“Last of a Dyin’ Breed”: nuovo album in studio per i veterani Lynyrd Skynyrd

I Lynyrd Skynyrd sono una istituzione nell’ambito del rock made in Usa: in giro ormai dall’inizio degli anni ’70 fanno parte di quel ristretto gruppo di band che hanno forgiato il rock americano moderno, in particolare quello di stampo sudista. Chi fa rock negli Stati Uniti deve obbligatoriamente levarsi il cappello di fronte ai Lynyrd Skynyrd, instancabili musicisti che dopo decenni di onorata attività percorrono ancora in lungo e in largo gli States in tour interminabili che toccano anche l’Europa, dove la band è molto amata. La loro storia è lunga e travagliata, costellata da sfortune, intoppi e tragedie: il tristemente famoso incidente aereo del 1977 causò la morte di diversi componenti, decretando lo scioglimento della band.

Dieci anni dopo Johnny Van Zant, fratello minore del defunto cantante Ronnie, riunisce i membri rimasti. I Lynyrd Skynyrd ricominciano a macinare concerti e incidono nel 1991 un nuovo album, 14 anni dopo quel maledetto indicente aereo. Da questo momento la band torna in pianta stabile nel music business, sfornando numerosi album di buona qualità e portando il southern rock in giro per il mondo. Last of a Dyin’Breed esce domani in tutto il mondo: il tredicesimo album in studio della band è un buon disco, segno che i Lynyrd hanno ancora voglia di scrivere buona musica, nonostante numerosi cambi di formazione: la line up vede infatti al suo interno solamente due componenti storici, i due chitarristi Gary Rossington e Rickey Medlocke. Ma andiamo ad ascoltare i brani che compongono l’album.

Un riff blues in slide apre la titletrack Last of a Dyin’Breed, anticipando un riff dal grande impatto, incalzante e groovy. Un primo brano di sicuro ben riuscito, che sicuramente troverà spazio nella scaletta del nuovo tour della band. Segue One Day at a Time, brano più cadenzato, con un ottimo arrangiamento costruito su un felice giro di accordi e un ritornello da coro in perfetto stile Lynyrd Skynyrd.

Rickey Medlocke e Gary Rossington (foto via: pollstar.com)

Homegrown è un buon rock, dal sapore più moderno, perfetto per i passaggi in radio; mentre Ready to Fly è la prima ballata del disco, intensa e profonda, costruita sopra un bel giro di pianoforte, prima dell’entrata in scena delle chitarre, in un tipico arrangiamento classico, ma mai stancante. Mississipi Blood è un country blues paludoso al gusto di whiskey: un brano afoso, perfetto per un viaggio estivo in macchina. Si prosegue quindi con il ritmo incalzante di Good Teacher, un altro buon brano rock americano che si lascia ascoltare senza fatica.

Something to Live For è la seconda ballatona del disco: altro brano intensissimo dove la voce calda di Johnny Van Zant è l’assoluto protagonista, coadiuvata anche da un arrangiamento corposo e caldo. Life’s Twisted è pulsante, maestosa, bluesy, incalzante e potente. Uno dei migliori brani del disco. Si giunge quindi a Nothing Comes Easy altra iniezione di potente rock sudista, intinto nel blues, nel whiskey e nel sole caldo. Stesso discorso valido anche per la successiva Honey Hole, dai toni più pacati e sognanti. Start Livin’ Life Again conclude il disco: un marcio blues acustico e profondo, con un’altra ottima prova vocale di Johnny Van Zant.

Un ottimo album, corposo, di impatto e variegato, con la giusta alternanza di potente rock e ballate blues. Il duo Rossington-Medlocke alle chitarre è affiatato come non mai ed il resto della band è in forma e in palla (da segnalare l’entrata in formazione di Johnny Colt, storico bassista dei Black Crowes). La calda voce di Johnny Van Zant non ammette cali e il passare degli anni non sembra affliggere le corde vocali del maturo cantante.

A prescindere dal fatto che i Lynyrd Skynyrd originali erano un’altra cosa in termini di spessore musicale, innovazione, fascino, ed intensità; questo nuovo Last of a Dyin’Breed rappresenta un ascolto piacevole per tutti gli amanti del rock americano. Un album che mantiene alto il nome dei Lynyrd Skynyrd e giustifica ancora la loro presenza attiva sui palchi rock più importanti del mondo, nonostante siano passati parecchi decenni dal loro esordio.

Alberto Staiz

Foto homepage: www.simplemancruise.com

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