10 motivi per odiare il Festival di Sanremo 2015

carlo conti nero Sanremo

Carlo Conti, il carbonizzato presentatore del Festival di Sanremo 2015

Il Festival di Sanremo 2015 inizierà ufficialmente questa sera, accompagnandoci per tutta la settimana, per la gioia di tutti coloro che già da settimane aspettavano con ansia questo evento, e per lo sconcerto di chi questa manifestazione non la sopporta proprio. Il Festival di Sanremo è, che piaccia o no, uno degli eventi televisivi più importanti dell’anno per quanto concerne la risonanza mediatica, la guerra degli ascolti, il gossip e il costume, tanto che spesso la musica, ovvero quello che dovrebbe essere al centro della manifestazione, passa inevitabilmente in secondo piano. Questo è forse il motivo principale per il quale il Festival non dovrebbe essere guardato. Ma non è il solo. Ecco una breve (ma di sicuro incompleta) lista di 10 motivi per i quali durante queste cinque serate sarebbe preferibile cambiare canale o spegnere la televisione.

1) I Big?!?!Sanremo 2015 dovrebbe essere il non plus ultra della canzone italiana, il concentrato dei massimi cantautori nostrani che si esibiscono tutti assieme sullo stesso palco. Leggendo la lista dei contendenti si evince che il Festival di Sanremo sia poco più che una riunione di cantanti usciti da talent show, a parte poche eccezioni quali Masini, Irene Grandi, Nek, Britti. Un terzo almeno del totale dei partecipanti è uscito dai talent. La domande sorgono spontanee e in frenetica successione: i talent show rispecchiano la nuova e unica via per fare musica in Italia? I cantautori più “maturi” sono improvvisamente spariti dalla scena, schiacciati dalla popolarità di codesti agguerriti sbarbatelli, o persi in una irreversibile crisi d’ispirazione? Si dovrebbe dedurre che la cosiddetta “gavetta”, fatta di piccoli palchi provinciali, anni di studio, sudore, lavoro e costanza sia un modus operandi ormai obsoleto e dai risultati inutili? Smarrimento: mode on.

2) Carlo Conti e la sua (irritante) abbronzatura perenne – Cinque serate di fila condotte da quello sponsor vivente al melanoma che risponde al nome di Carlo Conti sono, francamente, troppe. Giusto pensionare mummie varie ed eventuali che hanno popolato e monopolizzato la televisione italiana per molti, troppi, anni (Pippo, lo so, ti stanno fischiando le orecchie); così come giusto è stato tralasciare mozzarelle scadute (su tutte un soporifero Fabio Fazio) o istrioni irritanti e sbraitoni (Panariello?). Ma affidare la conduzione del Festival a uno dei più insignificanti e insipidi conduttori italiani degli ultimi anni non è forse stato un azzardo? Forse il Festival è (diventato?) insignificante e insipido così come il suo conduttore? Ai posteri l’ardua sentenza.

3) Un po’ di f*** qua?!? – Da sempre il Festival di Sanremo ci ha abituati alla presenza di incredibili bellezze al fianco del conduttore. Ines Sastre, Megan Gale, Valeria Mazza, Manuela Arcuri, Ilary Blasi, Michelle Hunziker, Elisabetta Canalis, Sabrina Ferilli, sono solo alcune delle bellezze, nostrane e non, che hanno ammaliato gli italiani nelle scorse edizioni. Quest’anno ad allietare gli occhi degli italiani, alternandosi nella conduzione del Festival al fianco del carbonizzato conduttore, ci saranno la splendida modella spagnola Rocío Muñoz Morales, accompagnata per l’occasione da Arisa (vincitrice di Sanremo 2014) ed Emma Marrone (vincitrice di Sanremo 2012). Due ex vincitrici di Sanremo non è meglio che partecipino al Festival in qualità di cantanti (o come esperte nella giuria), piuttosto che in qualità di vallette/conduttrici? #noncapisco

Arisa-vincitrice-Sanremo-2014-2015

Arisa: vincitrice di Sanremo 2014 e co-conduttrice di Sanremo 2015 (vanityfair.it)

4) Il palinsesto delle emittenti concorrenti – Il Festival di Sanremo 2015 è l’occasione, come ogni anno, per gustarsi grandi classici della cinematografia italiana e straniera, puntualmente rispolverati dalle emittenti concorrenti, con il (vano) tentativo di rubare ascolti e pubblico. Nostalgia: mode on

5) I Soliti Idioti – Anche in questo caso, la domanda sorge spontanea: perché?

6) Platinette – Si veda il punto 5

7) La muffa: Sì, avete letto bene. La muffa. Quello che il Festival di Sanremo si porterà sempre addosso. Perché, al di là dell’apparenza, il Festival di Sanremo è un carrozzone vecchio, che puzza di stantio, di bei tempi andati, di fasti in bianco e nero appartenenti a un passato lontano. Perché non basta far cantare gli sbarbatelli usciti dai talent per svecchiare una manifestazione in avanzato stato di decomposizione. #rottamiamolo

A volte esagero sanremo

Gianluca Grignani

8) Soldi: per quale motivo il Festival di Sanremo deve essere organizzato utilizzando anche i soldi di coloro i quali non sono interessati a guardarlo? E perché costa così tanto? In tempi di crisi come questi una manifestazione tanto costosa come il Festival sarebbe da boicottare. Ma nessuno sembra farci caso. #gombloddosoloquandofacomodo

9) La fiera dell’ipocrisia (parte uno) – Nel 2010 Morgan venne stato sbattuto fuori da Sanremo a calci nel popò un paio di settimane prima dell’inizio della kermesse. La sua colpa fu quella di aver parlato apertamente del suo ricorso alle droghe in un’intervista a un celebre mensile italiano. Quest’anno “l’esuberante” Gianluca Grignani parteciperà senza alcun problema. #qualcosanonmitorna

10) La fiera dell’ipocrisia (parte due) - Sono anni che si sente la gente affermare orgogliosa e superiore:“Io non ho guardato Sanremo!”. Oppure “Eh, no eh! Io Sanremo non lo guardo!”. Eppure ogni anno puntualmente gli ascolti del Festival sono sempre molto alti. Significa che il festival in quanto prodotto nostrano rispecchia l’ipocrisia dell’italiano medio che si eleva a giudice in piazza, e poi, in segreto, segue la massa, da buon pecorone. Un jingle che, proprio come Sanremo, non passerà mai di moda.

Alberto Staiz

@AlStaiz

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Una risposta a 10 motivi per odiare il Festival di Sanremo 2015

  1. avatar
    Vittorio 10/02/2015 a 16:56

    In riferimento all’ultimo punto, tendo a credere a chi dice che non lo guarda. Preferisco credere che vengano sballati gli share, per far si che la spesa pubblica per ‘sta buffonata sia giustificata anche per l’anno seguente!
    Per il resto, pienamente d’accordo, che disgusto!

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