‘La zuppa di Martino’ di Carla Chiaramoni – La recensione

La zuppa di Martino

Una delle illustrazioni di Manuela Saccani

Il piccolo Martino ha grandi occhi azzurri, due pomelli rossi sulle guance e lo sguardo vispo. Oggi non ne vuole proprio sapere di mangiare, e protesta seduto sul tavolo della cucina. È stanco delle solite cose, oggi ha voglia di una zuppa che sappia di buono. E cosa vuol dire, risponde la nonna. «Si deve sentire l’inverno, quando è inverno. E l’estate, quando è estate». Detto fatto. La nonna chiude il fuoco sotto i fornelli e comincia con Martino un viaggio avventuroso alla ricerca degli ingredienti per una zuppa estiva che sprigioni l’odore e il sapore del mare.

Comincia così La zuppa di Martino, il libro per ragazzi edito da Zefiro, scritto da Carla Chiaramoni e illustrato da Manuela Saccani, una storia che si snoda delicata attorno al tema della stagionalità del cibo, del km zero, di uno stile di vita al passo con la natura. «Sono temi, questi, che mi stanno particolarmente a cuore – spiega la scrittrice Chiaramoni, al suo terzo libro per bambini. Ho avuto la fortuna di essere stata educata sin da piccola al gusto e ai sapori, avevo una nonna cuoca, e con lei ho appreso il piacere della cucina. L’invito che rivolgo ai bambini attraverso la storia è di assaporare le stagioni anche attraverso ciò che mangiano, di scoprire gli infiniti sapori che esistono, e che non è necessario andare a procurarsi lontano. Sono attorno a noi, a portata di mano».

Già, perché oggi siamo abituati ad altro, il mondo va da un’altra parte. Nei banconi del supermercato, le stagioni non si distinguono: puoi trovare le zucchine tutto l’anno, le fragole in febbraio. Trovi le ciliegie di origine argentina, gli asparagi del Cile, con tutto il loro peso di CO2, quello emesso per trasportare in aereo la merce fino in Italia.
Quello che invece la storia suggerisce a Martino e a tutti i bambini è di esercitare l’arte della pazienza, virtù che crescendo scopriranno così preziosa per ogni fatto della vita: saper aspettare la stagione giusta, per assaporare appieno un frutto o un ortaggio.

Con Martino non c’è solo la nonna. C’è il cuoco Roberto «con la pancia più grande della curva del mondo», il pescatore Lucio, insomma una cordata di adulti che sono disposti ad ascoltarlo e ad accompagnarlo in questo viaggio avventuroso. Con loro il piccolo impara a riconoscere gli odori e i sapori del mare e dell’estate: i pomodori «che sanno di terra e di sole», il prezzemolo che sprigiona «il profumo delle lucciole», tanti tipi di pesce speciale, perché speciale dovrà essere questa zuppa estiva. Il contatto con gli altri schiude a Martino nuovi mondi, gli permette di guardare l’ambiente naturale attorno a lui con occhi diversi, riacquistando quella curiosità e quello stupore che sono innati nei bambini, ma che l’abitudine al “tutto e subito” rende un po’ offuscati.

La zuppa di Martino

Una delle illustrazioni di Manuela Saccani

Lo spirito del km zero lo ritroviamo anche nelle illustrazioni che accompagnano la storia: all’acrilico e ai pastelli, Manuela Saccani abbina la tecnica del collage, realizzato con materiale di recupero, come giornali, riviste, carte di ogni tipo. Un assemblaggio di materiali diversi che restituiscono alle tavole una qualità espressiva di alto livello, associata a colori vivaci e brillanti, così come un ambiente di mare riesce a trasmettere.
«Queste tavole – spiega l’illustratrice – sono il frutto di un attento studio preparatorio sui personaggi e gli ambienti. Mi sono lasciata trasportare dalle emozioni del testo, ottenendo immagini che sono sì ispirate alla storia, ma allo stesso tempo evocative, lasciando al lettore lo spazio per immaginare».

La zuppa di Martino è un libro che attraverso i disegni e le parole sollecita i cinque sensi: l’odore della zuppa sembra di avvertirlo davvero, così come la salsedine del mare sulla pelle.

In fondo al libro troviamo anche la ricetta della zuppa: così la Chiaramoni ha pensato di accontentare anche i gusti delle mamme. Da mangiare possibilmente su una tavola che sappia anche lei di estate, magari con una tovaglia vivace arancione, e piatti con disegni di pesciolini azzurri, proprio come quella su cui Martino si ritrova a mangiare la zuppa, insieme ai suoi compagni di viaggio.

Carla Chiaramoni, La zuppa di Martino, Zefiro 2013, «Hamelin e le magiche terre» € 10,00

Valeria Nervegna

Immagini: courtesy dell’artista

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