Thursday, July 29, 2010

Dalla gola al letto: la cucina di Afrodite

Post di Adriano Ferrarato On ottobre - 31 - 2009 AGGIUNGI COMMENTO

Tutto quello che bisogna sapere sui cibi che eccitano la nostra sessualità. Per lui e per lei

di Adriano Ferrarato

2109408903_ae2fc7f1d7Nel bestseller di Christian Jacq, <<Ramses>>, epopea romanzata del famoso faraone egiziano, l’autore racconta di come al sovrano, da giovane, venissero fatti mangiare dei testicoli di toro per favorire lo sviluppo della sua virilità e sessualità. Il dio azteco Montezuma nella mitologia aveva una particolare predisposizione per la cioccolata, che beveva sempre prima di avere dei rapporti sessuali. Anche gli antichi romani facevano largo uso di ostriche per favorire lo stimolo sessuale nei rapporti. Impossibile poi non citare la mela del peccato di Adamo ed Eva.

Leggenda o verità (sul toro è più che ragionevole avere dei dubbi) , è certo che la ricerca del cibo più sessualmente stimolante da parte dell’uomo ha profonde radici storiche e scientificamente parlando reali proprietà stimolanti ed eccitanti. Non è un caso se ad alcuni di questi prodotti sia stato dato l’appellativo di afrodisiaci, in nome della Dea Greca della bellezza Afrodite.

Per noi comuni mortali una buona conoscenza di alcuni sani prodotti può trasformare una semplice cena con il nostro partner in qualcosa di ancor più appetitoso. La conquista di un uomo o di una donna passa sempre e comunque per la gola, quindi è opportuno sapere cosa può esserci utile per non andare in bianco.

Iniziando dalle spezie, il peperoncino detiene senza dubbio il primato tra gli afrodisiaci naturali.  E’ ricchissimo di vitamina E, quella delle fecondità per essere più precisi, favorisce la potenza sessuale (aiuta infatti la vasodilatazione, specialmente nella zona genitale) ed è veramente adatto per favorire una notte di sesso sfrenato. Un effetto simile si può ottenere anche utilizzando altre spezie piccanti come il pepe di Cayenna. In alternativa abbiamo pure il chiodo di garofano, che è molto apprezzato per le sue potenti qualità euforiche ed energetiche.

Se poi da uomini vogliamo far impazzire di piacere le nostre donne, un buon bicchiere di vino con l’infusione di semi di coriandolo favorisce nel gentil sesso effetti euforici. Se nell’arco della vostra serata galante aggiungete anche dello zenzero (meglio ancora conosciuto come Ginger) avete ottime probabilità di realizzare le vostre e le  loro fantasie. Se poi siamo esageratamente carichi ed insaziabili usiamo anche della vaniglia: risveglia i sensi in maniera incredibile.

499194853_1ffd4a1995

Se invece siete voi donne che volete prendere i vostri uomini prima per la gola e poi a letto, non potete esimervi dal preparare una cena fenomenale utilizzando l’origano, assai eccitante e a basso costo, oppure della noce moscata. Un buon condimento a base di senape stimola poi l’azione delle ghiandole sessuali e se vi piace la cucina orientale potete preparare del buon sushi, il cui rafano ha ottime caratteristiche rinvgorenti. Un buon risotto allo zafferano stimola con enorme efficacia le zone erogene. Se volete andare sul sicuro fate invece come i romani citati in precedenza: cena a base di pesce, ostriche e crostacei, contengono molto fosforo e fanno assai bene alla sessualità.

Anche la frutta (in particolare cocco,frutto della passione,l’avocado) ha proprietà sorprendenti: stuzzica i sensi e fanno anche bene al nostro corpo. Se siete molto golosi,e questo vale sia per gli uomini che le donne,una buona cioccolata calda potrebbe essere una delle migliori alternative afrodisiache durante le fredde serate invernali che stanno arrivando.

Ma non dimenticate che oltre alla buona cucina, una buona dose di intesa con il vostro partner, una giusta atmosfera e una bella dose di fantasia e creatività sono degli elementi da non sottovalutare per la vostra serata piccante! E’ proprio il caso di augurarci buon appetito.

GD Star Rating
loading...
GD Star Rating
loading...

Laureati disillusi e demotivati, l’obiettivo è mille euro

di Chiara Campanella

bistrotSiamo al ristorante. Tra una portata e l’altra, per passare il tempo, c’è chi preferisce leggere un libro,  altri magari prediligono il quotidiano..  Che ne dite di una bella lettura di curriculum vitae? L’idea è francese. Il ristorante si trova a Saint – Germain en Laye, alle porte di Parigi.  Qui i clienti possono reclutare nuove risorse proprio durante la pausa pranzo, tra un’entrecote ed un caffè.  Fino ad ora sono circa 300 ad aver “archiviato sotto il piatto” il proprio curriculum, tutti disoccupati: architetti, meccanici, contabili, ingegneri, consulenti. Adesso il loro curriculum è pronto per essere “servito” a tavola.

L’idea fa sorridere ma è allo stesso tempo avvilente. Oggi siamo disposti proprio a tutto pur di lavorare. Non parliamo del sogno della propria vita, ma di un lavoro qualsiasi, quello che si riesce a trovare. Inutile discutere di laureati. Ce ne sono talmente tanti nel mondo che ci chiediamo che fine abbiano fatto i diplomati. Dove sono? E ancora di più ci domandiamo: sono spariti i diplomati specializzati? E’ di queste persone di cui l’azienda ha bisogno: giovani, grintosi e diplomati, specializzati in un campo specifico e ancora con la voglia di darsi da fare e di crescere.

Laureati disillusi e demoralizzati.  C’è la rabbia di chi con la crisi è stato mandato a casa e di chi si pente per il tempo perduto e per la troppa dedizione riservata agli studi. Per loro la meritocrazia non esiste. Ma la cosa peggiore è che oggi non basta più nemmeno la raccomandazione o il passa parola tra una persona e l’altra per ottenere un lavoro.  “Generazione mille euro” è il titolo del film di Massimo Venier, generazione che deve fare i conti per arrivare alla fine del mese.  “Obiettivo mille euro” è la speranza dei giovani (e non) disoccupati:  chi oggi non ce la fa, o fugge all’estero nella speranza di raggiungere l’obiettivo oppure deve fare i conti la cruda realtà italiana.

Lavoratori che emigrano

Lavoratori che emigrano

Stagista in ufficio durante il giorno, cameriera la sera al pub. Ricercatore di giorno, commesso al negozio nel week end. Ecco le soluzioni di chi non è fuggito all’estero, ossia costretto a fare due lavori. La nota positiva è il fatto di non perdersi mai d’animo, lottare sempre e comunque. Non sono tutti avviliti i disoccupati, in alcuni la speranza regna ancora sovrana.

Il tasso di disoccupazione si è attestato al 9,7% sui valori massimi degli ultimi 10 anni. Lo rende noto Eurostat. Il numero dei disoccupati nell’Area Euro è salito in particolare a 15,324 milioni, dopo una crescita di 150 mila unità registrata ad agosto.  Tuttavia, la crisi dell’occupazione sembra non andare oltre oceano. Secondo il ministero degli Interni in Giappone c’è stato un calo inatteso della disoccupazione: ad agosto il tasso è sceso al 5,5% dal 5,7% di luglio.  Ad agosto si sono registrati 890.000 disoccupati con un rialzo del 32,7% rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

Un barlume dunque c’è. Esiste in Giappone, forse si riaccenderà in Europa. Chissà se anche in Italia. Intanto magari “serviamo a tavola” il nostro curriculum!

GD Star Rating
loading...
GD Star Rating
loading...


articlepictures_030_1252614288Higitus, figitus migitus, mum…. lingua di drago, occhio di serpente, sangue di pipistrello, bicchiere di rum… è Halloween, popolo della notte… esultate, le streghe son tornate e anch’io… Il vostro Dave!!!

E poichè stanotte è la notte della trasformazione, della mutazione, è insomma una notte magica, il sangue di pipistrello sarà il pomodoro, la lingua di drago sarà il sedano, il bicchiere di rum sarà la vodka e l’occhio di serpente … sarà il vostro, dopo aver bevuto!!!

Ecco a voi Mary la sanguinaria o se peferite il Bloody Mary.

Come si prepara

Bloody Mary

Bloody Mary

3/10 Vodka

6/10 Succo di Pomodoro

1/10 Succo di Limone

Condire con gocce di worchestershire sauce, tabasco, sale di sedano, sale e pepe, peparato direttamente in un tumbler (guarda foto) con ghiaccio.

Assolutamente fondamentale per il nostro drink sono il dosaggio delle salse, l’utilizzo del sale di sedano e la presenza di un buon succo di pomodoro che ne influenza profumo e colore. Il sapore forte della vodka e l’acidità del limone smorzano il gusto intenso e consistente dell’ortaggio che esalta nel calore piccante delle spezie e delle salse esotiche, con contrappunti sapidi di sedano. Un drink complesso e molto particolare adatto sia come aperitivo che come corroborante.

Fabio Di Vico "Dave"

Fabio Di Vico "Dave"

L’iniziativa di servire vodka mescolata con succo di pomodoro fu presa da Ferdinando Petiot, barman dell’Harry’s New York Bar di Parigi nel 1920. La ricetta di  Petiot, “Pete” per i clienti, come per me “Dave“,  ebbe un grande successo  tra gli americani installatisi all’ombra della Tour Eiffel i quali contribuirono a decretare il trionfo di questa miscela.

Successivamente la bevanda fu arricchita con gli altri ingredienti e il suo spiccato colore sanguigno diede origine al nome: Bloody Mary ovvero Maria la sanguinaria, un chiaro riferimento alla regina di Scozia Maria Stuarda.

Stanotte sorseggiate il vostro drink con gusto, senza tracannarlo…

Buon Halloween

Warning: Dave e la redazione di Wakeupnews vi invitano a non abusare dell’alcol e a non mettervi alla guida dopo aver bevuto.

GD Star Rating
loading...
GD Star Rating
loading...

Cosa c’è a pranzo? Pomodori con il riso alla romana

Post di Valentina Gravina On ottobre - 31 - 2009 AGGIUNGI COMMENTO

news-pomodoriconilrisoIngredienti per 4 persone:
8 Pomodori da riso lavati
320 gr Riso
1Kg Patate
1 Spicchio d’aglio
Qualche foglia di Basilico
Olio extra vergine di oliva
Prezzemolo
Sale
Pepe nero

VIDEO RICETTA

Per prima cosa tagliate il basilico a pezzi e mettetelo in una ciotola quindi fate la stessa cosa con il prezzemolo.
Sbucciate lo spicchio di aglio e mettetelo nella ciotola con il basilico e il prezzemolo.
Tagliate la calotta inferiore dei pomodori con un coltellino e con l’aiuto di un cucchiaio svuotate l’interno.
Mettete la polpa nella ciotola e disponete i pomodori svuotati in una teglia da forno.
Ora pelate le patate tagliatele e mettetele nella teglia con i pomodori.
Trasferite il composto nel robot da cucina e frullatelo.
Quando sarà ben amalgamato trasferitelo nella ciotola, aggiungete il riso, insaporite con un pò sale, un po’ di pepe e dell’olio.
Mescolate bene tutti gli ingredienti e riempite tutti i pomodori fino al bordo, copriteli con la calotta che avete tagliato prima, cospargeteli con sale, pepe e olio.
Mettete la teglia in forno preriscaldato a 180 gradi e fate cuocere per circa 30 minuti.
Passato il tempo togliete la teglia dal forno, potete mangiarli caldi ma sono perfetti serviti freddi.

foto e video Italianfoodnet.com

GD Star Rating
loading...
GD Star Rating
loading...

Trenta e lode in cambio di rapporti sessuali

Post di Erika Castorina On ottobre - 31 - 2009 AGGIUNGI COMMENTO

Testimonianza shock di una studentessa catanese

di Erika Castorini

Università degli Studi di Catania

Università degli Studi di Catania

Catania – Voci di corridoio giravano da tempo, tra gli studenti, sul professore Elio Rossitto, docente di Economia politica presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Catania, e sul suo “strano metodo” di far sostenere gli esami alle studentesse.

Troppo lunghi e rigorosamente a porte chiuse, gli esami di Economia politica erano ormai quasi diventati “lo spauracchio” di tutte. E a spaventare non era la severità del docente, ma tutt’altro.

A raccontare cosa succede in quei minuti dietro quella porta è Dominique una studentessa ventenne di Scienze politiche che con Rossitto ha avuto un bel faccia a faccia. Un coraggio da vendere quello di Dominique che, servendosi delle Iene, ha teso una bella trappola all’ignaro professore.

Tutto è cominciato quando il professore durante una lezione le si avvicina. «Mi ha detto di avermi visto seguire il suo corso l’anno scorso – racconta la ragazza – e poiché avevo perso un anno, secondo lui, era un gran peccato. Dunque mi ha invitato a seguirlo nell’aula di ricevimento, dove mi ha parlato di poter dare la sua materia con il massimo dei voti senza sostenere alcun esame. Al che ho capito cosa aveva in mente il professore. Mi ha chiesto rapporti sessuali completi in cambio del 30 e lode».

Dominique, quindi, sta al gioco e, coadiuvata dalle Iene, accetta la proposta del docente di vedersi presso una camera di un motel per discutere in privato dell’esame. Lì il professore Elio Rossitto, però, riceve una bella sorpresa e da quel giorno tutte le attenzioni dell’Ateneo etneo, e non solo, sono puntate su di lui.

Universitari
Universitari

Attualmente il professore è stato sospeso dal servizio ed è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura della Repubblica etnea, per tentativo di concussione e tentativo di ricatti sessuali. Su di lui i magistrati hanno aperto un’indagine visto che dopo la denuncia di Dominique altre tre “vittime” si sono fatte avanti per la testimonianza.Non è stata ancora fissata la data dell’interrogatorio del professore Rossitto che nel frattempo si è spinto in un’autodifesa mediatica attraverso un’intervista al quotidiano La Sicilia in cui afferma di «essere caduto in una trappola, un po’ da cretino e un po’ da maschilista» e di essere rimasto appartato in camera con la studentessa per «non più di quattro minuti». Che, comunque, sono più che sufficienti per destare non pochi sospetti.

Nel frattempo gli studenti della Facoltà di Scienze Politiche di Catania si sono riuniti in un’assemblea per parlare del caso Rossitto. Vogliono più chiarezza sulla vicenda e chiedono di bloccare una volta per tutte gli esami a porte chiuse. Ma il loro è anche un appello a tutti gli studenti e, soprattutto, studentesse per invogliarli  a denunciare le molestie subite e non lasciare da solo chi ha avuto il coraggio di farlo. Dominique oggi è l’eroina dell’università ma un domani potrà subire delle conseguenze morali e professionali.


foto articolo via Flickr


foto anteprima via Flickr

GD Star Rating
loading...
GD Star Rating
loading...

La rivoluzione sessuale del web, ragazze disposte a tutto?

Post di Adriano Ferrarato On ottobre - 30 - 2009 1 COMMENTO

Webcam Girls e Suicide Girls: il mercato dell’amore su internet

di Adriano Ferrarato

Webcam girl

Webcam girl

Il fenomeno delle Webcam Girls si inquadra all’interno del grande mutamento che internet ha portato nella vita di tutti. Il World Wide Web ha concesso a tutti la possibilità di comunicare a distanza più di quanto non si potesse fare prima. Ma ha soprattutto generato la nascita di alcuni mercati non convenzionali dove l’erotismo e la pornografia hanno potuto facilmente sbancare.

Si ride ancora di quanto ci si vergognava ad andare dall’edicolante ed acquistare un giornale pornografico o un video hard e nasconderlo dentro casa . Ora le cose sono drasticamente cambiate. Il cliente non si accontenta solo di guardare una foto anonima di una bella ragazza nuda, ma vuole partecipare direttamente, comunicare con lei e magari conoscerla. Nel caso più estremo frequentarla. Tutto stando comodamente seduto a casa, lontano da sguardi indiscreti. E’ il sesso per tutti.

E qui entrano in gioco le Webcam Girls: le ragazze che a pagamento offrono servizi via webcam di natura erotica o pornografica. La crescita esponenziale di questo fenomeno in questi anni ha portato in molti a chiedersi quali motivazioni spingono una ragazza a mostrarsi in rete, offrire i propri contatti e spogliarsi, dando risposte molto complesse tra loro.

Suicide girl
Suicide girl

In realtà le Webcam Girls nascono dalla convergenza di un alto numero di interessi: da un lato ci siamo noi uomini, che vediamo nella webcam una prostituta con cui appagarsi sessualmente, disposti a pagare cifre esorbitanti per una semplice chattata, un appuntamento o numero di cellulare. Può essere un mezzo per tradire senza sentirsi in colpa. Ma vi è anche sostanziale curiosità da parte di molti navigatori della rete che cercano di conoscere più persone possibili e intrattenersi. Vi è poi il mercato del porno, che trova così altri spazi su cui diffondere i propri video e filmati.

Dall’altra parte ci sono le ragazze che arrivano alla webcam per motivi di natura economica: guadagnare attraverso internet è estremamente facile e meno pericoloso di un appuntamento reale perché consente di lavorare dentro l’intimità e la protezione della propria stanza e, data la quantità di denaro che può essere incassato, anche un ottimo mezzo per pagare le spese (riguardo l’Italia sono circa ottantamila le studentesse universitarie che risolvono in questo modo i numerosi problemi economici e di affitto). Alcune di loro ci arrivano tuttavia anche per gioco, per il semplice gusto di essere guardate, desiderate mentre si esibiscono, ammirate, cercate.

Suicide girl's performance
Suicide girl’s performance

In quest’ultima definzione si collocano le Suicide Girls, nate nel 2001 e il cui sito mostra esplicitamente delle belle ragazze punk (ma non necessariamente) nude. Sono ragazze stupende che mostrano una bellezza fuori da quella convenzionale: mostrano con enorme orgoglio piercing, tatuaggi, orecchini, capelli colorati. Sono ragazze che dichiarano guerra ai moderni costumi sessuali in nome di una propria autonomia personale e in opposizione alle star televisive. Una sorta di accusa contro la società della bellezza apparente. Come queste ragazze dimostrano, si può essere molto belle anche in modi molto diversi da quelli comuni.

Resta ora da chiedersi se dietro questa tendenza non si nasconda però il malessere di una società sempre più spersonalizzata e individualista, dove si stanno perdendo i rapporti umani e dove il sesso fa da padrone. E dove la donna rischia, pur decidendo in totale autonomia se mostrarsi o meno, di diventare pure merce commerciale.

GD Star Rating
loading...
GD Star Rating
loading...

Figli senza genitori: la ricerca sulle staminali

Post di Fabrizio Giona On ottobre - 30 - 2009 3 COMMENTI

In California gli scenziati trasformano le staminali in ovociti e spermatozoi. Si riapre il dibattito bioetico

di Fabrizio Giona

bioROMA - Sostanze chimiche e vitamine, gli ingredienti giusti per sfornare bambini senza genitori. Non è la ricetta di una delle tante pozioni magiche di Harry Potter, ma si tratta di Scienza.

Sembrerebbe infatti che gli scienziati della Stanford University della California abbiano individuato un mix di vitamine e componenti chimiche che riesce ad interagire con le cellule staminali embrionali, trasformandole in ovociti e spermatozoi. Un esperimento che implica, evidentemente, la possibilità di generare bambini in modo interamente artificiale, facendo cioè a meno dei genitori. Ci sarà ancora molto da lavorare, sostengono i ricercatori, perché lo spermatozoo non è ancora morfologicamente perfetto (anche se sembra comunque in grado di poter fertilizzare un ovulo) e l’ovulo non è ancora maturo. Ma la ricerca è in avanzamento costante, tanto che gli stessi scienziati contano di ripetere presto l’esperimento con cellule della pelle.

Bambina

Bambina

La realizzazione di ovociti e spermatozoi in laboratorio offre anche la possibilità di rivelare importanti tracce delle cause ancora inesplorate della sterilità e della genesi di molti difetti genetici e problemi legati ai cromosomi. Ma allo stesso modo pone gravi problemi in termini di etica, riaccendendo l’infuocato dibattito tra favorevoli e contrari, tra scienza e religione. E mentre c’è chi plaude al progresso della ricerca biomedica, altri rivendicano il primato di Dio in tema di procreazione. C’è chi spera di trarre beneficio da una simile sperimentazione, chi invece accusa la biotecnologia di giocare a fare Dio (gli scienziati sono riusciti a fare come Dio con la creazione di Eva, tratta dalla costola di Adamo).

Pareri di certo discordanti ma entrambi corretti. È solo questione di punti di vista in quanto alla fine, se ci si pensa bene, sono le due facce della stessa medaglia, una medaglia chiamata fede. Da una parte la fede nelle scienza, dall’altra la fede nella religione.

Al centro di tutto l’uomo, conteso!

GD Star Rating
loading...
GD Star Rating
loading...

Muore in carcere, la famiglia chiede la verità

Post di Nicola Gilardi On ottobre - 30 - 2009 3 COMMENTI

Stefano Cucchi muore nell’ospedale penitenziario in circostanze poco chiare. La famiglia vuole chiarezza e pubblica le immagini del corpo del 31enne morto

Di Nicola Gilardi

Stefano Cucchi

Stefano Cucchi

Roma – La morte del geometra romano, in circostanze sospette, riaccende la polemica sulle forze dell’ordine. Stefano Cucchi, geometra romano di 31 anni è stato arrestato il 16 Ottobre per spaccio di stupefacenti nel parco Appio Claudio a Roma ed è stato accompagnato nella sua residenza per la perquisizione. Nella casa c’erano i genitori con i quali viveva e che dicono:«Camminava con le proprie gambe. Era preoccupato, è normale, ma stava bene. E non aveva alcun segno sul viso».
Dopo l’udienza di convalida dell’arresto è stato condotto al carcere di Regina Coeli e nella notte il piantone sostiene di averlo sentito lamentarsi di dolori alla schiena e mal di testa, ma si rifiutò di andare al pronto soccorso con l’ambulanza chiamata dalle guardie carcerarie.
Ma le condizioni del 31enne romano continuavano ad aggravarsi e il giorno dopo è stato portato al pronto soccorso, dove però è arrivato in condizioni precarie. Ai familiari è stato concesso di vederlo solo dietro ad un vetro e raccontano:«Aveva il volto pesto, un occhio fuori dal bulbo, la mandibola storta».

«Mio figlio era sotto la tutela dello Stato, e dato che è stato preso in consegna dai Carabinieri chiediamo chiarezza anche al ministro della Difesa Ignazio La Russa» ha detto il padre del giovane morto. Invocano chiarezza dopo non essere riusciti a parlare con i medici che lo avevano in cura nel periodo di detenzione, dato che Cucchi soffriva di attacchi epilettici.
La famiglia ha, poi, deciso di pubblicare le immagini del corpo dopo la morte. Sono immagini molto crude che mostrano il corpo del giovane martoriato e devastato. Purtroppo le modalità della morte non sono ancora chiare. Ufficialmente il 31enne è morto per arresto cardiaco, ma la famiglia chiede che la verità venga a galla.

Il corpo di Stafano Cucchi

Il corpo di Stafano Cucchi

Al momento è stata aperta un’inchiesta d’ufficio. Lo sostiene l’avvocato Fabio Anselmo, lo stesso che si occupò del caso Aldovrandi. Lo stesso legale, sostiene poi:«Sul corpo non sono stati riscontrati traumi lesivi che possano aver causato la morte, ma escoriazioni, ecchimosi e presenza di sangue nella vescica». Adesso si attende una perizia medica che possa spiegare perché il corpo del giovane romano versava in quelle condizioni al momento della morte.
Il mondo della politica si mobilità. Secondo Emma Bonino:«E’ in gioco la credibilità delle istituzioni. Lo Stato deve rispondere all’opinione pubblica», mentre Flavia Perina dice:«Cose di questo genere succedono nel far west e non i uno stato di diritto».

Questo caso di cronaca ci riporta al caso di Federico Aldovrandi, il giovane 18enne morto a Ferrara il 25 settembre 2005 dopo l’arresto da parte dei Carabinieri. Anche in quel caso furono le immagini pubblicate del cadavere a portare alla riapertura del caso. Ma solo dopo quattro anni si avrà una sentenza, il tribunale di Ferrara nel Luglio del 2009, infatti, ha condannato a 3 anni e 6 mesi i quatto carabinieri coinvolti.

Ancora una volta un caso di morte sospetta per mano delle forze armate. Questa volta però è doveroso un atto di svolta da parte delle istituzioni. Ci deve essere la volontà di arrivare alla verità e fare in modo che cose del genere non accadano più.

GD Star Rating
loading...
GD Star Rating
loading...

Viaggiare Low cost: conviene davvero?

Post di Barbara D`Alessandro On ottobre - 30 - 2009 1 COMMENTO

In tempo di crisi volare con compagnie a basso costo diventa sempre più allettante, eppure sono in continuo aumento i pagamenti “extra” imposti ai passeggeri, che fanno lievitare non poco il costo del biglietto

di Barbara D’Alessandro

lowcostNovembre: aria d’autunno. E così ci ritroviamo alle prese con il cambio di stagione, i primi starnuti, la pioggia, il lavoro sempre più pressante…Ci vorrebbe una bella vacanza! Ma si, un week-end all’insegna del relax rimette a nuovo e non è neanche troppo dispendioso, tanto – ci diciamo benedicendole – ci sono le compagnie aeree low cost.

E allora qual’è la prima cosa da fare?  Accendere il pc e andare sul sito di una delle sopracitate compagnie. La prima che viene in mente è la pioniera del risparmio in fatto di voli e quindi dei prezzi  ribassati: la Ryanair. Il sito della compagnia guidata da Michael O’Leary mette subito allegria: giallo e blu che saltano agli occhi, vivaci annunci pubblicitari e soprattutto…un bel riquadrino blu con tutte le offerte speciali per viaggi dal 1 al 17 dicembre! La prenotazione ha una data di scadenza, meglio prendere la carta di credito e sbrigarsi. E così il gioco e` fatto. Ci si sente quasi già in vacanza! Le mete piu` economiche non sono certo le più visitate, ma ammettiamo che si abbia voglia di andare a Bruxelles, il volo sarebbe… gratis!

Altrimenti c’è un bel biglietto per Venezia a 9,99 euro. L’euforia sale perchè il riquadro specifica: NESSUNA TASSA O SUPPLEMENTO. Eppure sembra strano…chiunque abbia viaggiato con compagnie aeree di questo tipo sa che bisogna leggere fino all`ultima postilla per evitare, come si suol dire, fregature. E infatti in fondo si legge: “Le tariffe non includono i suplementi facoltativi (clicca qui)”. Che saranno mai questi supplementi facoltativi?

Se qualcosa è facoltativo evidentemente se ne può fare a meno.

1- Tariffa per check-in on-line: 5 Euro. E’ proprio il caso di farlo, altrimenti in aeroporto vengono richiesti 40 euro a passeggero per ogni carta d’imbarco stampata. Solo 5 euro, niente di grave in fondo.

2- Pagamento spese amministrative: altri 5 Euro.

3- Bagagli imbarcati: 15 Euro a tratta, se si ha solo un bagaglio (da non dimenticare: in caso di peso in eccesso oltre i 15 kg consentiti bisognerà pagare 20 Euro in più al kilogrammo!)  E se per caso siete musicisti, sportivi, insomma avete necessità di imbarcare attrezzature di qualsivoglia tipo, preparatevi al peggio. I neonati, poi, sembrano un vero fastidio (con tutto lo spazio che occupano d’altronde!): altri 100 Euro. E se si è obesi bisogna comprare addirittura due biglietti!

aeroplanoL’ipotetico biglietto in svendita per Venezia è arrivato a 35 Euro, sola andata, e il costo sembra avere ben poco di “offerta speciale”, essendo in linea con i prezzi di listino delle altre destinazioni RyanAir. Ma le altre compagnie non sono certo migliori: su easy-jet.com il volo più basso per Venezia, ammettendo sempre di partire il 1  Dicembre, ha lo stesso identico costo, con gli stessi supplementi. Snack a bordo a pagamento, posti non numerati. Non proprio il massimo del comfort.

Tutto questo è davvero Low-cost? Inoltre il vero problema per i viaggiatori è che per far fronte alla crisi il “gonfiaggio” dei prezzi si sta espandendo anche alle compagnie tradizionali. Quasi tutte le companies americane ormai fanno pagare profumatamente (oltre al biglietto) i bagagli imbarcati e le partenze previste per giorni festivi. Solo i viaggiatori più fedeli saranno premiati con tessere che promettono sconti e agevolazioni.

Ai “comuni mortali” non resta che resta che rassegnarsi a pagare tutti gli “extra” imposti, ripensando forse con un po’ di nostalgia al caro vecchio biglietto, forse costoso, ma almeno lì era incluso tutto, compresa l’assenza di stress per almeno un week-end.

GD Star Rating
loading...
GD Star Rating
loading...

Cosa c’è a pranzo? Melanzane alla parmigiana

Post di Valentina Gravina On ottobre - 30 - 2009 1 COMMENTO

news-melanzane_parmigiana_2Ingredienti per 6 persone

1 Chilo e ½ melanzane
800 gr Pomodori pelati schiacciati
300 gr Parmigiano grattugiato
300 gr Mozzarella a cubetti
2 Spicchi di aglio
1 Ciuffo basilico
2 Cucchiai olio extra vergine di oliva
Olio di semi per frittura
Sale
Pepe


VIDEO RICETTA
Melanzane alla Parmigiana

Tagliate le estremità delle melanzane e tagliate le melanzane a fette di un centimetro l’una
Fatelo con tutte le melanzane, è ideale utilizzare un coltello a sega
Ora mette le fette di melanzana in uno scolapasta, alternandole con uno strato di sale
Quando lo scolapasta è pieno, appoggiate sopra un peso e lascia tele riposare per circa 1 ora 1 ora e ½
In un pentolino mettete 2 spicchi di aglio, i 2 cucchiai di olio e fate soffriggere a fiamma media
Quando l’aglio è dorato, aggiungete i pomodori pelati schiacciati, un pizzico di sale e un po’ di pepe
Fate cuocere per circa 5-10 minuti a fiamma media
Quando il sugo è pronto spegnete il fuoco
Dopo un’ora e mezza togliete il peso dalle melanzane e asciugatele, tamponandole con un foglio di carta da cucina
Mettetele in una padella con olio caldo e friggetele, quando saranno ben dorate toglietele dalla padella, mettetele a sgocciolare su un foglio di carta da cucina e fatele riposare per 10 minuti
Mettete uno strato di sugo di pomodoro nel fondo della teglia e appoggiateci sopra uno strato di melanzane, copritele con il sugo,
aggiungete un pò di basilico spezzettato con le mani, una manciata di mozzarella e spolverate con abbondante parmigiano
Continuate fino a quando non avrete finito gli ingredienti
Mettetele in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 30-40 minuti
Dopo 40 minti, togliete la teglia dal forno e fatele freddare per circa 30 minuti prima di servirle o tagliarle.

foto e video Italianfoodnet.com

GD Star Rating
loading...
GD Star Rating
loading...

Primarie PD. Dividono o uniscono?

Post di Fabrizio Prosperi On ottobre - 30 - 2009 1 COMMENTO

Rutelli minaccia di andare, Di Pietro di tornare. I comunisti stanno a guardare

di Fabrizio Prosperi

Francesco Rutelli

Francesco Rutelli

Non si capisce bene se un atto di democrazia come le primarie uniscano o dividano. O meglio, si capisce benissimo, fa un po’ tutt’e due le cose. Un minuto dopo la notizia dell’elezione di Pierluigi Bersani alla segreteria del Partito Democratico, Rutelli dice di pensare ad un’alternativa alla grande casa democratica. Inizia a tirare la giacchetta di Casini e a lui, a quanto pare, piace.

Il neo-segretario ricomincia a parlare di Ulivo, di Verdi e fa l’occhiolino a Rifondazione Comunista e Italia dei Valori. Ma come, dopo tutti gli sforzi compiuti per confluire in un unico soggetto politico, dove finalmente le varie anime del centro sinistra possano lavorare insieme al grande progetto (vedi discesa in campo di Silvio Berlusconi), illustri personaggi come Rutelli (non subito e non solo) decidono di abbandonare la grande sfida?

E così domenica scorsa è andata in scena l’elezione “democratica” del Partito Democratico. Tre candidati sono meglio di uno, ma solo uno poteva vincere, sia nei fatti che nelle intenzioni. E’ la democrazia. Il popolo che si muove, esce di casa e versa due euro per esprimere la sua preferenza, per esercitare il suo costituzionale diritto di scegliere i propri rappresentanti. Scegliere. Su chi puntare due euro in una gara tra vecchi macinini e Ferrari? E’ più o meno quello che è successo alle primarie “democratiche” PD. Ci sono personalità che, è inutile negarlo, hanno una valenza per visibilità mediatica o incarichi ricoperti maggiori di altri. Le varie correnti interne al PD, mai esaurite nonostante l’imponente lavoro di make-up, hanno lavorato laboriosamente per presentare il loro rappresentante e a giochi fatti, qualcuno è scontento e qualche altro no.

Massimo D'Alema

Massimo D'Alema

A ben vedere non c’è niente di nuovo nel panorama partitico della nostra penisola. Nonostante il duro lavoro per tenere insieme tutti i “fondatori” del Pd, qualcosa ancora non funziona. La vecchia lotta tra Ds e Margherita si è trasformata in D’Alema, ooops, Bersani-Rutelli. I vecchi comunisti, allontanati come appestati dalle stanze dei bottoni, ricompaiono nelle primissime parole del neo eletto: “Avrei difficoltà a stare in un partito dove la parola socialismo fosse un tabù”. Le gravi divergenze con Pecoraro Scanio sembrano chimere e le prese di distanza reciproche col giustizialismo populista di Di Pietro, molto più verdi dei Verdi, appassite sotto il sole delle primarie. Dulcis in fundo c’è anche la concreta possibilità di un revival, Romano Prodi.

E’ già, proprio al presidente del consiglio uscente è stato proposto di diventare entrante, come presidente del Pd. Inequivocabili le sue parole in merito alla dipartita del presidente della Margherita: “Se qualcuno se ne va non succede niente”. Insomma, nonostante il leit motive della nuova guida Pd sia tutta incentrata sul nuovo slancio politico nel proporre un’alternativa al Cavaliere, si torna a fare i conti col pallottoliere. Da solo il Pd ha il 26-28 per cento dei voti. Con Di Pietro arriverebbe al 35. La vecchia falce e martello farebbe guadagnare altri 5 punti e con gli ambientalisti si arriverebbe al 43-45 per certo.

Ma è bene ricordare che succede quando si mettono insieme anime così disparate, nell’illusione che le lotte politiche siano fatte di numeri e non di idee.

GD Star Rating
loading...
GD Star Rating
loading...

Omicidio a Napoli, un video per identificare il killer

Post di Valentina Gravina On ottobre - 29 - 2009 2 COMMENTI

Cronaca di un delitto. La morte ripresa da una telecamera. Pochi attimi e la vittima giace a terra. Nessuno però sembra accorgersene

di Valentina Gravina

Sequenza dell'omicidio

Sequenza dell'omicidio

Napoli - La scena è raccapricciante. Ma si muore anche così nel quartiere Sanità di Napoli. Pochi istanti e Mariano Bacioterracino, boss locale tra i sequestratori dell’ex onorevole Guido De Martino (figlio del senatore Francesco leader storico dell’ex Partito socialista italiano) cade a terra e viene freddato con un colpo in testa. Fotogrammi mostrati in esclusiva oggi dal Mattino e diffusi dalle autorità per chiedere la collaborazione di tutti. Chi è in grado di riconoscere il killer e il suo complice non taccia.

E’ l’11 maggio scorso. Primo pomeriggio, un via vai di persone. La vittima predestinata è lì in piedi, accanto all’ingresso del bar. Al suo fianco una donna, forse complice del killer. Ha un biglietto del gratta e vinci che graffia nervosamente. La vittima è appoggiata al distributore di giochi per bimbi. Si volta. La sua attenzione viene richiamata da un uomo che ha le mani in tasca e che sta uscendo dall’esercizio commerciale. Il killer ha un cappello con visiera, jeans, giubbotto scuro e scarpe da ginnastica. Gli si avvicina alle spalle e spara prendendolo a un braccio. La vittima si inginocchia e cade al suolo. Il sicario si avvicina e spara alla nuca. La donna si allontana e con lei anche il killer, con la pistola ancora in pugno.

Una scena forte, un delitto in pieno giorno davanti a moltissimi passanti. Agghiacciante anche il dopo. Un padre che stringe la figlioletta tra le braccia e scappa via, il barista che si affretta a chiudere la saracinesca, una passante con le buste della spesa che si muove con gelida indifferenza. E Mariano Bacioterracino che giace lì.

Una donna si avvicina al corpo e alza la testa. Senza un cenno di pietà lo scavalca e va via. Alcune persone escono dal bar e si dileguano. Solo dopo un po’ la scena torna a rianimarsi, tutti a guardare e commentare. Perché quando una città è in guerra quello che potrebbe risultare “straordinario” diviene invece “ordinario” e vissuto con tranquilla indifferenza.

Le immagini sono state acquisite dalla Dda di Napoli che ora ha deciso di diffonderle nella speranza che qualcuno possa offrire il proprio aiuto per individuare il killer.

Dal video la speranza sembra vana. L’indifferenza a Napoli regna sovrana

Guarda il video

GD Star Rating
loading...
GD Star Rating
loading...

Il business della morte sulla pelle degli animali. L’ACL si attiva per fermare l’orrore

di Claudia Loy

canile(1)Si terrà tra pochi giorni il mercatino di beneficenza ideato dall’ACL (Associazione Canili Lazio Onlus) per raccogliere fondi  a sostegno del loro lavoro che li vede attivamente schierati nella difesa di tutti quei cani che oggi si trovano rinchiusi dietro le sbarre, in qualche luogo dimenticato dal mondo. Chi abbraccia questa iniziativa, non sceglie solo di aiutare questi animali, cosa di per sé già meritevole, ma soprattutto affianca una politica che si batte contro il business dei canili.

È già, perché dietro a questa realtà c’è un vero e proprio mercato degli orrori. L’ACL nasce esattamente con questo scopo: monitorare la miriade di canili convenzionati dallo Stato, per verificarne le condizioni effettive in cui versano i cani detenuti. E non è a caso se si utilizza la parola detenzione, quando, il più delle volte, l’arrivo in questi locali stabilisce il punto d’arresto di questi animali, senza speranza di adozione e quindi di libertà. Perché chi decide di aprire dei canili convenzionati, per legge, non è obbligato ad impegnarsi per la ricerca di adozione di questi animali.

Cosa sono allora questi canili? Quale il loro scopo effettivo? Sgomberare il territorio per occultare solo una parte del problema? E che fine fanno gli animali una volta approdati in queste strutture? Sembra proprio che la seconda parte di questa vicenda non interessi a nessuno, tanto meno agli organi statali, predisposti solo allo smaltimento di questi esseri viventi.

lupa_malata dai canili sequestratiGiusto per dare alcune cifre, dai 30 ai 45 euro, è la somma pagata dai Comuni italiani ai gestori dei canili per l’accalappiamento di un singolo cane (fonte ACL  – Associazione Canili Lazio Onlus). Per ogni animale “ospitato” in questi canili vengono elargiti dei soldi, presi chiaramente dalle tasse pagate dai contribuenti, per ogni carcassa smaltita si viene profumatamente pagati per il servizio offerto. Ecco come allora si innesca il proficuo business attraverso il riciclo di animali per mezzo della speculazione sulla loro morte. Più cani vengono accalappiati, ospitati ed inceneriti, più si alzano i profitti per chi gioca con il fiorente mercato.

Sempre parlando in termini numerici, 500.000.000 di euro è l’introito annuale complessivo realizzato da chi sfrutta il business sui randagi, grazie alle convenzioni con le amministrazioni locali per la gestione dei canili (fonte, rapporto Zoomafia 2008, Osservatorio Zoomafia della LAV). Ma quali sono i criteri con cui viene stabilita la concessione per l’apertura di questi canili convenzionati? Anche qui conviene spendere due parole. Lo stanziamento viene infatti stabilito tramite gare d’appalto, e chi offre meno è il vincitore selezionato. Come a dire, se per la spesa di ogni cane io chiedo 5, allora un altro candidato come ad un’asta al ribasso offre 4. Ed è ancora più curioso venire a scoprire che i “candidati al quiz” sono tutti imprenditori per mestiere. Apparirà quanto meno bizzarra l’associazione del mestiere con il lavoro per il quale ci si candida.

pippi_hpSi apre un discusso conflitto d’interessi quando a capo di queste strutture ci sono dei mercanti alle spalle. Non possiamo chiaramente generalizzare, ma i casi non sono mancati. Ed è proprio grazie all’operato dell’ACL se oggi sono stati messi sotto sequestro “canili lager”, quale il Giuliano e quello di Sgurgola, entrambe situati a Frosinone. Ma sono ancora tanti i canili convenzionati che continuano ad agire indisturbati nonostante siano stati dichiaratamente denunciati da enti e gruppi no profit. È questo il caso del discusso canile di Rieti che continua impunitamente a compiere i suoi orrori. L’ACL interviene in queste realtà, oltre che facendo opera di monitoraggio, occupandosi delle adozioni in questi luoghi dove spesso non c’è alcun interesse ad impegnarsi in questo senso, e addossandosi spese mediche, perché come è facile immaginare, spesso bisogna intervenire in situazioni d’emergenza per cercare di salvare cani ridotti in fin di vita.

Loro hanno scelto di essere una associazione autonoma e indipendente dissociandosi dalla scia dei canili convenzionati. Chiaramente le spese sono tante, ma ne vale veramente la pena. Il mercatino della “speranza” è una iniziativa che è stata presa proprio al fine di raccogliere soldi, così da poter continuare il loro lavoro.

La raccolta si terrà nella zona di Colle Oppio in via Ruggero Bonghi 23, sabato 31 dalle ore 16,30 alle 18,30. Non ci resta che augurare buona fortuna a questi ragazzi e sperare che l’iniziativa non cadi nel vuoto dell’indifferenza.

GD Star Rating
loading...
GD Star Rating
loading...

Malati di sogni

Post di Silvia Nosenzo On ottobre - 29 - 2009 AGGIUNGI COMMENTO

Migliaia di persone visitate nel sonno da un misterioso uomo, l’Uomo dei Sogni… è un incubo o la realtà?!

di Silvia Nosenso

thismanAlcuni sognano di avere rapporti omosessuali con lui, altri lo vedono nei panni di Babbo Natale, lo rincorrono ma non riescono a raggiungerlo. C’è anche chi lo sogna immobile nello specchio mentre lo fissa… Lui è l’Uomo dei Sogni, e ogni notte visita migliaia di persone.

Tutto inizia nel gennaio del 2006 quando una paziente di un famoso psichiatra disegna il ritratto di un misterioso uomo dall’identità sconosciuta, che di notte la visita in sogno, dandole consigli sulla sua vita. Altri pazienti vedono il disegno e riconoscono immediatamente il volto, seppure giurino di non conoscerne l’identità. Lo psichiatra, allora, invia il ritratto ad alcuni colleghi che lo mostrano ai loro pazienti: anche loro hanno già visto quel volto senza nome.
Subito si scatena il tam tam delle teorie: chi segue la linea junghiana afferma che l’uomo dei sogni rappresenti un archetipo appartenente al nostro inconscio collettivo; chi invece abbraccia la teoria cattolica suggerisce che si tratti dell’immagine del Creatore, che avrebbe scelto questa forma per manifestarsi agli uomini. L’ipotesi meno scientificamente fondata, ma sicuramente quella che più ha scatenato l’entusiasmo generale, narra che l’uomo dei sogni sia una persona vera che riesce a entrare nella mente della gente, grazie alle sue particolari abilità psicologiche.
Intorno a questo fantomatico e misterioso Uomo dei Sogni è anche nato un sito, www.thisman.org, che dà la possibilità a chi l’abbia visto di mettersi in contatto e condividere la propria esperienza, cercando di smascherare l’identità di questo misterioso visitatore notturno.
Bufala o realtà?
L’arcano è presto svelato: il sito www.thisman.org è un’invenzione di Andrea Natella, direttore dell’agenzia pubblicitaria Guerriglia Marketing che, come dichiara il manifesto stesso dell’agenzia, usa strategie di comunicazione anticonvenzionali, inscenando degli pseudo-eventi sensazionalistici per mettere in luce la propria agenzia. Addirittura, Guerriglia Marketing programma e inocula nel sistema mediatico virus mimetici in grado di autoreplicarsi nelle menti dei consumatori…
Ecco allora svelato il mistero di questo fantomatico uomo dei sogni: non è altro che una trovata del marketing pubblicitario al margine della legalità, che sfrutta il fascino del mistero esercitato sulla mente umana da temi  come l’inconscio e l’occulto.
Tuttavia, bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare. Natella, con il contagioso effetto del suo Uomo dei Sogni, ci fa vedere quanto abbiamo bisogno di trovare nel nostro quotidiano qualcosa di misterioso, che insinui il terrore nel nostro fondo sepolto, e allo stesso tempo ci faccia provare piacere. Qualcosa che ci faccia vagare, anche solo per la durata di un sogno o di un incubo, in un riflesso d’ombra della vita.

GD Star Rating
loading...
GD Star Rating
loading...

I benefici del tè verde

Post di giovannamiceli On ottobre - 29 - 2009 AGGIUNGI COMMENTO

Una millenaria bevanda dalle tante virtù

di Giovanna Miceli

green-teaAlla domanda se il tè verde facesse davvero bene come si dice, il famoso oncologo Umberto Veronesi ha così risposto: “Bevuto tutti i giorni, fornisce una buona dose di antiossidanti che possono contribuire al benessere generale e alla prevenzione di malattie gravi come i disturbi cardiovascolari ed alcuni tumori. Io ne consiglio almeno una tazza al giorno”.

Il tè verde oggi va molto di moda. Arrivato di recente in Occidente, in realtà questa straordinaria bevanda è conosciuta e consumata da millenni in Oriente.

La Camellia sinensis, la pianta delle Teaceae da cui il tè verde è estratto, è originaria della Cina ma è diffusa anche in Giappone, Vietnam, India e MedioOriente. Gli orientali da tempo sono a conoscenza delle sue straordinarie proprietà, tanto da essere stato ampiamente utilizzato nella medicina tradizionale cinese.

Il monaco giapponese zen Eisai già nel 1191D.C. scriveva che il tè è una medicina miracolosa per la salute ed ha lo straordinario potere di prolungare la vita.

Esistono tre differenti tipologie di tè: il tè nero, quello verde ed il tè Oolong. Provengono tutti dalla stessa pianta, la Camellia sinensis, ma differisce il procedimento di lavorazione. Il tè nero viene essiccato e fermentato, l’Oolong è parzialmente fermentato, quello verde viene solo lavato ed essiccato ma non fermentato. In tal modo i componenti più attivi e salutari nel tè verde rimangono inalterati, al contrario nel tè nero vengono in gran parte persi a causa della fermentazione.

Chimicamente il tè verde è composto per lo più da Polifenoli che rappresentano ben il 30% del peso secco e di cui il più rappresentativo è una catechina, l’Epigallocatechina Gallato (EGCG). L’ ECGC è il polifenolo più studiato ed anche il maggior responsabile delle benefiche proprietà del tè verde: è un potente antiossidante, protegge le cellule dalla ossidazione da parte dei radicali liberi, producendo così effetti salutari su tutto l’organismo. Sono presenti poi Flavonoidi, vitamina C, vitamine B, minerali come alluminio e manganese ed infine una discreta quantità di metilxantine che, per intenderci, sono la caffeina, la teofillina e la teobromina, eccitanti del Sistema Nervoso Centrale con effeti noti sulla capacità di attenzione e la concentrazione mentale.

Numerosi sono stati gli studi effettuati sul tè verde in questi anni. La scoperta più recente proviene dalla University School of Medicine di Sendai, in Giappone, dove gli studiosi hanno scoperto che il tè verde è in grado di ridurre notevolmente il rischio di sviluppare alcuni tumori del sangue. Sono state esaminate le abitudini alimentari di 41761 adulti di età compresa tra i 40 e 79 anni ed è stato osservato che i bevitori usuali di tè verde avevano una diminuzione del rischio di contrarre malattie del sangue del 42%.

Ancora, una ricerca pubblicata sull’American Journal of Clinical Nutrition, ha dimostrato che il tè verde ha un effetto dimagrante : è infatti in grado di incrementare il metabolismo corporeo e la produzione energetica, con mobilitazione dei grassi dal tessuto adiposo. Aiuta poi a prevenire l’osteoporosi poichè essendo ricco di manganese, aiuta il fissaggio del calcio nelle ossa. Contrasta i radicali liberi, svolgendo una azione antiinvecchiamento su tutti i tessuti e di prevenzione dei tumori. Sembra essere efficace anche contro il Morbo di Alzheimer, poichè mantiene alto il livello di un neurotrasmettitore, l’acetilcolina, carente nei malati di questa patologia.

200811215195929E’ famoso tra gli scienziati il “paradosso asiatico”: in Giappone, dove si fa largo uso di tè verde, esiste infatti uno dei più alti tassi di consumo di sigarette e di contro uno dei più bassi tassi di mortalità per cancro ai polmoni e malattie cardiovascolari. Evidentemente, deve esserci qualcosa nella alimentazione dei giapponesi in grado di proteggerli da questi fattori di rischio ed il candidato più sospettabile è proprio il tè verde.

Infine è da annoverare oggi più che mai l’azione antivirale dei Polifenoli contenuti nel tè verde nei confronti dei virus influenzali di ceppo A, a cui appartengono anche quelli della famigerata inflenza suina. Nel 2008, i ricercatori cinesi dell’Istituto di Virologia  Medica dell’Università di Wuham hnno dimostrato sia in vitro che in vivo che le EGCG sono in grado di inibire maggiormente i virus influenzali di ceppo A rispetto a quelli di ceppo B.

Il tè verde può quindi essere considerato uno strumento di difesa per contrastare l’influenza suina.

Si può quindi tranquillamente affermare che una tazza di tè verde al giorno toglie il medico di torno!

GD Star Rating
loading...
GD Star Rating
loading...

In documentario sulle maras salvadoregne pagato con la vita Christian Poveda, verrà proiettato al XXIV Festival del Cinema Latino Americano di Trieste dal 24 ottobre al 1 novembre 2009

di Marta Di Nuccio

C’è uno Stato, il più piccolo dell’America Centrale, dove ogni giorno si consuma una guerra tra bande che lascia a terra 1.500 morti all’anno. È El Salvador. Qui colpiscono le Maras, gruppi  formati per l’80% circa da ragazzi tra i 14 e i 25 anni che gestiscono il narcotraffico nel Paese.

Nati nei sobborghi di Los Angeles durante gli anni della guerra civile e poi rimpatriati dagli U.S.A  al termine del conflitto nel 1992, prendono il nome  dalle “marabundas”, le formiche assassine dell’Amazzonia. E, come loro, non si fermano davanti a niente.

I mareros sono circa 30 mila e, nonostante questo fenomeno sia  una delle piaghe più grandi del centro America, non se ne parla abbastanza, forse a causa delle responsabilità della politica di repressione adottata dai  governi che si sono trovati a gestirlo.

Christian Poveda

Christian Poveda

“La vida loca” è il documentario di Christian Poveda che verrà proiettato al XXIV Festival del Cinema Latino Americano di Trieste dal 24 ottobre al 1 novembre 2009. Uno sguardo da vicino sulla realtà salvadoregna, un atto di coraggio che ci apre una finestra sulla vita dei mareros, tutta volta al sacrificio per quella che loro non cessano mai di chiamare “famiglia”. Un appellativo che sottolinea come i giovani siano allo sbando, senza radici.

Sopravvivono nella loro patria come dentro alla giungla, a colpi di pistola, coltelli e fucili. Il fenomeno è radicato anche in Guatemala e in Honduras ma  le gangs che si contendono il potere nel Salvador sono la MS- 13 (o Mara Salvatrucha) e la Maras  18, che è quella raccontata dal reporter  franco-spagnolo vissuto per tre anni in quest’angolo caldo della Terra.

Lo sguardo che guida l’obiettivo è mosso da pietà e non si fa mai giudice nemmeno davanti alle azioni terribili che vengono commesse, nemmeno davanti ai volti esanimi di alcuni personaggi uccisi durante le riprese che sono andate avanti nonostante tutto. Uno sguardo che sembra compiangere questi piccoli delinquenti che si trasformano in assassini quasi per gioco ma  che “sono gli unici a comprendere il malessere della vita del Paese” come affermava lo stesso Poveda. Uno sguardo partecipe forse, anche perché con loro condivideva  la cicatrice dell’esilio, essendo nato in Algeria da genitori spagnoli fuggiti dalla dittatura franchista.

Famiglia salvadoregna

Famiglia salvadoregna

Come può passare inosservato un bambino tatuato dalla testa ai piedi? Come possono non fare rumore le grida lanciate da giovani madri, sorelle e fidanzate che ogni giorno vedono morire i propri cari? Come si può permettere il perpetrarsi di pestaggi e stupri che sono la prassi obbligata per i riti d’iniziazione?

“La vida loca” si scaglia proprio contro l’oblio che soffoca queste voci, contro l’indifferenza che sovrasta questa realtà, contro la cecità sapientemente raccontata attraverso la metafora della perdita dell’occhio della giovane donna. Contro la mancanza di quei “Padri” istituzionali che sono assenti nella vita civile come lo sono quelli naturali all’interno del documentario. Perfino nella storia della giovane appartenente alla maras 18 che è stata adottata, la famiglia è rappresentata dalla madre e la sorella. Di  uomini non ce n’è traccia, sono rimasti tutti sul campo di battaglia.

Il documentario di Poveda è uno sparo lanciato nel silenzio, lo stesso che lo ha ucciso lo scorso 3 settembre a Tonacatepeque, una zona a nord di San Salvador, di rientro da alcune scene girate a La Campanera, roccaforte della Maras 18.

Il Presidente del Salvador Mauricio Funes si è detto “sconvolto dall’accaduto” e ha aperto un’inchiesta per individuare i colpevoli. Intanto un’altra vita è stata sacrificata per la libertà di stampa. Un altro nome si va ad aggiungere, come ha ricordato recentemente Roberto Saviano, a quelli Anna Politkovskaja, Natalia Estemirova e a tutti quelli che hanno combattuto la propria battaglia attraverso le immagini e o sulle pagine dei  giornali e che, nonostante tutto, l’hanno vinta.

foto via eduardo.chang

GD Star Rating
loading...
GD Star Rating
loading...

L’olio di palma e le scomode verità

Post di salvaleforeste On ottobre - 29 - 2009 AGGIUNGI COMMENTO
di Sergio Baffoni

Le piantagioni di palma avvelenano l’aria. La notizia è stata resa nota grazie a uno studio realizzato sul campo da un team internazionale di scienziati, tra cui i ricercatori del Centro di Eccellenza CETEMPS dell’Università di L’Aquila
Piantagione di palme da olio

Piantagione di palme da olio

Secondo Piero Di Carlo, ricercatore del centro di Eccellenza CETEMPS dell’Università di L’Aquila e coautore di uno studio sui biocarburanti già pubblicato sulla rivista Pnas (Proceedings of National Academy of Science), le piantagioni di palma da olio non sono solo responsabili della deforestazione, ma generano ozono in quantità  maggiori della foresta che hanno sostituito.

I risultati sono frutto di una campagna di misure svolta durante l’estate 2007 nella foresta del Borneo, in cui per la prima volta, sono state effettuate misure di emissioni di composti in atmosfera sia in piena giungla che in un’area adiacente trasformata in piantagione di palma da olio.
Le foreste pluviali del Borneo, divise tra Malesia e Indonesia, sono le ultime grandi foreste pluviali del Pianeta. Negli ultimi anni a causa della rapida espansione delle piantagioni di palma stanno subendo una forte deforestazione.
Queste piantagioni ricoprono oramai il 13% del territorio malese, mentre nel 1974 ne ricoprivano appena l’1%. Il recente boom del biodiesel e dei biocarburanti, considerati erroneamente più ecologici dei convenzionali, ha incrementato ulteriormente la domanda di olio di palma, già molto usato nell’industria alimentare e cosmetica.
Come segnalato già da Salva le Foreste, al team di ricerca, guidato da Nick Hewitt dell’Università di Lancaster, hanno partecipato otto università, tra cu il Centro di Eccellenza CETEMPS dell’Universita’ di L’Aquila diretto da Piero Di Carlo, il quale ha sviluppato uno strumento in grado di misurare le emissioni di ossidi di azoto.
Il risultato è che queste emissioni sono fino a quattro volte maggiori nelle piantagioni che non nella vicina foresta naturale. Lo stesso vale per i composti volatili organici (VOC). Questi gas, immessi nell’aria, generano ozono, il principale inquinante della bassa atmosfera, con impatti sulle vie respiratorie e sulla vegetazione. Benché i livelli di guardia dell’ozono non siano stati ancora superati, gli scienziati avvertono:  senza una drastica riduzione della deforestazione e un controllo delle emissioni di ossidi di azoto, le ricadute potrebbero riguardare l’intero Pianeta con effetti irreversibili.

GD Star Rating
loading...
GD Star Rating
loading...

Acqua e musica: un binomio vincente con la Sincroterapia

Post di Adriano Ferrarato On ottobre - 28 - 2009 AGGIUNGI COMMENTO

La Sincroterapia come rimedio agli affanni di tutti i giorni

di Adriano Ferrarato

103626968_19f00703d7_oI modelli offerti dalla nostra società propongono di continuo l’idea della bellezza e della perfezione come conseguenza di un duro sacrificio, una dura lotta per perdere qualche chilo o avere dei muscoli degni del migliore body-builder del mondo: una continua ricerca dell’essere “belli” attraverso la cura maniacale del corpo,  diete folli e massacranti, alzatacce forzate di prima mattina per pochi chilometri di corsa.

O anche con le televendite di prodotti miracolosi o macchinari sportivi capaci di far lavorare ogni singolo muscolo al prezzo di alcune centinaia di euro, in barba alla crisi economica. Tante attività faticose che hanno fatto però dimenticare la centralità del nostro corpo nella vita quotidiana.

Partendo infatti dal fisico, la sincroterapia accoglie elementi di psicologia, sport e musica e li combina insieme: è danza in acqua, ma anche armonia, espressione della bellezza interiore ed esteriore, tecnica di rilassamento e cura dei molti affanni motori che la vita quotidiana ci infligge. E’ riscoprire sé stessi e la natura.

A molti sportivi queste parole potrebbero sembrare incomprensibili e assurde, ma la sincroterapia sta riscuotendo un enorme successo, segno evidente del suo funzionamento e diffusione tra le persone.

33-1215628373omu5L’acqua è il punto di partenza ed è considerata fonte primaria della vita, elemento da rispettare come fosse sacro, mezzo di purificazione: è attraverso l’acqua che si può togliere quella sensazione di sporcizia che spesso ci capita di sentire durante le nostre giornate. E’ una disciplina adatta a tutti, dai ragazzi che cercano una valida alternativa all’idea di un fisico scolpito solo a costo di enorme fatica e sudore, ai più anziani che ritrovano la giovinezza perduta e tanti movimenti del proprio corpo che sembravano essere dimenticati da tempo!

Una lezione di sincroterapia dura in media un ora e si suddivide in più momenti dove l’insegnante farà lavorare i propri allievi su movimenti di precisione, tempismo, destrezza e riflessi, rapidità  e coordinazione. Il tutto favorito dalla musica che facilita e rende il tutto ancora più gradevole ed emozionante.

Provare per credere! Ne resterete di sicuro soddisfatti.


GD Star Rating
loading...
GD Star Rating
loading...

Facebook arriva nell’aldilà!

Post di francesca87 On ottobre - 28 - 2009 2 COMMENTI

Ecco l’ultima novità del social network più popolare del mondo: permetterà di mantenere aperti i profili delle persone defunte per poterle commemorare

di Francesca Lancia

facebook-deathInvenzione geniale o l’ennesima provocazione immorale? Di certo qualcosa di sinistro c’è, ma dieci anni fa saremmo rimasti scandalizzati, oggi no!

E’ solo una delle tante novità di internet, o meglio del nostro secondo mondo, visto che si trascorre sempre più tempo davanti al computer piuttosto che nella vita reale.  Ore e ore con gli occhi fissi su uno schermo ad aspettare che qualcuno ci contatti o a sbirciare le vite degli altri.

Ci troviamo di tutto. Ma se l’idea iniziale era quella di ricontattare i vecchi amici del college, ora si è andati ben oltre. Ci sono anche i defunti. Pare, infatti, che i profili delle persone che purtroppo sono passate a miglior vita potranno rimanere visibili sul social network, ma con delle clausole ben prestabilite. Ad esempio quella di non rendere le pagine accessibili a tutti, ma solo a parenti e amici stretti (per fortuna, ci viene da dire).

Così, come lasciamo dei messaggi sulle bacheche dei nostri amici, ora potremo allo stesso modo mandare un saluto o r ivolgere un pensiero a chi non c’è più.Nulla di sconvolgente? Forse, ma ormai tutto sembra normale, con <l’inimmaginabile> sempre dietro alla porta che, senza chiedere “permesso”, entra nelle nostre vite con nonchalance e disinvoltura. D’altronde abbiamo imparato a conoscere il mondo attraverso internet, scopriamo luoghi “vivendo” posti mai visitati grazie a tour virtuali, studiamo senza aprire i libri e non usciamo più per fare shopping visto che arriva tutto a casa!

Quasi verrebbe da urlare SVEGLIAAAAAA….siamo il mondo delle dipendenze, paragonabili sempre più a dei tossicodipendenti del virtuale dove tutto ciò che si vuole o desidera (o cosa ancora più triste susciti in noi curiosità) lo troviamo a portata di mano con un semplice click.

A volte bisognerebbe chiedersi quanti amici continueremmo a vedere o a sentire se Facebook improvvisamente scomparisse. Davvero affidiamo la nostra vita sociale a un mondo virtuale? Comunichiamo in piccole finestre, dove non passano le nostre sensazioni o emozioni ma semplici parole accompagnate da piccole faccine gialle che sorridono o piangono e dovrebbero far capire il nostro stato d’animo.

facebook
E se ora  esiste un cimitero virtuale per i defunti la cosa non può certo scandalizzarci, comunicheremo con i morti nello stesso modo con cui lo facciamo con i vivi! Un po’ inquietante, è vero, ma l’idea non è per nulla originale nemmeno in Ialia. Sul sito www.funeras.it potrete trovare agenzie di pompe funebri, necrologi, dediche e condoglianze insieme ad una sezione intitolata “cimitero”.

Siamo davvero arrivati a questo? Le nostre vite paragonabili a dei tamagotchi? Ma il dubbio è…se i defunti potessero vederci, come pensate potrebbero reagire ritrovandosi anche da morti dentro il “tritacarne” di Internet? Riposeranno davvero in pace?

GD Star Rating
loading...
GD Star Rating
loading...

Quanti enigmi si celano sotto un semplice fatto di cronaca?

di Stefano Gallone

Piero Marrazzo

Piero Marrazzo

È sulle pagine di tutti i giornali e, ormai, sulla bocca di qualsiasi accenno di opinione pubblica, la recente notizia che vede il governatore del Lazio, Piero Marrazzo, autosospendersi e dimettersi in seguito alla vicenda giudiziaria che lo vede protagonista di rapporti intimi a sfondo transessuale per la modica somma, si dice, di euro 5000.

Non si è ancora ben compreso se si tratti o meno di una sottospecie di ricatto o di un incastro ben architettato (e stretto a doppia mandata) da parte di due pseudo carabinieri. Fatto sta di fatto che l’evento esiste e permane sulle pagine dei quotidiani così come sulle bocche non poco discrete degli italiani. Ma è proprio questo il punto: al di là del fatto di cronaca e delle indagini post autosospensione dell’interessato, agli italiani sembra interessare di più il lato perverso, la soluzione subumana. E allora, eccoli serviti: parliamone.

Non si tratta di assolvere o condannare un uomo (più che un politico): si tratta di riflettere su una condizione che, si, è vecchia e lontana quanto l’alba dell’essere umano, ma che in un’epoca di grandi fratelli, tv spazzatura, panettoni di Natale filmici e chitarre laccate per pettinature aerodinamiche da playback ‘nascondimancanzaditalento’, sembra davvero aver raggiunto l’apice della sopportazione civile anche nell’animo di chi, in questo marasma caotico di travestitismi esistenziali, ha sviluppato ormai una certa abitudine.

Fa voce squillante, tra le domande che un italiano medio si pone mentre è allo specchio a radersi, il pensiero riguardante i motivi che sfocerebbero nella necessità di goduria psico-fisica, da parte di certi individui, nel provare sensazioni differenti da un normale rapporto di coppia uomo-donna- Non si fraintenda, per carità! Non si sta parlando di favoreggiamento o contrarietà, nella maniera più assoluta! Ognuno è libero di operare le proprie scelte secondo i criteri che ritiene giusti per la propria persona! Si sta solo cercando di capire il motivo secondo il quale un uomo con moglie e figli debba sentire la necessità di evadere da un territorio che, evidentemente, vede come recintato ad alto voltaggio.

sessoIn un bellissimo film di una quindicina di anni fa, Meryl Streep confessava ad un Clint Eastwood spaventosamente sentimentale che l’istituzione del matrimonio spalanca un mare di possibilità affettive alla vita dell’individuo ma, al contempo, vi pone fine, nel senso di una vera e propria limitazione in termini di libertà sia di scelte sessuali che abitudinali (il poter scegliere liberamente i propri amanti nella gestione della personale promiscuità sessuale, così come nel poter essere liberi di vedere una partita di calcio seduti sul divano di casa invece di portare al cinema la/il propria/proprio fidanzata/fidanzato). Quello che ci si chiede, in prima istanza, forse è: la vita coniugale porta davvero ad una oppressione tale da condurre l’individuo alla ricerca di piaceri estremi che, in un modo o nell’altro, possano concedergli sensazioni nuove per esorcizzare la noia quotidiana? Certo, è triste anche solo pensarlo. Ma, a quanto pare, la noia ed il rancore umano sembrano essere i temi portanti non solo delle narrazioni provenienti da buone pellicole cinematografiche o poetiche pagine di carta stampata.

Si contano sulle dita di migliaia di mani i casi in cui impiegati, imprenditori, uomini d’affari, avvocati, artisti di vario calibro si rivolgono a “diversi” per soddisfare particolari voglie più o meno inconsce, per dare sfogo a pulsioni evidentemente represse nella loro unidirezionale vita quotidiana. Che si tratti di uno dei risultati più estremi del processo di globalizzazione e mercificazione sia della vita comune che, conseguentemente, dei corpi umani resi materia da svendere a buon prezzo per ricevere favori sia economici che di piazzamento commerciale (per dirla pasolinianamente)? Probabile, dal momento in cui da circa cinquanta anni (dal boom economico, in pratica) ogni necessità individuale viene soddisfatta a suon di “dindini” d’oro. Cosa manca a questa gente affinché possa riuscire a sentirsi felice? I soldi? No di certo! La fama? Non la cercano proprio tutti, in definitiva. La libertà di sfogo alle pulsioni sessuali? Può darsi, se si considera che l’uomo resta pur sempre un animale e se si parla di una vita coniugale in cui l’unico oggetto del desiderio risiede in un’unica persona finché morte non li separi. E allora, cosa fare? Rendere legale la bigamia per avere maggior campo di scelta? Sarebbe il colmo, a detta di molti.

Rivedendo alcune interviste su dossier documentari o servizi televisivi di approfondimento, intervistati, questi “oggetti del desiderio”, confessano di sentirsi richiedere, dai ‘repressi’, le prestazioni più disparate, dal semplice atto sessuale ‘stravagante’ al più perverso gioco intrigante al limite delle possibilità di espressione umana (sapientemente prese in giro dalle simpatiche “Paprika e Curry” della Gialappa’s).

Miss Trans 2008

Miss Trans 2008

Non lo si può negare, certo: davvero chiunque, in quanto individuo fatto di carne, oltre che ossa, sfoga le proprie pulsioni più animalesche affogando, a tratti, nella pornografia più disparata; si tratta, però, anche qui, di un processo di permissiva commercializzazione fisica che ha, si, reso libero l’uomo di frantumare tabù onestamente eccessivi e malefici nella loro falsamente pudica imposizione sottomissiva, ma si è arrivati ad un punto in cui ogni limite sembra essersi disgregato a favore di una nuova sottomissione dello sguardo umano, questa volta, paradossalmente, ad uno sproporzionato libertinaggio visivo (soprattutto televisivo più che cinematografico) fatto di minigonne inguinali e seni strabordanti nel tardo pomeriggio o in prima serata. Il bello è che poi ci si lamenta dei “divani notturni” giudicati troppo osé per i gusti della censura: non vengano tolte le mutandine, per carità!

Se, tempo fa, un semi-spogliarello di Rita Hayworth era di gran lunga più eccitante di una scena di sesso esplicito, ora davvero niente sembra riuscire a mettere l’individuo nella condizione di provare un desiderio tanto sensuale quanto delicato nella propria sincera espressione. È forse, questo, il motivo per cui ha preso piede, da diverso tempo, la produzione di film pornografici decisamente più spinti e violenti. Ed è forse questo il motivo per cui un noto gruppo industrial metal tedesco si affascina simpaticamente ad un fatto di cronaca riguardante un gesto di cannibalismo consenziente per scrivere un brano che parla di affettuosità un po’ particolari, nello stesso modo in cui critica i videoclip pop pieni zeppi di ogni genere di ben di Dio e grazie gratuite semplicemente girandone uno esplicitamente pornografico, tra l’altro autocensurandosi e facendosi licenziare dalla Universal (che volgarità, per l’amor di Dio! Non è possibile ammettere queste sconcezze su Mtv o All Music…e poi passa un video in cui Shakira non fa altro che spalancare le membra).

415014288_1d425b1770Sembra essere questo, ormai, l’andazzo definitivo della società in cui viviamo: politici ambigui, cocainomani o pregiudicati che siano, gente che si definisce ‘di un certo livello’, uomini di potere ma schiavi desiderosi delle peggiori ‘punizioni’, sprechi madornali alla faccia di chi non riesce ad arrivare a fine mese, uno spettacolo spazzatura che privilegia l’estetica eccessiva facendo carta straccia dei significati, la moda delle operazioni chirurgiche. Tutto questo sembra, ormai, far parte di una nuova normalità…se una ‘normalità’ è mai esistita.

Pasolini era stato profetico: “La viltà avvezza a veder morire nel modo più atroce gli altri con la più strana indifferenza. Io muoio e anche questo mi nuoce”.

foto via Flickr

GD Star Rating
loading...
GD Star Rating
loading...

Butterfly zone, il senso della farfalla

Un vino particolare permette a due ragazzi, dopo un solo sorso, di fare brevi viaggi nell’aldilà, un aldilà che si rivelerà essere un limbo bizzarro e irrazionale

Eclipse, la scelta di Bella

Arriva nelle sale il terzo capitolo della saga di Twilight

Poliziotti fuori, il trash che delude

Il nuovo film con Bruce Willis e Tracy Morgan: un confuso minestrone di incoerenze e demenzialità per un cinema di basso livello emotivo

Affetti e Dispetti, “La nana”

Pellicola cilena che, con la tecnica “luci e ombre”, esplora la situazione di una domestica profondamente incarcerata nel suo ruolo



guide musicali - recensioni musicali - software musicali - accordi e tantissime altre risorse



POPOLARI

Theme Customization by Fitr Theme Options