Un week end di testimonianze, noir e giornalismo a Casalecchio, alle porte di Bologna
di Vincenzo La Camera
Da venerdì a domenica, giovani e meno giovani si sono interrogati a Casalecchio di Reno (BO), nel corso di “Politicamente scorretto“, su tematiche spesso rilegate ad un ruolo di secondo piano dai media tradizionali. Come la mafia.
La rassegna culturale, giunta alla sua quinta edizione e coordinata da Carlo Lucarelli in collaborazione con l’istituzione culturale “Casalecchio delle culture”, ha ospitato nomi di spicco della lotta antimafia: quali don Luigi Ciotti (fondatore e presidente di Libera), Pina Masiano Grassi (moglie di quel Libero Grassi, imprenditore ucciso dalla mafia nel 1991), Giancarlo Caselli (procuratore della Repubblica di Torino).
Durante l’incontro con la vedova Grassi, gli studenti delle scuole medie hanno avuto l’occasione di ascoltare una testimonianza tangibile di come la mafia possa distruggere una famiglia. Al dibattito è seguito il pranzo organizzato da Libera Terra per far conoscere i prodotti coltivati sulle terre confiscate alla mafia, come il primo piatto alla legalità (penne di grano duro al pomodoro).
Mafia spesso in secondo piano sui media tradizionali anche perché, negli ultimi tre anni, decine di giornalisti sono stati minacciati. La presentazione del documentario Avamposto (curato dal giornalista Roberto Salvatore Rossi), nell’auditorium della Casa della Conoscenza a Casalecchio, su alcuni giornalisti calabresi minacciati dalla mafia ha riacceso il tema delle intimidazioni, oggi tornato prepotentemente alla ribalta. Pallottole, auto incendiate, bossoli recapitati in redazione fanno ancora oggi della Calabria un avamposto, dove è difficile raccontare determinate situazioni.
Il leit motiv di questa edizione di “Politicamente scorretto” è stata la proposta lanciata da Carlo Lucarelli di utilizzare i soldi confiscati alla mafia per promuovere la cultura. Alla campagna “Nei forzieri della mafia, un tesoro per la cultura” hanno già aderito, tra gli altri, Vincenzo Cerami, Marcello Fois, Maurizio Costanzo, Ottavia Piccolo, Alessandro Baricco, giornalisti come Sandro Ruotolo e Carmen Lasorella, magistrati come Gherardo Colombo.
Non solo antimafia a Casalecchio, ma anche letteratura noir con una tavola rotonda alla quale hanno partecipato scrittori di genere che hanno raccontato alla platea di come, nei loro romanzi polizieschi, giochi un ruolo importante la città. Un’ultima testimonianza è rappresentata dalla serie Rai “L’ispettore Coliandro”, girata a Bologna.
Tra gli scrittori di gialli italiani, in poltrona anche Piergiorgio Di Cara: commissario capo della Polizia a Palermo. Di Cara è stato tra gli artefici della cattura di Gaspare Spatuzza, il pentito più discusso di questi giorni e che venerdì 5 dicembre deporrà davanti ai magistrati palermitani.
E Casalecchio si prepara già per “Politicamente scorretto” del 2010. Ma la vedova Grassi ha sottolineato come sia importante portare queste tematiche «anche al di fuori di questo tipo di incontri, dove tutti la pensiamo allo stesso modo».
