“Destini incrociati”: il teatro in carcere

Destini incrociatiDal 20 al 23 giugno si terrà l’iniziativa Teatro in Carcere dal titolo “Destini incrociati”, promossa dal Coordinamento Nazionale teatro in carcere e dal Teatro Popolare d’Arte col sostegno della Regione Toscana e con il patrocinio del Ministero della Giustizia, del Ministero dei Beni Culturali, della Fondazione Sistema Toscana e di intoscana.it. La Toscana è la prima regione che promuove esperienze di teatro in carcere, affiancandosi a quei movimenti culturali che, dagli anni Sessanta in poi, hanno contribuito a portare il teatro fuori dai teatri, ponendolo in relazione con gli aspetti più rilevanti della società: nel caso di “Destini incrociati”, si tratta di porre l’attenzione sul sovraffollamento delle carceri, carenza di personale, ritorno a un’idea di prigione prettamente esecutivo della pena, crescita del numero di detenuti stranieri e giovani.

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Tutti gli spettacoli della rassegna sono a ingresso gratuito. Alcune rappresentazioni si terranno all’interno degli stessi istituti penitenziari, dando l’opportunità a chi ne ha fatto richiesta di ammirare gli spettacoli direttamente nelle varie prigioni che hanno aderito all’iniziativa. Naturalmente, sarà necessario rispettare delle regole indispensabili per garantire la sicurezza degli spettatori e dello stesso istituto. Chi fosse interessato ad avere maggiori informazioni sull’evento, sul programma o sulle varie novità, può collegarsi al sito dedicato all’iniziativa. Il regista Gianfranco Pedullà, attivo con il suo Teatro Popolare d’Arte nella Casa circondariale di Arezzo, Prato e Pistoia, dichiara: «La produzione teatrale nata in carcere ci costringe a riconsiderare gli elementi primari della comunicazione scenica, il senso del teatro nella nostra società, le possibilità di creare un evento, un mistero, il manifestarsi di un rito teatrale non autoreferenziale, non estetizzante bensì operativo ed efficace. Un teatro che va oltre la prosa e che utilizza linguaggi nei quali le culture e le lingue possono incrociarsi, creando nuove alchimie sceniche. Il teatro in carcere appare, nei casi migliori, come un’esperienza teatrale popolare e, insieme, di elevata qualità artistica».

“Destini incrociati” unisce il piacere del teatro a un importante aspetto sociale: il carcere non dovrebbe essere visto come sterile ‘gabbia’ nella quale rinchiudere chi ha sbagliato, dovrebbe invece offrire ai detenuti l’opportunità di reintegrarsi nella società. Una società che cerca di recuperare i soggetti socialmente deviati è di sicuro vincente rispetto a quella che mira soltanto alla loro reclusione.

Tiziana Pagano

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Una risposta a “Destini incrociati”: il teatro in carcere

  1. avatar
    uras 19/06/2012 a 14:51

    Sapete niente circa #lafebbre che attraverserà Milano in autunno? Dicono che faccia muovere le gambe in continuazione!

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