corpo è stato ritrovato dalla madre nella doccia del suo appartamento di Los Angeles. La ragazza era sposata con lo sceneggiatore britannico Simon Monjack dal 2007.

Ancora non chiare le cause che hanno portato la donna all’arresto cardiaco. La polizia ha aperto un’indagine. La donna soffriva comunque di disturbi alimentari e abusava di alcol e droghe.  Secondo alcune voci, la ragazza non stava vivendo un momento facile: era infatti stata licenziata dal cast di ”The Caller” per aver creato troppi problemi alla troupe.

Il tabloid The Sun insinua il sospetto che la donna, ex fidanzata di Ashton Kutcher, sarebbe morta per una prescrizione medica di tranquillanti potenti. C’è infatti chi dice che la star abusasse di farmaci, tra cui il Vicodin, lo stesso che usava Michael Jackson (l’attrice è morta anche nello stesso ospedale dove fu ricoverato il re del pop, il Cedars-Sinai hospital).

Il sito di gossip ‘TMZ’, il primo a dare la notizia della morte, sostiene che nel bagno dove è stato trovato il corpo dell’attrice ci sarebbe stato “molto vomito“, elemento che se confermato potrebbe far pensare aduna “morte sospetta”

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In poche ore più di 600 commenti sono piovuti nella sezione “Have your say”. Il laburista Eric Joyce si è dichiarato “disorientato”e ha invitato il popolo dell’etere ad una seria riflessione

di Marta Di Nuccio

Che il web fosse diventato il vaso di pandora dei tempi moderni è ormai noto (si pensi ai gruppi a sfondo razzista che imperversano nei social networks), ma nonostante ciò i mali che si scoperchiano non smettono mai di stupire.

La BBC ha aperto sul forum del suo sito un sondaggio per interpellare l’opinione pubblica sulla pena di morte per i gay in Uganda e l’ha fatto scegliendo un titolo raggelante: “Gli omosessuali dovrebbero essere condannati alla pena di morte”? L’iniziativa nasce a seguito di una proposta di legge che prevede l’esecuzione capitale per i gay che nel paese sono circa 500.000.

Dopo uno stuolo di commenti contrari, ma anche favorevoli (quale migliore occasione per legittimare l’omofobia se non quella offerta dalla più autorevole emittente televisiva del Regno Unito?), sono insorte numerose polemiche e in un primo momento la dicitura è stata cambiata con “”L’Uganda deve dibattere della pena di morte per i gay”? Poi è stato rimosso il forum.  Ma ormai il coperchio era stato alzato e si è iniziato a dibattere su qualcosa, come i diritti umani, che non dovrebbe mai essere messa in discussione.

In un Paese dove l’omosessualità è già considerata reato punibile con pene fino ai 7 anni di reclusione e dove è vietato fare propaganda (limitando la libertà di editori, registi, scrittori) ed affittare terreni ai gay, è stato chiesto di introdurre la pena di morte per i casi di “omosessualità aggravata”, ovvero per i rapporti consumati con un minore, un disabile o una persona affetta da Hiv. Verrebbero inoltre puniti i rapporti consumati all’estero e anche coloro che “sanno e non denunciano” entro le 24 ore.

È singolare come a distanza di sei anni, quando ci fu un tentativo di abolizione della pena di morte in Uganda, ne venga richiesta l’applicazione in un ambito nel quale le leggi che perseguono aspramente gli omosessuali di certo non mancavano. Nel mese di marzo a Kampala si è tenuto un seminario condotto da tre relatori evangelici (Scott Lively, Don Schmierer e Caleb Lee Brundidge, tutti con un curriculum sufficientemente eloquente) dal quale è emerso che nel paese gli studenti sono presi di mira dai gay per “essere convertiti” ed è stata invocata la necessità di “riabilitare”questi soggetti. Pochi mesi dopo è stato redatto il testo della nuova legge.

A fargli eco sono proprio le parole di David Bahati, il parlamentare ugandese che ha proposto la nuova legge dichiarando che «si tratta di proteggere i valori della famiglia. Non crediamo che l’omosessualità faccia parte dei diritti umani». Parole che chiariscono una matrice omofobica di fondo.

A  battersi contro questa proposta ci sono una ventina di gruppi progressisti ugandesi rappresentati dalla “Civil Society Coalition on Human Rights and Constitutional Law”, ma anche la Chiesa Riformata Unita ha espresso forti dissensi dicendosi  “sgomenta” per le “misure draconiane” previste dalla legge. Il 9 dicembre il ministro dell’Etica e dell’Integrità, James Nsaba Buturo, ha annunciato la cancellazione dell’ergastolo e della pena di morte dal disegno di legge, anticipando che quello che verrà presentato a breve sarà mirato alla riabilitazione e ad “attirare persone erranti verso un orientamento sessuale accettabile”.

Una dichiarazione preoccupante che conduce a un’altra domanda per la quale non servono sondaggi. L’ omosessualità non è una malattia!

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La qualità della vita abita al nord est

Post di Chiara Campanella On dicembre - 21 - 2009 AGGIUNGI COMMENTO

Triste è la città dove si vive meglio, ultima Agrigento.. Roma e Milano non rientrano nella top ten, ma migliorano

di Chiara Campanella

Trieste

ROMA - Il viver bene è di casa a Triste. Il capoluogo del Friuli Venezia Giulia  si è aggiudicato il primato nella classifica sulla qualità della vita. L’indagine del Sole 24 Ore, giunta quest’anno alla ventesima edizione, mette a confronto il benessere nelle diverse aree italiane.  Quest’anno Trieste scalza Aosta (vincitrice nel 2008) ed è tallonata da altre due province del nord, Belluno e Sondrio. Fanalino di coda è Agrigento, preceduta da Napoli e Caltanissetta. Nella top ten non entrano Milano e Roma, entrambe però in miglioramento: il capoluogo lombardo è 19° posto e la capitale al 24°. Trieste è al secondo oscar, dopo il primo conquistato nel 2005, mentre Agrigento si riconferma posizionata nell’ultimo gradino come nel 2007.

Quanto alle variazioni positive, si distinguono Macerata che sale al quarto posto (+14) e Rimini che avanzando di 29 posizioni entra nella top ten. Anche Piacenza, a pari merito con Rimini, si piazza al 10° posto. Da sottolineare come queste due città siano le uniche province emiliano romagnole incluse nella top ten: Rimini (che l’anno scorso era al 39° posto) è prima in Italia per la classifica del tempo libero. Fra le altre province, avanzano Bologna (dal 14° al 13° posto) e Modena (dal 50° al 47°). Perdono invece posizioni Ravenna (da undicesima a dodicesima), Forlì (dal 18° al 25°), Reggio Emilia (dal 21° al 29°) e Ferrara (dal 30° al 41°).

Aosta, Bolzano, Trento, Gorizia, Firenze e Siena hanno ottenuto un buon punteggio, mentre sullo sfondo della classifica, ci sono anche Palermo, Messina, Benevento, Caserta, Vibo Valentia, Foggia e Reggio Calabria. Passando ad una valutazione per  regioni, invece, le medaglie d’oro si assegnano al Friuli Venezia Giulia, alla Lombardia, Veneto, Valle d’Aosta, Emilia Romagna e Toscana; a seguire Piemonte, Liguria, Marche, Umbria e Lazio.

Sono trentasei gli indicatori utilizzati per stilare la classifica, suddivisi in sei aree tematiche: tenore di vita (pil, conti in banca, pensioni, consumi, inflazione, costo casa), affari e lavoro (imprese, nuove imprese, fallimenti, protesti, donne occupate, disoccupati), ordine pubblico (scippi, furti in casa, rapine, truffe, minori arrestati, trend delitti), servizi e ambiente (infrastrutture, ecosistema, clima, decessi, scuole, cause civili), popolazione (abitanti, trasferimenti, natalità, giovani, laureati, stranieri), tempo libero (libri, spettacoli, cinema, ristorazione, volontariato, attività sportiva).

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Butterfly zone, il senso della farfalla

Un vino particolare permette a due ragazzi, dopo un solo sorso, di fare brevi viaggi nell’aldilà, un aldilà che si rivelerà essere un limbo bizzarro e irrazionale

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