“Storie di cinema”: intervista allo scrittore e critico Pino Farinotti

Venerdì scorso, a Milano, si è svolta la presentazione del nuovo libro del pluripremiato scrittore, critico cinematografico e giornalista Pino Farinotti

di Nadia Galliano

MILANO - Sala gremita di gente, quella allestita presso la Terrazza Martini, per la presentazione del nuovo libro “Storie di cinema”, scritto dal noto ed affermato scrittore e critico cinematografico Pino Farinotti.
Presenti all’evento anche l’assessore alla Cultura del Comune di Milano Massimiliano Finazzer Flory, il docente dell’Accademia di Brera Marco Meneguzzo, l’editore Mauro Morellini e il caporedattore RAI cultura e spettacolo Andrea Bosco.

Pino Farinotti

Atmosfera soffusa, flash ed applausi accompagnano la presentazione del libro, che rappresenta “un viaggio tra i grandi temi del cinema di ieri e di oggi, in compagnia di una voce decisamente fuori dal coro: quella del grande Pino Farinotti. Una raccolta di saggi che uniscono la precisione del critico alla fantasia del romanziere e vincono la sfida di rimanere sempre dalla parte del pubblico”, come si legge dai comunicati stampa.

Stile diretto, scioltezza e proprietà di linguaggio rendono “Storie di cinema” il tentativo riuscito di una moderna scrittura critica, legata ai nuovi modelli della comunicazione contemporanea: non una storia “tutta di un fiato”, ma un insieme di frammenti, raccontati come se fosse un nostro amico colto, ma pur sempre comprensibile, a parlarcene. Questo è ciò che ha cercato e continua tuttora a fare Pino Farinotti, brillante critico cinematografico, giornalista e scrittore, che ha firmato diversi best seller tradotti in tutto il mondo, e che, nel 2003, ha ricevuto l’importante riconoscimento di “Benemerito della Cultura” dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

Poco prima dell’inizio della presentazione, la nostra redazione è riuscita a strappargli una breve (ma intensa) intervista, a tutto tondo sulla sua carriera e sul panorama cinematografico italiano.

“Storia di cinema”. Di che cosa parla?
Raccoglie una parte dei miei scritti, pubblicati su diverse testate cartacee ed on-line negli ultimi tre anni.

Ha da sempre questa passione per la scrittura?
E’ la mia genetica: scrivo come respiro. Ho scritto ventinove libri, undici romanzi ed ho inoltre tre film tratti da tre mie opere. Uno uscirà tra poco, incomincerà a settembre; un altro è tratto dallo scritto “Per giusto omicidio” e l’ultimo è il famoso “ 7 km da Gerusalemme”.
Posso dire che ho sempre scritto con grande facilità: questa passione per la scrittura credo sia insita in me stesso.

E quella per il cinema?
Sono come il bambino di “Nuovo cinema Paradiso” di Tornatore. Sono cresciuto in un cinema, il Cinema Massimo: il mio destino era segnato in partenza.

Che cosa l’ha condotta sul percorso della critica cinematografica?
Quando lavoravo alla Rusconi, sia nelle sue testate cartacee che su Antenna Nord, un giorno il fondatore Edilio mi chiamò e mi disse: “Si può fare un dizionario di tutti i film?”. Ed aggiunse: “Quanti sono?”. Io risposi che ce n’erano all’incirca ventimila e così abbiamo fatto due conti: dopo aver visto che potevamo farli stare in quattro volumi, abbiamo deciso di realizzarli.

La Palma d'Oro, simbolo e premio del Festival del Cinema di Cannes

Rimanendo in tema cinematografico, come commenta il Festival di Cannes di quest’anno?
Intanto, noi non abbiamo vinto: si conferma nuovamente che ormai non riusciamo più a vincere. C’era un tempo in cui vincevamo un premio, intendo uno dei maggiori (che sono Cannes, Venezia e l’Oscar), con una media di uno all’anno; ora invece ne riusciamo a portar a casa uno ogni quindici. Quest’anno ci hanno dato il contentino con la vittoria di Elio Germano, che ha comunque fatto una bella performance.
E’ stato un festival politico: basta pensare al pronunciamento di Germano o al film della Guzzanti, che non c’entrava nulla.

A proposito di Sabina Guzzanti, cosa ne pensa del suo discusso film “Draquila”?
La Guzzanti mi piace molto, però il tempo di quel tipo di satira e faziosità è finito: ormai quel filone si è esaurito, ma lei non lo capisce. E questo accade perché è troppo schierata.

Qual è il suo parere riguardo il cinema italiano? Crisi sì o crisi no?
Come dico sempre, noi eravamo i più bravi del mondo ed ora siamo tra … (ndr: i peggiori).
Non esiste una soluzione a tutto questo: siamo in una situazione difficile e complicata.
Ci sono svariati problemi, dai finanziamenti pubblici ai modelli che il cinema italiano continua a presentare: sono tristi e si può dire che non ci siano neanche più i generi. Siamo in una situazione veramente molto difficile.

La copertina del nuovo libro di Farinotti

Approfitto della sua competenza, per porle una domanda che mi sono sempre chiesta: quali sono le caratteristiche necessarie per rendere un film un successo per il pubblico, e quali per la critica?
Una delle didascalie che mi riguardano è “dalla parte del pubblico”.
Succede molto spesso che qualcuno, magari una signora, si avvicini a me e mi dica: “Guardi Farinotti, ieri sera ho visto un film che mi è piaciuto moltissimo, ma stamattina ho letto che è brutto e, sostanzialmente, la critica mi dice che, se mi è piaciuto, allora io sono un’idiota”.
Succede anche l’inverso. Spesso qualcuno mi ferma e mi dice: “ Ho visto un film che mi ha annoiato a morte, tanto da farmi venir voglia di uscire prima dalla sala. Poi, però, ho letto che è un capolavoro: quindi, se non mi è piaciuto, (anche in questo caso) sono un idiota”.
Ha ragione il pubblico?

Ma perché, in certe situazioni, la critica si differenzia così paradossalmente dal pubblico?
Si tratta di un discorso complesso: è un fatto di cultura, di impostazione, di puzza sotto il naso… glielo dico da critico.
E, infatti, da critico, sono ormai vent’anni che scrivo e faccio romanzi: è più bello e mi diverte di più.

La ringraziamo molto per la sua gentile disponibilità.
Grazie a voi.

Ringraziando nuovamente Pino Farinotti, poniamo i nostri ringraziamenti anche a Francesca Cassani ed Andrea Indini, per l’aiuto dimostrato nell’organizzazione dell’intervista.

Foto: MyMovies.it, HaiSentito.it

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