“Brooklyn 11223″, continua la serie TV dagli stereotipi italo- americani

New York- Continua la saga dei bulli e ‘tamarri’ italo – americani a New York. Se mai qualcuno pensa che la televisione americana ha esaurito di ‘mungere’ il filone italo-americano si sbaglia di grosso. Dopo “Jersey Shore” (con il suo ‘fantastico’ cast), il reality show in onda ogni giovedì sera su Mtv, adesso su Oxygen (televisione del gruppo NBC-Universal) è la volta di un nuovo polpettone settimanale. Proprio così, è iniziato lo scorso lunedì 26 marzo “Brooklyn 11223”, con appuntamento settimanale, ogni lunedì sera, ore 11 p.m. Sebbene il pubblico si aspettasse (e le premesse erano anche positive) qualcosa di più divertente, meno volgare, il reality show si è rivelato uno dei tanti banali, irreali e noiosi programmi. Probabilmente qualcosa già si intuisce nel titolo. Infatti, il reality è girato a Brooklyn nella zona chiamata Bay Ridge, il cui codice di avviamento postale è 11209 e non 11223.

Ma lasciamo stare questi piccoli dettagli e concentriamoci sulla trama. Il reality racconta le vicende di amore, amicizia, ma soprattutto di litigi (a causa di uomini ovviamente) di donne italiano-americane ventenni. Tre le protagoniste principali ci sono Joey Lynn, Christie e Angelina. Presto Joey e Christie diventeranno rivali in quanto Christie accusa Joey Lynn di dormire con il suo fidanzato. Si verificheranno quindi una serie di storie che riguardano equivoci, intrighi, litigi e seduzioni.

Lo show è girato tra le vie di Brooklyn e mostra i paesaggi urbani di questo quartiere. Ne esce però, un quadro poco corrispondente alla realtà, che non punta per niente i riflettori su uno dei quartieri più ricchi e più trendy della Grande Mela. Infatti, lo show è girato per lo più nei bar, negli strip club e nei negozi di auto della zona. Tuttavia, se vi trovate per caso su un marciapiede nel Meatpacking District di Manhattan alle 2 o 3 del mattino, probabilmente vedrete qualcosa di molto simile a “Brooklyn 1223”: ubriachi che si dirigono barcollando verso i taxi, gente che urla per strada, ecc. Insomma un quadro abbastanza triste e desolante. Tutto l’opposto di quello che in realtà si aspettava il grande pubblico statunitense, o forse no? Magari gli americani già si aspettavano di vedere storie di italiani un po’’bulletti’ e tamarri, purtroppo…Come dargli torto?

E non finisce qui. Gli americani non si arrendono. Il 9 aprile, infatti, sul canale TLC debutterà un’altra serie tv che gioca sullo stesso stereotipo italo-americano. Si intitola “Mama’s Boy of the Bronx” e si potrebbeb tradurre più o meno “I bamboccioni italiani del Bronx”. I protagonisti non possono che essere un trentaseienne, Anthony, e sua madre Patti, il trentottenne Frankie e mamma Gina, Chip con la madre Camille, Giovanni e zia Gina e Peter con papà Gus. Una frase accomuna i mama’s boy: “Perchè mai dovrei sposarmi quando ho mamma che mi fa tutto?”.

Dopo “Mama’s Boy’s” al pubblico americano verrà offerta un’altra serie tivù, sempre lungo il filone Italian-American. Si chiama “Rambug” e prenderà il via il 5 maggio sul canale A&E. Tratterà le vicende di un gruppo di italo-americani di Brooklyn che lavorano come disinfestatori: anche qui siamo in pieno clima di bulli ignoranti e maschilisti, come una sorta di Rambo muniti di veleno per topi, cimici e scarafaggi.

Adesso, al di là dei vari reality, sorge una domanda: perché noi italiani siamo sempre un bersaglio facile e lasciamo che gli altri dicano quello che vogliono su di noi senza reagire?”. La risposta è più semplice del previsto, basta guardarsi un po’ intorno e vedere come ‘funzionano’ le cose qui nel nostro Paese…

Chiara Campanella

Foto via visconti.blogautore.espresso.repubblica.it; getgluestickers.comxfinitytv.comcast.net;

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