“Fuoco e Fiamme”: il nuovo album dei Finley

La copertina del disco

Tornano nei negozi i Finley con un nuovo album di inediti intitolato Fuoco e Fiamme. Nati nel 2002 a Legnano, i Finley esordiscono nel mercato discografico nel 2006 con l’album di debutto Tutto è Possibile. Immediato il successo, grazie anche ad una manciata di singoli fortunati e alla sapiente produzione di Claudio Cecchetto. I Finley diventano in poco tempo un realtà importante nel panorama musicale italiano. La loro carriera prosegue con la pubblicazione degli album Adrenalina e Fuori!, rispettivamente nel 2007 e nel 2010. Oggi esce questo nuovo Fuoco e Fiamme, quarto album in studio, che rappresenta un nuovo capitolo della loro carriera, una svolta significativa ed importante. Molti infatti i cambiamenti in seno alla band. Innanzitutto da segnalare l’abbandono del gruppo da parte dello storico bassista Stefano Mantegazza e l’entrata in formazione in pianta stabile di Ivan Moro.

Altra novità rilevante è la scelta della band di auto produrre il disco tramite la loro neonata etichetta discografica, la Gruppo Randa, lasciando da parte il mondo delle major discografiche e optando quindi per una scelta più libera e meno vincolata alle logiche del mercato. Una scelta coraggiosa che comporta rischi maggiori anche se a fronte di una accresciuta libertà artistico-compositiva. Ma veniamo alle singole canzoni dell’album.

In Questo Istante apre il disco con energia: un ottimo brano con un potente e azzeccato ritornello sullo stile dei Foo Fighters. Un riffone iniziale figlio del miglior hard rock anni ’70 dà il via a  Fuego, altro brano rock di potenza ed impatto: uno scatenato inno alla festa e al divertimento. Segue Il Meglio Arriverà, che vede l’illustre collaborazione di Edoardo Bennato. Un ballata sullo scorrere del tempo che va a pescare nel folk rock e nella canzone tradizionale italiana. La titletrack Fuoco e Fiamme è un brano dalla forte influenza punk rock, sostenuto da un ritornello efficace che entra in testa facilmente.

Si prosegue con La Mia Generazione: un brano rabbioso, manifesto generazionale dei giovani di oggi accusati di essere inconcludenti ma che in realtà spesso si trovano le mani legate da un sistema che inibisce i loro sforzi e soffoca nel precariato le poche opportunità che vengono loro offerte. Un brano di protesta dove musicalmente si sentono gli echi di Foo Fighters e Nirvana.

Si prosegue con L’Unica Paura Che Non Ho, classica ballata d’amore in salsa rock, che precede Un Giorno Perfetto, brano dal retrogusto pop rock fresco ed estivo, figlio dei recenti Negrita nella strofa e decisamente americaneggiante nell’assolo: un perfetto brano da autoradio. Con Bonnie e Clyde si torna a premere il piede sull’acceleratore: un riffone blues apre un brano piacevole e trascinante. Uno delle migliori canzoni del disco, che racconta la storia della coppia di fuorilegge più famosa della storia.

i Finley

In Eva il punk rock incontra il post grunge più incazzato: altro brano piacevole di un album che scorre liscio e veloce. Stella Polare è un altro fresco rock che profuma di estate e salsedine, musicalmente figlio del miglior rock italiano (richiami ai primi lavori di Ligabue). Altro ottimo brano perfetto per essere ascoltato al volante della propria macchina.

Con Fantasmi si torna a spingere sul gas: giro di basso pulsante, chitarra semplice ma efficacissima, in un altro buon brano. Ottimo il crescendo fino al rabbioso e ben riuscito finale. Da segnalare la presenza di Andrea Rock come seconda voce. Neve conclude l’album con delicatezza: un ballata con un tocco di elettronica che non stona, prima di Olympia, brano cantato in inglese, molto diverso stilisticamente dal resto dell’album.

Un album fresco, potente e ispirato. La scelta di auto produrre il disco è stata sicuramente azzeccata: i brani sono ben suonati ed ottimamente strutturati ed anche se talvolta le influenze musicali della band si fanno sentire con intensità, il risultato è un prodotto originale, sincero e molto maturo. Da segnalare anche una rinnovata maturità artistica nelle liriche, profonde, mai banali e anch’esse decisamente più mature rispetto al passato. Un piacevole ritorno di una band che, lasciando perdere il mondo delle major e delle sue intricate logiche discografiche, ha  probabilmente sfornato il suo capitolo discografico migliore, dimostrando una raggiunta maturità artistica e compositiva.

Alberto Staiz

 

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Una risposta a “Fuoco e Fiamme”: il nuovo album dei Finley

  1. avatar
    Valentina 20/06/2012 a 19:10

    Alberto, hai tutta la mia stima. Questo è un cd potente, irriverente e incredibilmente bello.

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