NEW YORK – Le durissime reazioni internazionali alla condanna del premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi non si sono tradotte in un’azione rapida del Consiglio di Sicurezza. Convocato ieri in seduta straordinaria, l’organismo dell’Onu non ha trovato un accordo per redigere un documento critico nei confronti della giunta militare birmana, rinviando a oggi la decisione.Aung San Suu Kyi e John YettawDeterminanti i dubbi di Russia, Cina, Vietnam e Libia sulla proposta avanzata degli Stati Uniti. L’ambasciatore britannico John Sawers, presidente di turno del Consiglio di sicurezza, ha spiegato che alcune delegazioni hanno voluto spedire la bozza nei rispettivi Paesi per poter discutere meglio del documento.La rappresentante Usa presso l’Onu, Susan Rice, ha spiegato che Washington propone l’adozione di una dichiarazione da parte dei 15 membri del Consiglio di sicurezza che condanni la Birmania per avere deciso di prolungare gli arresti domiciliari della leader dell’opposizione. Già in passato la Cina, principale partner commerciale della Birmania, e la Russia hanno bloccato tale misura. Pechino, inoltre, ha fatto sapere che “la comunità internazionale deve rispettare totalmente la sovranità della giustizia birmana”.Da Rangoon si è appreso che Suu Kyi e il pacifista statunitense John Yettaw faranno appello contro le loro condanne. La leader dell’opposizione birmana è stata condannata a 18 mesi di arresti domiciliari per aver ospitato l’americano nella sua casa in cui vive da anni in regime di restrizione. Lo statunitense è stato a sua volta condannato a sette anni di carcere, quattro dei quali ai lavori forzati.
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