Roma: una mostra sulla ‘Vanitas’ dalla Collezione Doria Pamphilj

ROMA – Sono molti di più i giorni a disposizione per poter ammirare al Palazzo Doria Pamphilj di Roma un gran numero di capolavori della storia dell’arte europea.

La mostra Vanitas. Lotto, Caravaggio, Guercino nella Collezione Doria Pamphilj mette infatti straordinariamente a confronto nomi come Lorenzo Lotto, Jusepe de Ribera, Caravaggio, Mattia Preti, Domenico Fetti e Andrea Sacchi fino all’8 gennaio 2012, anziché fino al 25 settembre p.v..

 

 

Ludovico Lana, Dedalo e Icaro

Ad accogliere ed accompagnare virtualmente il visitatore nel percorso espositivo è il cardinale Benedetto Pamphilj che, fortunato mecenate di artisti e musicisti, fu poeta egli stesso e scrisse, tra gli altri, il celeberrimo oratorio “Il Trionfo del Tempo e del Disinganno” musicato per lui da Georg Friedrich Händel nel 1707. La riflessione del cardinale sulla Vanitas, infatti, non si manifesta esclusivamente nella sua produzione di librettista, ma anche nella collezione artistica che egli raccolse e di cui ancora oggi si conserva testimonianza.

Ideata da Massimiliano Floridi e curata da Francesca Sinagra, “Vanitas racconta, per mano di grandissimi artisti, aspetti diversi di una unica certezza: quella della caducità delle cose terrene. Il tema affrontato dalla magnifica mostra che la Società Arti Doria Pamphilj, presieduta dalla Principessa Gesine Pogson Doria Pamphilj, ha proposto per questa stagione espositiva nel Palazzo di famiglia in via del Corso è dunque di assoluta attualità.

I capolavori di pittura, scultura, oggetti decorativi, libri e musica, offrono spazio ad una specifica riflessione interdisciplinare su un aspetto tutt’altro che minore della cultura europea in età moderna. Un particolare sguardo trasversale permette di seguire lo sviluppo del tema della vanitas in diversi contesti storici e culturali, a partire dalle sue origini cristiane e dalla riflessione filosofica fino alle manifestazioni allegoriche in pittura e in oggetti d’uso come gli orologi settecenteschi che, coronati dall’immagine del Tempo armato di falce, costituiscono un memento mori che ricorda la natura effimera della vita terrena.

 

Ritratto di Andrea Doria

Quattro le sezioni tematiche: la prima sezione è dedicata alla pittura di genere e presenta una selezione di nature morte, espediente simbolico sovente adottato dai pittori per alludere alla caducità della vita. Nella seconda sezione si abbandonano i soggetti profani per affrontare le origini religiose del tema. Vengono infatti esposte numerose immagini di San Girolamo, il santo studioso che traducendo l’Ecclesiaste importa nel mondo latino il concetto di Vanitas.

 

L’ultima sezione, dedicata al ritratto, è la più ricca e presenta una scelta di dipinti con elementi allegorici quali teschi, orologi, fiori e sarcofagi. Piuttosto rappresentativo è il ritratto di Andrea Doria raffigurato anziano e malato in compagnia del suo gatto mentre lo scorrere inesorabile del tempo è scandito dall’orologio in primo piano.

La sezione è arricchita anche da una serie di ritratti e busti di filosofi antichi che, testimoniando della presa che il tema della Vanitas aveva anche in relazione alle sue presunte radici filosofiche, rendono conto di un vero e proprio genere in voga nel Seicento.

Natalia Radicchio

Foto| via http://cartaperdue.it/

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