100 milioni per la Barriera corallina, il governo soccorre l’ambiente

La Grande barriera corallina è in pericolo: il governo vara un piano da 100 milioni per salvarla, limitando inquinamento e transiti navali

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La Grande barriera corallina, patrimonio dell’umanità

Canberra – L’Australia non gioca leggero per difendere le sue bellezze: mentre le minacce alla Grande barriera corallina si fanno più concrete e i danni precipitano, il governo australiano trova le energie – e i fondi – per investire nella difesa della natura. Unendo le spinte di opposizione e maggioranza, l’Australia investirà oltre 100 milioni di dollari nella difesa della Barriera. Ma potrebbero non bastare.

LA GRANDE BARRIERA CORALLINA – Pesca, trasporti, turismo sono le tre minacce alla Barriera, insieme all’inquinamento, purtroppo più difficile da controllare. Il governo australiano, però, non rinuncia alla lotta: le autorità federali australiane, infatti, hanno annunciato un piano a lungo termine per il salvataggio della Barriera, che prevede investimenti fino a 100 milioni di dollari e la presa di posizione internazionale anche nelle sedi Onu appropriate. Il provvedimento comprende anche divieti di pesca, limiti di espansione per quattro porti, il controllo dei sedimenti fluviali e l’eliminazione della contaminazione da pesticidi.

QUALITÀ DELL’ACQUA – La qualità dell’acqua attorno alla Grande barriera corallina sarà la chiave di tutto lo sforzo australiano: il primo ministro Tony Abbot ha spiegato come il piano così varato consiste, nei fatti, nel passaggio a un nuovo livello di protezione della Barriera, che si affiancherà a quanto già fatto negli ultimi anni, compresa la riduzione dei pesticidi, dei sedimenti e degli inquinanti a base azotata. I progressi del progetto saranno monitorati da un gruppo di lavoro esterno, guidato dal professore Ian Chubb: «il cuore del programma è la qualità dell’acqua – ha dichiarato il ministro dell’ambiente Greg Hunt – e abbiamo obiettivi davvero difficili, che comprendono la riduzione del 50% dell’azoto entro il 2018 e dell’80% entro il 2025».

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La Grande barriera corallina: piano milionario del governo australiano per salvarla (cloudfront.net)

PATRIMONIO UNESCO – Proprio l’Unesco potrebbe giocare un ruolo importante in questo frangente, anche economico, dichiarando la Grande barriera corallina bene in pericolo: la decisione è attesa per maggio, poco prima di una conferenza conclusiva che si terrà in giugno. Su questo frangente si trovano uniti tanto il governo federale di Abbot, tanto quelli locali, come il Queensland; meno favorevole s’è detta Greenpeace, che ha definito “debole” il progetto australiano, soprattutto perché non evidenzia il ruolo centrale dei cambiamenti climatici globali nel deteriorarsi della Barriera. Secondo la senatrice verde del Queensalend Larissa Waters, i 100 milioni sono i benvenuti ma non saranno abbastanza: il progetto non impedirà che la zona della Barriera diventi una superstrada per le navi da trasporto.

C’È DA IMPARARE – l’Italia, ma non solo, avrebbe da imparare da questa scelta: che sia un piccolo passo o una decisione risolutiva – lo capiremo solo con il tempo – l’investimento è importante e mira alla preservazione di un patrimonio locale e globale. L’Italia, che patrimoni storici, artistici e naturali ne possiede in gran quantità, tende spesso a trascurare la loro difesa e preservazione, optando per interessi di altra natura.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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