Intervista a Emanuela Stefani, direttore della Fondazione CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane), che spiega e commenta la nuova piattaforma web interuniversitaria ThePrimate.it
di Gioia Pistola
L’università italiana sta cambiando. Innovazione, nuove leggi. Quello che ormai ci suona quasi come un discorso retorico, a volte invece si rivela profetico.
Il cambiamento stavolta, per gli atenei, viaggia sul filo della rete. Si chiama ThePrimate.it, ed è il primo strumento globale che riesce a far comunicare e interagire gli studenti e a coinvolgere soggetti del mondo accademico e scientifico in un unico ambiente.
Il progetto nasce da una collaborazione tra Fondazione CRUI (Conferenza dei rettori delle Unviersità Italiane), Più srl e Xoolab, giovane azienda delle ars-elettroniche.
Archiviare e condividere liberamente risorse mediali sono finalmente attività a disposizione di studenti, laureati, ricercatori, docenti che scelgono di far parte di una web social platform che vive di due anime: un lato ThePrimate|FUN che valorizza il socialnetworking e le esperienze di convivenza non professionale, divertente; e una parte definita ThePrimate|PRO che si fonda invece sui principi dell’educational e della disseminazione del sapere, con tools e servizi collegati a diversi repository e dispositivi del meta-data-harvesting.
Due ambienti in cui l’utente può navigare parallelamente, dove è possibile usufruire di servizi come la ricerca di alloggi, libri, trasporti, tirocini, mentre si sfoglia il catalogo delle risorse di teche istituzionali.
La parte molto interessante, e soprattutto innovativa per il panorama italiano, riguarda l’ambizione di rendere disponibili risorse mediali e documentali dei più importanti istituti di ricerca scientifica ed umanistica: esiste una proposta di connessione simmetrica agli archivi di EUROPEANA, per veicolare l’intera catalogazione italiana, umanistica, scientifica, di ricerca ed accademica, verso la grande Digital Library europea di MICHAEL, basandosi sui principi del self-archiving e dell’archiviazione massiva.
Il direttore della Fondazione Crui, Emanuela Stefani, che ha creduto in questo progetto, spiega nell’intervista le prospettive e il cambiamento che questo nuovo strumento introdurrà nelle università italiane.
Quali sono i motivi che hanno spinto la Fondazione Crui a credere in un progetto innovativo e senza precedenti per il panorama italiano, come ThePrimate?
La Fondazione CRUI crede da sempre nell’innovazione e nell’apporto che le tecnologie possono offrire. Tanto nell’ambito delle reti relazionali che nella diffusione dei saperi. E’ per questo che il suo spin-off Più ha scelto di affiancare Xòolab nella costruzione di una piattaforma come The Primate.
Come nasce ThePrimate?
La piattaforma nasce dall’esigenza di combinare le esigenze professionali del mondo accademico, che ruota intorno alla formazione e alla ricerca, con quelle più caratteristiche dei social network. Il denominatore comune è la condivisione del sapere, la socializzazione delle domande e delle relative risposte, il flusso costante delle informazioni.
Che aspettative ci sono?
Nel momento in cui si intercetta un bisogno e si provvede a soddisfarlo, come in questo caso, le aspettative sono sempre alte. Per trasformarle in azione e in risultati, però, bisogna sempre mettersi in ascolto e dialogare costantemente con gli utenti primari del servizio. E questo è esattamente ciò che intendiamo fare.

Come si pone l’università rispetto a questo progetto? E’ pronta ad accogliere uno strumento che si allontana parecchio dalla solita concezione di comunicazione con e dagli studenti?
L’università ha una storica resistenza al cambiamento. Tuttavia nella propria storia è riuscita spesso ad anticipare i tempi o ad allinearsi rapidamente con le innovazioni nate altrove. Pensiamo che le sensibilità per accogliere al meglio questa iniziativa siano tutt’altro che assenti negli atenei. Si tratta di attivarle e di renderle altoparlanti di nuovi comportamenti.
